STORIA DELL'ARTE MODERNA – Prof. Alessandra Troncone
Appunti di Sara Catalano (a.a. 2024-2025)
La storia dell'arte è STORIA. Ciò significa che bisogna tener conto del quadro storico di
riferimento. È altrettanto fondamentale collocare le opere nel rispettivo periodo.
La definizione di storia dell'arte moderna si forma sulla concezione della suddivisione
temporale prettamente italiana. L'uso di moderno è improprio nel caso di opere come il
cazzone a Municipio di Gaetano Pesce.
La storia dell'arte moderna non coincide con la storia moderna.
La storia dell'arte moderna inizia nel 1401 con il concorso della porta Nord del battistero di
Firenze. Termina nel 1822 con la morte di Antonio Canova (massimo esponente del
neoclassicismo). Gli storici, invece, identificano l'inizio della storia moderna nel 1492 con la
scoperta dell'America e termina con il congresso di Vienna nel 1815.
Il GOTICO INTERNAZIONALE (o Tardogotico) Ecco cos'è il Gotico Internazionale
(o Tardogotico o Stile dolce o Gotico Cortese) del 1370.
Nella storia dell'arte moderna non parliamo della corrente o del movimento del Tardogotico,
si parla di STILE. La differenza sostanziale è che le correnti o i movimenti del 900 erano
riconosciute dagli artisti che ne facevano parte tramite manifesti/opere in cui confrontavano i
loro pensieri in merito. Tardogotico è un'etichetta data agli artisti nata dall'esterno. Si tratta di
un tentativo di dare una definizione ad un fenomeno artistico abbastanza esteso,
un’etichetta o titolo che circoscrive un fenomeno artistico nella storia.
Il gotico internazionale è uno stile che non è circoscritto ad un'area geografica specifica ma
è INTERNAZIONALE, per cui si diffonde in diverse parti d'Europa.
- Tardogotico ci dice che è un TARDO-gotico, cioè riprende alcuni elementi già
presenti nello stile gotico (nonché stile con cui si chiude la storia medievale) e lo
modernizza rispetto a quelle che erano le esigenze contemporanee degli artisti.
- Stile dolce ci riporta ad una delle caratteristiche di questo stile: la linea sinuosa. Le
figure (spesso idealizzate) tardogotiche si caratterizzano per questa linea molto
morbida. I pavimenti, i volti etc. sono sempre molto "dolci".
- Gotico Cortese invece è un'indicazione di natura sociologica in quanto ci dice che è
uno stile che si diffuse soprattutto nelle corti. Trattasi infatti di uno stile aristocratico e
riservato alle classi sociali più alte dell'epoca. Vi era un'idea della corte come ambito
in cui vigono alcune regole. Nelle rappresentazioni del Tardogotico è tutto più
"romanzato".
Il tardogotico afferisce all'ultimo quarto del quattordicesimo secolo (1370), tuttavia si
espanderà per tutto il quindicesimo secolo. Anche con la nascita dell'umanesimo etc. alcuni
continuavano a mantenere lo stile tardogotico.
Negli ultimi anni del quattordicesimo secolo vi fu un depotenziamento del papato e
dell'impero. Si scontrarono tra di loro al punto che nacque una nuova classe sociale: la
borghesia. Proprio perché gli esponenti di questa nuova classe sociale in ascesa
necessitavano di conoscersi e consolidarsi, uno dei modi migliori per far sì che ciò avvenisse
era proprio commissionare le opere d'arte. All'epoca le opere d'arte funzionavano come ad
oggi funziona la moda. I borghesi pagavano l'artista purché egli realizzasse opere in palazzi
pubblici, chiese etc. I committenti facevano parte delle nuove classi di lavoratori, e quindi
non tutti derivavano da famiglie ricche.
Commissionare gli artisti più famosi dell'epoca significava vantare le proprie ricchezze.
Generalmente si chiedevano commissioni anche con l'oro. L'oro era un pigmento che aveva
un costo molto elevato. Ciò serviva sempre di più a vantarsi della propria situazione
economica. Molto spesso, quando dipingono, gli artisti tardogotici creano uno spazio quasi
divino all'apparenza. Ciò comporta che non solo non ci siano riferimenti spaziali, ma spesso
non vi è neanche profondità/prospettiva. Il piano è quindi piatto e le figure emergono come
se non avessero corpo o sostanza. Sono piatte. Spesso i dettagli di queste opere sono
estremamente minuziosi e curati. Se a volte i volti sono molto simili, praticamente uguali tra
loro, i tessuti, i prati e gli abiti sono estremamente dettagliati.
