SCIENZA E TECNOLOGIA DEI MATERIALI
1. INTRODUZIONE
Il corso intende fornire conoscenze riguardanti le proprietà dei materiali tradizionali (con particolare
riferimento a calcestruzzo, acciaio, laterizi, legno, materiali polimerici). E dei materiali innovativi (come i
materiali compositi fibrorinforzati o altre tipologie di materiali adatti all’impiego nel settore edile), per nuove
realizzazioni e/o per il recupero del patrimonio edilizio esistente. Viene sottolineata l'importanza di affinare le
capacità critiche di diagnosi e di scelta degli interventi, senza perdere mai di vista la sostenibilità delle scelte
effettuate.
La dei materiali è la scienza che studia le relazioni esistenti tra la struttura dei materiali e le loro
SCIENZA
proprietà.
La dei materiali è lo studio dell’applicazione e dell’impiego dei materiali con particolare
TECNOLOGIA
riferimento ai processi di produzione e trasformazione delle materie prime in prodotto finito.
L’ dei materiali è la progettazione della struttura di un materiale sulla base della conoscenza delle
INGEGNERIA
correlazioni tra struttura e proprietà (meccaniche, chimiche, fisiche) del materiale stesso per conferire
determinate proprietà.
Nel corso della storia è avvenuto un radicale cambiamento delle tecniche edilizie e dei materiali impiegati. Alla
pietra, ai mattoni, al legname si sono aggiunti, e in gran parte sostituiti, acciaio, conglomerati cementizi, leghe
leggere e materiali plastici per effetto della irresistibile spinta dei fattori economici e della rapida evoluzione
della produzione industriale. A determinare la qualità di un edificio sono sempre i materiali in esso impiegati!
La bellezza di ogni materiale dipende dall’efficacia con cui vengono utilizzati.
Si parlerà di: classificazione dei materiali (ceramico, metallico, polimerico); stato solido (solidi con struttura ordinata
cristallini e solidi amorfi); proprietà fisiche e meccaniche dei materiali; materiali ceramici sia tradizionali che avanzati
(struttura dei silicati e concetti di base sulle argille ed i minerali argillosi); vetri (tecnologie di produzione dei materiali
ceramici e dei vetri); leganti aerei ed idraulici e loro impiego nelle costruzioni; cementi (La produzione del cemento
Portland. I costituenti mineralogici del cemento Portland - idratazione delle fasi principali del cemento Portland. Le
aggiunte minerali: i materiali pozzolanici, pozzolanici a comportamento idraulico ed inerti. I cementi comuni e la norma
europea EN197/1); calcestruzzi (Proprietà allo stato fresco e indurito. Meccanismi di idratazione, porosità della matrice
cementizia e resistenza meccanica del calcestruzzo. La normativa. Prove di caratterizzazione. Mix-design cls. La durabilità
e il degrado dei calcestruzzi.); acciai; murature e loro degrado; legno; materiali polimerici; materiali compositi per il
rinforzo delle strutture in muratura e cls esistenti. Sistemi Fiber Reinforced Polymer (FRP), Fabric Reinforced Cementitious
Matrix (FRCM) e Composite Reinforced Mortar (CRM).
→ SCELTA DEL MATERIALE
I parametri per la scelta del materiale sono: la qualità tecnologica (cioè le caratteristiche fisiche e
meccaniche), la qualità dell’uso (durabilità, riparabilità, sostituibilità), la compatibilità costruttiva
(reperibilità, lavorabilità, sicurezza per gli operatori) e la fattibilità economica. Una scelta sbagliata dei
materiali può provocare ingenti danni a cose e persone e provocare la marcescenza precoce o la riduzione
della vita utile della struttura. Un ruolo fondamentale è rappresentato anche dalla necessità di fare
manutenzione ordinaria per monitorare lo stato di sicurezza di una struttura civile.
Un materiale deve avere proprietà che gli permettano di resistere, per un tempo ragionevole, a sollecitazioni
meccaniche, chimiche e termiche, secondo l’impiego cui è destinato. Deve anche poter assumere la forma e
le dimensioni di progetto conservandole successivamente, con definite tolleranze, in condizioni avverse. È
possibile classificare i materiali in 3 categorie: metallici, ceramici, polimerici.
