Estratto del documento

Umberto Eco i limiti dell'interpretazione

Introduzione

La semiotica si occupa di semiosi, ovvero un’azione che sia o coinvolga una cooperazione di tre soggetti come esempio: il segno, il suo oggetto e interpretante, questa è anche chiamata influenza tri-relativa. L'interpretazione è un meccanismo semiosico che spiega non solo il nostro rapporto con i messaggi elaborati intenzionalmente da altri esseri umani, ma ogni forma di intenzione dell’uomo con il mondo circostante. È attraverso i processi di interpretazione infatti che noi cognitivamente costruiamo mondi attuali o possibili.

Idealismo magico: è quando si assume che l’unica decisione spetta all’interprete. Il problema filosofico dell’interpretazione consiste nello stabilire condizioni di interazione tra noi e qualcosa che ci è dato la cui costruzione obbedisce a certe costrizioni.

Capitolo 4.1 Le condizioni minimali dell'interpretazione

Molti aspetti dell’universo, anche se non sono in sé semiosici, possono comunque essere avvicinati in senso semiotico. Nonostante ciò è importante definire che cosa la semiotica può spiegare e che cosa non può spiegare.

Differenza tra semiosi e semiotica, è importante distinguere che cosa è una e cosa è l’altra, in particolare definiamo semiotica= un discorso teorico sui fenomeni semiotici, mentre la semiosi= è un fenomeno.

Secondo Peirce la semiosi è “un’azione o influenza che è o implica una cooperazione di tre soggetti, il segno, il suo oggetto e il suo interpretante, tale che questa influenza tri-relativa non si possa in nessun modo risolvere in azioni fra coppie”. La semiotica è invece “la disciplina della natura essenziale e delle varietà fondamentali di ogni possibile semiosi”. Importante da ricordare è che la semiosi di Peirce non prende in considerazione il soggetto cosciente o interprete.

Dunque si ha un processo semiosico quando: all’interno di un determinato contesto culturale un dato oggetto può essere rappresentato dal termine rosa e il termine rosa può essere interpretato da fiore rosso o dall’immagine di una rosa, o da un’intera storia di come si coltivano le rose. Nei termini peirciani, si utilizzerebbero rispettivamente, Oggetto dinamico per intendere il dato oggetto, il rappresentamen ovvero da cosa è rappresentato e l’Oggetto immediato per indicare il significato del rappresentamen. Quindi:

  • Oggetto dinamico è “l’oggetto in sé poiché obbliga il segno a determinarsi alla sua rappresentazione”
  • Oggetto immediato è “l’oggetto come il segno stesso lo rappresenta e il cui essere è così dipendente dalla rappresentazione che se ne da nel segno”

Significazione e comunicazione

L’interprete è presupposto nel processo di comunicazione ma non è necessario che sia in un sistema di significazione, ovvero un sistema di istruzioni che faccia corrispondere per esempio fiore rosso all’espressione rosa. La nozione di sistema è molto più ampia di quella di sistema di segni, il caso del sistema sintattico, nella forma più semplice si considera una sintassi come un algoritmo che genera stringhe di elementi e discrimina fra quelle accettabili e non, per avere un sistema di segni bisogna associare le stringhe del sistema sintattico Alfa costituito da una serie di elementi quali (+,-,*,%), a stringhe di un altro sistema sintattico, Beta che organizza quattro elementi (acqua, fuoco, aria e terra) quindi unendo i due sistemi otterremo per esempio che:

  • + - % sta per “Acqua”
  • - * + sta per “Fuoco”

L'interpretazione

Quando si associa un sistema sintattico ad un sistema semantico ogni stringa permessa dal sistema sintattico può essere interpretata poiché si può dire che +-% significa acqua, ma anche perché acqua a sua volta può essere interpretata da H2O, o da liquido potabile trasparente, o da immagine di acqua. In un sistema semiotico qualsiasi contenuto può diventare a sua volta nuova espressione che può essere interpretata da un’altra espressione. Nell’interpretazione oltre al fatto che un’espressione può essere sostituita dalla sua interpretazione, accade anche che questo processo è teoricamente infinito o indefinito, e che quando usiamo un dato sistema di segni possiamo sia rifiutare di interpretare le sue espressioni che scegliere le interpretazioni più adeguate secondo diversi contesti. È infatti un principio semiotico che ogni fenomeno possa essere inteso come semiosico quando lo si prende come segno di qualcos’altro, ma dire che ogni fenomeno può essere inteso come semiosico non significa che ogni fenomeno sia semiosico. Se c’è un sistema di segni appartiene alla mia competenza e rappresenta una regola semiotica che uso per interpretare degli eventi come se essi stessero comunicando qualcosa a me.

