Estratto del documento

Captivi – Plauto

Prologo

Due prigionieri che vedete stare qui, quelli che stanno in piedi, ambedue stanno in piedi, non sono seduti. Voi mi siete testimoni che ciò che io dico è verità. Il vecchio che abita qui, Egione, è il padre di questo. Ma egli serve il suo stesso padre in questo modo (o per questo patto), io ve lo dirò ora, se porgete attenzione.

Questo vecchio ebbe due figli; un servo rapì uno, fanciullo di 4 anni, e da ciò fuggendo lo vendette in Elide al padre di questo qui. Adesso capite ciò? Benissimo. Per Ercole! Quello più lontano dice di no. Avvicinati. Se non c'è un luogo dove sederti, c'è dove passeggiare, poiché obblighi l'attore a essere un mendicante. Io non ho intenzione di essere distrutto per causa tua, che tu non sbagli.

Voi che potete essere censiti per la vostra ricchezza prendete il resto; non mi importa nulla di approfittarne del bene altrui. Quello schiavo fuggiasco, come ho detto prima, fuggendo da casa, vendette il padrone, che aveva rapito, al padre di costui. Egli dopo che lo comprò, a questo suo figlio lo diede come eccezionale, poiché l'età era quasi contemporanea. Ora questo è schiavo di suo padre in casa e il padre non lo sa; infatti in verità gli dei hanno noi uomini come palle da gioco.

Tenete conto di come abbia perso l'uno. Dopo che gli Etoli combattono contro gli Eleii, come accade in guerra, l'altro figlio viene catturato. Il medico Menarco lo compra in quello stesso luogo, in Elide. Questo comincia a comprare prigionieri elei, se potesse trovare qualcuno con cui scambiare il suo - quel prigioniero: questo non sa che quello che è in casa è il suo. E poiché ieri venne a sapere che è stato catturato un cavaliere eleo qui di nobilissima condizione e di nobilissima origine, non risparmiò denaro perché risparmiasse il figlio.

Affinché possa essere più facile ricondurlo a casa, compra questi due qui dal bottino dei questori. Ma finsero quest'inganno tra loro due, secondo questo patto questo servo di qui lasciò andare a casa il suo padrone; pertanto scambiano tra loro l'abito e i nomi: quello là è chiamato Filocrate, questo Tindaro; quello di questo qui, questo di quello oggi assume la sembianza. E questo oggi scioglierà quest'inganno abilmente, renderà il suo padrone in possesso della libertà, allo stesso modo salverà suo fratello, e reduce libero in patria lo renderà al padre, ignaro, così come spesso già in molte circostanze qualcuno ignaro fece più bene che un previdente.

Ma questi ignari escogitanti così prepararono e inventarono con il loro intrigo un inganno e così di sua volontà questo rimase presso suo padre in schiavitù. Così ora l'ignaro serve il suo stesso padre. Quanti sono gli uomini, quando rifletto! Questa vicenda è trattata da noi, per voi una commedia. Ma c'è ancora poco di cui vorrei avvisarvi. Certamente converrà dare attenzione a questa commedia: non è stata fatta in modo banale né egualmente come le altre, né vi sono dentro versi sconci indicibili; qui non c'è il lenone spergiuro, né la cattiva prostituta, né il soldato fanfarone.

Non abbiate timore, poiché ho detto di esserci una guerra degli etoli contro gli elei. Le battaglie avverranno là fuori, fuori dalla scena. Infatti ciò è quasi sfavorevole con materiale scenico comico d'un tratto che noi tentassimo di mettere in atto una tragedia. Perciò se qualcuno aspetta una battaglia, provochi una lite; se si sarà imbattuto in un avversario più forte, io farò in modo che osservi una battaglia non lieta, a tal punto che dopo ognuno odierà guardare. Vado via. Statevi bene, giudici giustissimi in pace, e guerrieri ottimi in guerra.

