Storia della storiografia moderna
Cosa si intende per storia della storiografia?
Citazione di Galasso = scienza e pratica dello scrivere opere relative a eventi storici del passato. Allo stesso tempo, si usa il termine ‘’storiografia’’ anche per indicare il complesso delle opere storiche scritte in un determinato periodo (es. storiografia rinascimentale) o relative a un determinato argomento (storiografia della Rivoluzione francese) o basate su un determinato metodo (storiografia di genere).
La storia della storiografia viene dunque a delinearsi come disciplina che ha per oggetto l’evolversi del metodo storico.
Fare storia della storiografia vuol dire indagare la pratica/il lavoro degli storici, studiosi di qualsiasi epoca e secolo, ‘’nel suo farsi concreto (la pratica) evidenziandone i metodi, le impostazioni, le visioni generali, sempre inseriti nei differenti contesti in cui essi sono nati e si sono sviluppati, profondamente condizionati da modelli sociali, eventi politici, climi culturali diversi (G. Romagnani)’’. Tutto questo influenza i modi di scrivere.
Chi fa storia e chi scrive un libro dovrebbe aver chiaro quali sono i suoi modelli e le sue fonti, per esempio uno storico deve capire quale storia affrontare e deve aver chiaro che scrivere storia dovrebbe sottintendere avere una finalità didattica (rendere il sapere storico comprensibile al pubblico), ‘’ogni lettore non professionale di storia (come uno studente che non ha ancora intrapreso il percorso della ricerca) ha un approccio essenzialmente storiografico alla disciplina’’ (Romagnani).
Su cosa ci concentriamo quando studiamo storia della storiografia
Nell’indagine storiografica si possono individuare almeno sette fondamentali operazioni di base che anche un normale studente deve essere in grado di effettuare:
- La ricostruzione dell’itinerario intellettuale di un singolo storico.
- La ricostruzione della produzione storiografica di un’epoca e di uno spazio.
- L’individuazione delle scuole e delle tendenze storiografiche e l’uso consapevole delle riviste specialistiche.
- La ricostruzione delle corporazioni accademiche e del loro ruolo istituzionale (università, istituti, società storiche, riviste).
- Lo studio delle teorie e delle metodologie.
- La circolazione di testi, modelli e problemi.
- Lo studio dei mutamenti epistemologici della disciplina.
La storia della storiografia come intreccio di problemi e discipline
- Storia degli storici (storia dei gruppi intellettuali).
- Storia delle istituzioni culturali (scuole, università, accademie, riviste).
- Storia della produzione letteraria di un’epoca.
- Storia delle teorie e delle filosofie della storia.
- Storia delle dottrine politiche.
- Storia politica.
Principali fasi della storiografia dell’età moderna
Cambiamento principale dal 400 al 500 è la filologia/storiografia: nei secoli precedenti era stata prevalentemente cronaca o storia ecclesiastica; entra nella sua stagione matura ponendo le basi per quelli che ancora oggi consideriamo i fondamenti di lavoro dello storico e della concezione provvidenzialistica della storia, approccio laico alla storia umana, attenzione alle fonti, metodo filologico.
È questa una storia eminentemente politica e dinastica, ma non priva di attenzioni agli aspetti culturali e alle dinamiche sociali. Dalla seconda metà del Cinquecento, in virtù della frattura dell’unità cristiana causata dalla riforma protestante, la storiografia torna ad essere asservita ad una fede e torna a essere prevalentemente storia ecclesiastica, riletta e reinterpretata secondo le prospettive delle contrapposte confessioni religiose.
Tra Seicento e Settecento, con la ripresa dell’erudizione, del metodo filologico, di una dimensione laica e secolare, e grazie all’ausilio di discipline come l’epigrafia, la diplomatica, la paleografia, si fa strada la storiografia illuminista che getta le fondamenta per il moderno lavoro degli storici. Il passato inizia così ad essere una chiave di lettura per meglio comprendere il presente e possibilmente per trasformarlo.
Approcci storiografici: alcuni esempi
- Storia politica.
- Storia economica.
- Storia sociale.
- Storia culturale.
- Storia militare.
Metodi e orizzonti spaziali e temporali
Possono esserci interessi più specifici o più generali:
- Storia generale.
- Storia nazionale.
- Storia internazionale.
- Storia regionale o locale.
- Microstoria (<<histoire au ras du sol>>): villaggio, clan, famiglia, ambiente domestico, quotidiano.
- Storia universale.
- Storia mondiale.
Storia globale.
Il concetto di ‘’scala’’ di osservazione dei fenomeni storici: ‘’in ogni scala vediamo cose che non vediamo in un’altra scala e ogni visione ha il suo diritto’’ (P. Ricoeur, La memoria, la storia, l’oblio/il dimenticato, di Parigi).
Fasi dell’indagine storica: l’archivio
Preliminari = il questionario (Bloch).
Due fasi e sei operazioni concettualmente distinte:
- Ricerca.
- Osservazione (indiretta).
- Raccolta dei dati e delle testimonianze (= fonti).
- Ordinamento e verifica delle fonti.
- Critica e analisi delle fonti.
- Elaborazione.
- Interpretazione-spiegazione.
