Studio di funzione: guida sintetica per Analisi 1 e Geometria analitica
Pagina 1 - Metodo generale
Lo studio di funzione è il procedimento con cui si analizza una funzione reale di variabile reale per ricavarne le proprietà principali e arrivare a un grafico qualitativo corretto.
In un corso di Analisi 1 si parte in genere da dominio, eventuali simmetrie, intersezioni con gli assi e segno della funzione; poi si passa a limiti, continuità e asintoti, quindi a derivata prima e seconda per descrivere monotonia, estremi, concavità e flessi.
Il risultato finale non è soltanto un disegno: è una sintesi logica di informazioni algebriche, geometriche e infinitesimali.
Schema logico delle fasi principali di uno studio di funzione.
Idea chiave: ogni fase restringe le forme possibili del grafico, fino a ottenere una rappresentazione coerente con tutte le condizioni trovate.
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Dominio, intersezioni, limiti e asintoti
Pagina 2 - Dominio, intersezioni, limiti e asintoti
Il dominio indica i valori di x per cui la funzione è definita.
Per esempio, nelle funzioni razionali bisogna escludere gli zeri del denominatore.
Le intersezioni con gli assi si trovano ponendo x=0 oppure y=0.
Lo studio del segno serve a capire dove il grafico sta sopra o sotto l'asse x.
I limiti permettono di descrivere il comportamento vicino ai punti critici del dominio e per x che tende a infinito.
Se un limite diverge, si può avere un asintoto verticale; se la differenza tra funzione e retta tende a zero per x che va a ±∞, compare un asintoto orizzontale o obliquo.
Esempio: f(x)=(x2-1)/(x-2). Il dominio è R\{2}; x=2 è asintoto verticale e y=x+2 è asintoto obliquo.
- Dominio: escludere x=2.
- Intersezioni con l'asse x: x=±1.
- Intersezione con l'asse y: f(0)=1/2.
- Vicino a x=2 il grafico diverge con rami separati.
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Derivata prima: monotonia, massimi e minimi
Pagina 3 - Derivata prima: monotonia, massimi e minimi
La derivata prima misura la variazione istantanea della funzione.
Studiando il segno di f′(x) si determinano gli intervalli in cui la funzione è crescente o decrescente.
I punti in cui f′(x)=0 oppure la derivata non esiste, ma la funzione è definita, sono candidati a essere punti stazionari o punti critici.
Se la derivata passa da positiva a negativa, si ha un massimo locale; se passa da negativa a positiva, si ha un minimo locale.
Questa fase è fondamentale perché organizza il profilo globale del grafico.
Per g(x)=x3-3x si ha g′(x)=3x2-3=3(x-1)(x+1): massimo locale in x=-1 e minimo locale in x=1.
- Se f′(x)>0, il grafico sale.
- Se f′(x)<0, il grafico scende.
- Il cambio di segno della derivata è più info