Storia del pensiero politico
Pensatori politici e grandi teorici dello stato
Pensatori politici e grandi teorici dello stato sono fondamentali per comprendere la sovranità e la struttura dello stato. È importante registrarsi su Campus Net come frequentanti entro il 26/10.
Per un vocabolario della politica
- Stato — Forma di organizzazione politica e territoriale caratterizzata dal monopolio della forza e della decisione politica.
- Governo — La gestione concreta del potere dello stato.
- Sovranità — Qualità e potere specifico di uno stato. Caratteristiche principali della sovranità di uno stato: diritto di fare le leggi, esecuzione delle leggi e farle rispettare, amministrare la giustizia, esigere tributi (tasse), il monopolio della forza e la difesa del territorio.
- Forma di stato — Da un punto di vista storico, monarchia o repubblica.
- Forma di governo — Vari tipi di monarchia (assoluta, costituzionale, parlamentare) e repubblica (presidenziale, parlamentare e semipresidenziale).
Nella monarchia assoluta il re detiene tutto il potere (legislativo, esecutivo). Nella monarchia costituzionale è presente una costituzione, in cui il re detiene il potere esecutivo e collabora con il potere legislativo. Nella monarchia parlamentare c’è una costituzione, il re è limitato perché nomina i ministri, il capo di governo ma le sue nomine devono essere approvate dal parlamento.
In una repubblica presidenziale (USA) il presidente viene eletto direttamente dal popolo ed è a capo del governo. Nella repubblica semipresidenziale (Francia) il presidente è eletto dal popolo, sceglie i ministri, forma il governo ma il suo governo deve avere l’approvazione del parlamento. Nella repubblica parlamentare il presidente è nominato dal parlamento ed ha poteri limitati rispetto agli altri due tipi di repubblica.
Quando è nato lo stato moderno?
Lo stato moderno è un'invenzione dell’Europa nello scenario politico tra il 1400 e il 1600. Il primo stato moderno è la Francia. Tra il 1494 e il 1559 si svolse il periodo delle guerre dinastiche combattute da tre grandi protagonisti: Francia, Spagna e il Sacro romano impero di nazione tedesca per la supremazia in Europa e per il controllo dell’Italia, che in quel periodo era un’espressione geografica frammentata in piccoli stati che si facevano lotta tra di loro. Alla fine delle guerre dinastiche il vincitore fu la Spagna che per molto tempo controllò l’Italia.
Accanto alle guerre dinastiche ci sono state le guerre di religione, come la Guerra dei trent'anni (1618-1648) fra protestanti e cattolici che coinvolse i principi del sacro romano impero (alcuni protestanti, altri cattolici). Lo stato moderno è la conseguenza di queste guerre.
In epoca moderna si combatterono numerose guerre che richiesero denaro e un’autorità centrale capace di ottenerlo, cioè lo stato. La connessione tra stato e guerre implica tasse, tributi e denaro. La guerra provocava insicurezza e lo stato nasce per assicurarla a chi vive in un certo territorio. La forma di stato prevalente nell’epoca moderna era la monarchia assoluta, in particolare quella francese.
Niccolò Machiavelli
Niccolò Machiavelli (vive tra il 400 e il 500) ha largamente contribuito alla storia del pensiero politico europeo e ha fornito per la prima volta una definizione di stato molto moderna. Lo stato per lui è l’imperio (dal latino comando) sopra gli uomini. Per Machiavelli gli uomini hanno bisogno di essere comandati perché da soli non sono capaci di costruire nulla di buono.
Le opere di riferimento di Machiavelli sono: "Il Principe" e "I Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio", due saggi che scrive agli inizi del 500. Machiavelli in queste due opere si pone due domande: come si conquista il potere? Come lo si mantiene? Entrambe queste domande presuppongono la definizione di stato che Machiavelli dà, lo stato come comando sull’uomo.
Nel "Il Principe" Machiavelli si pone le due domande rispetto ad una forma di stato ben precisa: il principato. Mentre nei discorsi riflette su un’altra forma di governo: la repubblica.
