Storia e politica degli Stati Uniti d'America
Lezione 1 (22 settembre) introduzione
Secondo un sondaggio sull'11 settembre, i giovani hanno una memoria più lasca rispetto a quelli della generazione precedente. Questo perché in famiglia e a scuola se ne parla meno. Ci sono altre urgenze adesso, come ad esempio il cambiamento climatico, la violenza e il possesso delle armi.
Quando affrontiamo la storia degli Stati Uniti, bisogna partire da dove sono nate le rappresentazioni e l'autorappresentazione. 'L'America prima di diventare una nazione, era un fenomeno, un vaso di Pandora e poi in età rivoluzionaria, un modello di libertà da imitare' - Joyce Appleby. Questo ci dice di più della società europea perché sono gli europei che hanno contribuito alla creazione dell'America come vaso di Pandora.
Il fatto che Colombo voleva arrivare in Asia e invece trova un nuovo continente rappresenta uno shock culturale per gli europei; trovare qualcosa di vivo là dove si pensava ci fosse vuoto rappresenta un vero e proprio shock. Bisogna capire se appartengono al mondo selvaggio è giusto dominarlo e convertirlo ed è giusto dominarlo perché è un'opera cristiana; l'America introduce nella cultura europea il tema dell'altro che può essere cattivo o buono.
La tempesta di Shakespeare rappresenta la civiltà che deve dominare il selvaggio e l'altro è interpretato dal mostro Calibano; era appunto ambientata alle isole Bermuda e Shakespeare aveva investito nelle spedizioni nelle isole dell'Atlantico quindi conosceva le dinamiche. L'individuo autentico è colui che non è stato esposto alla cultura europea, per l'americano.
Storia coloniale
Quando si parla di storia coloniale si parla di europei in fuga in cerca della salvezza, ma non si parla mai delle persone già presenti. Nel 1619 sbarcano sulla prima colonia in Virginia gli schiavi neri dall’Angola destinati al Messico ma rimasti nella colonia, schiavi catturati dai pirati. Se noi riteniamo questa data importante al pari del 1620 spostiamo il focus della storia dagli europei all’Atlantico.
Per la Spagna, l’America rappresenta un eldorado mentre l'Inghilterra deve fare i conti con lo scontro interno tra corona e parlamento. Il parlamento inglese aveva giurisdizione solo sulle contee inglesi mentre la corona su territori esterni e quindi si deve affidare ai privati per le risorse, lo fa affidandosi ai corsari e alle società commerciali.
Per la prima volta nel 1661 nelle Barbados viene introdotta la differenza giuridica tra schiavo e servo. Lo schiavo è proprietà assoluta del padrone quindi una vera e propria merce e quindi sottoposta alle stesse regole delle merci.
Nelle colonie inglesi ci vanno quelli espulsi dalla società europea quindi i servi a contratto, quelli accusati di essere vagabondi, le prostitute, oppure quelli che scelgono liberamente di andarci per problemi economici. Si passa poi da colonie di sfruttamento a colonie di popolamento nel momento in cui pezzi di popolazione europea con il permesso della corona si trasferivano nelle colonie; per convincere quindi i pezzi di popolazione a migrare nelle colonie la corona assicurava libertà religiosa, libertà economica e libero mercato. La corona inglese aveva come unica forma di controllo le leggi di navigazione quindi tutto doveva prima passare da Londra e costava tanto.
Mayflower Compact è un patto stipulato dai padri pellegrini sulla nave perché erano incaricati di sbarcare in Virginia nella prima colonia, e promettono di organizzarsi in un corpo politico e in un corpo civile.
Visione provvidenziale delle colonie: Dio ha mostrato a noi la terra da coloniale solo nel momento in cui eravamo pronti e maturi ad esportare la democrazia, fino a quel momento Dio lo ha tenuto nascosto.
Tra la fine del '600 all’inizio del '700 le colonie diventano colonie regie perché il governatore prima era scelto dalla compagnia commerciale mentre ora è nominato direttamente dalla corona mentre l’assemblea rimane comunque elettiva. In questo momento non si può parlare di impero inglese ma di composite empire, ossia un corpo politico uniti dalla comune subordinazione ad uno stesso re e omogeneamente per l’uso comune per la common law. I coloni si sentono allo stesso livello dei cittadini inglesi e non si sentono subordinati.
