Storia del teatro moderno e contemporaneo III
Venerdì 3 marzo 2023
Il teatro moderno nasce dal dramma borghese.
Il teatro inizia a essere presentato per il grande pubblico, è un tipo di spettacolo in cui la fruizione è pensata come un'esperienza meno immersiva. Idea di guardare con attenzione lo spettacolo, in un sistema commerciale.
È un'arte polisemica, bisogna pensarla come una moltitudine di segni.
→ Questione prossemica togliendo lo spettatore dal palcoscenico, si crea un nuovo rapporto tra spettatore e attore. Questo nuovo modo di rapportarsi con il pubblico inizia nel 1759 con la soppressione dei posti per il pubblico sulla scena della Comédie-Française, tipo di teatro pubblico che poneva delle convenzioni sullo spettacolo teatrale. Fatto importante che cambia la prassi. Serve lavorare verso un teatro che riesce a ricostruire un'illusione.
Date importanti
- 1759: Soppressione dei posti per il pubblico sulla scena della Comédie-Française.
- 1791: L’Assemblea costituente in Francia abolisce il privilegio e stabilisce la libertà dei teatri. Proliferazioni delle sale e delle produzioni spettacolari.
- 1799: Riorganizzazione della Comédie-Française, chiamata allora Théâtre Français.
- 1804: Napoleone incoronato Imperatore.
- 1807: Napoleone cerca di ristabilire l’ordine in materia teatrale. Decreto legislativo che ristabilisce la censura e riduce a 8 il numero dei teatri che possono liberamente agire nelle città.
- A Parigi 4 sono i teatri di categoria superiore, sovvenzionati e direttamente sotto la protezione dell’Imperatore: T. Française, grande repertorio nazionale in prosa; T. de l’Opéra, danza e musica; T. de l’Opéra comique, commedia e dramma misto; T. de l’Imperatrice, Odéon, dramma in cinque atti in prosa. Altri 4 teatri vengono autorizzati ma considerati minori e non sovvenzionati integralmente: T. de l’Ambigu-Comique, vaudevilles, mélodrames, pantomime-ballet, arlequinade; T. de la Gaité, farsa, pantomima non danzata; T. de Vaudville e T. de Variété, parodie, vaudevilles.
- 1814: Abdicazione di Napoleone. Torna al trono Luigi XVIII, Prima Restaurazione. Da questo momento ricominciano ad aprire teatri.
- 1815, 18 giugno: Sconfitta di Waterloo; Napoleone a Sant’Elena, Parigi invasa e i Borbone tornano sul trono.
- 1814-15: Congresso di Vienna. Al Regno di Sardegna vengono restituite Nizza e la Savoia, in più gli fu annesso l’antico territorio della Repubblica di Genova. La Repubblica di Venezia insieme alla Lombardia entrò a far parte dell’Impero d’Austria con il nome di Regno Lombardo-Veneto. Napoli e la Sicilia vengono unificati in un unico Regno delle Due Sicilie sotto Ferdinando IV, ora Ferdinando I.
- 1817: Lampade a gas al Covent Garden e al Theatre Royal Opera House, Londra.
- 1817: Pubblicato a Parigi il trattato sul mélodrame, anonimo.
- 1823: Primo adattamento scenico del romanzo di Mary Shelley. Frankenstein Presumption or the fate of Frankenstein va in scena al Theatre Royal Opera House.
- 1830: Pubblicazione del Paradosso dell’attore di D. Diderot. Scandalo per la messinscena dell’Hernani di Victor Hugo.
- 1832: Pubblicazione delle lezioni di declamazione di Antonio Morrocchesi.
- 1848: Insurrezione popolare a Roma. Pio IX fugge a Gaeta ospite del re di Napoli, nasce la Repubblica romana a capo del governo Mazzini.
- 1851: Prima rappresentazione al T. de Vaudeville de La Dama delle Camelie di Alexandre Dumas figlio. Marguerite Gautier è l’attrice Madame Doche, Charlotte-Marie Plumkett 1822-1900.
- 1853: Prima rappresentazione della Traviata di Giuseppe Verdi e Francesco Maria Piave, Teatro La Fenice, Venezia.
- 1865: Richard Wagner scrive Tristano e Isotta.
- 1870-71: Sconfitta di Sedan, III Repubblica e Comune di Parigi. Breccia di Porta Pia decreta la fine dello Stato Pontificio e l’annessione di Roma al Regno d’Italia.
- 1874: Il Giulio Cesare della Compagnia dei Meininger debutta a Berlino.
- 1876: Inaugurazione del teatro di Bayreuth con L’Anello del Nibelungo di Wagner.
