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Storia dell'architettura contemporanea - Prof. Alessandro Castagnaro

L'architettura è un linguaggio e, in quanto tale, subisce una metamorfosi che rispecchia il tempo in cui una determinata opera è stata realizzata. Infatti, a condizionare l'architettura non vi sono solo quei fattori eterogenei ma dipendenti da essa come il fattore estetico o quello funzionale, ma anche fattori eteronomi, ossia fattori esterni alla disciplina architettonica ma che al contempo la condizionano e a tratti la dominano. Parliamo del clima, della religione, delle leggi, dell'economia e così via (es: torre Eiffel => fattore eteronomo: rivoluzione industriale; architettura bio => fattore eteronomo: clima).

Metodologia

La differenza tra storia e storiografia

Come si colloca la storia dell'architettura tra storia e storiografia? Se per storia intendiamo l'accaduto in sé nella sua oggettività, per storiografia intendiamo il racconto che lo storico fa di un determinato accaduto, influenzato ora da un'opinione soggettiva. La storia dell'architettura non riguarda solo il passato, ossia l'epoca in cui è stata concepita una determinata opera, ma anche il presente, in quanto l'opera, con le sue successive modificazioni, resta lì dov'è stata concepita.

Continuità e discontinuità

Così come nella storia, anche nell'architettura esistono dei periodi di continuità e dei periodi di discontinuità, quest'ultimi sono causati da dei punti di rottura, da dei momenti di crisi dovuti all'influenza di nuovi fattori, nuovi stili.

Sintomo di questi "salti" sono le opere paradigmatiche, ossia opere-messaggio che portano un'innovazione rispetto ai codici-stili precedenti, opere che fanno un passo avanti rispetto al passato. Le opere paradigmatiche fanno poi da modello alle cosiddette opere emblematiche, simbolo per l'appunto di un determinato periodo di continuità dell'architettura: si tratta di opere che rappresentano fedelmente il linguaggio del loro tempo.

L'espressione codice-stile, rispetto al semplice "stile", termine sicuramente più ambiguo e generalizzante, tende più al particolare (es: barocco romano e barocco francese).

Artifici storiografici

Gli artifici storiografici sono invece gli impalcati teorici che lo storico utilizza per riportare dei fatti (es: Vasani parte dalla vita degli artisti per arrivare alle opere). La periodizzazione, il contesto, il codice-stile e le opere paradigmatiche sono tutti artifici storiografici.

Il contesto, che abbiamo detto essere un fattore eteronomo, può essere quello ambientale/paesaggistico (come quello che ha influenzato la casa sulla cascata), o ancora quello politico, sociale, culturale o economico. Il contesto pone inevitabilmente dei vincoli alla realizzazione dell'opera.

Il rapporto tra invaso e involucro

Per invaso intendiamo lo spazio interno e tridimensionale di un'opera architettonica, mentre per involucro intendiamo il perimetro di tale opera nella sua tridimensionalità. Con alcuni codici-stili è capitato che si perdesse quella corrispondenza che c'è tra i due, ossia è capitato che si perdesse ciò che dà forma all'invaso.

Periodizzazione

Convenzionalmente la storia dell'architettura si suddivide in quattro fasi: antica, medievale, moderna e contemporanea. La storia dell'architettura antica ha inizio con i romani e con i greci, e termina con l'inizio del medioevo; la storia dell'architettura medievale ha inizio con l'anno zero e termina con il romanico e il gotico; la storia dell'architettura moderna ha inizio con il Rinascimento (400') e termina con la prima metà del 700'.

Questo grande periodo è poi a sua volta suddiviso. Difatti, il Rinascimento si articola in tre fasi, ognuna avente un proprio artista o una propria città di riferimento: umanesimo, rinascimento maturo (o classico) e manierismo (es: Firenze - 1 periodo; Roma - 2 periodo). Dopo il Rinascimento si ha, grazie ad alcuni personaggi chiave quali Bernini e Borromini, il passaggio al Barocco. Quest'ultimo si suddivide in "barocco romano", le cui opere sono commissionate dal papato, e il "barocco francese", dove invece influenza la monarchia. Dopo il Barocco

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invece si sviluppa il Rococò (700'-750'), e dopo ancora una serie di eclettismi, quali il neoclassico, neoromanico e neogotico, fino ad arrivare alla rivoluzione industriale.

