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Storia dell'arte medievale pt.2

Corso 12 CFU
Clario di Fabio
Anno accademico 2022-2023
Appunti di Ilaria Emma Chindamo
Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo Storico-Artistico
17/11/2022

Scultura e natura in Italia settentrionale XII

Abbiamo fatto una sorta di tour tra le principali manifestazioni scultoree fino alla fine del XII, marcata da una presenza che segna nell'Italia del nord uno snodo tra due culture e secoli. Ovvero Benedetto? Dal punto di vista generale, nel corso del XII la linea di tendenza, in particolare della scultura, è accentuare i caratteri legati alla rappresentazione della natura (uomo nel suo essere e le cose della natura e cultura). Il XII è un po' una cerniera tra il momento del minimalismo romanico e tendenza naturalistica del XIII - questo percorso inizia dall'XI a Modena (Cattedrale) con grandi rilievi di Wiligelmo che vuol dire Guglielmo (forse aveva ascendenze nordiche). Scultore che fa un lavoro manuale. Wiligelmo viene celebrato per la sua capacità. È un prestatore d'opera, e non alto livello società. Accanto a lui lavorava altro scultore chiamato "maestro delle metope".

Modena, Cattedrale, Wiligelmo

I rilievi con Storie della Genesi vanno letti in successione, da sinistra verso destra, e con ogni probabilità originariamente erano tutti e quattro allineati alla stessa altezza in cui si trovano quelli che fiancheggiano il portale maggiore. La causa del disallineamento va fatta risalire all'intervento dei maestri campionesi che aprirono nella facciata i due portali minori. Narratore conciso e privo di fronzoli, Wiligelmo fa risaltare con forza le sue figure massicce sul fondo liscio delle lastre. Nelle scene isola il nucleo drammatico del racconto, riducendo al minimo le indicazioni di ambienti per concentrarsi su pochi personaggi. Le scene, orlate in alto da undici arcatelle che riecheggiano quelle con cui Lanfranco ha alleggerito il massiccio corpo di fabbrica della cattedrale, presentano una scansione ternaria al proprio interno, con tre episodi in sequenze.

Primo rilievo

Il primo rilievo si compone di quattro lastre di marmo: all'estrema sinistra è raffigurato Dio Padre in Maestà, racchiuso nella mandorla sorretta da due angeli; accanto compare il Creatore nell'atto di creare Adamo. Segue la scena della creazione di Eva, il cui corpo sorge dal fianco di Adamo, che giace pesantemente addormentato, con le gambe incrociate. A destra la scena riassume le fasi del peccato.

Secondo rilievo

Il secondo rilievo è composto da 4 pannelli di pietra di Vicenza: la prima scena mostra il Creatore che rimprovera Adamo ed Eva per la loro trasgressione. Segue l'episodio della cacciata, con i due che se ne vanno a testa china. Nell'ultima scena i Progenitori, coperti da pesanti abiti che li proteggono dal freddo, sono intenti a dissodare la terra attorno a una pianta.

Terzo rilievo

Il terzo rilievo è composto da tre lastre di marmo e 2 di pietra di San Gottardo: la prima scena mostra al centro la mensa di un'ara sostenuta da un telamone (statua che funge da sostegno), su cui Dio siede in Maestà. Verso di lui convergono, da sinistra, Abele, che porta a mani nude un agnello, e da destra Caino, che reca all'altare un mazzo di spighe con le mani coperte da un panno. Segue l'episodio di Caino che assesta un letale colpo di clava sul capo del fratello; per ultima la scena con Dio che rimprovera Caino per il suo gesto scellerato.

Quarto rilievo

Il quarto rilievo è composto da due pannelli di pietra di Vicenza e ci mostra il cieco Lamech, padre di Noè, che avendo scambiato Caino per un animale, scocca la fatale freccia con cui gli trafigge la gola. L'attaccamento di Caino alla vita si manifesta nel suo vano aggrapparsi al ramo di un albero. Al centro della lastra compare l'arca da cui si affacciano Noè e sua moglie: quest'ultima, a sinistra, si volge indietro; a destra Noè si affaccia volgendo lo sguardo in direzione opposta, verso il futuro. Usciti dall'arca, i tre figli di Noè, guidati dal padre, muovono i primi passi verso una terra ormai pacificata.

