Introduzione al diritto coloniale
In passato questa disciplina si chiamava facoltà di giurisprudenza, successivamente, dopo la storia e istituzioni dell’area euroasiatica conferenza di Bandung 1955 – la materia diventa - non si parla più di colonie ma di stati intermedi.
Conferenza di Bandung 1955
La conferenza afroasiatica di Bandung nel 1955, a Bandung in Indonesia. Vi parteciparono in tutto 29 Paesi del "Sud del mondo" allo scopo di cercare una coesione fondata sui caratteri comuni di povertà e "arretratezza" e di riunire tutti i paesi contrari alla colonizzazione. I paesi partecipanti a questa conferenza non possono definirsi ancora "non allineati" perché alcuni di essi appartenevano alla sfera bipolare. La conferenza di Bandung contribuì ad accelerare il processo di decolonizzazione e all'emergere di un nuovo gruppo di paesi, quel "Terzo Mondo" non compreso né nel blocco comunista né in quello occidentale. In seguito sarà la conferenza di Belgrado, tenutasi nel 1961, che riunirà alcuni di tali paesi e porrà le basi del Movimento dei Non-Allineati. Al di là di questo elemento di parziale continuità, la conferenza di Bandung mise però anche in luce le divisioni esistenti tra i paesi politicamente prossimi ad uno dei due blocchi e quelli che avevano una posizione di effettivo non-allineamento rispetto ad essi.
Cartina del 1569 Mercatore
Partiamo analizzando una di queste mappe in grado di agevolare il tracciamento di rotte nautiche lungo le superfici terrestri per districarsi commercialmente nella navigazione: ogni parallelo era pensato per tracciare tutti i meridiani sullo stesso angolo retto, donando vantaggio immediato all’isogonia. Un difetto della cartina di Mercatore è che sacrifica l’estensione reale delle aree e non ha una vera rappresentazione in km2 di ciò che è il mondo realmente; sacrifica inoltre l’oggettività di un luogo con le reali dimensioni, chiaramente una concezione eurocentrica. L’idea è infatti quella di un occidente al centro del mondo mentre tutto il resto è periferia e mondo non civilizzato. Questa cartina è funzionale allo sfruttamento del 3o mondo, è una rappresentazione cartografica ideale. Ne segue che tutte le aree dell’emisfero sud risultano ristrette, mentre tutte le aree collocate nell’emisfero nord risultano dilatate.
Cambiamenti nella rappresentazione cartografica
Si pone rimedio alla fine dell’800 e a metà degli anni ’70 del ‘900 con una proiezione prima di Gall poi ripresa da Peters. La proiezione di Gall-Peters del 1973 diventa cartina ufficiale delle Nazioni Unite nel 1978. Riprende le dimensioni reali del mondo. Se sovrapponiamo le due cartine notiamo una netta differenza: la deformazione cartografica del ‘500 ha privilegiato la centralità dell’occidente a discapito del continente asiatico, africano e latino americano, con un margine di centralità che è un’immagine soprattutto culturale ed ideologica.
Africa: un continente complesso
L’Africa non è soltanto un continente ma è un universo a se stante estremamente complesso, e per questo può essere visto in diversi modi. Il continente ha una superficie di 30 milioni di km2 e la popolazione supera il miliardo ed è in continua espansione demografica, si dice infatti che entro il 2050 si raggiungeranno i 2 miliardi di persone – questo è un fenomeno che ci deve interessare, ci riguarda perché tanti emigreranno. Non si può far finta che non esista, sono 40 anni che il continente è in una fase di emergenza.
Criteri di regionalizzazione Nord-africana
A. Macroregioni climatiche
- L’Africa si divide in due regioni mediterranee:
- Regione dell’Atlante (occidentale): Tunisia, Marocco e Algeria.
- Una regione mediterranea (orientale): Libia, Egitto.
- Il Sahara (Sud): una regione variegata e vastissima. Sahara lett. – “deserto” in arabo. Quindi erroneamente diciamo letteralmente “deserto del deserto”. È attraversata dal tropico del cancro.
- Regione sudanese o nilotica: Sudan e bacino del Nilo, a sud della regione sahariana.
- Altopiano Etiopico.
- Regione Guineiana.
- Bacino del Congo.
- Regione somalo tanzaniana.
- Regione dei grandi laghi.
- Regione sudafricana a sud nell’Africa astrale che comprende anche nazioni come Angola e Mozambico.
- Regione mediterranea meridionale, perché mediterranea? Per il clima simile alle due aree mediterranee settentrionali – il vino che se ne ricava è simile ad esempio.
