Unità 1 - Storia dell'economia e dell'industria
La storia dell'economia e dell'industria si concentra su aspetti quantitativi mentre la storia del pensiero economico esplora aspetti qualitativi → idee e gli autori dietro alle teorie.
L'economia moderna si sviluppa in seguito alla prima rivoluzione industriale con Adam Smith considerato il padre della scienza economica. Nel 1776, mentre l'Europa era nel periodo illuminista, pubblica "La Ricchezza delle Nazioni", un testo rivoluzionario che ridefinisce il concetto di economia.
Il mercantilismo, un pensiero economico sviluppatosi tra 500 e 600, sosteneva che la ricchezza di una nazione derivasse esclusivamente dalla quantità di moneta e metalli preziosi in suo possesso.
Nel '700 le teorie di Adam Smith smontano questa visione, affermando che la ricchezza fosse legata al concetto di lavoro - una nazione più ricca quanto più è produttiva.
La rivoluzione industriale ha luogo in Inghilterra, mentre paesi come l'Italia e la Germania vengono considerati ritardatari nel processo di industrializzazione. La Spagna, che dominava il mondo dell'epoca con le scoperte del '500 come quella dell'America, inizia a declinare nel '700, perdendo il primato industriale a favore della Gran Bretagna.
La nascita di queste teorie economiche è dovuta grazie alle importanti scoperte geografiche.
La storia insegna che i fenomeni si ripetono, concetto noto come ricorso storico. Ad esempio:
- Rivolte agricole → rivolta dei trattori 2024 vs rivolta agricoltori a fine '800
- Proibizionismo → Trump vs anni 20 negli USA
- Crisi economica → 2008 vs 1929 con il venerdì nero di Wall Street
- Pandemia → covid vs pandemie nella storia come la peste citata da Manzoni
- Sovrappopolazione mondiale → periodo attuale vs Robert Malthus che scrisse un libro a fine 1700 sulla sovrappopolazione in cui adotta misure drastiche.
Nella materia in questione si integrano due aspetti: storia ed economia.
Il significato della storia
Per comprendere il significato della storia a cui ci accostiamo si fa riferimento a tre autori principali.
- Il primo, che parla anche dei ricorsi storici, è Giambattista Vico che nel 1725 scrisse "Scienza nuova" in cui sosteneva che la storia dell'umanità potesse essere interpretata attraverso stadi precisi di sviluppo. Per Vico, la storia è una scienza più vera delle astrazioni matematiche, poiché si occupa della realtà creata dall'uomo. Egli identifica tre età del progresso umano:
- Età degli dei - in cui si credeva di vivere sotto divini governi. In questa fase, la civiltà progredisce grazie alla nascita della religione.
- Età degli eroi - riguarda il Medioevo. Qui la civiltà progredisce per l'istituzione delle nozze che danno stabilità al vivere umano.
- Età degli uomini - realizzatasi nell'epoca moderna in cui tutti riconoscono l'uguaglianza, il progresso è legato all'uso della sepoltura dei morti.
- Il secondo autore è Hegel che scrive più razionalmente di Vico. Nel suo libro del 1837 - "Lezioni sulla Filosofia della Storia" - sostiene che la ragione governa il mondo e che la storia universale procede razionalmente. Egli vuole dimostrare che la storia segue la ragione e che il progresso storico è dovuto al procedere dialettico e allo sviluppo dello spirito assoluto.
- Infine Fukuyama, autore contemporaneo nel suo libro del 1992 - "La fine della storia e l'ultimo uomo" - afferma che: la storia intesa come evoluzione dello spirito sia terminata con l'uomo del '900. La diffusione delle democrazie liberali e del capitalismo potrebbe indicare la conclusione dello sviluppo socioculturale dell'umanità e divenire la forma definitiva di governo.
Unità 1 - Storia dell'economia e dell'industria
La storia dell'economia e dell'industria si concentra su aspetti quantitativi mentre la storia del pensiero economico esplora aspetti qualitativi → idee e gli autori dietro alle teorie.
L'economia moderna si sviluppa in seguito alla prima rivoluzione industriale con Adam Smith considerato il padre della scienza economica. Nel 1776, mentre l'Europa era nel periodo illuminista, pubblica "La Ricchezza delle Nazioni", un testo rivoluzionario che ridefinisce il concetto di economia. Il mercantilismo, un pensiero economico sviluppatosi tra 500 e 600, sosteneva che la ricchezza di una nazione derivasse esclusivamente dalla quantità di moneta e metalli preziosi in suo possesso.
Nel '700 le teorie di Adam Smith smontano questa visione, affermando che la ricchezza fosse legata al concetto di lavoro - una nazione più ricca quanto più è produttiva.
La rivoluzione industriale ha luogo in Inghilterra, mentre paesi come l'Italia e la Germania vengono considerati ritardatari nel processo di industrializzazione. La Spagna, che dominava il mondo dell'epoca con le scoperte del '500
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