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STORIA DEL DIRITTO MEDIEVALE E

MODERNO

Frequentanti:

- Scritto: prova di esonero a fine corso

17 dicembre 2025

o 2/3 domande aperte + crocette

o

- Orale

Libri Grandi linee giuridiche storia medievale

- Ennio Cortese, (in toto)

Tempi del diritto

- (cap 8 Diritto penale da Beccaria a codice Rocco – edizione di < 3 anni

fa) Da 107 a 398

o Esclusi i primi due capitoli (da pag 1 a 106) e il cap 9

o Lezione 06/10/2025

MEDIOEVO

Per una decisione degli storici: Inizia nel 476 d.C., con il crollo dell’Impero Romano d’Occidente –

si ebbe con la deposizione Romolo Augustolo (imperatore) da parte di Odoacre (generale

barbarico, ossia di origini germaniche).

410 d.C.: sacco di Roma da Visigoti = invasione di Roma a ferro e fuoco fu il terzo ed ultimo

assedio da parte dei Visigoti di Alarico I e durò tre giorni, durante i quali i luoghi pubblici e le

case private vennero depredate.

L’avvio del Medioevo è stato deciso dagli Umanisti, ossia gli interpreti dell’Umanesimo

- = movimento culturale sviluppatosi tra il 1400 e il 1500, rappresenta una grande rinascita

con un disconoscimento del medioevo, perchè i secoli precedenti a loro culturalmente

rappresentano una discesa rispetto all’epoca classica – vogliono stabilire continuità tra

loro e l’età classica. Si sentono infatti persecutori di Cicerone, Aristotele, Platone =

continuità intellettuale

- Pone l’uomo al centro in ambito letterario, artistico (Da Vinci), storico, filosofico

- Il Medioevo viene nominato in questo modo dispregiativamente: Medio-Evo, un periodo

intermezzo visto in senso negativo

- Esalta quindi il mondo antico e impone una frattura

- Nel pavimento di una Chiesa rinascimentale (Duomo di

Siena) dominano immagini di leggende del mondo classico =

elementi laici/pagani in una Chiesa intento di collegare età

diverse

La fine del Medioevo invece viene fatta coincidere con il 1492

d.C.:, con:

1. scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo Figura 1: Pavimento del Duomo di

Siena, Ermete Trismegisto

2. muore Lorenzo il Magnifico

3. (caduta del regno di Granada) primo evento di discriminazione religiosa: in Spagna gli

ebrei furono costretti a convertirsi o lasciare i loro regni con l’Editto di Granada

1 Tardo antico (284-565)

Dal punto di vista giuridico, questi eventi (seppure Alto medioevo (476-1000)

fondamentali) non sono così rilevanti. In ambito giuridico, il Basso medioevo (1100- 1492)

cambiamento si avrà con l’Illuminismo, ossia l’età dei Età moderna (1492-1800)

Codici. Età contemporanea

Ma per capire i cambiamenti dobbiamo focalizzarci anche

sui secoli precedenti, a partire dal III sec d.C (Tardo-Antico), soprattutto perchè già da secoli

erano in atto cambiamenti:

- Il centro operativo militare, politico, economico si era spostato verso Costantinopoli

- La deposizione dell’imperatore da parte di un germanico non era un fatto inedito 

patritius,

Odoacre ricevette il titolo di visto il gesto deferente nei confronti dell’imperatore

d’Oriente Zenone TARDO-ANTICO

Il Tardo-Antico è un’età che va dal regno di Diocleziano e la sua salita al trono (dal 284 a 305),

fino alla fine dell’Impero di Giustiniano, con la sua morte (imperatore dal 527 al 565).

In questo periodo si presentano tre grandi cambiamenti:

(maiestas)

- Concezione astratta della sovranità e dunque la concezione dell’Impero: la

sovranità viene definita in modo diverso rispetto all’età classica ciò influenza

radicalmente le fonti del diritto

- Diffusione del Cristianesimo: perdita da parte della Chiesa del carattere di

associazionismo spontaneo per arrivare a trasformarsi in istituzione

Dapprima il cristianesimo si professava di nascosto (nelle catacombe) perchè

o perseguitati (l’ultimo è stato Diocleziano)

se prima le riunioni erano informali, senza regole, spontanee la Chiesa poi muta

o

- Società: trasformazione in senso feudale già in epoca pre-giustinianea “feudale”

(=termine del Medioevo)

Diminuisce potere pubblico

o

L’Impero Romano inizia a trasformarsi per motivi interni già a partire dalla fine del II secolo.