- 1881: Emile Zola scrive Il Naturalismo a teatro e Ibsen scrive durante il soggiorno a Roma Spettri.
- 1882: A. Appia assiste alla messinscena del Parsifal di Wagner all’età di 20 anni.
- 1887: Fondazione del T. Libre di André Antoine.
- 1888: Antoine mette in scena La potenza delle tenebre di Tolstoj.
- 1890: Stanislavskij vede recitare i Meininger in tournée a Mosca. A Parigi Antoine mette in scena gli Spettri di Ibsen.
- 1891: Stanislavskij vede recitare Tommaso Salvini nel ruolo di Otello a Mosca.
- 1891: Maeterlinck scrive I Ciechi, che Checov legge quello stesso anno durante il suo soggiorno a Parigi.
- 1893: T. de l’Oeuvre di Lugné-Poe. Il Simbolismo sulla scena parigina è inaugurato dalla messinscena del Pelleas e Melisande di Maeterlink.
- 1896: Ubu Re di A. Jarry è rappresentato al T. de l’Oeuvre. Nello stesso anno Jarry scrive dell’Inutilità del teatro a teatro. Affare Dreyfus.
- 1897: K. Stanislavskij e N. Dancenko fondano il Teatro d’Arte di Mosca.
- 1898: Il Gabbiano di A. Checov viene realizzato al Teatro d’Arte di Mosca con la regia di Stanislavskij. Mejerchol'd interpreta Treplev.
Diderot e il teatro
Le opere e il dramma
- 1757: Le fils naturel, drame, Entretiens sur le fils naturel.
- 1758: Le père de famille, drame, Discours sur la poésie dramatique.
Le fils naturel sarà rappresentato alla Comédie-Française solo nel 1771 e Le père de famille trionferà in provincia, Marsiglia, 1760, poi all'estero e infine alla Comédie-Française il 18 febbraio 1761.
Quindi il discorso intorno all’origine del dramma appare inizialmente in seguito alla pubblicazione, e non alla rappresentazione, delle due opere di Diderot.
- È negli Entretiens sur le fils naturel che Diderot parla per la prima volta di Dramma borghese, che egli chiama « le genre sérieux ».
- Con il termine “sérieux” ci si riferisce a una zona intermedia tra tragedia e commedia. All’interno del genere serio, Diderot stesso distingue la “comédie sérieuse” e la “tragédie domestique ou bourgeois”, ma le frontiere non sono nette e il passaggio dall’una all’altra è sempre possibile.
La riflessione di Diderot s’inserisce in un clima di crisi dei generi “classici”: cosa rimane del tragico dopo la tragedia?
- [...] Si dice che non ci siano più grandi passioni tragiche da suscitare; che è impossibile presentare sentimenti elevati in un modo nuovo e vivido. Può essere che sia così nella tragedia come l'hanno composta i Greci, i Romani, i Francesi, gli Italiani, gli Inglesi e tutti i popoli della terra. Ma la tragedia domestica e borghese avrà un'altra azione, un altro tono e un sublime tutto suo, Entretiens sur le Fils Naturel.
- Diderot accusa il teatro contemporaneo di “freddezza”. Lo scopo del Dramma è rendere a teatro una “forza” e una “energia” che possa produrre un effetto sullo spettatore, suscitare un “interesse”.
Centralità del progetto filosofico
- Il teatro è considerato dalla filosofia illuminista come lo strumento più efficace della propria battaglia civilizzatrice nei confronti del genere umano; uno strumento “politico” per l’educazione morale dell’uomo.
- Il dramma è un prodotto della filosofia dei Lumi, Diderot drammaturgo = Diderot enciclopedista.
“Dorval: Qual è lo scopo di un componimento drammatico? IO: è, io credo, di ispirare agli uomini l’amore per la virtù e l’orrore per il vizio”, Entretiens sur Le Fils Naturel.
- Anche la forma del dramma diderotiano è pertanto più assimilabile a una serie di dialoghi filosofici che a una successione di azioni. Rousseau la definisce un “espèce de poétique en dialogue”. Diderot immagina un teatro in cui “si discutano gli elementi di morale più importanti”.
- Ma il teatro non si riduce ad un elenco di precetti. Morale deve essere ciò che si scatena nello spettatore: "Ce n'est pas des mots que je veux remporter du théâtre mais des impressions" scrive in La poésie dramatique. Lo scopo del dramma è dunque quello di suscitare emozioni, giacché la virtù deriva dalla “sensibilità”.
