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Lezione 1 (15/09/2025)

Le civiltà agricolo-mercantili avanzate tra medioevo ed età moderna

(Zamagni pp.13-31)

Perché è una “rivoluzione” quella industriale?

Non c’è una data di inizio per la rivoluzione industriale. Normalmente una rivoluzione è uno scoppio, qualcosa che esplode all’improvviso, ma quella industriale non lo è in quel senso, lo è perché cambia tutto, nelle piccole cose come nelle grandi, il mondo non è più lo stesso che c’era prima. Ha cambiato la vita delle persone in ogni possibile modo. Non sappiamo quando è partita perché una società ci mette tempo a cambiare.

Sappiamo però quando finisce: 1851, anno della prima esposizione universale in Inghilterra.

La popolazione mondiale resta stabile per millenni, la crescita è lenta e reversibile, aumenta ma a un certo punto non c’è più cibo per tutti, così diminuisce di nuovo e si riparte.

Nel 1800 ci sono un miliardo di persone sulla terra, la rivoluzione è già avviata ma riguarda solo l’Inghilterra. Dopo il 1800 si arriva a 7 miliardi, con una prospettiva di crescita continua, anche se più lenta. L’impennata della curva è data dalla rivoluzione industriale, grazie alla quale il mondo ha la capacità di sostenere più persone di quelle che poteva sostenere prima.

Fino alla rivoluzione industriale noi usavamo l’energia disponibile in quel momento (persone, animali), quindi energia istantanea. Con la rivoluzione abbiamo iniziato a usare energia fossile, conservata sottoterra (anche ora ci accorgiamo che ha un costo e delle conseguenze).

Prima della rivoluzione la maggior parte della popolazione viveva nei campi e lavorava per sfamare massimo 3 persone. Ora la popolazione agricola non arriva al 5%, eppure riesce a sfamare tutti.

La rivoluzione libera quindi energie per produrre altri beni, per fare altro.

Principali effetti della rivoluzione industriale

  • La popolazione supera il vincolo Malthusiano: Malthus teorizza che la popolazione cresce secondo un andamento esponenziale, le risorse invece secondo un andamento aritmetico (quindi una linea), per questo a un certo punto le due si incroceranno e sarà un problema in quanto la popolazione sarà troppa rispetto alle risorse disponibili. Dopo la rivoluzione la popolazione può crescere senza tanti ostacoli.
  • La speranza di vita aumenta di 3 volte. Prima la speranza era tra i 25 e i 30 anni, quasi la metà della popolazione moriva da bambino. L’aumento non è una cosa che succede di botto ma gradualmente.
  • Aumenta la popolazione urbana, più della metà della popolazione ora vive in città.
  • Cambia il modo di vivere e di lavorare, il vincolo non è più il sole, si può lavorare oltre l’orario del buio e in modo diverso. Abbiamo anche una nuova capacità di consumo. Anche questo avviene gradualmente.
  • L’antropocene e il cambiamento climatico. Questo diventerà un problema.

Perché in Europa?

La storia oggi racconta il passato in base alle domande che ci sono oggi. Le domande dipendono dalla realtà in cui siamo immersi.

Qualche studioso ha provato a leggere il motivo dello sviluppo europeo in termini geografici:

  • C’è un clima mite (buono per l’agricoltura, gli animali, c’erano meno malattie).
  • Ci sono risorse naturali (legno, carbone, metalli).
  • Ha una buona dotazione di acqua (è attraversata da fiumi, è una buona risorsa per l’agricoltura ed è un mezzo di trasporto).
  • Il territorio ha confini naturali (si creano naturalmente molti stati, conformazione che favorisce la nascita degli stati e della concorrenza tra quegli stati).

Tutto ciò aiuta ma non è la causa, bisogna passare ai fattori materiali:

  • Douglass North pone l’accento sulle istituzioni: idea che occorra andare oltre la teoria economica, le istituzioni sono le regole scritte e non scritte che fanno funzionare un paese e un’economia in un modo e non in un altro, per esempio il codice di commercio che regola i contratti (una legge fa sì che quel contratto verrà rispettato, ci sono meccanismi sanzionatori, danno fiducia). 1

Non sono solo regole scritte ma anche convenzioni, quella cosa non si fa, non c’è scritto da nessuna parte ma in quella società si fa così. Se le regole valgono per tutti ci sono più tutele.

Le scelte non sono solo razionali sono anche credenze.