Atto I

La gioventù mi diede il nome di Sgualdrina, poiché sono solito essere invocato al banchetto. So che i derisori dicono che questa parola è assurda, ma io sostengo che è giusta; infatti l'amante chiama a sé la sgualdrina nel banchetto, quando getta i dadi. Dunque è invocata o no la sgualdrina? Indubbiamente. Infine dei conti noi parassiti più chiaramente, per Ercole!, i quali mai alcuno né voca né invoca. Come topi mangiamo sempre il cibo altrui.

Quando le ferie iniziano, quando gli uomini vanno in campagna, allo stesso tempo iniziano le ferie per i nostri denti. Come le lumache quando fa caldo si nascondono in segreto, vivono del loro stesso umore, se la rugiada non cade, ugualmente i parassiti si nascondono iniziate le ferie miseri in segreto, si nutrono del loro umore, finché in campagna vivono gli uomini ai quali vivono alle spalle.

Iniziate le ferie, noi parassiti siamo cani da caccia; quando finiscono le ferie, voraci, odiosi e molto molesti. E qui però, per Ercole!, se questo parassita non è capace di tollerare ceffoni e di farsi rompere pentole in testa, conviene andare anche fuori dalla porta Trigemina a fare il facchino. C'è qualche pericolo che ciò accada a me. Infatti dopo che il mio sovrano è caduto nelle mani dei nemici (così ora gli Etoli fanno guerra contro gli Elei; infatti questa è l'Etolia, laggiù in Elide è stato catturato Filopolemo, figlio di questo Egione, del vecchio che abita qui, questa cosa è per me deplorevole, ogni volta che la vedo, piango).

Ora questo cominciò questa ricerca spregevole e principalmente estranea alla sua natura in grazia del figlio; fece commercio di uomini prigionieri, nel caso in cui possa trovare qualcuno con cui scambiare suo figlio. Certamente io desidero che raggiunga enormemente; poiché se non riprende quello, non c'è niente che riprenda me. Nulla gioventù nulla è la speranza: tutti amano se stessi. Soltanto quel giovane è di antiche abitudini, di cui mai calmai il volto gratuitamente. Il padre è degnamente costumato sulle sue usanze. Ora mi dirigo verso lui. Ma si è aperta la porta, da cui spesso io uscii rimpinzato a sazietà.

Scena II (Egione, Sferzatore, Ergasilo)

EGIONE Che tu stia attento: a codesti due prigionieri che ieri ho comprato dal bottino dai questori; metti una catena per ciascuno, togli quelle più grandi con la quale sono legati. Lascia passeggiare, sia fuori che dentro, se vogliono; ma che siano sorvegliati con grande attenzione. Il prigioniero libero è simile all'uccello selvaggio: una volta se viene data l'opportunità nel fuggire, basta, mai potresti prenderlo in seguito.

SFERZATORE Senza dubbio più volentieri siamo liberi che schiavi.

EGIONE Tu almeno non sei sembrato così.

SFERZATORE Se non c'è qualcosa che io (ti) dia, forse vuoi che me la dia... a gambe?

EGIONE Se darai, io avrò subito qualcosa da darti.

SFERZATORE Renderò me stesso simile a un uccello selvaggio, come dici.

EGIONE Così come dici; poiché se avrai fatto, ti darò alla gabbia. Ma basta con le parole. Occupati di ciò che ho ordinato e allontanati. Io andrò presso il fratello dagli altri miei prigionieri; vedrò che di notte non abbiano sconvolto qualche cosa. Di là su.

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 11
Traduzione letteraria Captivi, Plauto Pag. 1 Traduzione letteraria Captivi, Plauto Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 11.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Traduzione letteraria Captivi, Plauto Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 11.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Traduzione letteraria Captivi, Plauto Pag. 11
1 su 11
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofiam13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura latina i e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Bianco Maurizio Massimo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community