- Esposizione dei risultati della ricerca.
Come lavorano gli storici: le fonti
Un documento è come un testimone: non parla che, quando lo interroghi. E la difficoltà consiste nel formulare il questionario (Marc Bloch).
Quali questionari hanno formulato gli storici dell’età moderna? Quali domande e quali approcci? Sono temi indagati dalla storia della storiografia.
Alcuni degli strumenti che gli storici hanno a disposizione per tenersi informati e al passo con i tempi
- Cataloghi delle biblioteche.
- Cataloghi degli editori.
- Riviste scientifiche di settore e/o interdisciplinari.
- Banche dati e archivi digitali che contengono copie digitali degli articoli e capitoli delle monografie e dei volumi collettanei.
Come si scrive la storia nella prima età moderna?
Lezione 2: parte I. Quattrocento e Cinquecento
Domande che ci poniamo
Come si scrive la storia all’inizio dell’età moderna, tra Rinascimento e Riforma?
Chi sono gli storici in età moderna? E quali sono le fonti e gli strumenti concettuali a loro disposizione?
Perché la prima età moderna è così importante per l’affermazione del mestiere di storico?
Per capire quali siano le novità nella storiografia moderna, occorre fare un piccolo passo indietro…
Quando e come nasce la storiografia
Se, in senso lato, la storiografia è un’attività da sempre esercitata dalle civiltà umane (c’è da sempre la volontà di registrare i ricordi e mantenere memoria che fa parte dell’essere umano, Mormigliani, inserendo i fatti in un sistema di riferimento cronologico), il “senso comune storiografico” (E. Grendi) modo di fare storiografia occidentale che trae le sue origini e peculiarità da due specifiche tradizioni culturali, profondamente diverse tra loro:
- Il concetto della centralità e razionalità della politica, elaborato dalla cultura greca, fa storia perché è un’attività politica.
- Il carattere fortemente provvidenzialistico del monoteismo giudaico e del Cristianesimo, individuano anche un intervento della provvidenza che orienterebbe lo sviluppo degli eventi, per esempio la rivolta protestante è vista come un momento di grande cesura nella storia del cristianesimo che arrivava da una storia di corruzione.
L’importante è tenere conto delle cose in ordine cronologico (principio cardine).
Storiografia greca: peculiarità
Erodoto e Tucidide sono i due grandi storiografi dell’antichità, le storie della storiografia iniziano da Erodoto che lo proclamano fondatore della storiografia.
Grecia culla della storiografia con una storia che viene usata per educare.
Nel mondo antico la storiografia è quasi sempre storia contemporanea, ed è concepita come cronaca di una comunità politica che si riconosce in valori comuni e si distingue dai valori, diversi e non necessariamente negativi, degli altri.
I due grandi modelli della storiografia di tutti i tempi vengono definiti proprio nel mondo greco da Tucidide e da Erodoto. Il primo propone una narrazione dei fatti: una storia politica e militare destinata ad influenzare profondamente il lavoro degli storici fino al secolo scorso. Il secondo propone un’indagine sulle civiltà del Mediterraneo, soffermandosi e interrogandosi sulle differenze di usi e costumi fra popoli diversi, sul visto e sul sentito dire.
Nell’ambito della storiografia greca matura anche un’attenzione per la biografia dei personaggi illustri. La biografia si sviluppa poi come genere letterario autonomo.
Le Storie di Erodoto
Le Storie di Erodoto sono concepite «affinché non sbiadisca col tempo il ricordo di ciò che fu prodotto dagli uomini, né rimangano prive di fama e di memoria le opere grandi e meravigliose compiute sia dai Greci, che dai Barbari».
Erodoto racconta, oltre alle vicende delle guerre persiane, anche i caratteri dei popoli, curiosità relative a tradizioni, costumi, lingue. Non parla quindi delle città greche ma si sofferma a raccontare dettagliatamente le specificità culturali ed etnografiche di popoli diversi da quello greco. Testimone tra le realtà della Grecia e dell’Oriente, ponendosi di spiegare le caratteristiche tra una popolazione e l’altra, storia di un Erodoto che ha gioia di raccontare e di informare i greci della loro storia e di quella del nemico.
Tucidide
Tucidide, colui che pone l’attenzione fondamentale sulle fonti e la distinzione tra le fonti, tra quelle da considerarsi vere e quelle che non possono essere usate perché non possono essere utilizzate, nelle Storie delle guerre del Peloponneso racconta quello che succede tra Sparta e Atene ma intende anche spiegare le radici e gli aspetti politici e militari di quel conflitto, offrendo sia una ricostruzione veritiera delle vicende, sia una riflessione per far capire ai contemporanei e ai posteri le ragioni di certi errori, nella speranza che essi potessero trarne i dovuti insegnamenti, l’importanza di mettere in luce le vere cause degli eventi andando oltre la propaganda per documentarsi volendo fare una vera storia senza che ce ne siano altre interpretazioni.
È la sua proposta storiografica a essere presa a modello dagli umanisti. Grande uso di elementi come trascrizioni che fanno concentrare l’attenzione sulla psicologia e le azioni politiche cercando di essere il più fedele possibile a ciò che veniva pronunciato.
Un altro modello è que
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