La scelta del soggetto
- Il valore rivoluzionario del dramma preconizzato da Diderot sta nella scelta del soggetto, che deve essere adeguato al presente e all’attualità dei costumi e delle mentalità del proprio tempo, Esprit du temps. Il dramma deve incarnare nella finzione i dibattiti contemporanei.
- Diderot rifiuta un teatro classico condannato a rappresentare solo favole antiche o esotiche. Molto prima della celebre domanda di Beaumarchais: "Come agiscono su di me, suddito pacifico di uno stato monarchico del Settecento, le rivoluzioni di Atene e di Roma?”
La sostituzione delle condizioni al carattere
- A partire dalla centralità della condizione socio-professionale e delle relazioni familiari, Diderot si spinge a proporre una lista di soggetti del “dramma morale”, “il suicidio, l’onore, il duello, la fortuna, la dignità della persona”.
- L’esemplarità dei modelli che indicano una “condizione umana” è tutta esemplificata già nella scelta dei titoli dei drammi: Diderot non vuole descrivere un padre di famiglia, ma Il padre di famiglia.
Il realismo e la modifica delle condizioni della scena
- Eliminazione delle unità aristoteliche.
- La scena simultanea e il cambio di scenografia, dopo il 1759.
- Il dialogo e lo stile “haletant”.
- Critica alla declamazione, rigidità dei movimenti e ampollosità nella dizione.
- La teoria del Tableau contro il “coup de theatre”, Entretiens sur le Fils Naturels. Seguendo il modello pittorico, Diderot afferma che il tableau, “una disposizione dei personaggi sulla scena”, restituisce un maggiore grado di realtà, rispetto al “coup de theatre” che appare un artificio inverosimile. Nel Tableau, a esprimere l’intensità della scena sono i gesti e il corpo dell’attore, Jeu muet, e non le parole, es. Clairville riversata in ginocchio sul petto di Dorval che piange. La presenza di questa “affettività incarnata” è considerata indecente nel teatro classico.
Cambiamenti essenziali nel teatro
06/03/2023
Cambiamenti essenziali nel teatro:
- Nuove forme della drammaturgia e nascita del dramma moderno;
- Evoluzione dello spazio scenico per portare avanti un'idea di comunicazione con il pubblico e di gestione dello spazio;
- Nascita della regia come arte autonoma.
L'800 è il secolo incentrato sull'attore.
Francia. La rottura drammaturgica inizia a cambiare dalla metà del 700, quando alla tragedia e alla commedia si aggiunge il dramma. Il dramma ha dato la linfa per la nascita del teatro moderno. Uno degli elementi tipici di questa evoluzione è immaginare un nuovo mescolamento tra i generi e questo causa anche la nascita di nuovi personaggi, esempio la borghesia. Il linguaggio si adatterà per questi personaggi, si usa un linguaggio medio che punta verso la ricerca del quotidiano.
Aggiunta della didascalia, aggiunta di informazioni. Nel caso di Diderot, nel padre di famiglia, c'è qualcosa di più. Viene scritta come se fosse una pagina di narrativa, sembra un testo descrittivo. Viene scritto come i romanzi dell'epoca. Esperienza di lettura che nasce in quell'epoca. Non ci sono dialoghi, ci mette davanti a una scena già pronta, spostamento dell'autorialità verso qualcuno che deve produrre la scena. Questi sono i tableau, quadro. Il quadro diventa la griglia percettiva per guardare e comprendere la realtà, è un'unità di misura. Teatro in cui c'è una rinascita dell'elemento visivo, dato anche dal nuovo impianto dell'illuminotecnica. Sono luoghi che devono essere guardati.
Nuovo ruolo dell'attore dove, tramite i suoi gesti, deve comunicarmi sensazioni, pantomima. Si ritrovano a fare delle azioni che non avevano mai fatto.
Azione di chi sta in scena senza parlare = mimo.
Il teatro viene portato all'interno delle grandi sale.
Condanna del colpo di scena che era contrario all'idea di quadro. Esaltava l'azione in scena. L'intrigo doveva essere alla base della narrazione.
Il conflitto non avviene più tra i caratteri, ma tra i caratteri e la situazione. Troviamo tipologie di uomini che hanno un ruolo sociale.
Ripiegatura spaziale verso l'interno. Da qui nasce l'idea di quadro. Idea di qualcosa che è confinato all'interno delle 4 mura. Il concetto della quarta parete deriva da qui. Tutto deve essere visibile al pubblico: non si prevedono più i fuori scena, gli a parte, personaggio che esprime il suo pensiero con gli altri personaggi dietro. Per Diderot non esiste il fuoriscena. I personaggi ci mostrano i loro turbamenti interiori, l'interiore fa nascere il dramma.