Il contesto storico di Machiavelli
Le sue opere e il suo pensiero politico sono legati fortemente alla storia della Firenze rinascimentale che tra il 400 e il 500 era una città ricchissima dell’Umanesimo e Rinascimento, ma politicamente molto debole. Un elemento importante che segna la sua vita accade nel 1492 perché muore il signore di Firenze Lorenzo il Magnifico, e inizia un periodo turbolento fino a quando due anni dopo nel 1494 scende in Italia l’imperatore Carlo VIII in una spedizione di conquista. Firenze viene saccheggiata, i Medici scappano e viene proclamata la Repubblica; quindi, Machiavelli assume una serie di incarichi diplomatici molto prestigiosi che saranno importanti per la stesura del "Principe".
Influenze e fonti di ispirazione di Machiavelli
Influenzato dalla cultura classica, i suoi punti di riferimento sono i grandi scrittori dell’antichità classica, in particolare quelli romani. Ma è anche influenzato dalla sua città, città di mercanti ed economicamente vivace dove tutto ha un valore monetario. Machiavelli ha una visione concreta della vita e il suo linguaggio è concreto e rispecchia la sua città, in cui tutto ha un prezzo.
Machiavelli e la scienza politica
Per molti aspetti Machiavelli è considerato il precursore della scienza politica perché nelle sue due opere il suo obiettivo è quello di individuare le leggi universali, oggettive che regolano e determinano la politica, soprattutto laddove queste leggi riguardano la gestione del potere politico.
Il Principe: la struttura, le questioni principali
- II-XI — Diverse tipologie del principato
- XII-XIV — Problema delle milizie mercenarie e proprie
- XV-XXIII — Descrizione e comportamenti del Principe
- XXIV-XXVI — Situazione italiana e tema della fortuna
Tipologie del principato
Ci sono due grandi tipi di principato: ereditati e nuovi. Essi si dividono in principati completamente nuovi o parzialmente nuovi. Il principato nuovo si forma dal nulla, oppure si annette un nuovo territorio a sé. Per capire le dinamiche del potere fino in fondo è necessario guardare ai principati nuovi piuttosto che a quelli ereditati, perché il principato nuovo ha una serie di difficoltà e problemi interessanti.
Le sfide e i problemi di un nuovo principato sono: la conquista del consenso dei sudditi/popolo, fare nuove leggi, tener testa a possibili rivolte e guardarsi le spalle da tradimenti. L’altro tema con il quale si misura sono le milizie che hanno a che fare con la sicurezza. Secondo Machiavelli, per un principe/uomo di potere che governa su di un principato, in particolare di tipo nuovo, è fondamentale poter avere milizie proprie, ovvero formate dai propri sudditi.
L’esatto opposto sono le milizie mercenarie, tipiche del tempo. Ad un certo punto Machiavelli dice che tanti principati in Italia sono crollati perché ricorrevano ai mercenari per difendersi e non avevano milizie proprie. Il Principe deve contare su milizie proprie e fa l’esempio di Francesco Sforza, che a metà del 400 viene convocato dal ducato di Milano che chiede l’aiuto militare contro Venezia. Sforza porta i suoi mercenari e conquista Milano. Questo esempio lo fa per spiegare quanto siano pericolose le milizie mercenarie.
Descrizione e comportamenti del principe
Un Principe per mantenere saldo il potere deve avere delle virtù. Il Principe è virtuoso se riesce ad essere volpe (astuzia) e leone (coraggio, anche fisico). Il Principe è virtuoso se riesce nel suo scopo principale che è quello di mantenere in vita lo stato e preservare il proprio potere. Se per mantenere il potere e preservare lo stato c’è bisogno di mentire, uccidere, prevaricare, usare violenza si può fare.
Machiavelli eleva a legge della politica un principio che è il seguente: il fine giustifica i mezzi (massima dei gesuiti, chiesa cattolica). Una caratteristica vincente del Principe è saper conquistare e mantenere il favore del popolo, a causa del modo particolare con cui nasce lo stato. Per Machiavelli lo stato nasce da un compromesso tra due grandi forze sociali che sono l’aristocrazia e il popolo.
Per mantenere il favore del popolo il Principe deve imparare a dire loro quello che vogliono sentirsi dire e deve imparare ad apparire come il popolo desidera che lui sia e deve imparare a dissimulare, a nascondere quello che lui è veramente e quelle che sono le sue vere intenzioni (dissimulare: il popolo è pio, religioso, superstizioso il Principe dovrà apparire in quel modo).