Lezione 2 (23 settembre) rivoluzione americana 1
La creazione di colonie di popolamento sulla costa atlantica avvenne per mezzo della corona con l’aiuto dei privati. La corona ha un controllo debole sulle colonie a causa di conflitti interni e politiche internazionali. Questo rapporto lasco tra colonie e madrepatria che diventa ancora più marcato agli inizi del '700 venne definito “Salutary Neglect”, una distanza salutare, perché per le colonie era bello non avere nessun tipo di limitazione per riuscire a prosperare.
Abbiamo queste colonie autonome ma che comunque si sentono parte di un impero. 1773 Boston Tea Party (Tea Party Movement utilizzato poi dalla destra conservatrice, si definiscono la nuova rivoluzione americana). Da una parte le colonie utilizzano e adottano istituzioni politiche e giuridiche simili a quelli inglesi quindi sembra un trasferimento di modelli giuridici e politici in Nord America, ma allo stesso tempo le colonie sono formate da gruppi dissidenti espulsi dalla madrepatria, emarginati politicamente ed economicamente, dall’Inghilterra quindi in realtà il fatto che le colonie siano opere di gruppi dissidenti produce un modello simile a quello inglese ma non identico e lo vedremo con il concetto di rappresentanza. Le colonie si sono sviluppate e hanno beneficiato della distanza inglese.
Partiamo cercando di capire cosa è successo in Inghilterra. 1688-89 la Gloriosa Rivoluzione con cui finisce il conflitto politico e il conflitto religioso con la chiesa anglicana che diventa la chiesa di stato, depone il re cattolico Giacomo II e si garantisce la linea anglicana del trono. Si definisce l’Inghilterra come monarchia costituzionale dove il parlamento è sovrano. 1707 unione tra Scozia e Inghilterra. Lo stato inglese ha risolto i suoi problemi. Questo è un periodo in cui il sistema internazionale si sta definendo e con la pace di Westfalia definisce che gli stati sono attori liberi e indipendenti e riconoscono i confini degli stati, e con l’equilibrio di potenza si arriva al riconoscimento di un pluralismo politico. Non si ha più la giustificazione del potere dinastico. Stabilire il principio di equilibrio di potenza ha anche il significato che l’idea di impero viene perseguita fuori dall’Europa, la corsa ai territori riguarda territori fuori dall’Europa.
Guerra di sette anni 1756-1763 tra Francia e Gran Bretagna per l’egemonia sull’Europa viene considerata il primo vero scontro globale. La guerra scoppia in Nord America e obiettivo principale dell’Inghilterra è evitare che la Francia minacci l’egemonia inglese in India (infatti venne combattuta anche in India, per quello si parla di conflitto globale). Vince la Gran Bretagna e con la pace di Parigi del 1763 assume il predominio sui mari. La pace della Gran Bretagna è una vittoria che si ha al prezzo dell’esposizione del debito pubblico a causa degli alti costi dell’esercito, comunque necessario per evitare che una nazione poi prevalga su un’altra. In Inghilterra nel 1684 venne creata una banca che vendeva titoli di stato per tentare di rientrare dei costi della guerra dei sette anni. Alla fine di questa guerra si ha il problema del debito pubblico; 146 milioni di sterline il debito pubblico inglese e per diminuirlo l’unica misura sono le tasse, e le tasse servono per finanziare l’esercito che dopo la guerra dei sette anni diventa presenza fissa anche in Nord America.
Ora l’Inghilterra ha risolto i problemi interni, i problemi internazionali e di conseguenza può dedicarsi alla politica coloniale. Nel 1763 con la Royal Proclamation si definiscono i confini inglesi in Nord America. Questa misura puramente amministrativa venne considerata illegittima dai coloni perché secondo i coloni il parlamento non aveva il potere di emanare tale sentenza. Difendere i confini in Nord America prevedeva quindi l’esercito fisso (costoso). La necessità di ridurre il debito pubblico e combattere il contrabbando la corona istituisce nelle colonie il Revenue Act 1764 e lo Stamp Act 1765 e i contrabbandieri verranno quindi giudicati da un tribunale militare e non da una commissione popolare.
Con lo Stamp Act i coloni insorgono con lo slogan “No taxation without representation”, viene utilizzato questo slogan perché il parlamento inglese decideva leggi per le colonie ma le colonie non avevano rappresentanza nel parlamento. Per i coloni americani il concetto di rappresentanza era diverso da quello inglese. In Inghilterra le donne e i poveri non potevano votare mentre nelle colonie circa 80% degli uomini potevano votare. I coloni boicottano le merci inglesi ed evitano di comprare manufatti inglesi cercando di produrli autonomamente.