- Madagascar è una realtà ancora diversa: la più grande isola africana che in termini geologici è un pezzo di Africa staccata.
B. Divisioni sanguigne
Oltre alle divisioni territoriali dobbiamo considerare anche le divisioni sanguigne che riguardano la cultura, la lingua, la religione. Una delle distinzioni che ci interessano e che analizzeremo è quella interna alla regione nordafricana che è meno monolitica di quanto si pensi, è composta da due parti:
- Maghreb, area predominante.
- Mashreq: coincide con il Medio Oriente.
La distinzione Maghreb-Mashreq fu coniata dai geografi arabi medievali che, non disponendo degli attuali confini nazionali, individuavano una prima regione dalla Cirenaica all'oceano Atlantico e una seconda regione del Mediterraneo orientale fino all'altopiano iranico.
Maghreb: origine e significato del termine
Maghreb deriva dall’arabo, dalla radice gayn-ra-ba, che traduce il verbo nascondere o tramontare e da cui derivano anche tramonto o ovest. Il suffisso “MA” poi indica un luogo, infatti letteralmente è il “luogo dove tramonta il sole”, luogo delle tenebre, o anche detto il “luogo oscuro”, dunque l'occidente. Un sinonimo in italiano è anche “ciò che è estraneo che non si conosce”.
I paesi appartenenti al grande Maghreb sono: Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Mauritania e il territorio del Sahara occidentale. Il grande Maghreb segna un confine ideale tra Africa mediterranea e sub-sahariana e contiene al proprio interno il cosiddetto Piccolo Maghreb o “isola del Maghreb” rappresentato da Tunisia, Algeria e Marocco, paesi che condividono le catene montuose dell'alto, medio e piccolo Atlante. La Libia e la Mauritania costituiscono invece il confine più esterno dell'area e sono paesi diversi rispetto a quelli del piccolo Maghreb per la storia coloniale e la composizione etnica.
Maghreb nella storia
Il Maghreb non ha storicamente una vita molto lunga, il termine ad esempio è molto recente: per secoli l’Africa del nord fu considerata dagli europei come la Barberia, ovvero la terra delle reggenze barbaresche (Algeri, Tunisi e Tripoli) che a partire dal 1500 furono sottoposti all'autorità della sublime porta di Costantinopoli. Si sottolineava dunque la dimensione verticale della regione quella Nord-Sud che incarnava lo scontro tra Europa civilizzata e barbari. In epoca contemporanea, soprattutto in Francia, le espressioni “Africa del Nord”, “Africa minore” o “Africa bianca” hanno per molto tempo preceduto il termine Maghreb, questo perché il colonialismo aveva tentato di negare l'identità magrebina.
Dunque il termine Maghreb iniziò ad essere usato in Francia nei primi anni ‘60, ovvero al culmine della decolonizzazione: fu il primo islamologo Berque che nel 1962 utilizzò il termine all'interno di una sua opera. Soltanto però dal 1969 il termine fu esteso al periodo precoloniale spazzando via le terminologie precedenti.
Specificità del Maghreb
Il Maghreb pur essendo collocato nel macrocosmo arabo presenta alcune specificità: 6 milioni di Km2 con 90 milioni di abitanti. Quei paesi che compongono il Maghreb hanno come elemento geografico comune il Sahara, il deserto più grande del mondo, che è fonte di numerose discordie ma anche distributore di molte risorse economiche come ferro, manganese, gas, petrolio, fosfati e uranio.
Mashreq: origine e significato del termine
Il Mashreq è totalmente diverso. Deriva dalla radice shin-ra-qaf - “sorgere” poi presenta anch’esso il suffisso “MA” che indica un luogo – dunque lett. “luogo dove sorge il sole” da cui deriva anche il punto cardinale est. Ci si riferisce al Mashreq per indicare l'oriente che comprende la regione siriano palestinese, Il Libano, L'Iraq e la penisola arabica. Non sempre l’Egitto ne fa parte che è considerato una via di mezzo perché possiede caratteristiche comuni sia al Mashreq che al Maghreb. È considerato l'anticamera del Maghreb o l'avamposto del Medio Oriente, la porta di accesso.
Medio Oriente: definizione occidentale
Il Medio Oriente è qualcosa di strutturalmente occidentale, è la culla del mondo islamico ma non di quello arabo: nel Mashreq infatti ci sono 3 grandi mondi: arabo, persiano, turco e i turchi non sono arabi! Differenza totale per lingua e religione in primis. Tuttavia gli arabi non l’hanno mai chiamato Medio Oriente – quella è una definizione occidentale e europea; tutt’al più lo chiamano “il Levante”. La cultura araba è ciò che ha contribuito alla perdita di identità del Maghreb perché gli stessi arabi del Medio Oriente, nello specifico quelli della penisola arabica, hanno da sempre considerato il Maghreb come regione a sé stante, una mera appendice della terra dell'islam Dar-al-Islam.