Lezione 07/10/2025

Nuova concezione della SOVRANITÀ IMPERIALE

Tra fine III e IV sec ci sono quattro grandi circoscrizioni l’Impero è diviso territorialmente, ma è

unito. Con la seconda metà del III sec, con gli Imperi di Diocleziano e Costantino, si ha una

maiestas maiestas

diversa concezione di sovranità ( ). La assume sfumature orientali perchè,

nonostante l’Impero sia ancora unito, gli imperatori vengono reclutati tra gli eminenti cittadini

dell’Oriente dell’Impero (es: gli stessi Diocleziano e Costantino),

dove sono situate anche le loro capitali:

- Nicomedia (Diocleziano), nel nord della Tirchia

- Costantinopoli (oggi Istanbul) con Costantino

maiestas

Quali sono i caratteri della orientale? Si vede già da

elementi esteriori:

- Gli individui devono inchinarsi davanti all’imperatore, Figura 2: Impero sotto

baciarne l’anello Diocleziano

- L’imperatore ha indumenti distintivi Diocleziano introdusse l’uso imperiale del mantello

di porpora con pietre preziose maior

= forme di espressione di una devozione totalmente nuova (non era più una semplice

dignitas), che presto entreranno a far parte della ritualità cristiana.

Lo stesso crimen laesae maiestatis, l’offesa alla statua dell’imperatore, viene esteso con

riferimento anche ai consiglieri e ai membri del senato.

2 primus inter pares

L’imperatore non è più (primo tra pari), come veniva invece qualificato

tradizionalmente gli imperatori antecedenti di provenienza occidentale l’imperatore assume

ora una natura sovrumana, dotata di caratteri che la distinguono dagli altri, con aspetti sacrali.

Si ha una deverenza massima, aumentando la distanza tra sudditi e imperatore.

Per comprendere questo cambiamento si può prendere come esempio l’Arco di

Costantino, che rappresenta l’evento trionfante della sconfitta di Massenzio nella battaglia di

Ponte Milvio (312), generale che si atteggia a capetto della parte occidentale, ma Costantino lo

batterà) Costantino vuole manifestare la sua autorità e grandezza. I fregi che adornano l’arco

hanno un fine narrativo, per andare ad esprimere una narrazione alcuni vennero fatti su

commissione finalizzati ad adornare l’arco, altri staccati da opere precedenti (=pezzi di

spoglio). Costantino ricerca quindi un’idea di continuità. I fregi realizzati in quest’epoca

portano con sé un’idea diversa di sovranità.

Liberalitas di Marco Aurelio

Es: nel II sec la “ ” (pezzo di spoglio

inserito nell’arco di Costantino), rappresentato nella sua generosità/liberalità,

nel gesto di dare ai sudditi. In questa raffigurazione, l’imperatore si confonde

in un coro di persone che compiono gesti diversi, hanno tutte più o meno

eguale statura e sono individualizzate dagli sguardi (naturalezza e

primus

movimento) = rappresenta l’idea dell’epoca, in cui l’imperatore è

inter pares. C’è mimesi con la realtà.

Es2: nel fregio fatto apposta Figura 3:

liberalitas Marco

Liberalitas di

dell’arco “ Aurelio

Costantino ”, l’immagine è diversa.

L’imperatore è posto al centro, i

sudditi hanno perso l’immagine di

realtà (sono piccoli, posti al di sotto

dell’imperatore, porgono le mani

alzate e guardando in alto verso il Figura 4: Liberalitas di Costantino

sovrano) le immagini non sono più

mimesis ma segni, una successione ritmica e simbolica, espressione della trascendenza della

figura imperiale. Ab-solutio

Ma dunque, è questa la rappresentazione dell’assolutismo? = sciolto dal rispetto

delle leggi è un istituto che prevede la legittimazione di qualsiasi comportamento del

governante anche se in violazione della legge. Imperatori della fine del II secolo comunque

cercarono di vivere secondo le leggi senza avvalersi, per es., di testamenti illegittimi = forma di

lex

obbedienza all’ordinamento. Giustiniano è il primo che si sente superiore alla legge (

animata in terra è come si autodefinisce lui stesso) ma fino al VI sec non si può parlare di

assolutismo, nonostante si abbia una crescente importanza del ruolo di imperatore.