Le Cato's Letters, documenti di lamentela, vendono moltissime copie nelle colonie e stabiliscono il linguaggio rivoluzionario delle colonie. Anche il potere che sembra più sano può trasformarsi in un potere tirannico e queste lettere mettono in luce che dal potere bisogna sempre diffidare perché può trasformarsi in qualcosa che nega la libertà, e anche i sovrani devono sottostare alle leggi.
Risveglio religioso, la chiesa anglicana viene considerata una struttura di potere e viene messo al centro che ogni individuo può raggiungere personalmente il dialogo con Dio senza intermediazione.
Nel 1775 Jefferson (colui che firmò la dichiarazione l’anno seguente) diceva che l’obiettivo delle colonie non è quello di separarsi ma di creare stati indipendenti. Thomas Paine nel 1776 scrisse il Common Sense dove metteva in discussione il vantaggio di rimanere sotto l’impero e che in realtà fosse indispensabile per garantire la sicurezza.
La dichiarazione di indipendenza era un atto di accusa che denunciava crimini e illegalità; Jefferson, che era un uomo istruito, conosceva la costituzione inglese e sapeva che una dichiarazione era il documento giusto, e sapeva che doveva essere un documento in grado di essere letto dal pubblico quindi senza una retorica troppo complessa. Il documento è diviso in tre paragrafi: tesi, antitesi e sintesi. Ogni parte ha una retorica differente: nella tesi vengono espressi i paradigmi filosofici e principi universali; antitesi, un insieme di accuse precise e dettagliate al re, e da queste si capisce che le nazioni indiane non sono incluse nel popolo colono e che verranno poi considerate selvaggi da combattere e in più si considerano quasi innocenti riguardo al tema della schiavitù, scaricando tutta la colpa al re per prendere consensi dal popolo colono; sintesi, dove si arriva a dire che le colonie sono Stati Uniti e indipendenti ma stati non inteso come una grande nazione ma più come una lega tra più stati unite dalla lotta contro il re.
Tra il 1689 e il 1776 cambia il concetto di rivoluzione e viene inteso esattamente come una cesura, mutamento con il passato. 1776 venne abolita la schiavitù al nord non per carità cristiana ma soprattutto perché non vi era esigenza mentre al sud rimase in quanto si ha un’economia basata su piantagioni di tabacco o di cotone e gli schiavi erano ancora necessari per quel tipo di economia.
Lezione 3 (24 settembre)
La prima struttura politica delle tredici colonie
La prima struttura che formano le tredici colonie è una confederazione. Tredici stati senza un legislativo, esecutivo e giudiziario comune ma con un’assemblea di delegati di nomina statale, il Congresso. Il congresso ha una serie di poteri importanti, ad esempio, la guerra e il potere di stipulare trattati con le nazioni; inoltre, il congresso ha potere su quei territori nuovi che sono stati concessi dalla Gran Bretagna con il trattato di pace, ma non esiste una cittadinanza nazionale, il congresso non ha fondi propri ma le entrate sono date da ciò che i stati devolvono. Questo vuol dire che dopo la guerra i singoli stati sono sempre meno desiderosi di destinare le proprie scarse risorse al congresso, e il congresso non ha poteri per avere risorse propri perché gli articoli di confederazione sono chiari: art2 ogni stato conserva la sua sovranità, libertà e indipendenza e ogni potere e giurisdizione se non espressamente delegato da questo patto confederale agli Stati Uniti riuniti in congresso. Idea della centralità dei singoli stati. Il congresso in realtà ha poteri estremamente deboli ed estremamente validi, perché può approvare leggi se si mettono d’accordo tutti gli stati ma se c’è un problema il congresso non ha le risorse economiche e umane. Questo perché si crede che gli stati siano i depositari della volontà popolare e il congresso è un’operazione di convenienza; conviene stare assieme altrimenti si è troppo deboli.
Una volta terminata la guerra è importante la difesa dei confini. Il territorio concesso dalla Gran Bretagna con il trattato di pace non appartiene ai singoli stati ma il congresso ha giurisdizione; devono essere risolti la questione dei confini (Virginia, Carolina del Nord, rivendicano questi territori). L’Europa è ancora presente perché la Spagna controlla il fiume Mississippi mentre la Gran Bretagna i territori del Canada.