La nascita della storia dell'architettura contemporanea

L'eclettismo storicistico dell'architettura dell'Ottocento

Con questa espressione si indica generalmente una fase della storia dell'architettura dell'Ottocento, in cui coesistono stili diversi e tutti facenti capo a differenti periodi storici precedenti; parliamo del neoclassico, del neogotico, del neorinascimento, del neobarocco ecc. Essendo poi lo specchio della società, anche in questo caso possiamo analizzare la struttura-modello dell'eclettismo storico in base ad una serie di vicende principali - le condizioni storiche sociali, quelle tecnologiche, le teorie critico-estetiche, le poetiche e i protagonisti.

L'architettura contemporanea prende avvio nella seconda metà del 700' con la seconda rivoluzione industriale, ossia quando vengono introdotti non solo nuovi macchinari ma anche nuovi materiali. Questo è il periodo in cui nascono le fabbriche, in cui la popolazione aumenta, in cui nascono gli ospedali e in cui avvengono le nuove scoperte sull'elettricità, le nuove invenzioni. In funzione di tutti questi cambiamenti, gli architetti si vedono costretti a progettare nuove città e modificare quelle già esistenti: la città diventa il nodo più favorevole in cui si intrecciano le attività produttive, quelle di scambio, e quelle economico-direzionali.

Siamo nel periodo del liberalismo, del positivismo, dell'industrialismo e del capitalismo, tutti fattori e caratteristiche che influenzano e condizionano le opere architettoniche. Però, nonostante ci sia stata un'innovazione nel campo tecnologico e delle tecniche, gli intellettuali lamentano agli architetti e all'architettura di questo periodo, di avere un linguaggio stagnante, ancora troppo legato al passato. Per questo motivo, nell'800', il linguaggio architettonico è estremamente vincolato dagli schemi del passato, cadendo così in una sorta di eclettismo storico.

Campi di applicazione dell'architettura dell'ingegneria dell'Ottocento

Nella seconda metà dell'Ottocento, il contributo che più si avvicina alla definizione di architettura contemporanea è dato dagli ingegneri, da coloro che erano in grado di dare delle innovazioni di carattere strutturale, che sperimentavano conferendo alle strutture un carattere architettonico.

L'architettura dell'ingegneria è la più significativa manifestazione in campo costruttivo della cultura ottocentesca; essa segna la più chiara svolta tra il passato e il presente nella storia dell'architettura, senza la quale è impensabile la nascita del Movimento Moderno. Come tale, rispecchiando i significati e le funzioni della società del tempo e proponendo una sua propria e inedita spazialità interna, quella degli ingegneri dell'800 è architettura a tutti gli effetti.

L'architettura dell'ingegneria ebbe tre grandi campi di applicazione:

  • Ponti in ferro (es: Iron Bridge)
  • Edifici multipiano a scheletro metallico (necessari per spalmare la popolazione in verticale e non in piano)
  • Grandi coperture in ferro e in vetro (mercati coperti, gallerie che permettono di vivere la città al coperto)

Esaminando solo questi ultimi due campi perché più pertinenti all'architettura, ci troviamo davanti a due tipi di costruzione. Infatti, a differenza del principio costruttivo dell'edificio multipiano a scheletro metallico, che nasce e rimane come un sistema disponibile ad ogni uso, il settore delle grandi coperture in ferro e vetro produce tante conformazioni quanti sono i campi in cui esse vengono impiegate. Comunque, il fatto veramente nuovo di questa architettura sta nell'aver conformato una spazialità interna totalmente inedita.

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Opere

Henry Labrouste (1801-1875)

Bibliothèque Sainte-Geneviève, Parigi: La pianta dell'edificio è un rettangolo lungo e stretto. Al piano terreno sono disposti il magazzino dei libri, una sala di libri rari e l'amministrazione. Al piano primo è situata la sala lettura, separata in due navate da una fila di colonne in ghisa che sostengono le arcate della copertura. Difatti, la struttura è formata da 4 archi inferiori inglobati da due archi superiori con copertura in ferro e vetro. Si ha una copertura a doppio arco e non ad arco singolo per ampliare il senso del decoro; il ferro utilizzato per le travi è infatti armonicamente decorato. Riscontriamo uno stretto legame con lo stile ottocentesco nonostante i materiali innovativi.