Cos'è il tardogotico del 1370? (punti focali)
- Elaborazione dei linguaggi del gotico internazionale
- Ispirazione nella letteratura di corte (romanzi e poemi cavallereschi)
- Figurazione dai toni fiabeschi
- Linguaggio prezioso e raffinato
- Annullamento della profondità spaziale, sinuosità della linea
- Resa minuziosa delle figure e dei particolari (abiti, piante, fiori, etc.)
- Sviluppo delle arti minori: gioielli, tessuti, arazzi, miniature, etc. (circolazione di
oggetti di piccolo formato)
OPERE TARDOGOTICHE
- Michelino da Besozzo (Il cognome è un’indicazione della sua provenienza [Varese]); [Besozzo
{Varese} 1370-1455 circa]
Sposalizio di Santa Caterina | 1420 ca, pinacoteca nazionale di Siena; è un’opera
della sua produzione tarda (aveva 50 anni). la composizione è sviluppata tutta in un
piano dallo sfondo dorato, e il trono è l’unica indicazione architettonica. Il panneggio
degli abiti è morbido e sinuoso, acquisisce un volume spropositato che non
restituisce plasticità e concretezza al corpo che lo indossa. La posizione della
vergine non è stabile, e sembra scivolare dal trono.
- Gentile da Fabriano [Fabriano, Marche, 1370 ca. Roma, 1427]
Polittico di Valle Romita | pinacoteca di Brera Milano, 1410/12; il titolo ‘Valle Romita’
indica l’eremo al quale il polittico era destinato. composto in più aree, presenta scene
indipendenti legate da un’unica narrazione. La scena protagonista è quella centrale
dell’incoronazione che si svolge in uno spazio indefinito dove tutto sembra fluttuare -
privo di indicazioni spaziali. Il polittico è composto da 5 bande verticali, ognuna delle
quali termina in cima con una cuspide, e nei pannelli laterali ci sono scene dedicate
ai santi. tutti i personaggi rappresentati sono accompagnati dai rispettivi elementi
iconografici che ci permettono di riconoscerli: a destra di Maria c’è San Francesco
(Totti) con il saio e le stigmate (in quanto martire come Gesù) che riceve in forma
miracolosa all’estrema destra in alto; all'estrema sinistra San Girolamo il modellino di
una chiesa; a destra San Domenico e Maria Maddalena. le scene superiori sono le
più piccole ed estremamente dettagliate anche nello sfondo, raffigurano San Pietro e
Adorazione dei Magi (Pala Strozzi) | Uffizi di Firenze 1420 ca; Ciò che succede in
primo piano è una scena unica: trattasi del momento della donazione dei Magi che
riconoscono la nascita di Gesù bambino. L'opera è anche conosciuta come Pala
Strozzi in quanto il cognome del committente è Strozzi, anche se comunque il suo
nome intero era Palla Strozzi. Spicca infatti un personaggio nel mezzo per via del
copricapo molto dettagliato, trattasi proprio di Palla Strozzi. Vi è una ricchezza
generale dal punto di vista dei dettagli e dal punto di vista della scena rappresentata.
I tre Magi sono quelli più dettagliati nella rappresentazione. Le figure femminili
sembrano quasi tutte uguali tra di loro; anche i tre magi sembrano molto simili, e
rispetto agli altri uomini nella folla, il volto di Palla Strozzi era molto più dettagliato. Vi
è un accenno ad una sottospecie di prospettiva anche se comunque la scena
continua ad essere prettamente piatta. Alla base vi è una predella in cui spesso vi
sono anticipi o posticipazioni della scena principale. All'estrema sinistra vi è la
natività, evento precedente al principale. Nel mezzo vi è la fuga in Egitto
immediatamente successiva e nell'ultima invece una presentazione al tempio.
Nell'ultima scena della predella è rappresentata una prospettiva un po' più
accentuata. Quest'idea matematica-geometrica non si applica tra le figure umane e
l'architettura. Le figure inoltre sono atemporali poiché sembrano uscite dal tempo
dell'artista e non da quelle della narrazione storica (tratto che rivedremo anche in
Caravaggio). Spesso il committente poteva avere un'idea e l'artista non poteva
spesso stravolgerla, per cui la predella poteva essere un accessorio che dava
all'artista la libertà che non aveva per la scena centrale.
- Stimmate di San Francesco | 1415; Queste ferite arrivano in maniera "aggressiva" a
trafiggere il santo sulle mani e sui piedi. Lo sfondo è totalmente sproporzionato
rispetto alle misure del santo che è in rilievo rispetto al paesaggio.