Le parole d’ordine della rivoluzione vengono utilizzate anche per risolvere conflitti sociali, per esempio tra debitori e creditori. Tra chi dice che ci sono speculatori che si sono arricchiti tramite poveri e persone meno agiate e per quello non vogliono restituire quei debiti. A livello statale siccome le assemblee statali rispondono di più alla comunità, spesso si hanno l’elezione di queste assemblee composte da persone molto radicalizzate che sono a favore dei debitori e risignano bisogna combattere la speculazione e chi si è arricchito in maniera impropria durante la guerra. In molti contesti le assemblee statali approvano delle leggi per obbligare i creditori ad accettare la carta moneta in momenti in cui si credeva che l’unica moneta fosse il metallo.
Il diritto alla resistenza vale anche adesso nel nuovo contesto politico oppure no?! Da un punto di vista teorico e politico quando è legittimo ribellarsi e quando no? Adams non pensa che la ribellione sia legittima perché ci si ribella contro organi eletti dal popolo quindi i ribelli sono nemici della rivoluzione e della libertà. L’unico diritto di resistenza è quello contro il re Giorgio III. Il problema è il caos e l’anarchia perché non si ha alcun mezzo per fermarla. La sfera pubblica è estremamente attiva e vivace e in questo contesto il congresso decide che gli articoli di confederazione non funzionano e non sono in grado di mettere ordine e si sta sfociando in una situazione di caos e anarchia. Viene indetta a Philadelphia una convenzione con rappresentanti appositamente nominati dagli stati, con il compito di modificare gli articoli di confederazione. 55 delegati che svolgono lavoro a porte chiuse per non essere influenzati dal dibattito politico. Decidono di scrivere una nuova costituzione.
La costituzione deve cercare di creare un’unica autorità sovrana ma composta da stati che continuano ad essere liberi e indipendenti. La Virginia spinge per un governo forte anche esercitando un controllo sui singoli stati attraverso il veto. Bisogna capire il confine tra sovranità nazionale e sovranità statale, trovare una definizione condivisa di rappresentanza e capire come considerare gli schiavi. Sono tutte questioni che richiedono un compromesso. Il compromesso ha al centro soprattutto la questione della rappresentanza; rappresentiamo il popolo o gli stati? La soluzione è il parlamento bicamerale con Camera e Senato. Nella camera il numero di deputati è proporzionale alla popolazione dello stato mentre il senato inizialmente rappresentava gli stati indipendentemente dal numero della popolazione e indipendentemente dalla dimensione die territori ogni stato ha due senatori. Fino al 1913 venivano nominati dalle assemblee statali, dopo si ha un’elezione diretta dei senatori. Il potere deve essere frammentato per evitare che la maggioranza prevalga su una minoranza: due anni di mandato per la camera, e ogni due anni un terzo del senato viene revisionato. Questo per evitare che si arrivasse ad un accentramento di potere. Il problema degli schiavi che non vengono menzionati esplicitamente in costituzione ma vengono definite come ‘altre persone’; uno schiavo è una proprietà oppure è parte della popolazione? se contassero come persone allora gli stati del sud sarebbero avvantaggiati ma se contasse come merce gli stati del sud sarebbero stati considerati molto più ricchi di quanto lo siano effettivamente; si arriva al compromesso del 3/5 ossia uno schiavo vale 3/5 di una persona normale.
Principio di separazione dei poteri. Agisce in due modi: separazione dei poteri di Montesquieu quindi esecutivo legislativo e giudiziario (orizzontale), separazione fra governo federale e gli stati (verticali). Costituzione rigida con soli 7 articoli e 27 emendamenti.
“Separate institution sharing power” cioè il presidente americano non è il governo degli Stati Uniti d’America. Il governo degli Stati Uniti d’America è formato da legislativo esecutivo e giudiziario. I padri fondatori hanno posto estrema cura a scrivere l’articolo 1 che riguarda il congresso ossia il potere legislativo perché sulla base dei rivoluzionari il potere legislativo è espressione della volontà del popolo. Mentre l’articolo due riguarda il presidente ed è molto breve e vago e il potere che ha oggi il presidente è dato dalla storia politica e non dalla costituzione. A presidenza moderna che vede il presidente come leader si crea con il New Deal nel 1930 e si rafforza con la guerra fredda. Prima il presidente aveva un compito tutelare ed eseguire ciò che il congresso decideva. La costituzione dice che il potere di guerra spetta al congresso e non al pres
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