I TESSUTI (cap. 8)
I tessuti vegetali possono essere classificati in meristematici e adulti, i primi hanno cellule indifferenziate
dalla cui attività mitotica traggono origine tutti gli altri tipi di tessuti, i secondi hanno cellule pienamente
differenziate che nella maggior parte dei casi non si dividono.
I meristemi primari e secondari
I tessuti meristematici che derivano direttamente dal tessuto embrionale sono detti meristemi primari, dalla
loro divisione e differenziamento si originano i tessuti primari che assieme costituiscono il corpo primario.
I meristemi primari sono localizzati all’apice del fusto e delle radici e sonno responsabili della crescita in
lunghezza. Tra questi sono compresi i meristemi intercalari, costituiti da gruppi di cellule che mantengono la
capacità di dividersi ma si trovano tra i tessuti definitivi adulti.
I meristemi secondari (o cambiali) si trovano nell’individuo adulto tra i tessuti definitivi, non sono presenti
in tutte le piante e dalle divisioni delle loro cellule si formano i tessuti secondari che nel complesso formano
il corpo secondario. Essi si formano da cellule mature preesistenti che riacquisiscono la capacità di dividersi
tramite un processo di “sdifferenziamento” e sono responsabili della crescita in diametro di fusto e radici. Si
distinguono in cambio cribro-legnoso e cambio subero-fellodermico.
Accrescimento e differenziamento delle cellule vegetali
Dopo la divisione cellulare, le cellule embrionali e meristematiche iniziano un processo di differenziamento
che varia in base alla loro posizione finale nell’organo di sviluppo e non da un destino prestabilito nella fase
embrionale (effetto posizione). La cellula, durante il differenziamento, modificherà anche la sua
composizione arricchendosi di organelli specializzati in base alla funzione che dovrà ricoprire.
Il processo inizia con una fase di determinazione a cui segue la crescita per distensione in cui il vacuolo si
espande creando degli spazi intercellulari pieni di aria a causa di una crescita non uniforme in tutte le
direzioni.
Tessuti parenchimatici: clorofilliano, di riserva, acquifero, aerifero
I tessuti parenchimatici sono i più presenti e fungono anche da riempimento. Sono composti da cellule che
mantengono la capacità di dividersi anche da adulte e svolgono un ruolo fondamentale nella riparazione delle
ferite e nella genesi dei meristemi secondari. Hanno vacuoli molto ampi e vengono classificati in:
Parenchima clorofilliano (o fotosintetico): anche detto clorenchima, svolge la fotosintesi e
possiede pareti cellulari molto sottili e facilmente attraversabili da luce e sostanze gassose. Sono
ricche di cloroplasti e si trova principalmente nel mesofillo fogliare e sotto l’epidermide dei fusti
giovani.
Parenchima di riserva: specializzato nell’accumulo di sostanze di riserva di vario genere, può
contenere amiloplasti (amido secondario), elaioplasti (lipidi) e proteoplasti (proteine). È localizzato
in diverse parti del fusto e delle radici (corteccia, midollo, raggi midollari) e della foglia.
Parenchima di trasfusione: si occupa del trasferimento a breve distanza dei soluti attraverso la
membrana plasmatica. Le cellule hanno pareti invaginate per aumentare la superficie di scambio.
Parenchima acquifero: è specializzato nella conservazione dell’acqua, molto presente nelle
succulente, costituito da cellule grandi, con pareti sottili e grandi vacuoli contenti mucillagini idrofile
che riescono a trattenere l’acqua.
Parenchima aerifero: favorisce la diffusione e la circolazione dell’aria nelle piante acquatiche e in
organi di piante emerse che si trovano in ambienti asfittici. Il tessuto ha grandi spazi intercellulari,
confluenti in canali aeriferi che ne consentono anche un migliore galleggiamento.
Parenchima conduttore: funzione di riserva e di trasporto di molecole a media distanza, le cellule
sono disposte in file a sviluppo longitudinale o radiale con abbondanti plasmodesmi. 1
Parenchima aerifero
Parenchima clorofilliano Parenchima
Parenchima di riserva acquifero
(Solanum tuberosum)
Tessuti tegumentali
Possono essere distinti in esterni ed interni. I primi ricoprono la superficie degli organi e hanno funzione
protettiva, i secondi formano barriere di separazione ed isolamento tra i tessuti di uno stesso organo. Ne
esistono diversi tipi: primari esterni, primari interni, secondari esterni.
Tessuti tegumentali primari esterni
Epidermide e le sue modificazioni
L’epidermide ricopre l’intero corpo della pianta, deriva dallo strato più esterno dei meristemi apicali
(protoderma). Solitamente è unistratificata e non è longeva quanto la pianta ma viene sostituita dal sughero.
La sua funzione fondamentale è di protezione e difesa contro i parassiti e regolazione degli scambi gassosi,
per questo motivo non presenta spazi intercellulari. A queste funzioni principali se ne possono aggiungere
altre accessorie, motivo per cui l’epidermide è un tessuto estremamente polimorfo ed eterogeneo, costituito
da diverse tipologie cellulari generalmente appiattite. La forma delle cellule è strettamente correlata a quella
dell’organo che proteggono. Nel vacuolo possono essere disciolti pigmenti come antociani, flavoni e
flavonoli.
Le pareti delle cellule epidermiche possono essere più o meno spesse e resistenti a seconda dell’ambiente
circostante: se l’umidità è alta saranno più sottili perché la perdita di vapore acqueo non rappresenta un
problema, nelle conifere e nei semi invece, le pareti sono così spesse che il lume cellulare diventa quasi
indistinguibile. Negli organi effimeri come i petali dei fiori l’epidermide è estremamente sottile. La sua
resistenza meccanica può essere aumentata con la mineralizzazione (calcificazione, silicizzazione,
lignificazione, gelificazione).
Nelle pareti delle cellule epidermiche