Lezione 1 – 21/02/22
Libro Tristes tropique di Levis Strauss, antropologia, spedizioni tra le tribù del Brasile intorno agli anni 30, fotografie della città di San Paulo. Visitata anche come botanico, fenomeno che va studiato da scienziato, lavora sul numero, sulle quantità. Maglia edilizia che diventa sempre più fitta. Tentativo di restituire le caratteristiche della cultura nella sua originalità.
“Agglomerato di esseri che racchiudono la loro storia biologica entro i suoi limiti e la modellano con tutte le loro intenzioni di creature pensanti, la città, per la sua genesi e per la sua forma, risulta contemporaneamente dalla procreazione biologica, dall’evoluzione organica e dalla creazione estetica. Essa è, nello stesso tempo, oggetto di natura e soggetto di cultura; individuo e gruppo; vissuta e sognata; cosa umana per eccellenza”. Citata anche da Aldo Rossi. Levi Strauss è un francese che arriva in Brasile e tale lontananza facilita il vedere cose da fuori come uno specchio deformante dalla realtà.
“A quell’epoca uno dei più grandi privilegi del Brasile era che permetteva di assistere in modo quasi sperimentale alla formazione di quel fantastico fenomeno umano che è la città” fenomeno dello sviluppo urbano. Rapidissima crescita negli anni ’30.
Il Brasile non è in una lontananza assoluta, esiste una commistione. “A differenza delle altre aree del terzo mondo, l’America Latina sembra presentarsi alla vista del primo mondo come un fenomeno con il quale è legata, non appartiene al centro, ma ne è una delle estremità, il bordo di un territorio per il quale l’Atlantico è un mare interno” Un nuovo mondo per lo spirito nuovo storico Jorge Francisco Liernur in (1992-93). Oceano che non separa ma unisce.
Quando gli europei arrivano in America Latina si scontrano diverse patocenosi cioè malattie di ampi gruppi di esseri umani. Serie di scambi con l’arrivo di Cristoforo Colombo. Scambio colombiano, pomodoro, patate ecc. vengono dall’America latina (noi ci facciamo la pasta). (libro 1493 di Charles Mann, scambi culturali, alimentari, di malattie ecc.).
Cristoforo Colombo voleva arrivare in Cina perché era considerato il posto più ricco nel Medioevo/Rinascimento. Con la scoperta dell’America, l’Europa sfrutta e si arricchisce e arriva ad una superiorità economica e militare ed ad un’autonomia e originalità culturale.
Scambi a volto monodirezionale e a volte molto più complessi, gli Europei imponevano la propria cultura, per mezzo anche dell’imitazione da parte dei brasiliani stessi, a volte per emulazione, a volte per conflitto e fraintendimento.
Architettura brasiliana diversa, non ha la stessa posizione che occupa in Europa. In Brasile è individuata come costruzione di un’identità nazionale. La Roma fascista guarda all’architettura classica della Roma antica, imperiale, il Brasile non ha un passato architettonico, per questo è il modernismo che viene scelto come volto del paese, che guarda avanti verso il futuro, posizione chiave all’architettura moderna, scelta come architettura nazionale dello stato centrale per almeno 30 anni, uno degli elementi cardini della città.
Ministero dell’Educazione e della salute a Rio de Janeiro da Lucio Costa, Oscar Niemeyer e Affonso Eduardo Reidy nel 1936-1943.
Architettura del potere centrale 1
Fatto che distanzia molto la cultura del Brasile rispetto al resto del mondo. Vignetta di Osbert Lancaster architettura sovietica e della Germania Nazista identiche, in tutti i regimi totalitari si fa la stessa architettura, ispirata ad un classicismo semplificato.
Padiglione del Brasile, New York 1939, Lucio Costa e Oscar Niemeyer, grande occasione per mettere in mostra l’architettura brasiliana.
Complesso di Pampulha, 1942-1944, Oscar Niemeyer, progetto che circola tra le riviste internazionali di architettura.
Grande visibilità dell’architettura brasiliana per tutti gli anni 50, culmina con la città di Brasilia, capitale di fondazione, rapidità di costruzione incredibile, in pochi anni da campi estesi ad una città verticale estesa. Brasilia è l’apice e la conclusione di una lunga storia.
Golpe militare del ’64, significa uscita da un intreccio di scambi con l’Europa, dittatura militare significa la chiusura di molte scuole e università (tra cui la facoltà di architettura), l’impossibilità di importare ed esportare merci, difficoltà di raggiungere il Brasile.