Abbiamo visto anche Nicolò a Verona e Ferrara, abbiamo detto che dal punto di vista della mobilità è uno scultore che lavora come architetti in un'area vasta e su vive lungo la via Emilio orizzontalmente e lungo la dorsale adriatica per arrivare ad Ancona. Abbiamo visto a Piacenza l'osservazione della vita in città che ha tanti aspetti, realtà differenziata. Anche loro usano la figurazione e la scultura legata ai monumenti per comunicare la distinzione sociale che li caratterizza per ciò che sono (produttori ricchezza).

Cattedrale Verona, San Zeno Maggiore, Nicolò

Della cattedrale di Modena, San Zeno Maggiore riprende la facciata a salienti, scandita da alti contrafforti che suggeriscono esternamente la scansione interna della chiesa in tre navate, il protiro con leoni stilofori (portatori di colonne) e la sequenza di bifore che continua anche lungo il fianco destro della chiesa. Quella di Verona è però una raffinata reinterpretazione, non una piatta imitazione del modello modenese: le ridotte dimensioni delle bifore, sorrette da esili colonnine, e il minor aggetto dei contrafforti attenuano infatti l'effetto chiaroscurale, sostituendolo con un'elegante policromia, ottenuta con l'uso di materiali diversi. Sulla facciata della chiesa veronese, la lunetta sotto il protiro con San Zeno che benedice le milizie cittadine e il ciclo di rilievi con Storie dell'Antico e del Nuovo Testamento che si sviluppa ai lati del portale, costituiscono una delle realizzazioni più alte e mature del maestro Nicolò, il maggior scultore operante in Italia settentrionale. La lunetta vede come protagonisti figurativi il protettore città, Zeno, ma anche gruppi sociali. La lunetta ai lati del santo che è il protettore della città nei confronti di Dio Padre che cerca di portare il bene alla comunità. Ai lati della figura stanno i due gruppi sociali eminenti. Alla sx ci stanno i cavalieri (equites, nobili). Dall'altra parte c'è il propolis che è stratificato nel quale fanno parte altre identità sociali che chiamiamo "borghesia".

Santa Margherita Ligure, Maestro Chartriano

Verso 1170 iniziano sorprese. Troviamo nel nord Italia presenze perturbanti che non si confrontano bene con ciò che abbiamo detto. C'è una mobilità sociale che porta anche artisti venuti da altri paesi a lavorare in Italia. Intorno a Genova abbiamo scultori di questo tipo. Questa madonna è fatta in marmo bianco di Carrara (viene cavata nuovamente dopo l'antichità nel XII). Opera moderna, in marmo Carrara, quindi fatta a Genova e portata poi a Santa Margherita Ligure. È una di ambasceria d'Oltralpe, dove si sta definendo la dimensione naturale della scultura (gotica). Questa madonna è destinata a stare sull’altare (normale in Francia). Questo è uno scultore che arriva a Genova provenendo da Chartre (cantiere che si apre intorno 1150, e va avanti fino al 1225 - sempre sulla linea di classicismo, naturalismo). È stata per secoli esposta al salino, che l’ha praticamente quasi scolpita. Pancia prominente, occhi naturali sembra che ci guardi - fatta per pregare. Una donna rappresentata come trono di Cristo. Immagine accogliente che dice di non preoccuparsi che c’è lei a raccogliere le preghiere - discorso umanizzazione immagine sacro.

Parma cattedrale, Benedetto Antelami

La personalità che in Italia del nord compie passaggio verso maggiore naturalezza è Benedetto Antelami - nel 1178 era affermato. Antelami è la traduzione di un termine latino che indicava un regione della Lombardia nella diocesi di Como (tra laghi di Como e Lugano). Il luogo era ricco d'acqua (laghi), pietre (dal marmo bianco a altre pregiate), legno. Agricoltura zero; boschi ovunque, territorio scosceso. La popolazione emigra per il resto di Italia, per necessità di qualcuno che lavorasse (costruzioni, mura città). I magister Antelami li troviamo nella Germania del sud, Provenza, tutto nord. Quindi Benedetto Antelami vuol dire maestri di muri, edifici (per la costruzione). Nella struttura vari elementi del Romanico padano si fondono con suggestioni provenienti dalle regioni d’Oltralpe. La facciata conserva la forma a capanna con una galleria posta alla sommità, che segue la pendenza delle falde del tetto, mentre più in basso altre due gallerie sovrapposte echeggiano con le loro eleganti trifore la cattedrale modenese. Da quest’ultima discende anche il protiro del portale maggiore, coronato da una loggia sporgente, mentre è di derivazione francese l’idea delle due alte torri campanarie che avrebbero dovuto serrare ai lati la facciata.

