Introduzione alla biblioteca
La biblioteca è un termine usato per indicare una raccolta di libri organicamente ordinata per l’uso, ed anche la suppellettile e gli ambienti che la contengono (Bottasso). È un’organizzazione di documenti e notizie che li riguardano, tale che sia possibile e facilitato il reperimento di documenti cercati, in quanto già noti e identificati o l’incontro con i documenti che si presume utili (Serrai). È un istituto che eroga servizi a partire da una collezione di documenti, fisicamente posseduti o disponibili in rete (Solimine). È uno degli organismi in cui si articola la circolazione dell’informazione scritta (e non solo), che si articola nella triade produzione-uso-conservazione.
Caratteristiche e scopi della biblioteca
Una biblioteca deve avere un patrimonio, un inventario, un catalogo, un personale. Si distinguono per: funzioni (di conservazione, pubbliche-per ragazzi, di ricerca), titolarità in base alla proprietà patrimoniale (private, statali, di enti locali, di uni, scuole, istituzioni). Gli impegni della biblioteca si distinguono in fini, obiettivi o funzioni.
Fini: si riferiscono ai significati che la biblioteca ha per la società in generale o per una sua parte, al raggiungimento di valori ritenuti importanti, utili, desiderabili per lo sviluppo civile, il progresso scientifico e tecnologico; sono la diffusione delle conoscenze, la formazione professionale, l’elevazione culturale; l’adempimento dei fini si ha quando si risponde alle esigenze per cui la biblioteca è nata.
Obiettivi (mete particolari e concrete che la biblioteca si propone): individuare conoscenze e risorse occorrenti all’utenza; l’utenza e la sua composizione; provvedere affinché la mediazione bibliotecaria tenga conto di caratteristiche e capacità dell’utenza; facilitare l’accesso alle risorse; assistere l’utente in formulazione di sue esigenze e in accertamento bibliografico delle risorse che potrebbero soddisfarle; potenziare con la cooperazione interbibliotecaria la copertura bibliografica e la disponibilità delle risorse; selezionare, raccogliere e conservare le risorse; realizzare l’accesso alle risorse con le tecniche di catalogazione; stimolare e facilitare l’uso delle risorse.
Funzioni (traduzione in operazioni e servizi di fini e obiettivi), raggruppate in 5 aree applicative: impianti e attrezzature; materiale librario (documentale) e risorse; assistenza agli utenti; contatti e rapporti esterni; amministrazione.
Il circuito della conoscenza
Uso della conoscenza, composizione (autore), stampa e distribuzione (editore), selezione e acquisizione di documenti, trattamento e gestione dei documenti e disseminazione dell’informazione e fornitura dei documenti (biblioteca), ricerca e assimilazione (utente).
La biblioteconomia
La biblioteconomia (nomos=regola) si occupa di definire i criteri e le modalità per la loro raccolta e il loro ordinamento. Il suo oggetto è la progettazione, gestione e valutazione dei servizi documentari, della mediazione fra raccolta di documenti e utenza, sotto l’aspetto di disponibilità fisica e di individuazione e selezione intellettuale. Deve perfezionare i metodi e le procedure impiegate per raggiungere gli obiettivi tenendo conto di efficacia ed economia dei risultati.
La biblioteconomia studia le reciproche interrelazioni tra materiali (risorse documentarie), attività (raccolta, gestione e ordinamento a cui riconduciamo acquisizione, catalogazione, reference, valutazione e tutela delle risorse) e funzioni (soddisfacimento dei bisogni dell’utente in presente o futuro se previsti). La biblioteconomia esiste da quando esistono le biblioteche, la parola nasce in Francia nel XIX e indica l’insieme di conoscenze e tecniche per allestire, ordinare e amministrare una raccolta di libri.
Modelli biblioteconomici nella storia
I modelli biblioteconomici nella storia sono: callimacheo, medievale, Gessner e Possevino, Naudè, illuministico, ottocentesco, Schrettinger, Otlet e La Fontaine, Ranganathan, contemporaneo.