Lucio Costa colui che costruisce il discorso sull’architettura brasiliana, incarna i caratteri autentici dell’architettura brasiliana.
Altre figure molto importanti sono Oscar Niemeyer e Alfonso Eduardo Reidy (opera importante il quartiere residenziale a Pedregulho, Rio de Janeiro.
Joao Batista Vilanova Artigas.
Paulo Mendes da Rocha, inizia a fine anni 50, una delle figure più luminose per la storia del Brasile.
“No man is an Island”
Lezione 2 – 25/02/22
San Paulo
Città fondata intorno al 1550 anche se in quegli anni era praticamente deserta e le prime costruzioni riprogettate nel 1950. Di fondazione gesuita. Imperi Inca, Maya e Atzechi erano paragonabili agli imperi antichi occidentali, con sistemi democratici evoluti. L’intenzione egli spagnoli era quella di ricreare una nuova Spagna e conquistare e colonizzare completamente quei territori. Spagnoli costruttori di città, propongono sempre la griglia di cardo e decumano.
I Portoghesi si comportano in maniera differente, ad esempio quando Levis Strauss andò in Brasile per studiare le popolazioni presenti, si trovò di fronte ad un tipo di occupazione del territorio che non era lontana da quella a cui si trovarono di fronte i portoghesi quando arrivarono; infatti, si trovarono di fronte a reti di tribù, non civiltà organizzate come le tribù che trovarono gli spagnoli. L’architettura era completamente differente, architettura indio era un’architettura di legno, di cui oggi è rimasto poco o 2 nulla, poiché il legno con il tempo si degrada, si conserva solo ciò che è rimasto nelle tradizioni ancora vive.
Gli spagnoli scelsero territori pianeggianti dove instaurare la griglia, mentre i portoghesi sceglievano posti per la fauna, per le coste, porti naturali.
Brasile, prende il nome da un tipo di albero importato dai portoghesi, dal colore rosso, il territorio si rivela come ideale luogo per la produzione agricola, ad esempio la canna da zucchero veniva esportata dal Brasile. Colonia prettamente rurale che serviva per la produzione di prodotti agricoli attraverso i lavori degli schiavi africani e indio, per poi esportare le merci in Europa dai porti costruiti dai portoghesi.
Fazendas brasiliane, luoghi dove avveniva la produzione della canna da zucchero. Brasile come principale destinazione dello schiavismo nel mondo. Minas Gerais, miniere di oro e successiva esportazione di esso in Europa.
Le colonie esistevano solo per estrarre la ricchezza per le potenze che le controllavano. Considerate come delle periferie. Fino al 1800 circa in Brasile non esistevano università e la stamperia era vietata, non doveva essere un luogo di autonoma produzione culturale e di pensiero, ma solo estrazione di ricchezze da portare via. Gli spagnoli invece le università le aprirono, ma per indottrinare gli indios, strumenti diversi per ottenere lo stesso risultato.
Le città del Brasile sono tutte collocate in porti naturali, città Salvator de Bahia dove la popolazione è prevalentemente di colore nero, molto simile alle città portoghesi (Lisbona). In città ci vivono gli indios, mentre i ricchi portoghesi si trovavano nelle Fazendas.
Rio, intorno al ‘500, si credeva fosse un fiume e la città prese proprio il nome da questo, Rio de Janeiro, che significa Rio a gennaio, poiché erano arrivati a gennaio nel territorio.
Questo tipo di occupazione del territorio da parte dei portoghesi fu a lungo un fattore fondamentale di crescita delle popolazioni e modo di insediamento. Con Brasilia occupano un territorio più interno completamente deserto sotto l’idea di integrazione nazionale.
1807 il re del Portogallo si trasferì a Rio de Janeiro insieme alla corte. La colonia diventa così centro. 1808 apertura dei porti brasiliani agli alleati stranieri.
1808 autorizzazione alla stampa di libri in Brasile.
1822 ritorno del re a Lisbona mentre Pedro I, figlio del re del portogallo, decide di rimanere in Brasile e proclamare la sua indipendenza e proclamato imperatore dai brasiliani.
Prima che ciò avvenisse nel 1816 vengono invitati a trasferirsi a Rio una serie di artisti di cittadinanza francese a lavorare per il potere centrale ed esportare la cultura occidentale dell’epoca anche in Brasile. Trasformare il borgo di Rio in una vera e propria capitale. L’architettura aveva due committenti principali, le chiese e i palazzi reali. Dopo l’800 inizi l’epoca dello stadio, del centro commerciale, del museo, della borsa, vengono quindi introdotti palazzi per funzioni che non esistevano. Interventi macroscopici del tessuto urbano. Costruzione della sede dell’Accademia di Belle Arti (1826) da parte di Montigny che ne divenne anche il primo direttore. 3
1872 la popolazione urbana in Brasile era molto ridotta, il 6%, oggi è l’80%.