Pulpito

Quello che resta da quello fatto fare da vescovo o .. di Modena, oggi è scomposto. L’altra lastra è stata scalpellata per una tomba in epoca gotica. Questa si vede in duomo nell’abside dx. Scritta ci fa capire che era fiero: più che una firma. Dal basso c’è un bordino che fa un piano che rientra leggermente, sono disposte diverse figure articolate in due gruppi (uno a dx del gruppo e l’altro dominato da Maria che si sta scervellando (togliere chiodi). La prima mano è stata tolta e la madonna la tiene sul viso. Nicodemo lo sta prendendo. Vicino alla madonna c’è San Giovanni evangelista, quello al quale cristo aveva affidato la madre dicendo che sarà lui adesso a proteggerti e trattarti come una madre. Tre Marie: Maria Maddalena, magdala, cleofa. C’è chi si gioca ai dadi la natura di cristo. Angelo sta togliendo coltivato. Altra figura l’angelo sta dietro e ga i. Mano la corona (ecclesia). Figura femminile che sta per un concetto o altra realtà. L’altra è la sinagoga che è finita ed è iniziato il nuovo testamento (basato non più su legge mosaics che vedeva israeliano come popolo eletto, ma allargato "chiesa fondata da cristo"). Ogni elemento è precisato dalle scritte. Croce fatta con legno albero cresciuto sulla tomba di Abramo - albero della vita, Cristo è la vita. Cristo è colui che si sacrifica per scontare i peccati del mondo. Due elementi a cerchio sono il giorno e la notte. Quella più grande è scritta su una banda che corre su tre lati - lavorata con tecnica "niello". Prima si segna sul marmo i contorni figurava, poi si fanno trincee lungo figurazione dove si infila il niello (sostanza a base di adesivi, polveri minerali che vanno a riempire queste tracce dando origine al ricamo a tappeto su marmo che circonda la scena). C’è scritto che nel 1178, uno scultore porto al termine quest’opera, fu Benedetto detto Antelami. Viene dichiarato due volte scultore, perché gli Antelami non erano scultori - a Genova esiste una corporazione di costruttori che si chiamano così (figli di Lombardi che sono venuti quando Genova era in rilancio costruttivo e hanno costruito tutto, regime di monopolio della costruzione - si comportavano come gruppo sociale). Gli scultori venivano reclutati dagli Antelami che si voleva delle scultore. Gli Antelami si chiamano così solo a Genova. Antelami va a fare lo scultore a Parma, poi verrà chiamato a Genova e lavorerà. Lavoro per i Fieschi.

Parma, battistero

Antelami si dedicò alla sua decorazione dal 1196, come se attestasse egli stesso nell’iscrizione sul portale nord in cui compare la sua firma. Nella sua scultura le novità d’Oltralpe sono corrette e temperate da un robusto ricorso alla tradizione classica. Non si tratta dunque solo di un edificio di transizione dal Romanico al Gotico, ma di una sorta di prototipo che contiene in embrione i più genuini caratteri di quella particolarissima variante del Gotico che si è sviluppato nella nostra penisola. Il battistero ha una pianta complessa. All’esterno si presenta come un corpo ottagonale. All’interno i lati diventano sedici, tre dei quali corrispondono ai portali, mentre i rimanenti tredici si curvano a formare altrettante absidi semicircolari, sormontate da una galleria disposta su due piani. Su tutto si innalza la grande cupola emisferica, divisa in sedici spicchi da altrettante nervature, che delimitano vele in cui campeggiano grandi figure di santi dipinte. Le nervature si innestano alla sommità di lunghe ed esili colonnine, che scaricano il loro peso sulle più massicce colonne dell’ordine inferiore. L’influsso delle novità gotiche d’Oltralpe si manifesta principalmente nello slancio verticale delle membrature che innervano l’interno dell’edificio ed è ribadito all’esterno dall’insolito ordine gigante costituito dagli otto contrafforti angolare che fasciano gli spigoli dell’edificio; i quattro ordini di logge architrave, che scavano un vuoto nella mole ottagonale alleggeriscono i prospetti, introducono un forte correttivo al verticalismo. Alla sommità, una quinta loggia cieca, con colonne che sorreggono archi a tutto sesto, nasconde la cupola emisferica che è incapsulata al suo interno. Per la prima volta in Italia fa la sua comparsa una stretta correlazione iconografica tra le figurazioni scolpite nella lunetta e quelle dell’archivolto e dell’architrave.