Bibliothèque nationale de France, Parigi (1862-1868): Qui Labrouste propone il tema neoclassico (relazione con il Pantheon) in chiave diversa, ovvero utilizzando la ghisa e il vetro rispettivamente per le travi reticolari e per le vetrate.

Joseph Paxton (costruttore di serre)

Crystal Palace, Londra 1851: Nel 1850 fu bandito un concorso internazionale per la sede della prima Esposizione universale da realizzarsi in Hyde Park, Londra, per mostrare i frutti della seconda rivoluzione industriale. Tra i 245 progetti presentati fu scelto quello di Joseph Paxton, un giardiniere costruttore di serre. Creato nell'eccezionale tempo di soli nove mesi, il Crystal Palace propone il tema della modularità, della possibilità di costruire in serie e della capacità di essere montato e smontato in breve tempo.

Anche qui vi è un ricorso alle opere del passato, troviamo infatti una somiglianza sia con l'acquedotto romano, sia con la basilica, con la differenza che il Crystal Palace è dotato di una copertura a transetto in ferro e vetro che poggia su una grande struttura in ghisa, dove il vetro permette un'elevata luminosità. Per le sue funzioni "strumentali", non c'è invece il tema della monumentalità della facciata: essendo stato progettato per essere un padiglione momentaneo non avrebbe avuto alcun senso.

L'edificio aveva una pianta rettangolare lunga 1851 piedi ed articolata in base ad un modulo quadrato di circa 7 metri che costituiva anche l'unità di campata quadrata delle navate minori che si alternavano a quelle maggiori larghe 14 metri; mentre la navata centrale era ampia 21 metri. La “figura” di sezione mostrava quindi un edificio a cinque navate. Il transetto sopracitato è coperto poi da una volta a botte costruita per la conservazione di un gruppo di alberi ivi esistenti.

Infine, ai piani superiori, in corrispondenza delle navate strette, correvano quattro file di gallerie, per consentire al pubblico la visione dall'alto dei prodotti esposti al pianterreno; una serie di scale collegava le gallerie e gli altri passaggi agli spazi espositivi. In sostanza il Crystal Palace non era altro che un grande contenitore trasparente, capace di ospitare alberi e macchine, opere artistiche e manufatti industriali, insomma era il sogno progressista ottocentesco di conciliare artificio e natura. Il Crystal Palace venne poi spostato a Sydenham, dove venne costruito più alto ma più corto, per poi essere distrutto da un incendio nel 1936.

Il palazzo di Cristallo si pone quindi come un'opera paradigmatica in quanto costituisce uno dei primi esempi in cui la struttura costruttiva assume interamente valenza architettonica, perché introduce una nuova tipologia edilizia, quella dei grandi impianti espositivi, rispondente peraltro all'istanza di un'architettura come mezzo di comunicazione di massa; perché costruito sui principi della modularità, tutti aspetti che lo rendono un modello per la produzione successiva.

Allo stesso tempo, esso è anche un'opera emblematica, sia perché, nonostante il carattere innovativo, riflette il codice dell'epoca, ossia l'eclettismo storico, sia perché simboleggia la storicità del suo tempo (la rivoluzione industriale, la condizione socioeconomica vittoriana dell'Inghilterra).

Charles Garnier

Opera Garnier, Parigi: L'Opera di Parigi è completamente diversa dalle strutture precedentemente viste in ferro e vetro ma, in realtà, in questo periodo, le opere più diffuse sono esattamente quelle come questa. L'Opera è in muratura, in contrasto con la sperimentazione di nuove tecniche, e riprende i temi del barocco: la facciata, la controfacciata, gli ori. Questo accade per la funzione di questa struttura, ossia l'essere un teatro. Era ancora un azzardo utilizzare in questo caso le nuove tecniche: la cultura non

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era pronta, non l'avrebbe accettato. Il teatro è legato alla classicità, l'esposizione universale non ha riscontri nel passato.

Gustave Eiffel (1832-1923)

Torre Eiffel, Parigi 1887-1889: emblema della città di Parigi, la Torre Eiffel fu realizzata in occasione dell'Esposizione Universale tenutasi nel 1889 nella capitale francese, con l'intento di essere solo provvisoriamente parte dello skyline della città. Grazie alla sua fama e alla sua indubitabile bellezza, i cittadini parigini firmarono poi una petizione affinché la torre rimanesse, per tale motivo tutt'oggi è possibile ammirarla.