Sao Paulo si trovava più all’interno rispetto alla costa, per lungo tempo la sua economia si basò proprio sulla sua posizione, città di sosta dei bandeirantes, banditi organizzati. Architettura residenziale povera, priva di elementi decorativi, case simmetriche con portici centrali (ricordano Palladio) tradizioni che arrivano tramite la Spagna.
Lezione 3 – 28/02/2022
Ritmo di crescita accelerato negli ultimi 20 anni nella città di Sao Paulo, anche grazie alla proclamazione della repubblica e all’abolizione della schiavitù, la guerra civile statunitense, nella quale vincono i nordisti contro i sudisti, mette in crisi il sistema coloniale, il sud schiavista perde e viene abolita la schiavitù. Legge per cui il figlio di uno schiavo nasce libero.
1888 abolizione schiavitù. Fatto che ha a che fare con lo sviluppo della città, ciò che succede è che da un lato lungo l’800 il prodotto agricolo che progressivamente scansa la canna da zucchero è il caffè, che ha una produzione completamente diversa, a differenza della canna da zucchero che serviva la forza lavoro non qualificata, il caffè richiedeva il lavoro dei contadini. Quindi Sao Paulo e il Brasile diventano una meta ambita per i contadini nella speranza di un lavoro migliore.
Casette di contadini immigrati dalla Svizzera vicino ai campi. Campagne pubblicitarie per l’arrivo in Brasile di manodopera competente.
Hercule Florence, uno dei prima ad usare la fotografia.
Il caffè sposta il fulcro del paese verso Sao Paulo e sposta la popolazione da dentro a fuori. Prima grande ondata migratoria. Oggi il 15% della popolazione brasiliana è di origine italiana. Non solo c’è un aumento della popolazione urbana ma anche un radicale cambiamento di essa, arrivano cittadini da tutto il mondo.
1890 -> 64.934 abitanti.
1900 -> 230.000 abitanti, quadruplica la popolazione in dieci anni, dall’8% al 55%.
Il Veneto è stata la regione che ha dato più emigrati al Brasile, 65% di immigrati dall’Italia.
1910 -> 1 milione e mezzo di italiani, provenienti principalmente dal sud Italia, tranne che per il Veneto.
Negli anni 50 Sao Paulo diventa la città più popolosa del paese. Processo di importazione di modelli dal centro. Costruiti i passages. Avenida Paulista (1891), strada principale di Sao Paulo, su modello europeo, concepito come quartiere dell’élite.
Università di Sao Paulo di un architetto di Stoccolma, Carlos Ekman.
Banca italo-francese, copia di un palazzo fiorentino del 400.
In particolare, l’Italia era la nazionalità con numerosi architetti e maestranze nel settore edile che hanno caratterizzato lo sviluppo della città. Canzoni popolari “America, America, si sente cantare, andiamo nel 4 Brasile, Brasile a popolare. America, America, si campa a meraviglia! Andiamo nel Brasile con tutta la famiglia”.
Con questa enorme crescita Sao Paulo inizia a dotarsi delle sedi politiche, stile neoclassico, edifici di grandi dimensioni. Centralità politica ed economica.
Victor Dubugras, autore della stazione ferroviaria Mayrink (1906), progetto più all’avanguardia, immaginario della secessione.
Superamento delle valli grazie alla costruzione di viadotti (anhangabau = acque degli spiriti malefici) inizialmente in ghisa e metallo, poi in cemento armato, trasformano il volto della città, la topografia invece rimarrà sempre invariata. Con i viadotti c’è il superamento degli ostacoli interni, terreno non pianeggiante in tutta la città. Rio Tietè e altri fiumi che verranno costretti a non uscire dagli argini e “raddrizzati”.
Nel teatro principale si tiene la settimana dell’arte moderna (1922), in cui ci sono esposti dipinti, sculture, architetture, settimana di mostre che sono una tappa importante delle arti. Arrivano artisti di alto livello (Victor Brecheret, Antonio Garcia Moya, Georg Przyrembel). L’architettura è ancora molto lontana dal modernismo. Si parla ancora di architetture che guardano il mediterraneo. Neocoloniale.