Alcune regole avranno aspetti positivi altre neutri o negativi, la società ha regole complesse e cambiarle richiede tempo. Per cambiare il comportamento delle persone bisogna cambiare le persone (passaggio di generazione).

  • Paul David parla di dipendenza dal sentiero: le società e le istituzioni hanno un’inerzia, partite in una direzione è faticoso cambiarla. L’esempio di Paul David è la tastiera “QWERTY”, questa disposizione nasce insieme alle prime macchine da scrivere. Ogni produttore metteva i tasti come era più comodo, ma il produttore che diventa poi più importante è quello che usa questa disposizione perché è più comoda. Una volta che il mondo inizia a usare questa tastiera cambiarla è faticoso. Nessuno ci obbliga a usarli ma una volta che abbiamo imparato a usarli se li spostiamo facciamo fatica. Il costo di cambiare la disposizione diventa più alto del guadagno che potrebbe dare. Cambiare costa, questo significa che la storia conta, quello che è successo nel passato impatta il presente. Il tempo storico scorre in una direzione, una volta che qualcosa si è affermato cambiare costa. Dopo una scelta quelle successive cambiano in base alla stessa.

Gli altri candidati allo sviluppo sono:

  • Cina: è un paese avanzato per gran parte della sua storia, ha inventato la bussola, la polvere da sparo, la carta.
  • Mondo islamico: nell’anno 1000 controllano molti territori (Spagna, tutto il sud mediterraneo, ecc…), anche questo è molto avanzato, hanno salvato molta conoscenza (tutta la letteratura greca, i testi scientifici…) che altrimenti sarebbe andata perduta.

L’Europa è quindi la periferia del mondo, arretrata rispetto al resto del mondo. Quindi come è possibile che abbiano conquistato il mondo? Le istituzioni europee devono aver lavorato in modi diversi rispetto a quelle degli altri paesi. Nel 1700 la Cina era in gran parte era allo stesso livello dell’Europa che però ha poi saputo sfruttare risorse non accessibili ad altri paesi, costruendo quindi un vantaggio. Le domande allora sono parecchie. Quelle istituzioni perché in Europa hanno funzionato in un certo modo? Perché l’Europa che era in ritardo è diventata il fulcro della rivoluzione industriale?

Radici religiose e filosofiche

La concezione della persona umana, filosofia e religione sono concezioni scivolose, dire che una certa concezione religiosa o filosofica ha permesso di costruire uno sviluppo economico è un terreno che scivola. La persona umana si muove a immagine di Dio, per questo vuole questioni in termini di libertà, giustizia, uguaglianza, se siamo tutti figli di Dio crea problemi alla schiavitù. Giustizia: posso applicare regole diverse a persone diverse o siamo tutti uguali davanti a Dio e quindi sono tutte uguali per tutti?

Il lavoro diventa un’attività per uomini liberi, nel mondo greco il lavoro era una cosa da schiavi. Nel mondo europeo diventa un canale di costruzione, un modo per avvicinarsi a Dio (per esempio i monasteri), anche questo ricade sulla società. Nella religione siamo tutti fratelli e abbiamo una relazione orizzontale che si basa sulla fiducia.

In altre società abbiamo meccanismi di clan, famiglia allargata, se sei parte della famiglia valgono certe regole, se sei fuori posso fregarti tranquillamente, i contratti si fanno solo all’interno della cerchia di fiducia. La fiducia però richiede meccanismi e allora le regole sono uguali per tutti, le leggi, i tribunali che le fanno rispettare, i notai che danno valore legale a un contratto, questi sono tutti meccanismi che fanno funzionare meglio il mercato. L’idea di bene comune si sviluppa nell’Italia medievale, l’idea che arricchirsi è positivo se quella ricchezza va a beneficio di tutti, se i mercanti di Firenze portano ricchezza in città e tutta la città ne beneficia allora è un qualcosa che rientra nella categoria di bene comune, l’idea che l’economia giri, che sia a servizio della città e del bene, non è qualcosa che arricchisce un individuo e lascia indietro gli altri quindi il profitto è lecito. L’idea della scienza, dell’istruzione, della superiorità della tecnica, l’uomo che comanda la natura, e tutte le ricadute negative del caso.

Più di tutte abbiamo la separazione dei poteri, prima quello civile da quello religioso, se il sovrano è messo là da Dio in persona non puoi dirgli niente e ha ragione lui, se i poteri sono separati se ne può discutere. Poi il potere civile si divide, così non c’è più il dittatore di turno e anche il governo rispetta le regole (democrazia fa rispettare le regole a chi governa).

