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(5) I Valori del Costruito

L'intervento sull'edificato esistente deve misurarsi con questioni che richiedono le

conoscenze teoriche delle discipline coinvolte. Queste discipline, che si occupano del

costruito, hanno avuto il merito di porre l'attenzione sulle istanze culturali e sulle

ragioni di utilità e di necessità.

Se per i monumenti l'attenzione e la cura scrupolosa sono date per scontate, non è così

per gli edifici di contesto che possono essere sia recenti che storici. Una breve parentesi

da fare riguarda proprio quest'ultimo termine, infatti, cosa si intende per edilizia storica

non è univocamente stabilito: tutto ciò che esiste può essere visto come un qualcosa di

storico. In realtà possiamo discutere solo sul valore storico di un edificio, valutato in base

edilizia storica

alla sua età; nel nostro contesto, per intendiamo quella realizzata in

muratura tradizionale a setti portanti, quindi un'edilizia edificata prima dell'affermarsi del

calcestruzzo armato. In altre parole intendiamo l'edilizia realizzata fino ai primi anni del

'900. recupero edilizio restauro

Ritornando al nostro discorso, bisogna dire che i concetti di e di

non guardano più il singolo monumento o il singolo edificio, ma hanno spostato la loro

attenzione a tutto l'edificato, sia storico che recente.

Appare evidente che la conservazione di un centro storico e dell'edificato diffuso pone, in

primo piano, importanti problemi di tipo quantitativo; infatti si tratterebbe di farsi carico

di un numero difficilmente calcolabile di edifici, che compongono una realtà unitaria, e

quindi non possono essere scomposti singolarmente. Questo proprio perché una città, o un

centro storico, non sono solo un insieme di edifici, ma sono dei sistemi complessi in cui

troviamo l'edificato, gli spazi liberi, le relazioni che si vengono a istituire tra un edificio ed

un altro, ma anche tra un edificio e le reti stradali, ecc.

Quindi, quando si interviene su un edificato esistente, è importante paragonare la teoria e

la pratica dell'intervento con le reali possibilità (economiche, normative, tecniche, ecc.) in

relazione ai valori riconosciuti sull'edificato.

Anche se bisogna notare che in alcuni casi, la necessità di dare risposte ai problemi che si

pongono in ambito operativo, tenendo conto dei vari vincoli a cui il progetto è sottoposto,

ha comportato una equivoca attività di recupero degli edifici (anche storici), che ha

portato alla realizzazione di rozzi rinnovi che tengono conto solo dell'utilità e negano

questioni di carattere sociale, tecnico e culturale che interventi del genere richiedono di

considerare in primo piano.

L'edificato diffuso storico

e soprattutto quello deve essere riconosciuto come:

Bene Culturale;

 Bene Economico;

 Bene d'Uso.

Questo argomento, ancora troppo trascurato nella pratica professionale, richiederebbe di

approfondire criteri di analisi globale già quando si programma l'intervento, valutando i

caratteri positivi degli edifici (da conservare) e quelli negativi (da trasformare). La

decisione sulle reali possibilità di recupero e riuso degli edifici è da porre in relazione,

quindi, ai valori predominanti riconosciuti all'edificio. Le istanze conservative, a cui si

deve dare grande attenzione, devono relazionarsi con le concrete possibilità (entro le

quali le istanze devono attuarsi) e, cioè, devono relazionarsi con le funzioni insediabili e

con le risorse economiche disponibili. oggetto,

Ciò è importante perche le modalità di conservazione di un nel tempo, dipendono

anche dal rapporto società-oggetto; un edificio viene conservato solo se è compreso e

amato dalla gente, cioè se i valori rappresentati si rigenerano in modo da garantire la

sopravvivenza dell'edificio. Infatti, questi valori, rappresentano le attribuzioni di qualità che

rendono importante, significativo e degno di conservazione un edificio.

Naturalmente, l'insieme dei valori è strettamente connesso al valore della durata nel

tempo degli edifici; è proprio nella capacità di durare che le società umane hanno affidato

al costruire la possibilità di tramandare le proprie risorse, energie, simboli e valori, ed è

proprio grazie al tempo che le costruzioni assumevano i valori più importanti. Inoltre,

bisogna notare come l'ambiente costruito che è giunto a noi, ma anche la storia stessa

dell'idea di tutela, sono i risultati del continuo ampliamento delle categorie di oggetti in cui

si coglie l'esistenza dei valori, e il riconoscimento di questi valori non è mai univoco.

L'insieme dei valori rappresentati dal costruito non è riducibile a semplici letture estetiche,

dalla

simboliche o economiche; questo insieme , come scrive Di Battista, deriva

complessità delle relazione dell'uomo con il suo ambiente e dal riconoscimento dei

significati che ogni cultura attribuisce. Per questa ragione, nelle relazioni abitative dei

sistemi insediativi non può essere separato il significato d'uso da quello simbolico, la

fruizione abitativa complessiva da quella estetica.

Ruolo dell'Osservatore. Ogni processo conoscitivo richiede dati che l'osservazione ha il

compito di raccogliere, catalogare e classificare. Quindi con l'osservazione si intende

dare significato e dare un'organizzazione sistematica di quanto osservato. Ciò richiede

metodo analitico ed una base di conoscenze: infatti non vi sono "cose" osservabili

(anomalie, degradi, valori) se non vi sono occhi ed intelligenza preparati.

Se la conoscenza e l'esperienza consentono una osservazione in grado di fornire

informazioni più o meno obiettive e utili, non è possibile affermare la stessa cosa per

l'analisi dei valori dell'edificio, che si basa anche sull'esperienza dell'osservatore.

Infatti, la lettura dei fenomeni e dei valori dipendono dall

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/12 Tecnologia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher danialfa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologia del recupero edilizio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Pinto Maria Rita.

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