Primi due manifesti:
- “Intorno all’architettura moderna”, Gregori Warchavchik in <<Il Piccolo>> giornale italiano, 14 giugno 1925.
- “A arquitectura e a esthetica das cidades”, Rino Levi in <<O Estado de Sao Pualo>>, 15 ottobre 1925.
Casa in Rua Santa Cruz (Sao Paulo) di Gregori Warchavchik (1927-28) per se stesso, sembra una casa a tetto piano, ma in realtà è a falde, con il muro esterno che sale e nasconde la falda. Casa in mattoni non in cemento. Volto modernista ma un motore di architettura tradizionale.
Ritratto di Oswald, intellettuale che negli anni ’20 provò a creare una teoria di centralizzazione del Brasile per l’importazione dei modelli. Tentativo di trovare le coordinate della cultura brasiliana. Antropofagia. Manifesto antropofago del 1928 “mi interessa solo ciò che non è mio”, “quelli che vennero erano fuggiaschi di una civiltà che stiamo mangiando” proposta di una posizione peculiare del Brasile. “Antropofagia = assorbimento del nemico sacro”. Rivendicazione dell’assimilazione dell’altro da sé come peculiare forma di originalità. Atteggiamento diverso rispetto ad altre figure, Raizes do Brasil come ad esempio Sergio Buarque de Holanda che in (1936) scrisse “Portando da terre lontane le nostre forme di vita, le nostre istituzioni e la nostra visione del mondo, eravamo esiliati nella nostra stessa terra”. Per Oswald de Andrade invece il carattere composito e derivato della propria cultura non può che essere un problema. In questa direzione proseguiranno anche altri grandi intellettuali. Jorge Luis Borges, scrittore argentino dice che “come se noi argentini potessimo parlare solo di sobborghi e fattorie e non dell’universo”, una cultura fatta a tante componenti che possono essere assimilate, una cultura che parla di cose universali. Altro da sé = lo straniero, altro geograficamente e il passato. 5
A partire dagli anni ’20 iniziano a recarsi in Brasile le figure importanti europee, tra cui Marinetti e Le Corbusier. Proposte urbane per Rio de Janeiro (1929) di Le Corbusier.
Anni ’30 si prova ad affrontare la questione della città, del suo sviluppo, piano per la città di Francisco Pretes Maia, sindaco urbanista, Plano de Avenidas, sviluppo controllato in geometrie precise, del disegno non c’è nulla di realizzato.
Edificio Martinelli, Sao Paulo 1932-34, uno dei più alti grattaceli in cemento armato, grande scala, grandi ambizioni.
Cinema di Rino Levi a Sao Paulo, opera eccelsa, in cui il cinema diventa il sinonimo di modernità, di allineamento con New York, aerodinamico, culla della modernità.
A Rio si stava scegliendo di coinvolgere giovani architetti brasiliani, il modo migliore di costruire un’architettura identitaria era quello di scegliere il modernismo.
Complesso di Pampulha immagine dell’architettura brasiliana di Oscar Niemeyer.
Anni ’30 inizio della dittatura di Getulio Vargas, modello del fascismo italiano, governo autoritario. Umberto di Lazzaro, poster della Crociera Aera Transatlantica (1930), potenziali alleati. Acao integralista brasilera.
Città universitaria di Rio de Janeiro, uno dei progetti cardine della città di Lucio Costa, Oscar Niemeyer e Affonso Eduardo Reidy, 1936. Un progetto è su modello delle opere di Le Corbusier, l’altro riprende la città universitaria di Piacentini, due idee di modernità.
Edificio Matarazzo a Sao Paulo di Piacentini, 1935-39, oggi il comune di Sao Paulo.
Politica dello sbiancamento. Lina Bo Bardi e Pietro Maria Bardi sbarcano in Brasile nel 1946. Casa de Vidro a Sao Paulo. 31 marzo 1964 inizio della dittatura militare. Repressione e lotta armata. Migliori lavori sono quelli iniziati sotto la dittatura militare, tra cui il SESC di Lina Bo Bardi a Sao Paulo.
Lezione 4 – 4/03/22
Nazioni, modernità e modernismi in America Latina (1900-1950)
Modernità come concetto che non appartiene ad una singola nazione, ma ad una condizione di un certo periodo. L’architettura modernista diventa un’architettura internazionale. Problema di riflettere lo stile del tempo.
Confini politici dei paesi dell’America latina per metà 800 sono definiti, si ha qualche conflitto per i confini territoriali, ma molto più
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