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Islamistica

Prospettiva descrittiva e poi storico-critica = privilegiare un metodo di studio che considera un percorso più ampio; essenzialisti = offrire una presentazione di una data realtà schematica semplice da comprendere ma per questo motivo riduttiva.

L'atteggiamento essenzialista nei confronti dell’Islam veicolata da:

  • Orientalismo → una tradizione di studi occidentali sull’Islam che ha avuto origine con il colonialismo. 1798: le società musulmane hanno conosciuto la prepotenza europea. Il colonialismo ha contribuito a un sapere essenzialità di questa società. Il termine è stato coniato da Edward Said, il quale pubblica Orientalism (1978): critica in maniera acuta e feroce la produzione di alcuni grandi orientalisti europei/americani colpevoli di aver rappresentato le società arabo-islamiche come realtà caratterizzate da una natura essenziale e immutabile, facilmente descrivibile e controllabile politicamente. Secondo Said è stato prodotto un dualismo dove l’occidente è culturalmente superiore e per questo pretende di poter esercitare il diritto di controllo sull’oriente.
  • Fondamentalismo: Islam → religione monoteistica, è un fenomeno complesso che resiste alle categorizzazioni. Parlare di religione implica un insieme di elementi (punti di fede, scrittura sacra, luoghi sacri, figure di autorità) che danno forma all'esperienza con il divino. Secondo Filoramo la religione è un’esperienza umana in cui si verifica e prende forma la relazione con il divino coinvolgendo credo, pratica e società. Alcuni sostengono che sia qualcosa di più di una religione perché coinvolge anche degli elementi non religiosi come la politica.

Il califfato = istituzione politica simbolica attraverso i quali i musulmani governavano i territori conquistati.

Islamistica = studio islam ≠ Islamismo = i movimenti fondamentalisti moderni di matrice islamica che associano un progetto politico con un'ideologia religiosa, movimenti islamisti = islam politico, es. al Qaeda, talebani. Abbraccia varie forme di attivismo con obiettivo politico o geopolitico. È convinzione degli islamisti che esiste un Islam puro e originario che va ripristinato. È un atteggiamento che assume diverse forme: propaganda, dottrina lotta politica/armata.

Un’ideologia = complesso di idee e valori attraverso il quale un gruppo giustifica i fini e i mezzi delle loro azioni per preservare o costruire una realtà.

Punti di vista

Punti di vista (noi adottiamo il punto di vista esterno e interno)

Quando affrontiamo lo studio di una tradizione religiosa dobbiamo decidere che punto di vista adottare. Spesso il punto di vista interno non coincide con il punto di vista esterno. Il credente vede all'origine della religione un atto di intervento divino nella storia ≠ lo storico tende a concepire la formazione di una grande tradizione religiosa come un processo lungo e complesso durato nei secoli. Le narrazioni / fonti ci raccontano la società prima di Muhammad e poi ci raccontano la profezia = origini dell’Islam. Dio interviene nella storia attraverso il profeta che riceva la profezia attraverso l’arcangelo Gabriele, la parola ricevuta è chiamata “rivelazione”. Le parole di Dio a Muhammad sono raccolte nel Corano. L’Islam terrà insieme le terre conquistate dagli arabi: dall'Andalusia al nord Africa fino all’India del nord. Penisola arabica oggi intendiamo un territorio molto vasto: Hijaz (lungo Mar Rosso) la culla dell'Islam; regione centrale Najd. Quando si parla di Arabia preislamica nelle fonti, si intende la regione dell’Hijaz e le regioni centrali desertiche.

Storia, preistoria e mito

Tradizione pre-islamica: molti racconti sull’Arabia pre-islamica e la sua religiosità. L’arabicità è un elemento forte che persiste nell’immaginario odierno. Molto spesso Islam - Arabi sono sovrapposti (ma oggi la maggioranza di Arabi vivono nel sud-est asiatico e non sono arabi). Arabi pre-islamici: popolazioni nomadi, in relazioni conflittuali, forma di idolatria che ha origine dalla corruzione di un originario monoteismo. Ci sono vari dei/idoli adorati dalle singole tribù. Origini da un culto monoteista unitario il cui centro era la Mecca. La preistoria dell’Islam è incentrata sulla storia di Abramo e Ismaele.

