Letteratura italiana contemporanea A.A. 2023/24
Prof.ssa Giuliana Benvenuti
Prof. Riccardo Stracuzzi
Venerdì 6.10
Ha insegnato dal 1975 al 2000 all’UniBo come ordinario di semiotica, Umberto Eco, morto nel 2016. Addio a Umberto Eco.
Nel necrologio di Eco, su Famiglia Cristiana: “l’uomo che sapeva tutto”. Trasformato in icona.
Nato nel 1932 ad Alessandria racconta che il suo cognome “Eco” sarebbe stato dato al nonno, figlio illegittimo: “Ex Caelis Oblatus”.
1940: ascolta alla radio il discorso di Mussolini dal balcone di Piazza Venezia.
1943-45: sfollato, in campagna, a Nizza Monferrato partigiani vs. tedeschi.
1954: laureato in filosofia, in particolare studioso di estetica, esce da laica Azione Cattolica, organizzazione di origine post-unitaria, in quegli anni collabora con la Chiesa, prima aveva compiti amministrativi al suo interno, esce per ribellione contro alla scelta politica di Azione Cattolica, sostegno della DC abbandona la religione, si dichiara ateo/laico, entra alla RAI, TV, comunicazione di massa TV, successivamente: crea uno standard della lingua in Italia.
Metà anni 50: Milano, laboratorio di fonologia musicale inizio della sperimentazione di musica elettronica Eco vi partecipa e inizia ad interessarsi a Saussure, linguista.
Entra nel Gruppo 63 intellettuali e artisti, artisti, pittori, musicisti, Gruppo 63, scrittori, saggisti, filosofi, architetti…, ribellione e critica, tentativo di rinnovamento della cultura italiana, allora in Italia dominano ermetismo e neorealismo, conosciuti dalle masse le loro posizioni sono influenti, i giornali “smorzano” la loro enfasi rivoluzionaria.
Opera aperta, apocalittici e integrati
Fra le prime opere: Opera aperta (1962), Apocalittici e integrati (1964) libri di estetica.
Opera aperta: come sono fatte le opere della modernità (*modern age: fine 800, inizio/prima metà 900)? Come possono gli artisti, anche autori come Joyce, produrre forme che tendono all’informale? tardo 900 come età dell’arte sperimentale, dell’avanguardia.
Opera aperta approfondita successivamente in appunti Apocalittici e integrati:
- Tema: cultura di massa, mezzi della comunicazione di massa es. canzonetta, fumetto, opere prodotte, es. fantascienza.
- Apocalittici e integrati secondo schemi per essere “merce”, gli scrittori che vogliono arrivare a tutti sono quelli che scrivono le opere destinate a diventare cultura “di massa”.
- Eco: due modi di affrontare la nuova “letteratura”: Eco definisce “apocalittici” gli intellettuali, in particolare Adorno e Zolla, che esprimono un atteggiamento critico e aristocratico nei confronti della moderna cultura di massa, e “integrati” coloro che ne hanno una visione ingenuamente ottimistica.
La posizione di Eco è mediana:
- Critica ai mezzi di comunicazione di massa nella loro capacità di persuasione.
- Non è necessario rinchiudersi e rifiutare la “nuova letteratura”.
Studia semiologia e semiotica si interessa degli aspetti logico-cognitivi della struttura del segno 1975: Eco, Trattato di semiotica generale.
Il nome della rosa e il dibattito pubblico
Settembre 1980: esce Il nome della rosa, diventa “scrittore” di un romanzo che fa scalpore è qui che Eco inizia a diventare “L’uomo che sapeva tutto” esce con la fama della doppia caratteristica di libro colto ma che si legge facilmente.
Tradotto nel 300, ma parla della storia contemporanea di Eco ambientato in 47 Paesi.
Interventi polemici di Eco, partecipazione attiva al dibattito:
- Lettera aperta a “L’Espresso” sul caso Pinelli, Appello contro il commissario Calabresi, 13 giugno 1971 Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico, “vola” giù dalla finestra del quarto piano della questura di Milano, mentre era detenuto illegalmente, dal commissario Calabresi, che indagava sugli anarchici successivamente si scoprirà che non aveva nulla a che fare con l’attentato di Piazza Fontana e che non si è buttato.