Stimolo risposta

Prendiamo in considerazione due casi:

  • Premo un pulsante e suona una campana
  • Dico rosa e qualcuno risponde “intendi un fiore rosso”

Premendo il pulsante aziono un processo che non può che terminare con il suono della campana, mentre emettendo rosa, aziono un processo che può terminare con diverse risposte, es: “intendi participio passato femminile del verbo rodere”, “intendi la parola pronunciata da Gertrude Stein” “non capisco perché me lo stai dicendo”. Dunque se il primo fenomeno è basato su un meccanismo di stimolo risposta, il secondo richiede un confronto tra l’espressione ricevuta e un dato sistema di segni, più la decisione di interpretare l’espressione. Il processo di stimolo risposta è diadico: A provoca B e deve essere presente per poter suscitare B un processo stimolo risposta è certamente una sequenza causale e conosciamo molte sequenze di causa effetto in cui il lasso temporale fra A e B è consistente. Il processo semiotico è invece un qualcosa di triadico: o A o B è assente ed è possibile vedere uno dei due come segno dell’altro sulla base di un terzo elemento C chiamato processo di interpretazione azionato attraverso il ricorso al codice. Esistono tra l’altro due modelli astratti:

  • Modello triadico: in cui fra A e B c’è una serie impredicibile e parzialmente infinita di C
  • Un modello diadico in cui A provoca B senza alcuna mediazione. C’è uno non-spazio tra A e B, uno spazio di cieca necessità e di determinazione inevitabile.

Lo spazio C

Nello spazio C sappiamo ha luogo un fenomeno che è rilevabile semioticamente: nei contesti comunicativi, gli esseri umani non emettono segni nel vuoto ma essi parlano a e in mezzo ad altre persone che parlano a loro volta. Sistema segni nella semiotica di Eco: “l’espressione x sta per un contenuto che nel contesto 1 sarà y e nel contesto 2 sarà k”. Un simile formato ad istruzioni rappresenta il tipo di competenza che ci consente di interpretare un segnale di arresto all’incrocio tra due strade perpendicolari. Tale modello può essere però complicato considerando le conseguenze legali e fisiche che seguono al rifiuto di obbedire alle istruzioni, in questo contesto lo spazio C nel quale vengono interpretate le istruzioni potrebbe essere caratterizzato da tratti quali:

  • Il ricevente può sospettare che il mittente menta.
  • Il ricevente non conosce il codice.
  • Il ricevente capisce il messaggio e decide di ignorarlo.

Questi tratti presuppongono però che il soggetto sia cosciente. Come ritiene Celada.

La semiosi senza coscienza

Supponiamo di installare un sistema costituito da tre torri poste sulla cima di tre colline, ognuna distante tre chilometri dall’altra. Nella prima torre viene installato un dispositivo meccanico 1 che emette un segnale elettrico A quando qualcuno entra nella torre. Nella seconda torre metto un dispositivo 2 che accende una lampada quando una fotocellula riceve il segnale emesso dal dispositivo 1, questa relazione è una relazione necessaria, il dispositivo 2 riceve il segnale emesso dal dispositivo 1 e reagisce in un’unica maniera possibile. Nella terza torre invece installiamo un dispositivo 3 istituito in questo modo: quando vedi una lampada accesa alla seconda torre distruggi la torre 1 con un raggio laser, ma solo nel caso in cui:

  • È lunedì
  • Amleto è incerto di essere o non essere
  • Il verbo essere è inteso nella terza ipotesi del Parmenide di Platone

Al dispositivo 3 viene dunque richiesto di identificare contesti inediti e ristrutturare il suo sistema di istruzioni e quando il dispositivo 3 è in grado di fare ciò si parla allora di intelligenza artificiale. Per portare a termine il suo compito il dispositivo 3 deve fare delle abduzioni.

Le abduzioni

È un processo inferenziale (ipotesi) che si oppone alla deduzione in quanto la deduzione parte da una regola, considera il caso di quella regola e inferisce automaticamente un risultato necessario. Es se qualcuno dovesse dire rosa, io non so se si riferisce al fiore rosso o al participio passato di rodere. Ipotizzo che il parlante sia un floricoltore e scommetto sulla prima interpretazione se l’abduzione sarà incoraggiata dal contesto. In parole semplici l’abduzione è un procedimento tipico mediante il quale nella semiosi si è in grado di prendere decisioni difficili quando si seguono istruzioni ambigue.