La Fortuna
Per Fortuna, Machiavelli, intende il caso, che è ciò che accade all’improvviso. Il Principe deve saper gestire il caso e tener testa a ciò che accade all’improvviso, saperlo governare e non averne paura. Secondo Machiavelli il Principe che ha successo e mantiene in vita lo stato e il potere nelle sue mani è un principe che possiede virtù e sa fronteggiare il caso. Tra virtù e fortuna l’elemento più importante sono le virtù.
Infatti, ci fa l’esempio di Cesare Borgia (prima metà del 400). È un principe che ha conquistato un grande potere non per virtù ma per caso e non avendo virtù non è riuscito a mantenerlo. Cesare Borgia vive nella prima metà del 400 ed è figlio del Papa Borgia, Alessandro VI. Cesare Borgia diventa in poco tempo il Signore delle Romagne grazie alla fortuna e per mano del potente padre. Quando il padre muore, Cesare Borgia perde tutto perché la sua posizione di potere l’aveva conquistata per caso e non per virtù ma per appoggio del padre.
Machiavelli pone una distinzione tra religione e politica.
I discorsi (inizio 500, pubblicati post morte)
Scritti da Machiavelli all’indomani della Restaurazione della Signoria dei Medici. Si occupa di grandi questioni: amor di patria, religione civile e ruolo positivo del conflitto sociale. Si occupa della Repubblica intesa come quella più famosa del mondo occidentale: l’Antica repubblica romana. I protagonisti della repubblica sono i cittadini e i magistrati.
I magistrati sono diversi da quelli attuali. I magistrati sono persone che svolgono mansioni politiche. Le caratteristiche della repubblica sono: l’amor di patria, il fatto di avere cittadini che amavano la propria patria, religione civile (insieme di tradizioni, costumi, usanze tramandate nel tempo che tengono unite una comunità), il valore positivo del conflitto sociale (la grandezza della repubblica romana è stata di sapere gestire con efficacia il conflitto sociale per eccellenza (patrizi vs poveri/plebei).
I romani hanno avuto l’intelligenza di creare una serie di corpi (istituzioni) finalizzati a questa gestione efficace. La repubblica romana è uno stato misto perché le istituzioni secondo Machiavelli sono tre: i tribuni della plebe (elemento popolare), i consoli (elemento monarchico), il senato (elemento aristocratico). L’astuzia della repubblica romana è stata quella di usare i tribuni della plebe come cuscinetto tra consoni e senato.
Modernità del pensiero politico: perché?
- Ci da una definizione di stato che vale ancora oggi come dominio sugli uomini.
- L’idea che l’obiettivo della politica consista nel mantenimento del potere.
- Distinzione tra religione e politica
- Machiavelli è alle origini della scienza politica. Il suo obiettivo è quello di individuare le leggi oggettive che secondo lui regolano la vita.
Jean Bodin
Jean Bodin è un pensatore del 550, inventore del termine sovranità, e appartiene alla Francia del 500, dilaniata dalle guerre di religione, da una guerra civile sanguinosissima tra cattolici e protestanti, protestanti francesi chiamati ugonotti, professanti francesi di fede calvinista. Bodin riflette e scrive in un tempo di profonda crisi, è infatti definito un pensatore della crisi. La sua opera letteraria è un tentativo di trovare una risposta a questa crisi, perché ad un certo punto questa guerra sembra mettere in pericolo l’esistenza stessa dello stato francese.
Contesto storico
Il contesto storico a cui ci riferiamo ha una protagonista donna, Caterina De Medici, che svolge un ruolo importante in questa guerra. Viene fatta spostare al Re di Francia, Enrico II, donna di grande intelligenza politica; quando rimane vedova si apre la questione della successione al trono. I suoi figli più importanti sono Francesco II, Carlo XI ed Enrico III. Francesco dovrebbe essere erede ma è malato e muore, quindi il successore diventa Carlo XI e Caterina viene nominata reggente, da quel momento rivela tutta la sua abilità.
È stata anche la figura che caratterizza con la sua personalità la Francia tra le guerre tra cattolici e protestanti. Lei è una cattolica, come la maggioranza della popolazione francese. Da reggente si trova davanti due grandi famiglie: i Guisa cattolici e i Coligny protestanti. Lei cerca di destreggiarsi tra le due famiglie senza prenderne davvero posizione, cerca di non dare troppo potere ai Guisa perché teme che i Guisa sfruttino la loro importanza per trascinare la Francia nell’orbita della potenza cattolica per eccellenza ovvero la Spagna.