Importanza del Mashreq
Il Mashreq invece è considerato una regione maggiormente opulenta a causa delle risorse petrolifere e storicamente importante per aver dato origine a due imperi califfato che hanno fatto la storia dell'islam: il califfato Ommayade con capitale Damasco, e il califfato Abbaside con capitale Baghdad. In questi luoghi il termine Maghreb si diffuse nel 1947 dopo la seconda guerra mondiale in occasione del Congresso del Maghreb arabo dove si prese coscienza di una propria identità comune, e il Maghreb fu riconosciuto come parte integrante del mondo arabo.
Nuove terminologie
Vicino Oriente
Il termine “Vicino Oriente” rappresentava l'Europa sud-orientale occupata dall'impero ottomano indicando anche i territori africani e asiatici ancora in mano ai turchi. A volte la definizione include anche l'Iran e l'Afghanistan e i Balcani ovvero ciò che collegava all’impero ottomano.
Medio Oriente
Il termine “Medio Oriente” invece nasce a inizi del ‘900 ed è una costruzione militare. Il primo che ne parla è un britannico – Gordon, ma non sa neanche lui bene cos’è, non lo identifica specificamente. Il termine funziona, quindi un ammiraglio statunitense, Mahan, nel 1902 scrive un articolo in cui dice che col potere navale si può determinare la politica, (siamo nel momento del sorpasso USA – UK sul potere navale). A differenza di Gordon identifica cos’è il Medio Oriente e dice che è quel territorio che va “dalla Mesopotamia fino all’India” praticamente individua l’impero coloniale britannico in Oriente.
Fino alla prima guerra mondiale i due termini sono coesistiti ma con la scomparsa dell'impero ottomano prevalse il termine Medio Oriente. Corrisponde più o meno alla definizione di Mashreq ed è comprensivo dell’Egitto, Turchia, Persia e penisola arabica.
Grande Medioriente
Un termine ancora diverso e recente è la definizione di Grande Medioriente. Definizione che viene dal G8 del 2004, individua un grande Medioriente ma con una semplificazione eccessiva tipica della cultura occidentale. Una grande area geografica dal Sahara occidentale fino all’Oman che tradiva il disegno specifico del dipartimento di stato. Includeva infatti 3 grandi parti del mondo – il Maghreb, Mashreq e un prolungamento: le ex repubbliche sovietiche a maggioranza islamica musulmana.
Mediterraneo allargato
Questo grande Medioriente combacia e avvolge il c.d. “Mediterraneo allargato”, una definizione che unisce l’oceano Atlantico e quello Indiano. “Grande Medioriente” e “mediterraneo allargato” sono 2 differenti concezioni geopolitiche che riflettono una divisione degli attori a cui appartengono. Entrambe sono nate agli inizi degli anni 2000 e hanno acquisito importanza dopo l’11 settembre. Sono 2 scenari che si incentrano sull’allargamento del Mediterraneo, al bacino mediterraneo si uniscono il mar Nero, il Caucaso, mar Rosso. Precisamente si estende dalle Canarie al golfo Persico. È formato da 3 insiemi: bacino mediterraneo, territori in cui si hanno fenomeni di cooperazione e sviluppo e parte mediorientale dove si concentrano le crisi. Il grande Medioriente assieme al Mediterraneo allargato può essere considerato come parte specifica del Mediterraneo in quanto tale e nello specifico il baricentro del Mediterraneo allargato coincide col Mediterraneo centrale. Mentre il golfo Persico e area caucasica sono mera periferia. Gran parte dell’Africa viene comunque inglobata in questi concetti per fini geopolitici. Da Mahan in poi sono cambiate le definizioni.
Sahel
Una parte ancora diversa è il Sahel – lett. “costa” perché gli esploratori del X secolo videro che finiva il deserto e iniziava una costa rigogliosa – è ciò che separava il Sahara dalla parte lussureggiante. Comprende gli stati più in crisi climatica: Senegal, Mali, Niger, Ciad, Sudan, Eritrea. Si contrappone al Sahara del Nord.
C. Etnico
Un altro modo di differenziare l’interno dell’Africa è secondo il criterio etnico.