La torre Eiffel, per anni struttura più alta al mondo, è stata costruita grazie alle innovazioni tecnologiche della seconda rivoluzione industriale (es: ascensori) ed è formata da 4 pilastri reticolari inclinati ma al contempo agganciati l'uno con l'altro fino ad unirsi in un solo reticolato dopo il terzo e ultimo livello. Sulla punta vi è poi una sorta di cupola che rappresenta la relazione che quest'opera moderna ha con il classico.

Ferdinand Dutert (1845-1906)

Galerie des machines, Parigi: si tratta di un edificio industriale in ferro e in vetro, una sorta di capannone, sempre realizzato in occasione dell'esposizione universale di Parigi del 1889. Ferdinand Dutert, un ingegnere, progetta questo grosso capannone per accogliere ed esporre tutti quei prodotti innovativi dell'industria. L'esigenza che aveva il progettista era quella di avere uno spazio molto ampio, profondo e alto, e tutto questo senza avere degli impedimenti rappresentati dagli elementi strutturali.

Rispetto al Crystal Palace dal punto di vista strutturale qui c'è un notevole avanzamento; mentre nel Crystal Palace c'era tutta quella teoria di pilastri che disegnavano un sistema trilitico (due pilastri e una trave ripetendole n volte ottenendo una struttura modulare), provocando una serie di suddivisioni spaziali. Qui c'è un unico grande spazio ottenuto tramite un'arco a tre cerniere che poggia a terra, quasi come se ci fossero delle punte conficcate nel terreno.

Anche in questo caso l'importanza della struttura è tutta contenuta nei suoi dati funzionali, ma anche nel principio di sincerità strutturale. Quest'ultimo fu il vero elemento di distacco dall'architettura corrente che riprendeva gli stili del passato; tutte quelle opere eclettiche sostanzialmente, pur avendo un carattere funzionale, erano sovrabbondanti di decorazioni e mascheravano lo stesso principio strutturale che era alla base. In questo caso, o nel Crystal Palace manifestando in maniera esplicita il loro carattere funzionale, non avevano bisogno di mascheramenti, l'opera era mostrata per quello che era. Questo principio è anche alla base per l'avvio dell'architettura contemporanea.

La scuola di Chicago

Negli Stati Uniti, come frutto della seconda rivoluzione industriale, nascono degli edifici multipiano a scheletro metallico, ossia edifici che non si sviluppano più in orizzontale, ma in verticale secondo una struttura modulare. Questo cambiamento fu dato sicuramente da una serie di fattori eteronomi che condizionano come abbiamo detto l'architettura nel suo fare. Quali:

  • La nascita della rivoluzione industriale e quindi la possibilità di utilizzare materiali nuovi, quali ferro, ghisa e vetro
  • La possibilità di utilizzare nuovi “trasporti” per permettere di salire più facilmente i piani (esempio: ascensori)
  • Per minimizzare gli spazi: nello stesso spazio dove prima vi era una casetta a due piani, ora veniva costruito un edificio a più livelli dove era possibile ospitare molte più persone (esigenza delle cosiddette case popolari in seguito al sovraffollamento delle città)

Per quanto riguarda Chicago, la città subisce un cambiamento nell'arco di due anni. Nel 1868 infatti vediamo Chicago come una città che si sviluppa orizzontalmente su un territorio pianeggiante attraverso delle casette in legno di massimo due piani, che si intersecano su strade perpendicolari. Nel 1871 però un incendio distrusse completamente la città, e per difendersi da tali disastri, questa venne ricostruita da capo ma non più in

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orizzontale, bensì in verticale. Infatti, le casette di legno molto vicine l'una all'altra, e il vento forte dovuto alla vicinanza al grande fiume, permisero all'incendio di divampare per settimane. Gli ingegneri-architetti che si occuparono della ricostruzione della città di Chicago, formati nelle scuole francesi e influenzati dei cambiamenti in atto in Europa, sono convenzionalmente divisi in due gruppi:

  • Prima generazione (nati negli anni 30): William Le Baron Janney, Jenry Hobson Richardson
  • Seconda generazione (nati negli anni 50): Daniel Burnham, Martin Roche, William Holabird, Louis Sullivan, John W. Root

Opere

William Le Baron Jenney

First Leiter Building (1879): era alto sei piani oltre quello terreno, aveva una struttura in ghisa, manifesta

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Affooo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Villone Massimo.
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