Estratto del documento

1-Platone → idea di stato, potere del filosofo, democrazia

Nato ad Atene, Grecia, allievo di Socrate.

I greci inventarono una serie di cose, tra cui la politica.

→ I greci svilupparono una forma di democrazia diretta, i cittadini partecipavano in modo diretto alla vita politica, che però riguardava una fascia minoritaria della popolazione in quanto escludevano dall’esercizio del potere le donne, gli schiavi e i ceti economicamente più deboli.

Platone, nonostante facesse parte della aristocrazia, fonda tutto il suo pensiero politico sulla critica verso la democrazia, perché non ritiene giusto proporre una democrazia basata sulle classi sociali, e pertanto sviluppa un nuovo concetto di democrazia che non si basa più sul sangue, ma bensì sul sapere.

Platone fonda ad Atene una scuola filosofica → “L’accademia” in cui insegna non solo filosofia, ma anche politica, anche se Platone non prenderà mai parte alla vita politica di Atene.

Dottrina delle idee

Platone ha una visione metafisica e quindi ritiene che esistano 2 realtà:

  • Realtà materiale: quella che percepiamo coi nostri sensi.
  • Realtà superiore a noi: che si trova nell’iperuranio, e che corrisponde alla vera realtà, al mondo delle idee, a cui solo i filosofi possono accedere, la gente comune non può farlo, e per questo è contro la democrazia.

→ Per Platone il popolo non può governare perché non può vedere il mondo delle idee e per questo deve essere il filosofo a governare.

Opera più importante: La Repubblica, suddivisa in 10 libri: opera sotto forma di dialogo tra Socrate, protagonista, e altri personaggi che discutono sul concetto di giustizia.

Stato ideale di Platone

Lo stato ideale per Platone si suddivide in 3:

  1. Al vertice: i filosofi, gli unici che possono entrare a contatto con il mondo delle idee.
  2. Al secondo posto i guerrieri: coloro che devono mantenere l’ordine pubblico all’interno della polis e difendere la società da altre entità esterne.
  3. Alla base i produttori: coloro che producono beni materiali.

Platone dice che le classi governanti sono i filosofi e i guerrieri, filosofi e in quanto tali devono vivere in una condizione di “comunione dei beni” sia materiali, sia affettivi, è pertanto abolita la famiglia, perché guerrieri come unico obiettivo devono avere quello del bene comune, senza avere distrazioni. Produttori.

Mentre la classe dei produttori, che non è governante e quindi non deve avere come unico obiettivo il bene comune, non deve vivere in una condizione di comunione dei beni e pertanto può avere sia una famiglia sia i beni.

→ Tratta il tema della virtù di ciascuna classe sociale, la virtù è ciò che ciascuna classe deve fare per essere giusta, il valore che devono perseguire è diverso per ciascuna.

  • Filosofi: devono perseguire la sapienza.
  • Guerrieri: devono perseguire il coraggio.
  • Produttori: devono perseguire la temperanza.

Platone divide lo stato in 3 parti perché nella visione di Platone, la polis riflette le 3 facoltà che l’uomo ha, che sono:

  • Facoltà razionale, legata ai filosofi.
  • Facoltà irascibile, legata ai guerrieri.
  • Facoltà concupiscibile, legata ai produttori.

Fedro e la biga alata

Questo mito è stato descritto anche in un’altra opera: Fedro e la biga alata: un mito attraverso il quale Platone spiega la divisione dell’anima umana, in cui è presente una biga alata guidata da un signore, e 2 cavalli, uno bianco che tende verso l’alto e uno nero che tende verso il basso.

Il cavallo bianco che tende verso l’alto, verso il mondo delle idee, rappresenta l’anima irascibile e quindi i guerrieri.

Il cavallo nero che tende verso il basso, verso il mondo terreno, rappresenta l’anima concupiscibile e quindi i produttori.

Infine la biga rappresenta l’anima razionale, quindi i filosofi.

Mito della caverna

Per Platone ci sono 3 gradi di conoscenza, e ciò viene spiegato attraverso un altro mito, il “mito della caverna”:

  • Conoscenza sensibile: a cui tutti possono accedere tramite i 5 sensi, ma è una conoscenza illusoria, si tratta solo di apparenza.
  • Conoscenza matematica-scientifica.
  • Conoscenza filosofica: ci fa riflettere sul significato delle cose.

Questo mito afferma ancora una volta il pensiero di Platone; ovvero che solo i filosofi possono accedere al governo, perché il filosofo è l’unico che può calare nel mondo terreno i principi che vede nel mondo delle idee.

Secondo Platone, in un primo momento il filosofo è superiore alle leggi, poi però, nell'ultimo libro “Le leggi” il pensiero di Platone cambia, e infatti dice che bisogna limitare anche il potere di chi comanda.

2-Aristotele → forma di governo, polis, democrazia

Aristotele spiega il principio attorno a cui si sviluppa il mondo naturale per cui ogni organismo si muove a seconda di un impulso, causa efficiente, e si sviluppa in una determinata direzione obbligata, causa finale.

La sua opera più importante è La Politica, un testo che si compone di 8 libri, all’interno dei quali cerca di dare una risposta a quale sia la forma migliore di governo.

  • Nei libri iniziali e finali, si chiede qual è la forma migliore in termini assoluti: e dice che il governo assoluto è quello del re filosofo.
  • Nei libri centrali, si chiede quale sia il governo migliore in un determinato contesto storico: e dice che non c’è una risposta univoca, ma che la forma di governo migliore varia in base al contesto storico in cui ci troviamo, e quindi abbiamo una risposta relativista.
  • Mentre nel 6° libro per governo migliore, intende con “più facile da realizzare” ovvero con la politeia, fondata sulla classe media.

