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ATTACCAMENTO

È il legame che si instaura dalla nascita tra il bambino e che si prendecura di lui e si mantiene per tuttol'arco della vita - già dal 1° anno di vita manifesta comportamenti di:

  • segnalazione (pianto, sorrisi e vocalizzazioni)
  • avvicinamento (strisciare, aggrapparsi al genitore)
  • allontanamento (muoversi in direzione opposta)

Per Bowlby c'è dunque una predisposizione innata ispirato dagli studi di:

  • Lorenz sull'imprinting
  • Harlow sui macachi
  • inizia a lavorare con le scuole e con bambini molto piccoli e da qui nasce la relazione tra bambini e caregiver
  • in campo clinico si interessa ai traumi precoci → es punzione della figura di riferimento e alle ricadute che questi hanno sullo sviluppo
  • si distanzia dagli studi psicoanalitici di Freud

FREUD

  • - focus sulla fantasia (pulsione interne e visione soggettiva)
  • - focus sul là e allora
  • - psicopatologia: modello fissazione - regressione (rivolta al passato) e modello del conflitto
  • - non considera le differenze culturali

BOWLBY

  • - focus sulla realtà (pulsioni esterne, date dal contesto)
  • - focus sul qui ed ora (no traumi per esperienza passate)
  • - psicopatologia: modello costruzione del conflitto (es attaccamento con mamma, qui tale porta ad un conflitto psicopatologico in cui si ricerca un legame opposto di attaccamento verso gli altri e paura della solitudine)
  • - considera le differenze culturali (es studi con bambini tedeschi hanno evidenziato un orientamento verso l'indipendenza)

TEORIA DELL'ATTACCAMENTO

Ha ipotizzato l'esistenza di un legame che implica una richiesta di vicinanza che va oltre al semplicebisogno di nutrimento - esperimento sulle scimmie neonate, che spaventate subion della madre e situate inlaboratorio preferivano una madre fantoccio morbida e pelosa (senza nutrimento) piuttosto che quellacostruita solo di ferro (con il nutrimento) → alcuno sono morte per carenza di cibo e la credibilità el'affermazione della soggezione al fantoccio morbido e peloso NON erano in strato paurosa

ATTACCAMENTO

È il legame che si instaura dalla nascita tra il bambino e chi si prende cura di lui e si mantiene per tutto l’arco della vita - già dal 1° anno di vita si manifesta comportamenti di:

  • segnalazione (pianti sorrisi e vocalizzazioni)
  • avvicinamento (gattonare e aggrapparsi al genitore)
  • allontanamento (muoversi in direzione opposta)

Per Bowlby c’è dunque una predisposizione innata ispirato dagli studi di:

  • Lorenz sull’imprinting
  • Harlow sui macachi
  • inizia a lavorare con le scuole e con bambini molto piccoli e da qui nasce la relazione tra bambini e caregiver
  • in campo clinico si interessa ai traumi precoci -> es privazione della figura di riferimento e alle ricadute che questi hanno sullo sviluppo
  • si distanzia dagli studi psicoanalitici di Freud

FREUD ≠ BOWLBY

  • focus sulla fantasia (pulsione interna e visione soggettiva) - focus sulla realtà (pulsioni esterne date dal contesto)
  • focus sul là e allora - focus sul qui ed ora (no traumi per esperienze passate)
  • psicopatologia: modello fissazione-regressione (rivolti al passato) e modello del conflitto - psicopatologia: modello costruzione del conflitto (es. attaccamento con mamma evitante porta ad un conflitto psicopatologico in cui si ricerca un legame opposto di attaccamento vergognoso; timor e paura della solitudine)
  • - non considera le differenze culturali - considera le differenze culturali (es studi con bambini tedeschi hanno evidenziato un orientamento verso l’indipendenza)

TEORIA DELL’ATTACCAMENTO

Ha ipotizzato l’esistenza di un legame che implica una richiesta di vicinanza che va oltre al semplice bisogno di nutrimento - esperimento sulle scimmie neonate, che separate subito dalla madre e alluette in laboratorio preferivano una madre fittizia morbida e pelosa (senza nutrimento) piuttosto che quella costituita solo di ferro (con il nutrimento) - attaccamento come base sicura da cui esplorare e arricchirsi e da cui, successivamente, apprendimento del funzionamento relazionale per una sicura passosa

Aspetti della Teoria

Il legame di attaccamento si sviluppa proprio nel momento in cui il bambino sperimenta una situazione di pericolo e di minaccia - l'attaccamento è quindi un bisogno primario base per le aspettative future perché ricercheremo dei legami in funzione del primo instaurato e secondo cui progremmo le strategie future in situazioni di pericolo.

In linea con la psicanalisi riconosce nelle relazioni del bambino e nella perdita dell'oggetto amato il potenziale patogeno alla base dello sviluppo psicopatologico: la madre è fautrice del benessere psicologico.

Gli schemi comportamentali umani sono riconducibili ad un unico sistema istintuale che svolge una funzione di sopravvivenza e conservazione - che hanno tutti (anche gli svantaggiati).

Base Sicura

La madre deve rappresentare la base sicura dalla quale partire per esplorare il mondo e alla quale fare ritorno per ricevere conforto e cura - anche una madre evitante per il figlio è una base sicura!!!

Anche un padre che abusa rappresenta una base sicura per il figlio che in futuro ricercherà dei partner violenti:

è molto difficile uscire dai circoli viziosi perché significherebbe mettere in discussione tutti i nostri sistemi mentali/comportamentali di legame.