Caterina cerca di trovare un compromesso ma nella seconda metà del 500 le tensioni tra le due fazioni crescono e il punto di non ritorno è il 1562 anno in cui gli ugonotti ordiscono un complotto, tentano un colpo di stato, vengono scoperti e la reazione dei cattolici è il massacro di Vassy, inizia ufficialmente la guerra di religione in Francia. Nel 1572, il 24 agosto, viene compiuto il massacro di San Bartolomeo, a danno dei protestanti di Parigi. Questo evento fa comprendere a chi governa la Francia che è necessaria una soluzione per impedire il crollo della monarchia ed è un esempio chiaro della potenzialità distruttiva del fanatismo religioso.
In quel giorno vengono fissate le nozze tra la sorella del re ed Enrico IV, ma la sera dopo il banchetto si scatena la violenza.
Biografia
Bodin viene colpito da questo massacro e decide di trovare il modo di risolvere questa crisi. Bodin è stato un giurista, prof. Universitario di diritto all’università di Tolosa, pensatore politico, scrittore politico, procuratore del re di Francia e un famoso cacciatore di streghe. È una figura di spicco di un circolo di intellettuali i politiques che gravitavano intorno Caterina De Medici. L’obiettivo di questo circolo è quello di risolvere la crisi della monarchia. Bodin ripensa la politica per cercare di salvare un paese sull’orlo del caos.
Opere
Opera del 1566 di Bodin "Methodus ad facilem historiarum cognitionem", libro nel quale spiega come secondo lui è nato lo stato. Per Bodin lo stato è esattamente quello che era per Machiavelli ovvero imperio sugli uomini. Bodin dice "lo stato è un’invenzione degli uomini per gli uomini, è un prodotto artificiale che nasce, si sviluppa e si afferma attraverso un lungo processo storico che vede gli uomini uscire gradualmente da una condizione di bestialità".
La nascita dello stato avviene attraverso un processo che lui immagina così: l’uomo all’inizio è preda dei suoi istinti poi col passare del tempo sviluppa la ragione e lo sviluppo della ratio è quel qualcosa che permette agli uomini di fare un salto di qualità e che gli permette di sviluppare una forma di convivenza e comunità sempre migliori e più complesse fino ad arrivare allo stato. La prima forma di comunità è la famiglia, poi la tribù e poi piano piano si passa allo stato.
Secondo Bodin lo stato è quella forma di organizzazione politica che impedisce agli uomini di ritornare ad essere bestie, grazie alla legge. Le leggi sono importanti perché sono delle regole che impediscono agli uomini di ritornare nel caos, senza leggi siamo destinati ad essere animali. Questi due principi ritornano nell’opera più importante di Bodin, "I sei libri dello stato" (1576), un libro che risponde agli avvenimenti del 1572 e propone la soluzione alla crisi della monarchia francese.
Bodin vive da molti anni a Parigi; nel 1576 è procuratore del re di Francia. Bodin si pone delle domande: Come è possibile ristabilire la pace, l’ordine e salvare l’unità di un popolo che condivide una lingua e una tradizione comuni in un periodo di conflitto e contrapposizione di tipo interconfessionale? Come impedire che lo stato francese si dissolva?
La soluzione di Bodin è la parola sovranità. Quindi trovare un terzo soggetto, in un conflitto, che abbia il potere di ritornare all’ordine. La sovranità indica un potere politico pieno che è in grado di ripristinare e mantenere l’ordine e nel caso della Francia, al di sopra e al di là della conflittualità fra cattolici e protestanti. La sovranità è il potere di fare, interpretare, annullare e modificare le leggi. Questo potere appartiene allo Stato che deve emanare delle leggi che devono essere fatte rispettare a tutti.
La sovranità viene anche definita da Bodin come Summum Imperium:
- Superiorem non recognoscens: non c’è potere superiore a questo.
- Originario: non deriva da altri poteri.
- Legibus solutus: è un potere che non ha limiti.
- Perpetuo: che continua nel tempo.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Storia del pensiero politico - la storia italiana
-
Storia del pensiero politico
-
Appunti Storia del pensiero politico
-
Syllabus di Storia del pensiero politico