Ciò che ci racconta la tradizione → il monoteismo fu portato da Abramo in tempi molto antichi in Arabia. I contenuti non sono identificabili. Abramo secondo la tradizione si recò alla Mecca molteplici volte:

  • Per lasciare la concubina Hagar e il figlio Ismaele perchè la moglie di Abramo si era ingelosita. Abbandona così i due: Hagar e Ismaele, in pericolo di vita vengono salvati da un angelo che indica loro una sorgente: la sorgente di Zamzam da cui entrambi si dissetarono e sopravvissero;
  • Per restaurare con Ismaele la Ka’ba, edificio cubico, grande santuario dell’Islam, stato donato da Dio ad Adamo e che venne rovinato dal diluvio. Nella restaurazione vennero stabiliti i riti del pellegrinaggio: circoambulare la Ka’ba in senso anti-orario.

Abramo così introdusse il monoteismo alla Mecca. Ismaele alla Mecca sposò le donne del luogo da cui nacque la progenie degli arabi (similitudine con la genesi in cui Dio consola Abramo promettendogli che da Israele avrebbe dato origine a una grande Nazione). Gli arabi sono i discendenti di Ismaele, questi divennero così numerosi che dovettero abbandonare la Mecca ma per ricordarsi della Ka’ba e in segno di rispetto per essa, ne presero delle pietre/parti e nei luoghi in cui si insediarono costruirono nei santuari intorno a queste pietre/parti praticando gli stessi riti imparati da Abramo e il figlio. I riti per venerare l’unico Dio arabo.

Con il tempo si sarebbe persa la venerazione monoteista perchè si aggiunsero delle pietre ai santuari → venerati 360 idoli (+ importante: Hubal). Parallelamente si continuava a venerare Allah, ovvero il Dio di Abramo, in particolare durante il pellegrinaggio nonostante la corruzione del culto abramitico originario nel corso del tempo, decadendo, con una religiosità politeista. Una pratica devozionale che, secondo la tradizione, permane nel tempo che segue. Quindi gli arabi pre-islamici continuavano a recarsi alla Ka’ba, praticando specifiche forme di venerazione, in cui si invoca il Dio Unico, questi arabi si chiamano “talbiya” dichiarando di non associare nessun altro nella venerazione.

Talbiya = pronunciare “al tuo servizio o Dio, al tuo servizio”, ancora oggi in uso. Quindi la religione pre-islamica viene presentata come un paganesimo idolatrico in cui permane la figura di Allah e l’usanza di recarsi alla Ka’ba. Questi elementi testimoniano la resistenza di un antico culto monoteista che con la predicazione di M venne restaurata. La tradizione dice che al tempo di Mohammad c’erano degli individui chiamati “Hanif” (= anche nel Corano, per riferirsi ad Abramo, che indica l’essere monoteisti e applicata ad Abramo come il primo monoteista nella storia dell’umanità), né ebrei né cristiani, si separano dagli idolatri e partono alla ricerca del Dio unico.

Il Corano

Il Corano → Omiletico: andamento predicativo ed esortativo. Cioè ci sono anche narrazioni, storie ma con finalità didattiche per insegnare un messaggio particolare al lettore ma fondamentalmente non racconta nel dettaglio i fatti / i personaggi. Ma evoca episodi, figure. Somiglianze con la Bibbia ebraica, i Vangeli e utilizza quei materiali, rimodellandoli per veicolare il messaggio che interessa al testo. Prettamente evocativo, non descrittivo e narrativo.

Lettura del Corano: Sura = capitolo del Corano; Aya = versetto.

29:65 → La sura del ragno

Viene descritta la religione preislamica in maniera polemica, in quanto riconosce il Dio di Abramo ma gli accosta altre figure → Idolatria, atteggiamento sbagliato nei confronti di Allah. Questa “mescolanza” di monoteismo e politeismo viene chiamata nel Corano: “Shirk” = l’atto di associare al Dio Unico, Allah dei compagni nella venerazione.

La nave/il viaggio: metafora di pericolo. Quando queste persone si sentono insicure, nel viaggio, in pericolo riconoscono Allah.

Li mette in salvo: quando è Dio che li salva, ritornano al loro culto.

Gli attribuiscono dei consoci: ritornano al loro culto, quindi associano ad Allah dei compagni nella venerazione.

3:95-97 → La sura della famiglia di ‘Imrān

V. 95 → Si incita a seguire la religione di Abramo, un monoteista, non Mushrik.

Dì: è Dio che ordina al suo messaggero di recitare le seguenti parole.

Allah ha detto la verità: Dio è veridico.

Non era politeista: non era un’idolatra.

Mushrik / -un = coloro che praticavano shirk, cioè che associano a Dio dei compagni nell’adorazione. Usato anche dalla tradizione per indicare gli idolatri, con la reminiscenza del culto abramitico.