Nel portale del Redentore Antelami pone al centro della lunetta Cristo giudice, che mostra con le braccia levate le ferite dei chiodi, circondato da angeli. Nell’archivolto, su uno sfondo colorato d’azzurro, si stagliano gli apostoli, mentre nell’architrave gli eletti si levano dalle tombe. Gli esiti più impressionanti e maturi della scultura di Antelami sono però rappresentati dalle statue di Salomone e della regina di Saba, e dal ciclo dei mesi e delle stagioni, in cui l’acuto realismo con cui lo scultore essere e riproduce i minuti fatti quotidiani non è mai disgiunto dalla manifestazione di una composta e nobile solennità di evidente derivazione classica.

Cattedrale Ferrara, portale laterale sud

Che rappresenta i mesi, fatto da un suo successore ignoto. Vediamo vendemmia, manzo che suona il corno.

San Mercuriale, Forlì

San Marco Venezia, porta del Mar

Lavora anche a Venezia per i Magi che si trovavano nella porta dei mari - piena di statue.

Broletto, Milano

Viene rappresentato Oldedo. Personaggio con rapporti stretti anche con Genova. Sotto c’è epigrafe. La statua è dentro un arcata. La scritta presenta i meriti per i quali è stato deciso di dare a un dado da tresseno, una statua. Iscrizione: "È come era suo dovere brucio i catari" - eresia che si diffondeva nel nord Italia e città che per Reggio i commerci erano in contatto con l'esterno. C’erano delle minoranze organizzate in forme di chiesa, un anti potere forte combattuto da comunità cittadine, chiesa e istituzioni. Il luogo principale dei catari era la Francia del sud.

Madonna in trono, scultura lignea pag 162 libro-commentario Apocalisse pag 166 libro-Opus francigenum

L'architettura gotica XII XIII

Fenomeno del rinnovamento dell’architettura in Francia, Europa e in Italia. Questo termine vuol dire "modo di costruire alla francese". Nel medioevo la Francia era la regione attorno a Parigi controllata da re di Francia (Provenza, Borgogna etc no Francia). Posto dove il re di Francia è re davvero. Questo nuovo modo di costruire, con la sua origine è collocabile precisamente, anche a modi personali. Si vuole ottenere il risultato che l’abate della poesia di Saint Denis, aveva stabilito nel 1130. E aveva messo per iscritto in alcuni trattati, un liver (diario) dove raccoglieva idee al quale affida - abbazia dove i re di Francia venivano sepolti. Abate Suger e l’abbazia di Saint Denis pag 264-Secondo tradizione il primo martire sarebbe stato a Parigi, decapitato con i suoi compagni. Dionigi avrebbe dichiarato di voler essere seppellito lì. Luogo dove viene fondata una prima abbazia. Si arriva al 1137/40, quando si decide di lasciare la chiesa carolingia e anteporre una nuova facciata e di predisporre una nuova abside. Entrambe costruire in modo sperimentale. Dio e la luce sono uno la manifestazione dell’altro. Un conto è tradurre questo concetto a tavolino, lui lo scrive - elabora architettura che comunichi ciò. Di questa nuova abbazia Sugen si occupa di tutto (restaurazione, cercare cave, modi più opportuni per trasportare materiali, fa il meter duverge (responsabile politico dell’impresa architettonica). Alle sue dipendenze c’è il magister operis (il costruttore vero e proprio, sa come tagliare la pietra, possiede le forme etc) - per raggiungere fini come il fatto che la luce deve essere luminosa. Si trova sistema per ottenere obiettivo preciso: convogliare dentro edificio più luce possibile migliorando le prestazioni statiche e dinamiche del corpo di fabbrica. Qual'è l'escamotage che consente ciò? Nell’architettura romanica gli edifici coperti a volte scaricano il peso su pilastri e muri laterali che devono essere spessi. Nuovo sistema di copertura (non con arco a tutto sesto), ma uso di qualcosa che esisteva già dell'architettura ellenistica - ovvero arcate a sesto acuto. Ciò ha vari vantaggi: con archi a tutto sesto potevi coprire solo spazi simmetrici e quadrati - adesso non ho problemi, posso fare archi diversi. "Lobus ..." - termine che conosciamo da documento in cui si dice che architetto di una chiesa Germania doveva realizzarla in modo tipico della Francia. Quello che da Vasari chiamiamo architettura gotica, che di gotico non c’è niente - no barbari. Edificio gotico è pensato e progettato. In questo modo si costruiscono edifici meno combustibili. A Notre Dame è stato qualcosa di moderno che ha generato scintilla che nel medioevo non sarebbe partita.

La volta a crociera

Vediamo le volte con le spinte in rosso.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/01 Storia dell'arte medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chindamo03 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Di Fabio Clario.
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