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CAPITOLO 4

L’APPROCCIO PRESTAZIONALE AL PROGETTO SUL COSTRUITO

4.1. Premessa

Il processo edilizio, rispetto al periodo preindustriale, ha visto diventare

rapidamente obsolete le tradizionali regole dell’arte, che hanno a lungo

rappresentato la codificazione di pratiche stabili consolidate nel tempo.

Oltre che alla trasformazione del progetto in programma, si assiste alla

complicazione del processo edilizio, che richiede tempi e costi crescenti.

Questa mutazione ha comportato un vuoto tecnico enorme, pagato in termini

di perdita di qualità del prodotto edilizio o di esagerati costi. Il tentativo di

reazione alla congiuntura negativa del settore edilizio si ha negli anni 80, 90

del Novecento, attraverso la manifestazione di positive volontà, concretizzate

nella impostazione di un nuovo approccio, quello esigenziale-prestazionale:

a partire dalle esigenze degli utenti l’obiettivo è quello di arrivare a definire la

qualità minima del prodotto edilizio e di controllarne gli esiti che dovranno

essere in grado di rispondere positivamente alle esigenze con prestazioni

misurabili, secondo una metodologia che dovrà sin dall’inizio tener conto dei

legami interni esistenti nei sistemi edilizi e dei legami esterni tra sistema

edilizio ed altri sistemi (sistema fisico, sistema economico, sistema sociale).

L’approccio prestazionale al progetto può essere considerato come un sistema

perché tiene conto delle interazioni del manufatto edilizio con ciò che lo

circonda. Concretizzandosi in attività progettuali orientate in base agli obiettivi,

piuttosto che in base ai mezzi con i quali conseguirli, l’approccio esigenziale-

prestazionale guarda all’insieme nella sua globalità, non basta trovare la

risposta in termini di prestazioni ai singoli componenti. Per definire la

prestazione di un oggetto occorre un metodo analitico di indagine ed è

indispensabile anche stabilire l’istante temporale in cui viene fatta la

rilevazione. Con “durata di vita” si intende quell’intervallo temporale che ha

inizio con l’istallazione o il montaggio dell’elemento tecnico e durante il quale,

in condizioni normali di esercizio, esso mantiene livelli prestazionali pari o

superiori al valore minimo funzionalmente richiesto.

In sintesi l’utente occupa un ruolo centrale all’interno del sistema concettuale

esigenziale-prestazionale. Egli esprime delle esigenze che discendono da

bisogni economici o fisiologici, alle quali occorre rispondere attraverso la

creazione delle condizioni atte a garantire il loro soddisfacimento.

4.2 Esigenze, requisiti, prestazioni

Ogni oggetto edilizio deve essere in grado di dare una serie di riposte a dei

quesiti, richiesti implicitamente o esplicitamente dall’utente, per il

raggiungimento di obiettivi, questi obiettivi sono il soddisfacimento delle

esigenze. Le esigente possono essere comuni sia ai singoli che alla collettività,

quantificabili o meno, oggettive o soggettive. Le esigenze si modificano con il

tempo, al variare delle abitudini e delle innovazioni tecnologiche recentemente

intervenute. Oggi sarebbe impensabile un alloggio senza servizi igienici interni,

senza acqua corrente e riscaldamento in ogni stanza; cinquanta o sessanta

anni fa queste condizioni erano ancora abbastanza normali.

Alcune esigenze, la maggioranza, possono essere definite solo in termini di

obiettivi e possono essere verificate solo in modo parziale, come le valutazioni

di fruibilità, gestione, ecc.

I requisiti possono essere definiti come le richieste rivolte ai componenti

edilizi perché questi abbiano caratteristiche tali da soddisfare determinate

esigenze, in condizioni di uso prefissate e in presenza di specifici fattori esterni.

I requisiti ambientali fissano gli obiettivi finali da raggiungere, ma la loro

soddisfazione viene mediata attraverso i requisiti tecnologici. Essi non

possono essere limitati a semplici dichiarazioni di principio, ma devono essere

quantificati ed espressi attraverso specifiche di prestazione. Le interferenze

che si possono verificare tra classi di requisiti producono le cosiddette

patologie edilizie.

Le prestazioni, cioè i comportamenti specifici che i vari componenti edilizi

sanno esprimere in esercizio, sono l’effettiva risposta ai requisiti di progetto.

Se l’esigenza è quella di garantire il benessere igrotermico in periodo invernale,

uno dei requisiti di progetto sarà quello di assicurare temperatura e umidità

relativa entro i valori noti (18-20°C; U.R. 40% circa). Per ottenere questi valori il

Documento preliminare alla progettazione dovrà definire ulteriori requisiti,

come p. es. quelli del valore della trasmittanza delle murature perimetrali, il

valore della temperatura delle superfici interne, ecc., e ciò, per certi versi,

indipendentemente dalle stratificazioni o dalle dimensioni della muratura

stessa. Importa verificare il risultato ottenuto dall’intero sistema,

indipendentemente (o quasi) dalla soluzione tecnica adottata. Di qui l’utilità di

capitolati prestazionali che si limitano a esprimere i requisiti che spazi,

componenti e materiale devono avere per il soddisfacimento delle esigenze,

prescindendo da forme dimensioni e altri parametri arbitrari. È compito del

progettista indicare le soluzioni tecniche più adatte, in risposta ai requisiti

richiesti.

Qui poi c’è un altro esempio, uno penso basti… Se vi interessa andate a pag.

81.)

Le esigenze hanno significato in base al contesto in cui sono espresse, i

requisiti hanno valore in base alle esigenze da cui derivano, le prestazioni sono

i comportamenti che i componenti sono in grado di attivare in risposta ai

requisiti, e quindi alle esigenze. Tutto questo secondo l’approccio prestazionale

ovvero, trattando il tutto nel suo insieme. Non basta che i vari componenti

rispondano singolarmente ai vari requisiti, ma che facendo ciò, siano in grado

di soddisfare requisiti di ordine superiore, ovvero quelli dell’edificio nel suo

complesso.

Quindi l’approccio esigenziale-prestazionale considera l’edificio come un

sistema.

4.3 Classi di esigenze

Le principali classi di esigenze definite dalla normativa sono quelle di Sicurezza,

Benessere, Fruibilità, Aspetto, Gestione, Integrabilità, Salvaguardia

dell’ambiente (UNI 8289:1981).

I requisiti ambientali pongono una serie di condizioni alle seguenti principali

categorie di esigenze:

Sicurezza, cioè la salvaguardia della incolumità delle persone nei

 confronti dei rischi strutturali, di quelli di incendio, di cadute, di

folgorazioni, di effrazione, di intrusioni indesiderate di animali o persone,

ecc.

Benessere, cioè di comfort, in ordine ai principali fattori igrotermici,

 acustici e luminosi.

Fruibilità degli spazi, cioè in relazione alla loro conformazione e

 dimensionamento, alla loro arredabilità, alla accessibilità da parte di

persone o cose, alla possibilità di fruirli in condizioni di tranquillità e

riservatezza, alla possibilità di riutilizzarli per altre funzioni o attività

(flessibilità, aggregabilità).

Gestione, cioè di quegli aspetti relativi alla pulibilità e manutenibilità ed

 ai costi di gestione.

Nel caso del progetto sul costruito bisogna considerare che l’oggetto esistente

è comunque in grado di offrire anche minime prestazioni. Il confronto tra

prestazioni in essere (ovvero quelle pres

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher danialfa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologia del recupero edilizio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Pinto Maria Rita.

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