Legame con il mondo arabo
Oggi il mondo arabo è rappresentato dalla Lega araba fondata nel 1945 e ha un’estensione che non abbraccia solo l’Africa ma si estende fino all’Iraq e Oman incluso. La Siria dal 2011 è stata congelata dall’appartenenza alla lega a causa delle guerre civili. Al momento della fondazione la Lega si proponeva di favorire la liberazione dei paesi arabi non ancora indipendenti e di impedire la creazione dello Stato ebraico in Palestina, allora sotto il mandato britannico. La questione palestinese è rimasta poi il punto centrale di convergenze e contrasti e la pace separata firmata con Israele prima dall’Egitto, nel 1979, poi dalla Giordania, nel 1994, determinò una significativa incrinatura nell’unità del mondo arabo. Sotto al suo nome si raccolgono 22 Stati, tutti diversi per identità, cultura e tradizione. Ognuno porta con sé la propria storia e i propri conflitti. Oggi è un’organizzazione internazionale politica il cui scopo, secondo l’articolo 2 del trattato costitutivo, è allestire relazioni più strette fra i Paesi aderenti, coordinando le attività politiche di questi secondo principi di collaborazione e salvaguardia delle rispettive sovranità. Mai dimenticando, però, l’indipendenza di ciascuno (almeno formalmente). L’obiettivo, da sempre, è quello di considerare in un’ottica generale gli affari e gli interessi dei Paesi arabi.
La fondarono l’Arabia Saudita, l’Egitto, la Giordania (che all’epoca si chiamava ancora Transgiordania), l’Iraq, il Libano, la Siria e lo Yemen, ma negli anni successivi ne sono entrati a far parte anche la Libia, il Sudan, il Marocco, la Tunisia, il Kuwait, l’Algeria, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein, il Qatar, l’Oman, il Mauritania, la Somalia, la Palestina, il Gibuti e Comore. Attualmente l’Eritrea, l’India, il Venezuela, il Brasile e l’Armenia si sono accostati all’organizzazione a titolo di “osservatori”.
D. Organizzazioni economiche africane
Inoltre ci sono le organizzazioni economiche africane:
- L’unione del Maghreb Arabo, UMA, fondata nel 1989. Una organizzazione che ha tentato di emulare l’UE, avrebbe dovuto abbattere ogni dazio doganale ma è rimasta congelata dal 1994 a causa delle tensioni tra Marocco, Algeria e Libia per il Sahara occidentale.
- Comunità degli stati del Sahel e del Sahara, CENSAD, un’altra organizzazione economico-politica africana fondata da Gheddafi nel 1998. La sigla è CENSAD – con le iniziali dei paesi. Si occupa di unioni doganali anche in questo caso ed è multiregionale.
- East African Community, fondata nel 2000, formata da stati ex-colonie britanniche, con gli stessi scopi: migliorare i rapporti economici, istituire una moneta unica (mai attuata). Essa è inserita all’interno di una organizzazione più ampia: la COMESA - Common Market for Eastern and Southern Africa, nata nel 1994.
Legami economici con le potenze occidentali
Queste organizzazioni nascono tutte dopo il mondo bipolare – dopo la caduta dell’URSS i paesi hanno bisogno di un appoggio. Nasce una sorta di panafricanismo. Mancando un appoggio esterno si organizzano all’interno. Questi paesi sarebbero giganti economici se funzionassero realmente ma ci sono troppe differenze che ne inficiano la funzionalità. La COMESA però ha creato negli anni una sorta di interscambio economico di significativo interesse.
Quella che funziona meglio è l’ECOWAS o la CEDEAO, fondata nel 1975, la Comunità economica degli stati dell’ovest. Sono ex colonie francesi con mancanza di equilibrio politico. Alcuni stati, come il Burkina Faso, la Guinea o il Mali sono stati sospesi per i colpi di stato militare subendo un congelamento nell’organizzazione economica. Un'altra è la CEMAC, la comunità economica e monetaria dell'Africa centrale, fondata nel 1983, alcuni stati fanno parte anche della comunità economica degli stati dell’Africa centrale, stati ex-portoghesi, ex-spagnoli ed ex-francesi, colonna che parte dall’asse centrale fino all’Angola con le stesse finalità.
Franco CFA
Importante rispetto a tutto il resto è la questione del Franco CFA, una creatura francese del 1945, il “franco delle colonie francesi d’Africa”.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti, sintesi - Storia e istituzioni dei paesi afroasiatici
-
Domande e risposte Esame Aprile Storia e Istituzioni dei Paesi Afroasiatici
-
Storia e Istituzioni dei paesi afroasiatici
-
Riassunti storia economica, parte introduttiva