- Giornali accusano Calabresi successivamente Calabresi accusa a sua volta per diffamazione.
Strategia della tensione (1969-1984 ca.) e anni di piombo: intellettuali che scrivono la lettera attaccano magistratura, polizia e istituzioni del tempo Eco è uno di questi. Due fronti che si “combattono”.
Rapimento Moro, presidente della DC detenuto per 55 giorni, poi viene trovato il cadavere in una macchina a Roma, ucciso dalle Br.
Colpire quale cuore? Eco scrive un articolo, del primo comunicato dopo l’uccisione di Moro Eco sostiene l’esistenza del SIM, organizzazione sovranazionale che gestisce le politiche statali.
Lunedì 9.10, mercoledì 11.10, venerdì 13.10
Il nome della Rosa: considerato dalla critica il primo romanzo propriamente postmoderno scritto in Italia.
Postmodernismo
- Corrente.
- “Post” incertezza nella definizione di quest’epoca tutte le altre, medioevo, rinascimento, romanticismo…, non sono la post di qualcosa, es. romanticismo non è post illuminismo, ma romanticismo.
- Il modernismo aveva un rapporto forte con la tradizione, vissuta come “angosciante”, e aveva un’idea di conoscenza della tradizione per innovare, a livello stilistico e contenutistico si parla di “angoscia dell’influenza” perché si inizia a pensare che tutto sia stato già detto come si fa ad innovare se tutto è già stato scritto?
- Nuovi sistemi di comunicazione telematici, sempre più rapidi, rete di spostamenti globali fitta, possibilità di comunicare istantaneamente con l’altra parte del globo rischio di una standardizzazione, determinata dal capitalismo globale stesse merci e abitudini in ogni angolo della Terra si può girare il mondo senza andare lontano da casa, culture locali.
- Fluidità, mancanza della rigidità dei compiti e dei ruoli, che caratterizzava la modernità fluidità della postmodernità, spostamenti, ruoli non più fissi.
- Il postmodernismo nasce negli USA con un sincretismo architettonico molto spiccato mescolanza di stili, materiali, influenze, suggestioni.
- Letteratura: pastiche forma di “riuso” di materiali e forme tradizionali all’interno dei testi contemporanei mescolanza di elementi tradizionali e contemporanea, di materiali “pop” e tradizionali.
Italo Calvino e le Lezioni americane
Italo Calvino, romanzo influenze di più culture, più epoche es: Lezioni americane: I. Calvino.
Calvino si pone il problema della compiutezza formale dell’opera artistica, trama, inizio, svolgimento, finale: come si può, in una realtà frammentata, pretendere che anche il romanzo non sia frantumato?
Romanzo del XX sec.: idea di un’enciclopedia aperta, il mondo è in evoluzione, non è ancora possibile definire una gnoseologia ultima enciclopedia, idea di esaurimento della conoscenza dell’uomo sul mondo, racchiudendola in un’unica opera, aperta, e sono in ossimoro fra loro, chiusura, circolarità vs. “aperta”.
Idea di una totalità potenziale, congetturale, plurima. Calvino romanzo si trova in una tensione fra:
- L’idea di un intreccio fra tanti eventi eventi vari si intrecciano e raccontano un’unica storia, che ha un principio, uno sviluppo e una fine se un romanziere raccontasse tutta la vita di tutti i personaggi del romanzo, non finirebbe mai il romanzo Calvino: romanzieri fanno fatica a “chiudere” il racconto con una singola storia, trovandosi di fronte alle infinite congetturali trame possibili.
- Unica storia.
Calvino, Lezioni americane, molteplicità: molteplicità lega le opere del modernismo e del postmodernismo Calvino si augura che l’apertura alla molteplicità non significhi ricadere in una “giungla” di frammenti insignificanti, a cui non è più possibile dare un senso molteplicità sì, entro certi limiti, ma non entropia non bisogna perdersi nel labirinto del caos-mondo, ma bisogna sempre cercare di trovarne il senso, specialmente se si vuole cambiarlo.
Tensione in Calvino conduce allo scetticismo attivo:
- Scetticismo attivo come “senso del gioco e della scommessa nell’ostinazione a stabilire relazioni tra i discorsi e i metodi e i livelli” (Calvino).