Tutto ciò inizia nel 1759 con la soppressione dei posti per il pubblico sulla scena della Comédie-Française. Voltaire si batte per cambiare questa convenzione.
Germania di Lessing. Lessing scrive un testo che documenta l'attività del primo teatro stabile tedesco. Primo teatro finanziato. Nasce la critica teatrale. Viene sancita la relazione tra il teatro e la borghesia, riconoscimento e autoaffermazione della borghesia.
In Germania si ha il romanticismo, c'è chi aderisce a questo movimento tramite una prospettiva teatrale, Goethe, Schiller. Non si scrive in prosa, ma in versi. La scrittura drammaturgica deve essere poesia. Non c'è un programma di integrazione sociale. Parlano di eroi antisociali. Spazi interni e non esteri. L'azione non è pantomimica, ma c'è la potenza della parola poetica. Condanna del dramma borghese, mantiene le unità aristoteliche. Non c'è l'unità di tempo. Si domandano su come mettere in scena ed esporre il verso. Non deve essere una cantilena.
Classicismo di Weimar: non ha la diffusione di altri generi. Però, tramite gli allestimenti scenici, porterà alla nascita della regia. Creata da Goethe.
Francia. Napoleone viene incoronato nel 1807. Viene ristabilita la censura e riduce a 8 il numero di teatri che possono liberamente agire in città. Ci sono altri teatri minori, non sovvenzionati, che portano un teatro più popolare e che segue la riforma di Diderot scritta prima. Con l'abdicazione di Napoleone nel 14 si moltiplicano i teatri. Il melodramma inizia a dominare le scene.
Come il romanticismo italiano, quello francese è influenzato dal melodramma, dramma teatrale accompagnato strumentalmente.
Nel 1817 viene pubblicato a Parigi il trattato sul melodramma.
Il melodramma veniva rappresentata nei boulevard.
Melodramma italiano: i personaggi non si esprimano con le parole, ma con il canto. Il melo è una via di mezzo. In Francia è il contrario.
Il Ruy Blas di Hugo è fortemente spettacolare. Attinge da alcuni elementi del melodramma. Fa ciò in maniera polemica.
Questo genere del melo è contaminato da culture teatrali diverse, è la parodia del genere tragico classico, dove venivano inseriti molti colpi di scena. Aperto alla visione spettacolare del teatro. C'è sempre un eroe virtuoso. Ogni atto è inquadrato in un tableau, inizia e finisce con una pantomima. Ogni atto corrisponde ad un andamento della trama. Misto di procedimenti che si basano su poetiche differenti. Luoghi reali. I personaggi sono sempre gli stessi.
Melodramma e teatro dell’Ottocento
10/03/2023 → Melodramma genere maggiormente rappresentato nell'800. Quello che si diffonde nei boulevard francesi non è quello italiano. La parola etimologicamente significa dramma cantato. La musica interviene nei momenti drammatici per esaltare le sensazioni e i sentimenti del personaggio. Non abbiamo la presenta di un testo in prosa. Senza le donne non esiste, anche perché il tema principale era quello amoroso. Teatro basato su codici molto forti. Parodia del genere classico. Recupero dei nuovi elementi romanzeschi. Le parole non servono per capire le dinamiche, basta il linguaggio del corpo. Ha una struttura seriale. Esercitazione dei sentimenti. Frutto dell'ideologia borghese. Diventa uno strumento usato anche politicamente, c'è un intento pedagogico, bisogna punire il cattivo. Deve essere alla portata del popolo. Scoraggiare, tramite la catarsi, ogni tipo di contestazione. Bisogna arrivare alla coesione.
Quando si parla di teatro all'italiana si intende l'architettura dei teatri italiani. Il teatro italiano, invece, sono gli spettacoli.
A metà dell'800 ormai anche gli intellettuali vanno nei boulevard.
1800: Guilbert Pixerecourt porta al successo il genere con “Coelina ou l’enfant du mystère”.
1817: nasce il primo trattato sul melodramma. Anonimo. Parigi. Volumetto ironico e derisorio, ma coglie la forma esemplare del genere. Ci dovranno essere molti colpi di scena. Rompono i codici della tragedia shakespeariana. Quello che colpisce è anche l'immagine muta, sono pantomime.
Settorializzazioni tra teatri maggiori e minori. Il teatro popolare era costituito da pantomime e da attori di strada. Alcuni degli attori che calcano le scene del boulevard sono mimi. Ad un certo punto, con la rivoluzione, cadono i privilegi. I teatri popolari prenderanno sempre più piede. Iniziano a contaminarsi i generi, fino ad arrivare al melò. Napoleon
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