Il mondo dell’Europa medievale si organizza in corporazioni, gli artigiani che fanno lo stesso lavoro si uniscono e si danno regole comuni per favorire il mercato, l’esistenza e il lavoro. Anche oggi ci sono, con regole che valgono giuridicamente vengono emanate dal basso, e che fanno funzionare meglio la 2 società. Viene data voce sempre a più persone. Questo percorso dura qualche secolo. In altri paesi questo percorso è stato fatto in modo diverso.

Le radici religiose e filosofiche hanno avuto qualche ricaduta. 3

Lezione 2 (19/09/2025)

Dalle città-stato italiane alle esplorazioni geografiche

(Zamagni pp.33-49)

Cosa succede dopo l’anno 1000 in Europa?

Dall’anno 1000 l’Europa si sviluppa fino a sopravanzare i mondi islamici e la Cina (il centro del mondo): avviene la Rivoluzione Industriale, che ha a che fare con scoperte geografiche, mercati e istituzioni.

  • Sviluppo tecnologico: l’orologio e la stampa. I libri scritti a mano erano molto costosi e con la stampa si diffonde conoscenza tra stati più ampi della popolazione (es. riviste scientifiche in tutta Europa).
  • Cambiamenti nelle istituzioni e nel commercio: l’Europa diventa centro del commercio mondiale.
  • Rivoluzione Industriale: nel 1700 prende avvio un fenomeno che evolve nel tempo, un accumulo di cambiamenti. Avviene nelle città europee: inizialmente nel nord l’Italia poi in Spagna e in Portogallo, sorpassate alla fine dall’Olanda e Gran Bretagna. (Es: reddito pro capite in Italia: più alto nel 1300 che nel 1850, gli italiani stavano mediamente meglio nel 1300 che 500 anni dopo).
  • Emerge la città: l’aria della città rende liberi, con la possibilità di evolversi e cambiare. Nelle campagne ci sono troppi vincoli sociali. Le città sono tendenzialmente autonome: nell’Italia dei comuni le città sono libere e con le proprie regole, senza un potere statale sopra (le leggi valgono dentro le mura della città, fuori no).

Le città d’Europa

C’è una forte autonomia e indipendenza:

  • Corporazioni medievali: gruppi di artigiani, produttori, ecc… che dettano le regole per il proprio comportamento interno, regolano l’apprendistato, risolvono conflitti tra mercanti e seguendo questa via arrivano a governare l’intera città (es Firenze).

Emerge quindi la figura del mercante: mercanti e artigiani lavorano a stretto contatto. I mercanti forniscono materie prime agli artigiani che producono non per magazzino ma su commissione. Nasce così il mercante imprenditore: si rende conto che c’è domanda di prodotti che costano poco. Capisce che se riesce a commissionare ai contadini, produrranno tessuti di bassa qualità a un prezzo più basso. Questo è l’ingresso delle campagne in una rete commerciale, la prima volta che i contadini usano il denaro (prima producevano loro ciò che gli serviva, ora invece guadagnano i soldi, diventano consumatori, e si crea così un mercato più grande).

Si sviluppa poi la legge dei mercanti, creata dagli stessi mercanti: è europea e c’è capacità di farla rispettare. Ciò facilita l’ampliamento del mercato e la fiducia.

  • Notaio: nasce la figura del notaio che fa da garante della legittimità di un contratto stipulato in sua presenza. Queste nuove figure consentono al mercato di allargarsi e la nascita di meccanismi per punire chi non rispetta le regole.
  • Banca: invenzione italiana, nasce legata alle fiere (grandi mercati stagionali). 4

“Banca” deriva dal banco della fiera, “bancarotta” perché quando qualcuno non rispettava le regole il suo banco veniva spezzato. La banca offre la possibilità di muovere ricchezza (es: vado in una banca, deposito il denaro, il banchiere mi dà una lettera e io posso andare in un’altra banca, do questa lettera e mi danno soldi). Ci sono banche che hanno filiali sparse in tutta Europa.

Si sviluppano vari tipi di banche: banche che finanziano lo stato, il commercio, ecc… (es: Monte dei Paschi di Siena nasce come banco dei pegni: porti il bene che non ti serve in cambio di denaro, se riporti il denaro ti ridanno il bene, è un modo anche per finanziare le persone con difficoltà) e i monti frumentari (possibilità di prendere il denaro e restituirlo alla fine del raccolto).