→ NORMATIVA
Il “Regolamento prodotti da costruzione CPR 305/11” riguarda tutti i prodotti (materiali, manufatti, sistemi,
ecc.) che sono realizzati per diventare parte permanente di opere di costruzione (edifici ed opere di ingegneria
civile). Questi prodotti devono rispettare requisiti e prestazioni relazionate ai sette requisiti essenziali
dell’opera da costruzione: resistenza meccanica e stabilità; sicurezza in caso di fuoco; igiene, sicurezza e
ambiente; sicurezza in uso; protezione contro il rumore; risparmio energetico; uso sostenibile delle risorse
naturali per la realizzazione delle costruzioni.
La “Dichiarazione di Prestazione (DoP)” è il concetto chiave del Regolamento sui Prodotti da Costruzione
(CPR). Il DoP dà al fabbricante la possibilità di fornire le informazioni relative alle caratteristiche essenziali del
prodotto che vuole immettere sul mercato.
“NTC 2018 – Cap. 11”: Si definiscono materiali e prodotti per uso strutturale, utilizzati nelle opere soggette alle
presenti norme, quelli che consentono ad un’opera ove questi sono incorporati permanentemente di
soddisfare in maniera prioritaria il requisito base delle opere n.1 “Resistenza meccanica e stabilità” di cui
all’Allegato I del Regolamento UE 305/2011 . I materiali e prodotti per uso strutturale devono essere:
– identificati univocamente a cura del fabbricante, secondo le procedure di seguito richiamate;
– qualificati sotto la responsabilità del fabbricante, secondo le procedure di seguito richiamate;
– accettati dal Direttore dei lavori mediante acquisizione e verifica della documentazione di identificazione e
qualificazione, nonché mediante eventuali prove di accettazione.
In particolare, per quanto attiene l’identificazione e la qualificazione, possono configurarsi i seguenti casi:
A. materiali e prodotti per i quali sia disponibile, per l’uso strutturale previsto, una norma europea
armonizzata il cui riferimento sia pubblicato su GUUE. Al termine del periodo di coesistenza il loro impiego
nelle opere è possibile soltanto se corredati della “Dichiarazione di Prestazione” e della Marcatura CE,
prevista al Capo II del Regolamento UE 305/2011;
B. materiali e prodotti per uso strutturale per i quali non sia disponibile una norma europea armonizzata
oppure la stessa ricada nel periodo di coesistenza, per i quali sia invece prevista la qualificazione con le
modalità e le procedure indicate nelle presenti norme. E’ fatto salvo il caso in cui, nel periodo di
coesistenza della specifica norma armonizzata, il fabbricante abbia volontariamente optato per la
Marcatura CE;
C. materiali e prodotti per uso strutturale non ricadenti in una delle tipologie A o B. In tali casi il fabbricante
dovrà pervenire alla Marcatura CE sulla base della pertinente “Valutazione Tecnica Europea” (ETA), oppure
dovrà ottenere un “Certificato di Valutazione Tecnica” rilasciato dal Presidente del Consiglio Superiore
dei Lavori Pubblici, previa istruttoria del Servizio Tecnico Centrale, anche sulla base di Linee Guida
approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ove disponibili; con decreto del Presidente del
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, su conforme parere della competente Sezione, sono approvate
Linee Guida relative alle specifiche procedure per il rilascio del “Certificato di Valutazione Tecnica”.
Per quanto riguarda la qualificazione del prodotto, lo stesso capitolo stabilisce in generale che in presenza di
una norma europea armonizzata in vigore, derivante dal Regolamento UE n. 305/2011, il medesimo prodotto
deve possedere la “Dichiarazione di Prestazione” e la marcatura CE. Qualora invece non sia disponibile
oppure non sia ancora in vigore una norma europea armonizzata per uno specifico prodotto, e al contempo le
NTC prevedano una specifica procedura di qualificazione, sarà questa procedura a dover essere seguita. La
terza e ultima casistica riguarda i materiali e prodotti innovativi o comunque non ricadenti in una delle due
precedenti casistiche. In tali casi il fabbricante può pervenire alla Marcatura CE in conformità a Benestare
Tecnici Europei (ETA), ovvero, in alternativa, deve essere in possesso di un Certificato di Valutazione Tecnica
all’Impiego (CVT) rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
In sintesi, le NTC stabiliscono l’obbligo per il produttore di qualificare il prodotto da costruzione ad uso
strutturale, e di accompagnare la fornitura in cantiere con la documentazione di qualificazione prevista per il
prodotto stesso. Il progettista delle strutture dovrà quindi prescrivere i prodotti e materiali da costruzione
facendo corretto riferimento alla casistica applicabile in materia di qualificazione. Il Direttore dei lavori è
tenuto a controllare che la fornitura richiesta dall’impresa sia accompagnata da tutta la documentazione
necessaria e a rifiutare le eventuali forniture non conformi.