- Consapevolezza della difficoltà dell’impresa di trovare un senso al caos-mondo, ma continuando a cercare il senso al mondo una sorta di “ricerca sempre frustrata ma sempre rinnovata” (per citare Montale).
Stabilisce un nesso mediato con la realtà “letteratura combinatoria” (Lezioni Americane, Leggerezza) Calvino: realtà come qualcosa grigio, opaco, che rischia di schiacciare Leggerezza come mezzo di difesa, una necessità parlare direttamente della realtà equivarrebbe a rimanere intrappolati in un gorgo negativo, esserne travolti necessità di guardare la realtà in modo mediato, di darle un senso da distaccati distanziamento funzionale a comprendere meglio e, potenzialmente, a cambiare la realtà stessa; mutamento dello sguardo, “allontanamento” dalla realtà per vedere qualcosa che, standoci immersi dentro, non si potrebbe vedere, cfr. Joyce, multi-focalizzazione.
Calvino riprende il mito di Perseo: Medusa, la realtà, se guardata direttamente negli occhi, pietrifica per sconfiggere la Medusa bisogna trovare un altro modo di guardarla Perseo, per non essere pietrificato e ucciderla, vola in alto e guarda l’immagine di Medusa riflessa nello scudo di Atena/Minerva, e le taglia la testa sconfitta di Medusa determina la nascita del cavallo alato, Pegaso, che permette di volare e vedere tutto dall’alto letteratura deve impegnarsi per aiutare l’uomo ad assumere un “giusto” sguardo sulla realtà.
Fra le strategie di distanziamento dalla realtà, di riflessione “mediata”, c’è l’ironia usata da Eco rappresentazione velata della realtà attraverso il romanzo storico, parla anche del presente senza parlarne direttamente.
1979: Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore.
1980: Eco, Il nome della rosa difficoltà di approcciare la realtà, per evitare di farsi pietrificare, difficoltà di innovare molti romanzi postmoderni parlano della difficoltà di scrivere romanzi metaromanzi, romanzo che parla di scrivere romanzi da parte di uno scrittore, cfr. Se una notte d’inverno un viaggiatore.
Iper-romanzi: romanzo che cerca di mantenere un senso tenendo insieme la frammentarietà, di avere una chiusura nonostante le storie frammentate e infinite ma alla fine riesce a giungere alla chiusura.
Fra gli iper-romanzi vi sono i metaromanzi, che parlano della difficoltà di scrivere romanzi.
Calvino, Il castello dei destini incrociati meccanismo delle svariate “combinazioni” attraverso un mazzo di carte.
Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore, romanzo su altri romanzi metaromanzo.
Scrivere non consiste più nel raccontare, ma nel dire che si racconta il lettore non può “estraniarsi” dalla propria realtà e immergersi nella realtà del romanzo.
Il protagonista del romanzo, il Lettore, vuole immergersi in un romanzo, ma per cause esterne, es. errore nella copia del romanzo, accidenti esterni, non riesce mai a finire quel romanzo Calvino immagina diversi inizi di romanzi che non terminano, mostrando la sua incredibile capacità, avrebbe potuto scrivere un romanzo per ogni incipit che ha scritto, essendo tutti incipit incredibilmente promettenti.
Nome della rosa e collaborazione autore-lettore
Anche in Eco, rapporto fra le opere: Lector in fabula e Opera aperta:
- Lettore modello: è il lettore che ha in mente l’autore mentre legge il testo, e che quindi capirà tutto è una proiezione dell’autore.
- Opera aperta: testo come “macchina pigra che genera interpretazioni” per funzionare ha bisogno dell’intervento, della cooperazione del lettore “reale” opera deve inglobare e scardinare l’orizzonte d’attesa del pubblico, che è ciò che fa Se una notte d’inverno un viaggiatore.
- Lector in fabula, la cooperazione interpretativa nei testi narrativi funzionamento del testo: cooperazione fra autore-modello e lettore-modello.
Nome della rosa: strategie:
- Ironia, distanziamento.
- Intertestualità, citazione, riuso di materiali tradizionali, colti…
- Pastiche, commistione delle forme e dei generi.
- Ricezione, lector in fabula.
- Semiotica.
- Uso della storia pieno di anacronismi.
È un memoriale: Azzo da Melk, in età anziana, scrive ricordando eventi che gli sono capitati in gioventù.