V. 96 → si riferisce al santuario della Mecca, la Ka’ba, Bekka è un altro nome per Mecca (Makka in arabo).

V.97 → il versetto esorta i credenti a compiere il pellegrinaggio al santuario, si conclude con una modalità tipicamente coranica: con un avvertimento per chi non segue queste indicazioni, chi lo nega, chi è miscredente, sappia che Allah è onnipotente e non ha bisogno degli uomini, restituisce il nesso tra Abramo, un antico santuario e il pellegrinaggio + enfasi sulla figura di Abramo: elemento necessario per la presentazione della figura di Muhammad e la sua carriera profetica, che è chiamato a diffondere per ripristinare l’antico monoteismo di Abramo.

Due dimensioni temporali

Elemento di continuità tra il pre-islam e l’Islam → la figura di Abramo.

Elemento di discontinuità → nel senso che le fonti descrivono il tempo pre-islamico come il tempo dell’ignoranza (di Dio), utilizzato con il termine “Jahiliyyaa” (= il tempo prima dell’Islam, 6:151-153).

Jahil = essere ignoranti, ignorante. Colui che non sa.

Quindi la tradizione chiama il tempo prima dell’Islam → “ignoranza”, un scelta di questo termine che veicola una discontinuità tra i valori e pratiche dell’Arabia pre-islamica e quelle del nuovo tempo dell’Islam. Un tempo nuovo che porta con sè la conoscenza di Dio, sua caratteristica fondamentale, il tempo della chiamata e diffusione del messaggio di Muhammad che segna un cambiamento nell’etica, nella morale e nei costumi. La Jahiliyya viene mostrata nella tradizione, con il suo eco nel Corano, con un tempo caratterizzato da costumi barbari (es. uccidere bambine appena nate). Tempo dell’Islam → porta una separazione netta da quei costumi barbari, porta nuove condizioni per le donne, per l’eredità, per i legami matrimoniali, per i cibi leciti o illeciti, porta serenità e tranquillità…

Ci interessa una storia delle rappresentazioni che utilizza certi temi, convenzioni letterarie. La funzione di tale rappresentazione per una rottura radicale con il tempo prima dell’Islam (negativo). Mette in risalto il nuovo tempo, la nuova etica, la nuova morale portate dal nuovo messaggio di Dio.

6:151-153 → La sura dei greggi

Tema: shirk, norme etiche e morali del nuovo tempo dell’Islam, porta il messaggio di Dio alle turpitudini dell’epoca dell’idolatria, fine apologetico.

V.152 → orfani: venivano trattati male, rappresenta per eccellenza l’elemento debole della società.

La figura di Muhammad

La figura di Muhammad come la tradizione ci descrive la vita del profeta.

Esempio di un musulmano ideale e perfetto. I testi della tradizione indicando le origini della religione, in un ottica interna del credente, strettamente associate alla biografia del profeta. Agli inizi del VII secolo alla Mecca. La biografia di Mohammad svolge una funzione di contesto per il Corano, ciò significa che ha utilizzato la vita del profeta per contestualizzare il Corano e essa è stata utilizzata come esempio, modello normativo, una guida per i musulmani.

All’inizio del Seicento i gruppi arabi sotto la guida carismatica di Muhammad, la cui leadership è di carattere politico e religioso. Muore nel 632, i suoi seguaci (compagni del profeta) crearono il califfato (= quell’istituzione politica e religiosa che assicura la continuazione della leadership di Muhammad dopo la sua morte).

Tradizione: un’insieme di testi che trasmettono le storie della vita di Mohammad, tradizione in quanto testo trasmesso, prima oralmente e ora trascritto.

La tradizione si preoccupa molto della cronologia della vita di Muhammad, che scandisce il percorso di vita sia di Muhammad che di altre figure autorevoli.

Cronologia

  • Data di nascita → sconosciuta, le fonti la fanno coincidere con l’anno dell’Elefante (Q. 105 sembra accennare agli eventi, espressione che ricorda l’attacco di un esercito da parte del re abissino, verso la Mecca con un elefante).
  • Riceve la rivelazione → 40 anni (nella letteratura religiosa tardo-antica è un numero simbolico che indica l’età in cui l’uomo è al meglio delle sue capacità fisiche, mentali e spirituali. Implica moltitudine, completezza e perfezione.)

Questi testi non usano la cronologia per dimostrare la veridicità delle storie che trasmettono ma si preoccupano di manifestare dei valori numerici armonici che sono ricorrenti. La cronologia ha un significato, esempio: il giorno Lunedì 12 del mese di Rabi I, tutti gli eventi simbolici della vita di Mohammad vengono fatti accadere in questa giornata. Comunicano delle corrispondenze eccezionali possibili solo per intervento divino, può essere possibile solo perchè Dio si manifesta profondamente, è segno dell’eccezionalità di Muhammad (straordinario, colui che è stato scelto da Dio, descritto poi come “la più perfetta delle creature”).