Fra i requisiti delle opere strutturali richieste dalle normativa NTC abbiamo:
DURABILITA’
Un adeguato livello di durabilità può essere garantito progettando la costruzione, e la specifica manutenzione,
in modo tale che il degrado della struttura, che si dovesse verificare durante la sua vita nominale di progetto,
non riduca le prestazioni della costruzione al di sotto del livello previsto.
Tale requisito può essere soddisfatto attraverso l’adozione di appropriati provvedimenti stabiliti tenendo conto
delle previste condizioni ambientali e di manutenzione ed in base alle peculiarità del singolo progetto, tra cui:
a) scelta opportuna dei materiali;
b) dimensionamento opportuno delle strutture;
c) scelta opportuna dei dettagli costruttivi;
d) adozione di tipologie costruttive e strutturali che consentano, ove possibile, l’ispezionabilità delle parti strutturali;
e) pianificazione di misure di protezione e manutenzione; oppure, quando queste non siano previste o possibili,
progettazione rivolta a garantire che il deterioramento della costruzione o dei materiali che la compongono non ne causi il
collasso;
f) impiego di prodotti e componenti chiaramente identificati in termini di caratteristiche meccanicofisico-chimiche,
indispensabili alla valutazione della sicurezza, e dotati di idonea qualificazione, così come specificato al Capitolo 11;
g) applicazione di sostanze o ricoprimenti protettivi dei materiali, soprattutto nei punti non più visibili o difficilmente
ispezionabili ad opera completata;
h) adozione di sistemi di controllo, passivi o attivi, adatti alle azioni e ai fenomeni ai quali l’opera può essere sottoposta.
Le condizioni ambientali devono essere identificate in fase di progetto in modo da valutarne la rilevanza nei
confronti della durabilità.
SOSTENIBILITA’
È necessario ridurre i fenomeni di inquinamento e acquisire nuovi fonti di materie prima dal recupero di
materiali di scarto. Ci sono alcune strategie che ci consentono di tutelare l’ambiente: modifico i prodotti già
presenti in mercato (tipo amianto), miglioro la durabilità dei materiali per procrastinare l’abbandono in
ambiente, sostituisco le materie prime nei processi industriali, ottimizzo le caratteristiche in relazione all’uso
specifico. Si cerca di: impiegare materiali a ridotto carico ambientale sulla base del consumo di energia
primaria e di emissioni inquinanti; impiegare materiali ad elevato potenziale di riciclabilità e recuperabilità;
impiegare tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita.
L’industria della costruzioni incide per il 24% sul totale delle materie prime utilizzate a scala globale.
Life Cycle Assessment (LCA): metodo strutturato e standardizzato a livello internazionale che permette di
quantificare i potenziali impatti sull’ambiente e sulla salute umana associati a un bene o servizio, a partire dal
rispettivo consumo di risorse e dalle emissioni. Considera l'intero ciclo di vita del sistema oggetto di analisi a
partire dall’acquisizione delle materie prime sino alla gestione al termine della vita utile includendo le fasi di
fabbricazione, distribuzione e utilizzo (approccio definito "dalla culla alla tomba").
LEED: sistema statunitense di classificazione dell'efficienza energetica e dell'impronta ecologica degli edifici
(acronimo di The Leadership in Energy and Environmental Design), sviluppato dallo U.S. Green Building
Council (USGBC), fornisce un insieme di standard di misura per valutare le costruzioni ambientalmente
sostenibili.
L’80% dell’impatto ambientale esercitato da prodotti, servizi e infrastrutture viene determinato in fase
progettuale. Si parla di Life Cycle Design cioè progettazione del ciclo di vita del prodotto. Attualmente produco
– utilizzo – butto l’80% dei materiali e ne viene recuperato solo un 20%. Bisogna passare e un modello
economico circolare in cui lo scarto diventa nuova risorsa per il prossimo ciclo produttivo. Non bisogna
compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Si inizia a parlare di materiali
circolari.