Le 5 leggi della biblioteconomia
(Shiyali Ramamrita Ranganathan):
- Books are for use (i libri esistono per essere usati: sono la materializzazione di idee, non oggetti fisici; in base a ciò si definiscono ubicazione, arredi, orari, personale)
- Every reader his book (a ogni lettore il suo libro: deve individuare il libro che tratta del soggetto o contiene l’opera di suo interesse; quindi, si usano anche per educazione)
- Every book his reader (a ogni libro il suo lettore: deve essere individuato per le sue caratteristiche, quindi si provvede a scaffale aperto, accessibilità, catalogo, reference, pubblicità)
- Save the time of the reader (risparmia il tempo al lettore, ma anche quello del personale, attraverso collocazioni corrette, segnaletica, catalogo con indicizzazione dei periodici, reference e prestito)
- A library is a growing organism (la biblioteca è un organismo che si sviluppa, quindi bisogna prevedere la crescita, il personale, acquisizioni e scarti)
Oggi Gorman ha proposto 5 nuove leggi:
- Libraries serve humanity
- Respect all forms by which knowledge is communicated
- Use technology intelligently to enhance service
- Protect free access to knowledge
- Honor the past and create the future
Manifesto IFLA/UNESCO sulle biblioteche pubbliche
Nel manifesto IFLA/UNESCO sulle biblioteche pubbliche si dice che: la libertà, il benessere e lo sviluppo della società e degli individui sono valori umani fondamentali, essi potranno essere raggiunti solo attraverso la capacità di cittadini ben informati di esercitare i loro diritti democratici e di giocare un ruolo attivo nella società; la partecipazione costruttiva e lo sviluppo della democrazia dipendono da un’istruzione soddisfacente, dall’accesso libero e senza limiti alla conoscenza, pensiero, cultura e informazione; la biblioteca pubblica, via di accesso locale alla conoscenza, è la condizione essenziale per l’apprendimento permanente, indipendenza nelle decisioni, sviluppo culturale dell’individuo e gruppi sociali; l’Unesco ha fede nella biblioteca pubblica come forza vitale per l’istruzione, la cultura, l’informazione e come agente indispensabile per promuovere pace e benessere spirituale delle menti di uomini e donne, incoraggia i governi nazionali e locali a sostenere le biblioteche pubbliche e a impegnarsi attivamente nel loro sviluppo.
Funzione delle biblioteche pubbliche
La biblioteca pubblica è il centro informativo locale che rende disponibile per gli utenti ogni genere di conoscenza e informazione. I suoi servizi sono forniti in base ad uguaglianza di accesso per tutti, senza distinzioni di nessun tipo. Servizi e materiali specifici vanno forniti a chi non ha la possibilità di utilizzare quelli ordinari (minoranze linguistiche, disabili, ricoverati, detenuti). Ogni fascia d’età deve trovare materiale rispondente ai propri bisogni. I materiali devono riflettere gli orientamenti attuali e l’evoluzione della società, la memoria dell’immaginazione e degli sforzi dell’uomo. Le raccolte e i servizi non devono essere soggetti ad alcun tipo di censura né a pressioni commerciali.
I compiti della biblioteca pubblica riguardano l’informazione, l’alfabetizzazione, l’istruzione, la cultura: creare e rafforzare nei ragazzi l’abitudine alla lettura fin da piccoli, sostenere l’educazione individuale e l’autoistruzione e l’istruzione formale a tutti i livelli, offrire opportunità per lo sviluppo creativo della persona, stimolare l’immaginazione e creatività di ragazzi, promuovere la consapevolezza dell’eredità culturale, l’apprezzamento delle arti, la comprensione delle scoperte e innovazioni scientifiche, dare accesso a espressioni culturali di tutte le arti rappresentabili, incoraggiare il dialogo interculturale e proteggere diversità culturale, sostenere la tradizione orale, garantire accesso a cittadini di ogni informazione, fornire servizi di informazione adeguati alle imprese, associazioni e gruppi di interesse locale, agevolare lo sviluppo delle capacità di uso dell’informazione e del calcolatore, sostenere attività e programmi di alfabetizzazione rivolti a tutte le età.
L’uso della biblioteca pubblica deve essere gratuito, la biblioteca pubblica rientra in responsabilità delle autorità locali e nazionali, deve essere retta da legislazione specifica e finanziata da amministrazioni nazionali e locali, deve costituire una componente essenziale in ogni strategia a lungo termine per cultura, diffusione di informazione, alfabetismo e istruzione.
Per assicurare cooperazione e coordinamento nazionale, la legislazione e i programmi strategici devono anche definire e promuovere una rete bibliotecaria nazionale basata su standard di servizio accettati. La rete bibliotecaria pubblica deve essere progettata tenendo conto delle biblioteche nazionali, regionali, di ricerca e speciali, scolastiche e universitarie. Deve essere formulata una politica chiara che definisca obiettivi, priorità e servizi tenendo conto dei bisogni della comunità locale.