- Annunciazione | 1425; L'annunciazione è un momento intimo in cui l'angelo arriva
da Maria in casa sua ad annunciarle la gravidanza del figlio di Dio. La prospettiva
non è corretta in nessun ambito. Il letto sembra ribaltato e il libro sulla sedia sembra
tutt'altro che in prospettiva. Vi è l'indicazione della presenza di dio rappresentata
dalla luce che arriva dalla finestra e punta sul ventre della vergine Maria. Questa luce
ha un valore fortemente mistico durante il tardogotico. Durante il rinascimento è vista
in maniera più naturale e meno marcata. Nella casa della Madonna sono presenti
bifore e trifore (nonché finestre tipiche dell'architettura medievale).
- Pisanello
- Visione di Sant'Eustachio | 1438-42, National Gallery di Londra; L'artista fa
assumere al protagonista dell'opera, Sant'Eustachio, le sembianze di un cavaliere
medievale. Difatti, egli era infatti stato un cavaliere romano ai tempi dell'imperatore
Traiano. Egli ebbe una visione miracolosa della crocifissione nelle corna di un cervo
che lo porterà a convertirsi al cristianesimo, e diventerà poi santo. Anche questa
volta gli abiti sono contemporanei all'artista e non contemporanei al contesto storico
dell'opera. Sono presenti molti animali e molta flora e fauna
- Congedo di San Giorgio dalla Principessa | 1437-8, Chiesa di Sant'Anastasia,
Verona; Di questo affresco non è leggibile la parte di sinistra poiché rovinata, ma è
ancora presente la parte di destra. Qui si poteva conciliare la geografia con un
contesto più cavalleresco in cui vi era un cavaliere che combatteva per salvare la
principessa e il suo popolo. L'immagine rappresentata è molto cruda. Pisanello
rappresenta in maniera molto realistica la città, nonostante in realtà sia un paesaggio
inventato.
Ritratto di una principessa d'Este | 1435-45, Museo del Louvre di Parigi; Pisanello
era anche un grande ritrattista e tendeva a creare delle fronti molto grandi. Nel caso
della principessa d'Este, si pensa sia la stessa del Congedo di San Giorgio dalla
Principessa.
- Ritratto di Lionello d'Este, 1440, Accademia Carrara di Bergamo
- Ritratto di Lionello d'Este (bronzo), 1440/41, British Museum di
Londra.
- Lorenzo Monaco
Adorazione dei Magi | 1420/22, Uffizi di Firenze; Lorenzo Monaco mostra un'arte ad
effetto abbastanza arcaico. La prospettiva nell'opera non è estremamente accurata.
- Trittico dell’Annunciazione | 1410/15, galleria dell’accademia di Firenze;
L'atteggiamento della vergine che fa questo movimento quasi di allontanamento e
allo stesso tempo di piegamento rimanda all'opera di Simone Martini del 1333
(L'Annunciazione, Museo degli Uffizi).
- Beato Angelico (Fra' Giovanni di Fiesole) [Vicchio, 1395 - Roma, 1455]
Annunciazione di Cortona | Museo Diocesano, Cortona - 1430 ca; Vi è uno scorcio
-
di prospettiva architettonica già più preciso rispetto a quella sperimentata da Lorenzo
Monaco. Beato Angelico era un frate, un religioso; la definizione "Angelico" gli viene
attribuita da un contemporaneo che pensava che tutte le figure che rappresentava,
anche grazie alla luce diffusa, fossero percepite spiritualmente. Dalla bocca
dell'angelo escono parole scritte. Trattasi delle parole dell'Annunciazione. Maria
appare molto accondiscendente. Vi sono i progenitori nello sfondo, abbastanza in
lontananza. Il portico è in prospettiva. Vi è un punto di fuga molto chiaro nell'opera
che si trova in alto a sinistra. La struttura esterna ricorda molto l'architettura di
Brunelleschi, nello specifico lo spedale degli innocenti. Nella predella sono
rappresentate scene della vita di Maria. La predella ha una funzione prettamente
narrativa ed entra in dialogo con la scena principale. (Nascita della Vergine,
Sposalizio della Vergine, Visitazione, Adorazione dei Magi, Morte della Vergine; Il
prato è estremamente dettagliato.
- Annunciazione | Museo del Prado, Madrid - 1435 ca; Il portico è frontale e non più
in prospettiva; la scena è la stessa dell'opera di qualche anno prima. I progenitori
sono leggermente più vicini. Il prato dell'Annunciazione è sempre molto dettagliato.
Nella predella sono presenti le stesse scene dell'opera precedente ma disposte in
maniera diversa. L'adorazione dei magi presenta un punto di vista frontale, cosa
nuova poiché era sempre stata presa dal lato.