2. SOLIDI
→ STRUTTURA DEI MATERIALI
La struttura dei materiali influenza direttamente le proprietà fisiche, chimiche e meccaniche (richieste anche
dalla normativa) e il suo comportamento strutturale (che dipende anche da come esso viene lavorato) e ne
determina il tipo di impiego. Qualunque sia l’applicazione, da un complesso elemento strutturale a una
semplice vite, la scelta del materiale è parte integrante del progetto. In genere possono essere adatti più
materiali che presentano caratteristiche e costi diversi. Sarà quindi necessario un compromesso tra
esigenze tecniche, commerciali ed economiche. Una volta scelto il materiale, si potrà procedere al progetto
del componente che si vuole realizzare, le cui caratteristiche dipenderanno dal modo con cui si comporta il
materiale in esercizio.
Le proprietà dei materiali permettono di prevedere il comportamento in esercizio delle strutture e degli
elementi costruttivi. Le proprietà vengono misurate attraverso dei parametri quantitativi (modulo elastico,
carico di snervamento, conducibilità termica, ecc…) che vengono utilizzati direttamente nell’esecuzione dei
calcoli di progetto. Distinguiamo:
Proprietà meccaniche: riflettono il comportamento del materiale a seguito dell’applicazione di un sistema di
forze. (→resistenza e stabilità delle costruzioni)
Proprietà fisiche: misurano il comportamento sotto l’azione della temperatura, della luce, del fuoco, di campi
elettrici o magnetici. (→progettazione impianti, comfort termoigrometrico, consumo energetico)
Proprietà chimiche: descrivono l’interazione del materiale con le sostanze con le quali viene a contatto nelle
condizioni di utilizzo. Caratterizzano la capacità del materiale di conservarsi nell’ambiente in cui opera.
(→durabilità)
La materia è fatta di molecole che sono fatte di atomi. Chiamiamo materia tutto ciò che ha massa ed essa può
presentarsi in diversi stati (gas, liquido, solido) a seconda del modo in cui gli atomi e le molecole sono legati tra
loro. Chiamiamo “materiale” la materia allo stato solido.
La struttura dei solidi può essere: (=ordinata a livello molecolare) o (disordinata) esistono
CRISTALLINA AMORFA
configurazioni ibride semicristalline (ordinate solo in alcune parti). Attraverso la microscopia elettronica e la
diffrattometria ai raggi X individuiamo la struttura atomica o molecolare ~ 10 m; attraverso la microscopia
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elettronica o ottica individuiamo la microstruttura ~10 m (cioè la presenza di diversi costituenti); attraverso
-6
prove empiriche determiniamo la macrostruttura (concetto della minima scala rappresentativa).
→ MICROSTRUTTURA
La microstruttura è data dall’insieme delle caratteristiche geometriche e quantitative delle fasi presenti,
compresi vuoti e difetti. Essa è il risultato della modalità di produzione del materiale, delle lavorazioni e dei
trattamenti subiti, condiziona profondamente il comportamento di un materiale, tanto che il rilevamento della
microstruttura fa parte dei metodi di controllo della qualità dei materiali. La relazione tra microstruttura,
composizione chimica, struttura cristallina, lavorazione e comportamento è uno degli obiettivi principali
della ricerca scientifica e tecnologica sui materiali.
Un materiale viene definito:
• Omogeneo se costituito da una sola sostanza, oppure da più sostanze “solubili” allo stato solido che
formano una soluzione solida omogenea.
• Eterogeneo se costituito da componenti insolubili tra loro, formanti un sistema polifasico. Se è costituito
da due o più sistemi omogenei separati in maniera netta da una superficie in corrispondenza della quale si
ha una discontinuità delle proprietà del corpo
Si definisce fase una porzione fisicamente omogenea (a livello microstrutturale) di un materiale, che si
differenzia da altre porzioni. La microstruttura dei materiali viene studiata tramite osservazione al microscopio
(ottico ed elettronico), con ingrandimenti compresi tra 50 e 10 .
4
→ STRUTTURA CRISTALLINA
Se nello stato gassoso la distribuzione delle molecole raggiunge il più alto grado di disordine, nello stato solido
cristallino la distribuzione delle particelle costitutive realizza il massimo grado di ordine. Un cristallo è un
corpo solido delimitato da facce regolari e simmetriche, che sono la manifestazione macroscopica dell’ordine
interno. La forma poliedrica esterna può cambiare per il differente sviluppo relativo delle varie facce, ma, a
temperatura costante, gli angoli tra le facce rimangono sempre gli stessi (principio della costanza dell’angolo
diedro, formulato da Stenone nel 1669 per i cristalli di quarzo).
Un solido cristallino è infatti formato
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