La biblioteca pubblica deve essere organizzata seguendo standard professionali, garantendo la cooperazione con partner relativi (gruppi di utenti a livello locale, regionale, nazionale e internazionale). I servizi devono essere accessibili a tutti i membri della comunità, ciò comporta buona localizzazione degli edifici, attrezzature adatte per lettura e studio, tecnologie necessarie e orari di apertura sufficienti e comodi, servizi esterni per chi non può frequentare. I servizi devono essere adatti ai diversi bisogni delle comunità rurali e urbane.
Il bibliotecario è intermediario attivo tra utenti e risorse, la formazione e l’aggiornamento sono indispensabili. Ci vogliono attività esterne e programmi di istruzione. Autorità nazionali, locali e comunità bibliotecaria sono esortate a mettere in pratica i principi del manifesto.
Tipologia di biblioteche
In Italia secondo l’Anagrafe delle Biblioteche Italiane abbiamo circa 12000 biblioteche censite, di cui la metà di enti territoriali, un ottavo delle università statali, 1000 di enti ecclesiastici, 46 pubbliche statali del MiBACT. Le biblioteche pubbliche statali dipendono dalla Direzione generale biblioteche e diritto d’autore del MiBACT: sono uffici periferici di essa, regolamentate dal D.P.R. 5 luglio 1995 n.417 e sono principalmente di conservazione. In sintesi ce ne sono: 2 nazionali centrali (Roma, Firenze), 6 nazionali, 9 universitarie, 1 nazionale universitaria a Torino, 11 annesse a monumenti nazionali (abbazie) e altre 17.
Le biblioteche delle università o accademiche (quelle delle uni statali dipendono dal MUR) sono 98 di cui 68 statali e 30 private (di cui 11 telematiche), regolate dalla legge 30 dicembre 2010 n.240 che comporta la nascita dei sistemi bibliotecari di ateneo (sba.unibo).
Le biblioteche pubbliche di ente locale e territoriale sono comunali, provinciali, regionali. L’aggettivo pubblica non si riferisce all’appartenenza istituzionale della biblioteca ma alla sua destinazione. Ci sono biblioteche ecclesiastiche, di fondazioni, e scolastiche che dipendono dal Ministero dell’Istruzione.
La figura e la funzione del bibliotecario contemporaneo
Per capire chi è il bibliotecario vedere: Norma UNI 11535 2014 – figura professionale del bibliotecario; Requisiti di conoscenza, abilità e competenza della figura professionale di bibliotecario (MiBACT allegato 4 del DM 244/2019). L’EQF è il quadro europeo di riferimento per l’apprendimento permanente che consente agli Stati membri di mettere in relazione il proprio sistema di qualificazione professionale con quello degli altri paesi per favorire il riconoscimento reciproco delle qualifiche e dei titoli e la mobilità transizionale di giovani e lavoratori. I risultati di apprendimento sono definiti in termini di conoscenze, abilità e competenze (responsabilità e autonomia).
Il risultato complessivo è un indice compreso tra 1 ed 8 che si propone di identificare in modo veloce ed univoco il livello di approfondimento raggiunto in un certo ambito. Le conoscenze sono risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento, insieme di fatti, principi, teorie, pratiche che riguardano un ambito di lavoro o studio (descritte come teoriche e pratiche). L’abilità è la capacità di applicare le conoscenze e di usare il know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi (cognitive per l’uso del pensiero logico, intuitivo e creativo; pratiche per manualità e uso di materiali, strumenti e utensili).
Le competenze sono la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali in situazioni di lavoro o studio e in sviluppo professionale e personale, esercitabile con autonomia e responsabilità. L’UNI, ente italiano di normazione, elabora e pubblica i documenti normativi volontari in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario, fa parte dell’ISO (organizzazione internazionale per la standardizzazione). L’UNI 11535 del luglio 2014 tratta della qualificazione delle professioni per il trattamento di dati e documenti, della figura professionale del bibliotecario e dei requisiti di conoscenza, abilità e competenza.
I requisiti di conoscenza, abilità e competenza del bibliotecario sono trattati dall’allegato 4 del DM 244/2019 e dalla legge 10 del 2014 che prevede l’istituzione di elenchi nazionali di professionisti competenti ad eseguire interventi sui beni culturali. Ciascun profilo professionale si articola in tre fasce corrispondenti ai livelli più alti dell’EQF. Al 15.2.2021 risultano iscritti 383 bibliotecari, divisi tra prima (231) e seconda fascia (152), nessuno iscritto alla terza.