Pensiero politico

Secondo Aristotele la famiglia si trova alla base dello sviluppo storico, in quanto pensatore organicista, la società non parte dal singolo individuo, ma dalla famiglia.

La famiglia è la polis in potenza: le famiglie sono destinate ad unirsi dando vita ai villaggi che poi svilupperanno la polis che è la società perfetta.

Secondo Aristotele l’uomo è un animale politico per natura e raggiunge la sua completezza quando si forma la polis.

Quindi Aristotele critica il Platone della Repubblica che aveva abolito la famiglia, perché la famiglia non può essere eliminata in quanto si trova alla base della società.

Però dal momento in cui la famiglia non può essere eliminata, allora non è possibile eliminare nemmeno la proprietà privata che è legata alla famiglia.

Forme di governo e forme di potere

Le forme di governo possono essere distinte su un piano quantitativo e qualitativo:

  • Quantitativo: le forme di governo sono 3 a seconda di quante persone governano: in capo a una persona, poche persone, molte persone.
  • Qualitativo: da 3 diventano 6 perché le forme di governo possono essere divise tra forme corrette e forme degenerate.
Forme corrette Forme degenerate
Governo di uno: monarchia Monarchia → tirannide
Governo di pochi: aristocrazia Aristocrazia → oligarchia
Governo di molti: politeia Politeia → democrazia

*Aristotele il governo di molti lo chiama “politeia” e non democrazia.

Secondo Aristotele la politeia è la forma di governo più facile da realizzare e anche la migliore perché si fonda sulla classe media e quindi si trova fra i 2 estremi: possiede abbastanza per non desiderare la proprietà altrui, e non possiede troppo per non essere oggetto di invidia.

E quindi è quella classe che dà stabilità allo stato.

Forme di potere

3 tipi di dominazione:

  1. Potere del marito sulla moglie.
  2. Potere che il padre esercita sul figlio.
  3. Potere che il padrone esercita sullo schiavo.

3-San Tommaso - diritto di resistenza

San Tommaso in quanto cristiano, non accetta la definizione di uomo di Aristotele ovvero che l’uomo è un animale politico per natura, perché per lui la politica non può essere quella attività che realizza l’essere umano.

→ S. Tommaso percepisce l’uomo come un animale sociale per natura.

La sua opera più importante: la Summa Theologiae in cui afferma la legittimità della resistenza alla legge ingiusta.

Pensiero politico

Uno dei temi centrali è quello del diritto di resistenza: ovvero l’idea di un singolo o di una collettività che può opporsi a uno o più ordini di un’autorità politica.

--> La Summa Theologiae è un’opera suddivisa in 3 parti, in cui nella seconda parte viene affrontato il tema della legge.

Legge

Secondo S. Tommaso la legge è espressione della ragione che è orientata a un bene comune ed è promulgata da colui che ha cura del bene della comunità.

→ La caratteristica della legge principale è che è razionale: il che significa che una cosa viene comandata perché è giusta, ed è giusta perché è razionale.

2 tipi di legge:

  • Legge eterna: con cui Dio regola il creato.
  • Legge umana: legge che si danno gli uomini per vivere in società.

La legge umana deve ispirarsi a quella eterna → però la legge eterna può essere conosciuta solo dai beati e quindi da poche persone.

Però l’uomo può venire a conoscenza della legge eterna tramite le sacre scritture, e questa legge si chiama “legge divina”, oppure un’altra parte di legge eterna può essere conosciuta tramite la ragione, avendo così la “legge naturale”.

La legge è giusta quando è conforme con la legge divina e naturale.

Cosa succede se la legge non si ispira alla legge eterna?

  • Principio d’ordine: una società deve essere stabile, quindi da un lato c’è il valore della stabilità politica, ma dall’altro lato non si può accettare una legge ingiusta.
  • Principio di necessità: necessità da parte dell’ordine politico di conformarsi alla legge religiosa.

Se la legge umana viola quella divina?

Si ha la certezza della violazione perché la legge divina è scritta e quindi non si deve obbedire a questa legge e il cristiano ha il diritto di ribellarsi davanti a una legge ingiusta.

4-Marsilio da Padova → legge

La sua opera più importante si chiama “Defensor Pacis”, difensore della pace.

Quest’opera si divide in 3 parti:

  1. Nella prima parte: tratta il problema dello stato, di come organizzare il potere politico.
  2. Nella seconda parte: tratta del rapporto tra religione e politica.
  3. Mentre la terza: è un riassunto delle due.

Secondo Marsilio, il “difensore della pace” è l’imperatore stesso che deve difendere la pace dagli attacchi che possono essere portati dalla chiesa → quindi il difensore è il potere politico.

Marsilio è un pensatore che fa riferimento alla corrente democratica; quindi per Marsilio il titolare della sovranità deve essere il popolo, popolo che Marsilio chiama “universitas civium”, ovvero l’insieme degli abitanti della città, anche se escludeva certe fasce come: donne, poveri. → L’universitas civium è chiamato ad approvare o respingere un testo legislativo.

Marsilio distingue il potere legislativo da quello esecutivo:

  • Il potere legislativo deve essere esercitato dal popolo.
  • Mentre il potere esecutivo deve essere esercitato da un gruppo di persone se non da una persona sola.

Questo perché, nella società del medioevo, fare leggi era un evento abbastanza raro, mentre il potere esecutivo deve essere sempre attivo perché risponde a molte esigenze di carattere pratico e quindi c’è bisogno di un gruppo ristretto che faccia solo quello.

Le leggi

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Scienze politiche e sociali SPS/02 Storia delle dottrine politiche

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