* Uso del condizionale indica che nella religione ci sono dei punti interrogativi e non è corretto fissare come vero ciò di cui non si ha la certezza. Possibile data di nascita nel 570, in quanto si attesta indicativamente la rivelazione nel 610.

Santuario importante perchè legato ad Abramo. Muhammad orfano di padre, prima e di madre (Amina) poi, venne affidato allo zio Abū Tālib, il fratello del padre. Khadija donna vedeva presso la quale Muhammad lavora e di cui poi diverrà sua moglie, ruolo importante sostiene il messaggio ricevuto dal marito. Muhammad inizia a compiere dei ritiri spirituali sul monte Hira, fino a che non incontrò un angelo che lo investì nel ruolo di messaggero di Dio. L’angelo viene identificato come l’arcangelo Gabriele, che gli dice “recita nel nome del tuo signore.. ” e gli viene ordinato di recitare i primi versetti della sura 96 del Corano, è la sura del grumo di sangue. Ci viene raccontato che lui si spaventa, parla con Khadija, si confronta con il cugino cristiano Waraqa ibn Nawfal e gli assicura che quello che lui ha vissuto indica che è stato eletto da Dio come profeta e suo messaggero. I primi suoi sostenitori sono Khadija, Ali/Abu Bakr.

M comincia a predicare prima segretamente, poi sempre più apertamente. Le prime rivelazioni rivelano l’unicità divina, l’eminenza del giorno del giudizio (escatologia). La predicazione è difficile i meccani mushriqun non lo ascoltano, lo osteggiano e lo ostacolano. La tradizione ci parla di un gruppo di seguaci di M che lascia la Mecca e si spostano in Abissinia, nel frattempo M continua a vagare nelle località circostanti la Mecca, finché non troverà aiutanti a Yathrib, la futura Medina, che gli prometteranno aiuto, questo primo gruppo è costituito da 12 seguaci (importanza dei numeri), l’anno dopo diventano 73 e M decide di andare a stabilirsi a Yathrib che è un’oasi agricola dell’Hijaz, dove vivono 3 grandi tribù ebraiche insieme ad altre tribù arabe. Arrivato lì M si aspetta che gli altri seguano il suo messaggio, perché credeva che la sua predicazione il messaggio fosse molto simile a quello ebraico ma le cose non andranno così.

Hijra (Egira) = la migrazione di M dalla Mecca a Yathrib, poi islamizzata Madinat al-nabi ovvero la “Città del profeta” o più semplicemente Madina/Medina). A Yathrib si istituisce il luogo di culto, il giorno di preghiera del venerdì e altre istituzionalizzazioni della pratica religiosa (digiuno, pellegrinaggio).

Dopo la morte del profeta alcuni suoi compagni inizieranno un nuovo calcolo del tempo partendo dalla migrazione: anno 1 AH/622D.C. (anno 1 dopo l’anno dell’Egira). La Hijra, la migrazione, anno importantissimo che dimostra come monoteismo e idolatria non potessero convivere perciò c’è l’esigenza di un atto fondante che sancisca la separazione tra le due dimensioni religiose.

* Nelle più antiche iscrizioni e nei documenti più datati del 7 secolo non troviamo indicazioni che dicono che la hijra fosse il punto di partenza della nuova era, si usa effettivamente una nuova datazione che però non viene connessa alla migrazione del profeta, un nuovo calcolo del tempo e che segna il dominio degli arabi ma non ha ancora una coloritura esplicitamente islamica.

Medina

Medina diversi gruppi con atteggiamenti diversi verso Muhammad:

  • MuHaJiRun: gli emigrati sostenitori di Mohammad e si sono spostati con lui;
  • Ansàr: i sostenitori, coloro che da Yathrib, Medina poi, hanno accettato il messaggio di Mohammad;
  • Munafiqun: gruppi di medinesi che fanno finta di credere ma in realtà sono ipocriti perché sono contro a Mohammad;
  • Ebrei: 3 clan che assumeranno un atteggiamento molto polemico vs il messaggio di Mohammad.

* Tutti questi termini sono presenti nel Corano per indicare i gruppi di persone che adottano un atteggiamento diverso nei confronti del messaggero del Corano.

Muhammad emerge come figura

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Scienze politiche e sociali SPS/11 Sociologia dei fenomeni politici

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lara.lagomarsino1999 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Islamistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Bori Caterina.
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