Nella Norma UNI la professione del bibliotecario è una professione intellettuale che viene esercitata a diversi livelli di complessità e in diversi contesti organizzativi, pubblici e privati, in ambito statale, di ente locale, di ente di ricerca e formazione o altri enti, organismi, associazioni. Il bibliotecario indipendentemente da specializzazioni funzionali e differenti contesti organizzativi e inquadramenti contrattuali esercita attività di carattere professionale dell’ambito della mediazione culturale, orientamento alla ricerca e alfabetizzazione informativa, della formazione, organizzazione e conservazione di documenti, servizi bibliografici e di documentazione, di promozione culturale di una biblioteca o sistema culturale; la sua attività è finalizzata al soddisfacimento di bisogni culturali e informatici di utenti anche potenziali ed è in favore di persone fisiche, enti, istituzioni, soggetti pubblici o privati; opera avendo specifiche conoscenze, abilità e competenze finalizzate a promuovere e mediare l’accesso alla conoscenza, informazione, lettura, favorire la creazione di nuova cultura nella comunità di riferimento; svolge attività intellettuale che comporta gestione di processi complessi e necessita preparazione ottenuta mediante istruzione e formazione teorica e pratica e conformata a principi etici; è necessario un continuo aggiornamento.
Compiti del bibliotecario (UNI): analizzare le esigenze informative della comunità di riferimento, definire obiettivi strategici, monitorare e valutare i risultati, gestire le risorse; garantire a utenti accesso, consultazione, recupero delle info, il prestito e la riproduzione dei documenti, promuovere la biblioteca, erogare servizi educativi e culturali con programmi di educazione, alfabetizzazione e promozione culturale; formare, organizzare e tutelare le raccolte con procedure di acquisizione, descrizione, conservazione, diffusione; acquisire e gestire i servizi informativi alimentati dalla biblioteca, svolgere attività di studio e ricerca.
Compiti del bibliotecario (MiBACT): gestire biblioteche, ordinare e descrivere, conservare. Le attività del bibliotecario secondo il MiBACT sono dettagliate per fasce in base alla maggiore o minore responsabilità: individuare, analizzare e documentare beni librari ed elementi del patrimonio culturale biblioteconomico (progettare e sviluppare le raccolte, trattare e ordinare documenti, descrivere e indicizzare per produrre dati); tutelare e conservare i beni librari; dirigere biblioteche (acquisire e gestire la strumentazione, le attrezzature e i sistemi informativi, erogare servizi, progettare, valutare e gestire i servizi di biblioteca, gestire risorse umane, finanziarie e patrimonio); svolgere studio o ricerca, formazione ed educazione. Sia UNI che MiBACT presentano stesse competenze, abilità e conoscenze, la norma UNI le specifica per ogni attività, il MiBACT le specifica anche per ogni livello.
Acquisizione
I documenti entrano a far parte delle raccolte di una biblioteca in 4 modi: acquisto, dono, norma di legge e scambio. Gli acquisti andrebbero fatti seguendo gli impegni di un programma scritto che si fondi sulla fisionomia bibliografica della biblioteca, in relazione alla sua composizione, vocazione e destinazione. La griglia di Whittaker fornisce una griglia di valutazione per le acquisizioni librarie in base ad autorevolezza, contenuto, struttura, impaginazione, manifattura, posizionamento. L’autorevolezza dipende da autore (formazione, titoli, esperienza, ruolo ricoperto, appartenenza a scuola di pensiero, altre opere scritte, riconoscimenti ottenuti), curatore, prefatore, revisore, traduttore, illustratore, fotografo, impaginatore, stampatore, editore (commerciale, governativo, istituzionale, individuale).
L’approval plan deve le sue origini ai primi anni ’60 negli USA, con essa si intende modalità di acquisizione di materiale librario sulla base di profili di sviluppo delle raccolte e di intese formali sottoscritte con i fornitori di servizi: le biblioteche vi hanno un ruolo decisivo sia per la definizione dei patti che per esercitare il controllo e diritto di restituzione di ciò che non è conforme a quanto stabilito coinvolgendo anche gli utenti di riferimento. In Italia l’azienda di punta per questo servizio è Casalini Libri che ha stipulato accordi con biblioteche universitarie del Nord America ed Europa.
Per gli ebook editori, aggregatori e distributori di solito propongono abbonamenti a pacchetti od ordini di titoli singoli.
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