Prologo: opera come traduzione di una traduzione di un libro introvabile cfr. Promessi Sposi, espediente del manoscritto ritrovato livelli di mediazione, stratagemma di distanziamento, maggiore qui rispetto ai Promessi Sposi distanziamento sottrae peso all’autorialità, è come se Eco non fosse l’autore, non si prendesse la responsabilità di ciò che dice.
Ambientazione: primi decenni dell’XIV sec.
Papa è ad Avignone, Imperatore Ludovico il Bavaro guerra feroce e sanguinosa che procede attraverso scomuniche e condanne al rogo da parte dell’Inquisizione potere religioso è tutt’altro che unicamente spirituale.
Ordini religiosi: francescani, in contrasto con la mondanità della Chiesa, benedettini, gelosi delle loro ricchezze, temono che le scorribande gliele sottraggano, domenicani, difensori della purezza della fede sia contro il Pontefice che contro gli eretici.
Voce narrante: monaco Azzo da Melk racconta da vecchio ciò che gli è accaduto da giovane, negli anni della sua formazione il suo maestro, Guglielmo da Baskerville coppia investigativa: Azzo-Baskerville, richiama la coppia Watson-Holmes.
Guglielmo viene chiamato in un’abbazia benedettina, di cui non si ha l’esatta ubicazione, ma si sa che è del nord Italia, per risolvere una disputa teologica fra francescani e domenicani, su quale sia il confine per i francescani per non diventare eretici e su quanto i francescani, predicando il pauperismo, possano poi portare a rivolte esterne contro la chiesa, per sottrarre le ricchezze.
Arriva il giorno in cui viene trovato, fuori dalle mura, il cadavere di uno dei monaci.
Rapporto difficile fra Guglielmo e l’abate Abbone, scontro fra Guglielmo e il bibliotecario Malachia e il vecchio bibliotecario cieco Jorge difendono l’accesso alla biblioteca del convento, contiene libri ritenuti “fuorvianti”.
Jorge dimostra avversione verso il riso, risata secondo lui deformerebbe il volto e la percezione della verità.
I monaci dell’abbazia iniziano a morire uno dopo l’altro Guglielmo capisce che la biblioteca è il cuore del mistero.
Guglielmo, come investigatore, cerca indizi e dà delle interpretazioni, raccoglie dati empirici ed elabora la pianta della biblioteca forma mentis e razionalità/logica di Guglielmo anacronistici rispetto al tempo in cui Eco ambienta il romanzo, Medioevo Eco: dentro il Medioevo ci sono i segni di uno sviluppo delle categorie con cui interpretare il mondo.
Motivo delle morti: pagine di un libro che viene sfogliato bagnando il dito con la saliva.
Nell’abbazia si nasconde un ex rivoltoso, che ha partecipato alle rivolte e ai saccheggi e si è salvato dall’inquisizione.
La biblioteca nell’abazia: intanto arrivano le delegazioni papali e imperiali, domenicani e francescani, incaricate di trattare un patteggiamento. L’incontro fallisce, e viene individuato come autore degli omicidi il frate cellario col suo aiutante, sospettati di praticare magia nera e assassinio. Guglielmo, tentando di evitare che venga incolpata una giovane innocente di eresia, rischia di essere accusato, in quanto francescano, di eresia.
Temi e finalità
- Regime inquisitorio difficile da sostenere.
- La Chiesa si difende dall’eresia e chi si trova vicino a potenziali eretici è anch’egli a rischio simile agli anni di piombo, piombo sia per le pallottole che per la pesantezza del clima, ben descritto da questo clima medievale dove l’inquisizione opera.
Entrato in biblioteca, Guglielmo e Adso trovano il vecchio Jorge che mangia le pagine del secondo libro della Poetica di Aristotele, libro che non possediamo, parlerebbe del comico, ossia del modo in cui “ridere” della verità, pur di eliminarlo nel tentativo di strappare la Poetica dalle mani di Jorge, Guglielmo fa cadere una lanterna biblioteca prende fuoco.
Il bibliotecario, Jorge, è colui che ha avvelenato il secondo libro della Poetica, per impedire la lettura di questo libro secondo lui pericolosissimo.
Enorme biblioteca, piena di conoscenza, che va in fiamme, fine del libro.
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