Il riconoscimento

È sempre un processo triadico perché è sempre il confronto tra due occorrenze e un tipo. Es: vedo una matita, ricordo la matita che ho usato ieri e decido che entrambe sono la stessa matita perché le confronto con il mio tipo mentale X. Il processo è triadico perché non è necessario che tutti i tratti della matita che conservo nella memoria coincidano con i tratti della matita percepita attualmente. È soltanto per mezzo del riconoscimento che siamo infatti in grado di riconoscere qualcuno visto 10 anni fa anche se il suo peso, la quantità di peli della sua barba e le rughe sul suo volto sono cambiati. Riconosco X, oggetto della mia percezione attuale, come lo stesso X2, oggetto della mia percezione passata, se ho conservato nella mia memoria un tipo astratto X che ha tenuto conto solo di alcuni tratti pertinenti.

Modelli e metafore

Max Black ha distinto persuasivamente fra l’uso linguistico delle metafore e l’uso scientifico dei modelli. Ci possono essere sia modelli in scala che modelli analogici, in entrambi i casi un modello seleziona un insieme di tratti pertinenti dell’oggetto che rispecchia o che mappa. I modelli in scala mirano a riprodurre la forma dell’oggetto originale, i modelli analogici invece mirano a riprodurre soltanto strutture astratte dell’oggetto originale. Essi riproducono inoltre l’oggetto originale su un supporto diverso e per mezzo di una diversa rete di relazioni. In questo caso per esempio il funzionamento di una lingua umana può essere preso come modello per dei fenomeni biologici, o viceversa. Ma dovrebbero valere almeno due condizioni:

  • Si deve sapere che la mappa non è il territorio
  • Le proprietà del modello dovrebbero essere conosciute meglio delle proprietà dell’oggetto da definire.

La semiosi illimitata e deriva 4.6

Da un punto di vista storico si possono identificare due idee di interpretazione. Da un lato si assume che interpretare un testo significhi metterne in luce il significato intenzionato dall’autore o in ogni caso, la sua natura oggettiva, la sua essenza, che in quanto tale è indipendente dalla nostra interpretazione. Dall’altro lato, si assume invece che i testi possano essere infinitamente interpretati. Tale attitudine verso i testi riflette un’attitudine corrispondente nei confronti del mondo esterno. Interpretare= reagire ad un testo del mondo o al mondo di un testo producendo altri testi. Le due opzioni sono esempi di fanatismo epistemologico. La prima è esemplificata da vari tipi di fondamentalismo e varie forme di realismo metafisico. In questo caso la coscienza si da come adaequatio rei et intellectus. L’opzione alternativa rappresentata nei suoi termini più estremi, la semiosi ermetica.

La deriva ermetica

La caratteristica principale della deriva ermetica ci è sembrata essere l’abilità incontrollata nello slittare da significato a significato, da somiglianza a somiglianza, da una connessione all’altra. La semiosi ermetica contrariamente a quanto fanno le teorie contemporanee della deriva, non asserisce l’assenza di un significato universale univoco e trascendentale. Essa assume che ogni cosa può rimandare a qualsiasi altra cosa proprio perché c’è un soggetto trascendente forte, l’Uno neoplatonico. Esso essendo il principio della contraddizione universale, estraneo a qualsiasi determinazione e dunque contemporaneamente il tutto, il nulla, e fonte indicibile di ogni cosa, fa sì che ogni cosa si connetta a ogni altra grazie a una ragnatela labirintica di mutui riferimenti.

Deriva ermetica e semiosi illimitata

La semiosi ermetica può evocare la semiosi illimitata di Peirce. In prima istanza, certe citazioni tratte da Peirce sembrano confermare il principio di una deriva interpretativa infinita. La semiotica di Peirce è infatti basata su un principio fondamentale: “Un segno è qualcosa conoscendo il quale conosciamo qualcosa di più”. Al contrario, la norma della semiosi ermetica sembra essere che: “Un segno è qualcosa conoscendo il quale conosciamo qualcos’altro”. Conoscere di più significa che, nel passaggio da interpretante a un altro, il segno riceve sempre maggiori determinazioni sia per quanto concerne l’estensione che l’intensione. Procedendo nella semiosi illimitata, l’interpretazione si avvicina, anche se in modo asintotico, all’interpretante logico finale, e a un certo stadio del processo interpretativo, abbiamo una conoscenza maggiore del contenuto del reprentamen da cui la catena interpretativa aveva preso avvio. In effetti sappiamo qualcosa in più sul segno perché lo interpretiamo “in some respect or capacity”. La semiosi è virtualmente illimitata ma i nostri scopi cognitivi organizzano, incorniciano e riducono questa serie indeterminata e infinita di possibilità. Nel corso di un processo semiosico ci interessa sapere solo ciò che è rilevante in funzione di un determinato universo di discorso. La deriva ermetica invece potrebbe essere definita come un caso di neoplasma connotativo. Il fenomeno della connotazione può essere rappresentato dal diagramma suggerito da Hjelmslev:

E C E C

Il diagramma vorrebbe dare un’idea della crescita connotativa di tipo canceroso:

C E E C E C

In cui a un certo punto un’associazione semplicemente fonetica apre una nuova catena pseudo-connotativa in cui il Contenuto del nuovo segno non dipende più dal Contenuto del primo. In tal modo si assiste ad un fenomeno di deriva analogo a quello che si verifica in una catena di proprietà a, b, c, d, e, f, g, h, in modo che ogni cosa abbia in comune solo alcune proprietà con le altre. Alla fine non c’è nessuna proprietà in comune che unisce A a E se non quella di appartenere alla stessa rete di somiglianza di famiglia. Nel momento in cui perveniamo alla conoscenza di E ogni nozione riguardante A è ormai scomparsa. Le connotazioni proliferano in modo canceroso così che a ogni grado ulteriore il segno precedente viene dimenticato, obliterato, poiché il piacere della deriva sta tutto nello slittamento da un segno all’altro e non vi è scopo al di fuori del piacere stesso per il viaggio labirintico che si compie tra i segni o le cose.

Se invece dovessimo rappresentare il processo della semiosi illimitata, probabilmente dovremmo abbozzare un diagramma del genere:

E C C E C E C

In cui ogni Oggetto Immediato di un rapresentamen viene interpretato da un altro segno, e così via, potenzialmente all’infinito. In questo modo si produce una sorta di crescita del significato globale della prima rappresentazione, un insieme di determinazioni, dato che ogni nuovo interpretante spiega su una base diversa l’oggetto di quello precedente e alla fine si conosce di più sia del punto d’origine della catena, che della catena stessa.

La semiosi illimitata e decostruzione

Se la semiosi illimitata non ha nulla a che fare con la deriva ermetica, viene però citata un’altra forma di deriva, quella celebrata dalla decostruzione. Secondo Derrida, un testo scritto è una macchina che produce un indefinito differimento. Avendo per natura una “essenza testamentaria”, un testo gode oppure soffre dell’assenza del soggetto della scrittura e della cosa designata o del referente. Quando un segno soffre dell’abbandono del suo autore o del suo referente non significa necessariamente che questo segno non abbia un significato letterale. Derrida mira dunque ad instaurare una pratica per sfidare quei testi che sembrano dominati dall’idea di un significato definito, definitivo e autorizzato. Vuole sfidare quella metafisica della presenza strettamente legata a un concetto di interpretazione basato sull’idea di un significato definitivo, vuole mostrare il potere del linguaggio, e la sua capacità di dire più di quanto non pretenda di dire letteralmente. Una volta che il testo è stato privato dell’intenzione soggettiva che starebbe dietro esso, i suoi lettori non hanno più il dovere o la possibilità di restare fedeli a questa intenzione assente. È così possibile concludere che il linguaggio è preso in un gioco di significanti molteplici, che un testo non può incorporare nessun significato univoco e assoluto, che non c’è un significato trascendentale, che il significante...

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 26
Riassunto esame Scienza semiotica e del linguaggio, Prof. Cervelli Pierluigi, libro consigliato I limiti dell'interpretazione , Umberto Eco Pag. 1 Riassunto esame Scienza semiotica e del linguaggio, Prof. Cervelli Pierluigi, libro consigliato I limiti dell'interpretazione , Umberto Eco Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza semiotica e del linguaggio, Prof. Cervelli Pierluigi, libro consigliato I limiti dell'interpretazione , Umberto Eco Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza semiotica e del linguaggio, Prof. Cervelli Pierluigi, libro consigliato I limiti dell'interpretazione , Umberto Eco Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza semiotica e del linguaggio, Prof. Cervelli Pierluigi, libro consigliato I limiti dell'interpretazione , Umberto Eco Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza semiotica e del linguaggio, Prof. Cervelli Pierluigi, libro consigliato I limiti dell'interpretazione , Umberto Eco Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Scienza semiotica e del linguaggio, Prof. Cervelli Pierluigi, libro consigliato I limiti dell'interpretazione , Umberto Eco Pag. 26
1 su 26
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cappe2003 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza semiotica e del linguaggio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Cervelli Pierluigi.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community