  • Fiere e mercati: alcune durano settimane, altre anche un mese.
  • Monete: già esistenti, valgono per la quantità di metallo che contengono. Le monete delle città europee diventano monete che valgono ovunque.
  • Borsa: nasce inizialmente come una borsa merci, un luogo dove ci si trova per scambiare merci. Inizia poi a trattare titoli di debito pubblico. Si svilupperanno delle società in cui la responsabilità è limitata (es: un mercante può acquistare azioni e se gli affari vanno male perde solo il capitale che ha investito: è una responsabilità limitata e ciò permette d’investire a cuor più leggero).
  • Nuove forme di gestione: nascono le assicurazioni (un modo per ripartire i rischi), nasce la partita doppia che permette ai mercanti di avere un controllo sui loro conti vedendo le entrate e le uscite.
  • Sviluppo della tecnica: la bussola (invenzione cinese, l’Europa la copia), l’astrolabio (riscoperto dall’Islam, nato in Europa, perso e ripreso dall’Islam), la cartografia (il portolano), gli orologi meccanici (validità enorme sulla navigazione: per capire dove sono collocata devo calcolare l’altezza del sole a mezzogiorno: la differenza tra il mezzogiorno dell’ora di partenza a quello attuale).
  • Crescita delle città: l’Italia diventa un luogo fatto di città. L’urbanizzazione, favorita da un’agricoltura più produttiva, favorisce le infrastrutture (es: Genova era tutta la Liguria, un pezzo di Sardegna e aree della Crimea. Colombo è genovese, può essere nato anche in Portogallo o in Spagna in un quartiere genovese). Uguale anche Venezia che controlla l’intero Mediterraneo.

Gli effetti delle scoperte geografiche

Commercio

Nel Basso Medioevo si modificano le principali rotte commerciali: emergono nuovi produttori e nuovi centri mercantili in varie regioni del mondo.

Il Mediterraneo continua a essere un’area importante di scambi, ma non rappresenta più il centro esclusivo del commercio mondiale. Si forma invece una rete di collegamenti più complessa, che coinvolge l’Asia, il Medio Oriente e il Nord Africa, mentre l’Europa occupa una posizione periferica.

Il commercio tra la Cina e l’Europa non è diretto: le merci (come la seta o le spezie) passano attraverso molti intermediari, spesso mercanti arabi, prima di arrivare nei porti europei.

Nel 1400/1500 la rete commerciale europea diventa mondiale, estesa anche in una parte del continente americano. I punti di sosta per le navi pian piano vengono colonizzati e si arriva a una colonizzazione di ampi territori, grazie a cui arrivano nuovi prodotti nel mercato in Europa.

Si crea un commercio triangolare: dall’Europa arrivano prodotti in Africa, barattati con schiavi, che vengono portati in America e lavorano le materie prime. C’è quindi il commercio di schiavi.

Nel Seicento nascono le grandi società commerciali europee, soprattutto nei Paesi Bassi e in Inghilterra. In Olanda viene fondata la VOC (Compagnia Olandese delle Indie Orientali), una società per azioni che gestisce il commercio con l’Asia, in particolare di spezie. La VOC conquista anche alcuni territori e agisce come un vero e proprio stato coloniale, diventando simbolo della potenza commerciale olandese. 5

In Inghilterra, invece, la East India Company nasce poco dopo. All’inizio l’Inghilterra era una potenza periferica e cercava di entrare nel commercio mondiale anche con azioni di pirateria e guerre navali contro spagnoli e olandesi. In seguito, la East India Company conquista vasti territori in India e assume funzioni di governo. Dopo vari scandali, la compagnia viene sciolta e i suoi domini passano sotto il controllo diretto dello Stato britannico.

Colonie e nuove Europe

Tra il 1500 e il 1775 l’Europa conquista e colonizza molte regioni del mondo, trasformando profondamente il proprio ruolo nell’economia globale.

Le colonie, però, si sviluppano in modo diverso:

  • In Sud America, soprattutto nei territori conquistati dalla Spagna (come il Perù), l’economia si basa sullo sfruttamento delle risorse e della popolazione indigena, utilizzata come manodopera nelle miniere e nelle piantagioni.
  • In Nord America, invece, le colonie inglesi (come la Virginia) non trovano ricchezze immediate e
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher annaaaaaa.05 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Martinelli Nicola.
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