Il caregiver deve essere:

  • disponibile a cogliere i segnali di paura e disagio
  • pronto a offrire conforto e accudimento

fondamentali per lo sviluppo delle abilità sociali, della regolazione emotiva e del problem solving.

Fasi di Attaccamento

in cui si evolve il rapporto

  1. Preattaccamento (0-6 settimane) - riflessi e preferenza della voce materna (perché la riconosce maggiormente)
  2. Formazione del Legame (6 settimane - 6/8 mesi) - il bambino preferisce la madre e la separazione provoca proteste e pianto perché l'esterno fa paura (fasi di inserimenti ai nidi)
  3. Angoscia da Separazione (8-18/24 mesi) - grazie allo sviluppo motorio il bambino può dirigersi attivamente verso la madre, ed esplorare il mondo esterno
  4. Formazione del Legame Reciproco (2 anni in poi) - attraverso il linguaggio e supera l'angoscia da separazione

MODELLI OPERATIVI INTERNI (MOI)

Sono le rappresentazioni cognitive interne che guidano il comportamento del bambino: le risposte che il bambino riceve dai genitori lo guidano nella costruzione dell'immagine che ha di se e allo stesso tempo dell'altro.

  • I MOI vengono sempre più interiorizzati e si creano le aspettative rispetto:
    • alle future interazioni con gli altri
    • alle risposte che si attenderà negli scambi relazionali e comunicativi

E se un bambino maltrattato ricorrerà:

  • o si avvicinerà a situazioni simili
  • o risponderà in maniera opposta
ma la rappresentazione cognitiva rimane sempre quella del bambino maltrattato.

L'adattamento è correlato a una mappa dell'ambiente (un modello operativo delle caratteristiche ambientali) e affiancata al modello delle capacità dell'organismo.

È la risultante della costante relazione tra:

  • ATTACCAMENTO SICURO
    • figura: disponibile e coerente
    • bambino: si sente degno d'amore, le esigenze sono soddisfatte, buona capacità emotivo-espressiva
  • ATTACCAMENTO INSICURO
    • figura: rifiutante e ostile
    • bambino: non si sente degno d'amore, incapace a esprimere le proprie emozioni

E se questo bambino riceve una critica prenderà quella critica sul compito e non su se stesso.

E se questo bambino riceve una critica la prenderà sul personale, esternalizzando pensieri tipo "sono sbagliato", "non so fare nulla".

Mentra il livello di adeguatezza delle previsioni che si possono fare dipende da:

  • concordanza tra modello e dati disponibili
  • flessibilità quanto possa servire ed adattarsi a nuove situazioni piuttosto di evitarle
  • coerenza interna congruenza delle parti che le costituiscono

Invece il livello della comprensività dipenderà dal numero di situazioni a cui il modello può essere applicato e se reiterato nel tempo diventa più forte e sarà sempre più la nostra guida.

MARY AINSWORTH

Descrive 2 sistemi che sono in continua interazione tra loro e che raggiungendo l'equilibrio dinamico il bambino può apprendere e sviluppare le sue potenzialità mantenendo una giusta distanza dalla madre → essenziale per l'attaccamento

  • attaccamento
  • esplorazione

STRANGE SITUATION PROCEDURE

È il paradigma sperimentale costruito da Mary Ainsworth che descrive i diversi pattern di attaccamento:

la procedura prevede che il bambino (tra 12-14 mesi) e il suo caregiver vengono introdotti in una stanza con giocattoli, e che vengano esposti a 8 episodi di circa 3 minuti in cui si alternano la presenza e l'assenza del caregiver e di un osservatore sconosciuto → il bambino è sottoposto a una condizione di stress moderato ma crescente e la sua reazione permette di identificare 3 tipologie di pattern:

  • sicuro, insicuro evitante e insicuro ambivalente

FASI

  1. INTRODUZIONE 30 secondi
    • caregiver, bambino e estraneo entrano nella stanza; il caregiver lascia che il bambino esplori liberamente mentre l'estraneo è presente ma non interagisce
  2. ESPLORAZIONE INIZIALE 3 min
    • caregiver solo con il bambino e lo incoraggia a esplorare i giochi nella stanza; si osserva come si comporta il bambino in presenza del caregiver e quanto esplora
  3. INGRESSO DELL'ESTRANEO 3 min
    • estraneo entra nella stanza e parla inizialmente con la madre, dopo un po' si avvicina progressivamente e cerca di interagire con il bambino; si valuta la reazione del bambino alla presenza dell'estraneo in compagnia del caregiver
  4. PRIMA SEPARAZIONE 3 minuti
    • caregiver esce dalla stanza lasciando il bambino da solo con l'estraneo; si osservano le reazioni del bambino alla separazione e al tentativo di conforto da parte dell'estraneo
  5. PRIMO RICONGIUNGIMENTO 3 min
    • caregiver rientra nella stanza e l'estraneo si allontana, il caregiver cerca di confortare il bambino; si valuta come il bambino reagisce al suo rientro e se riesce a calmarsi
  6. SECONDA SEPARAZIONE 3 minuti
    • caregiver esce nuovamente lasciando il bambino da solo; si valuta la reazione del bambino a una separazione completa e come gestisce la solitudine
  7. INTERAZIONE CON L'ESTRANEO 3 min
    • estraneo rientra e tenta di interagire e confortare il bambino; si osserva la reazione del bambino in assenza del caregiver e in presenza di una persona sconosciuta
  8. SECONDO RICONGIUNGIMENTO 3 min
    • caregiver rientra mentre l'estraneo si allontana; si osserva la reazione finale del bambino al ritorno del caregiver valutando la capacità di ristabilire un senso di sicurezza e tranquillità
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Emmina20 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Ginevra Maria Cristina.
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