1401: una svolta a Firenze
Ci fu il concorso per la seconda porta in bronzo del Battistero di S. Giovanni. Tema: Il
sacrificio di Isacco; imposizione della forma quadrilobata. Questo concorso fu parecchio
importante, e parteciparono artisti molto celebri tra cui Brunelleschi e Ghiberti. Firenze è un
po' la culla del Rinascimento. Tutte queste novità artistiche avvennero a Firenze poiché:
- Era una Repubblica fiera e indipendente. C'erano i "de Medici".
- Era una città estremamente ricca per via dell'industria della lana (in concorrenza con
le Fiandre).
- Forza dell'attività bancaria.
- Aristocrazia e alta borghesia illuminata che investono in grandi opere per la città
come strumento di affermazione sociale e politica.
- Nascita di botteghe al servizio delle importanti committenze pubbliche e private.
Il concorso per la porta del Battistero di Firenze
- Andrea Pisano
Prima porta del Battistero di Firenze | 1330-1336 [scene della vita di Giovanni
Battista]; È una porta già realizzata e nel progettare una porta speculare si cercava
coerenza. La struttura era a forma quadrilobata con le formelle.
- Lorenzo Ghiberti
Flagellazione (Formella) | 1401-1424, Porta del Battistero di Firenze; La formella di
Brunelleschi è molto più dinamica di quella di Ghiberti. Entrambe rappresentano il
sacrificio di Isacco, ma tramite una serie di gesti e movimenti, quella di Brunelleschi
ha molto più impatto. Tuttavia, Ghiberti vinse.
UMANESIMO E PRIMO RINASCIMENTO
Durante la prima metà del 400 si sviluppa il rinascimento.
- Centralità dell'essere umano: naturalismo, corpi plastici a discapito dell'estetica
ornamentale del Gotico Internazionale.
- Recupero dell'eredità classica nelle arti e nell'architettura.
- Pari importanza al processo ideativo e a quello esecutivo: sperimentazione di nuovi
modi di rappresentazione pur nell'ambito religioso.
- Importanza di disegni e modelli preparatori.
- Artista come intellettuale, che si muove tra discipline diverse.
- Applicazione e teorizzazione della prospettiva geometrica, fondata su principi
matematici.
OPERE RINASCIMENTALI
- Filippo Brunelleschi
- Cupola del Duomo | Firenze, 1418-1434; Da un lato ha un andamento più gotico
poiché comunque il tamburo di quest'ultima era già pre-esistente. Dall'altro, è una
cupola iconica a modo suo. Brunelleschi crea un sistema per cui costruire la cupola
senza dover ricorrere ad una caratteristica dell'architettura gotico-medievale: l'uso
dei contrafforti (servivano a controbilanciare il peso). Utilizza, invece, le centine di
legno (impalcatura di legno). I mattoni erano disposti a spina di pesce e regalavano
alla cupola una stabilità maggiore. La cupola di S. Maria del fiore è il simbolo della
centralizzazione dell'uomo nel mondo sensibile, e quindi tutto quello che è la realtà e
la denominazione dello spazio viene assoggettata allo sguardo dell'essere umano.
Le scelte architettoniche di Brunelleschi prendevano anche forme del tardogotico.
- Spedale degli Innocenti | Firenze, 1419-1444; L'elemento del classico torna
nell'organizzazione della facciata. Brunelleschi costruisce dei moduli. In questo caso
il modulo prevede l'arco, le colonne corinzie, al centro il fregio, sopra una finestra
sovrastata dal timpano che cade esattamente al centro dell'arco.
- Basilica di S. Lorenzo, Firenze | dal 1419, Firenze; Registriamo un cambiamento di
stile dal tardogotico a quello rinascimentale. Nella chiesa di S. Lorenzo, Brunelleschi
recupera la pianta longitudinale (o croce latina), nonché un corpo unico che
attraversa il transetto. Quello che va sicuramente evidenziato è come cambia la
questione nello spazio. La differenza fondamentale sta nella gestione dell'altezza. Vi
sono molti archi a sesto acuto; Brunelleschi ricorre al soffitto a cassettoni. Abbassa il
soffitto e lo rende più a misura umana. Lo spazio della Basilica è dominabile con lo
sguardo. L'architettura tardogotica accentuava la differenza tra l'essere umano
(piccolo) e Dio (alto), l'architettura rinascimentale invece presenta il contrario.
- Sagrestia Vecchia (Basilica di S. Lorenzo) | 1420-29, Firenze; Come se fosse una
struttura a sé, la sagrestia presenta il recupero di alcune forme dell'architettura
classica come il timpano e la colonna.
- Chiesa di S. Spirito, Firenze | Progetto del 1436; realizzazione dell'interno postuma,
Firenze; Questa basilica riprende la stessa idea di quella di S. Lorenzo. Il soffitto è
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