Questi cambiamenti della figura del principe hanno dei riflessi sul panorama normativo, e

soprattutto sulla gerarchia delle fonti del diritto del mondo classico, in particolar modo il

binomio in cui si esprime il diritto romano:

Leges

- = pronunciamenti imperiali delle leggi (esprimono la volontà degli imperatori)

Senatus consulta

o

Iura

- = contenitore con due principali fonti

Editti pretori: editti emessi da magistrati romani che devono applicare il diritto

o romano nelle province; in alcuni casi, essendo in province distanti dal diritto

classico dei giuristi, devono integrarlo (soprattutto a livello processuale), con editti

che contengano regole processuali più adatte. Gli editti contengono modifiche,

declinazioni del diritto classico, rese necessarie dall’amministrazione delle

province. iurisdictio

I pretori erano dotati di , potevano cioè amministrare la giustizia e

actio.

introdurre provvedimenti di protezione processuale in assenza di un I loro

ius civile

editti costituivano così una fonte di diritto parallela al in epoca classica

3 Pareri dei giureconsulti = pareri dei grandi giuristi del passato, forniti in

o ius respondendi (respondendo

processo. In forza del = dare responsi,

consulenze) loro concesso, i dotti giureconsulti fornivano pareri in giudizio che

potevano preordinare le sentenze e circolare poi in raccolte.

Non tutti gli imperatori tolleravano il potere loro dato (es: Nerone): si decise poi di

creare un consilium, divenuto in seguito il concistoro = fucina di rescritti e leggi

per conto e nel nome dell’imperatore

Gli iura dunque non erano leggi, ma principi o pareri che potevano averne la stessa

efficacia

gli iura subiranno un processo graduale di svalutamento, con una progressiva importanza

 leges.

delle Ma soltanto con Giustiniano ci sarà la fine di questa spartizione ma il processo si

svolge nei secoli dell’epoca tardoantica.

iura

Raccolte di (slide) in forma tendenzialmente monografica:

Legge delle citazioni di Valentiniano

- (426): attesta l’uso degli iura, è una legge rivolta

alle regole del processo imponeva di citare i pareri di alcuni giuristi romani del passato

(Paolo, Ulpiano, Papiniano, Gaio, Modestino)

in caso di disaccordo prevale la maggioranza

o in caso di parità Papiniano prevaleva sugli altri

o

Questa legge ci dice che se l’imperatore avverte la necessità di vietare l’uso di pareri

diversi di questi, può farlo = testimonianza del fatto che gli iura venivano citati in

processo

Nessuno di questi è un giurista che ha prodotto dopo il III secolo

Pauli receptae sententiae “semper valere”

- : ascritte al grande giureconsulto Paolo 

era stato detto di esse cent’anni dopo

Epitome gai

- : riassunto delle celebri Istituzioni di Gaio era da considerarsi come una

parafrasi e un commento

Tituli ex corpore ulpiani

- : raccolta e volgarizzazione dei pareri di Ulpiano adattare un

testo celebre ad un pubblico sempre meno raffinato

Lex dei (!)

- : fine IV sec, di autore ignoto (forse di confessione ebraica o forse convertito al

cristianesimo) prende il diritto classico e lo paragona al Decalogo

manualetto di committenza ecclesiastica, che esalta le concordanze tra legge biblica e

romana uno dei manuali più studiati

= tentativo di comparare e paragonare

la legge di Dio (Vecchio Testamento, Bibbia, 10 comandamenti = Decalogo). I primi

 tre riguardano Dio (teologici, sono in merito alla devozione nei confronti di Dio), dal

quarto invece vengono prescritti comportamenti sia positivi (da assumere), sia

negativi (da evitare)

passi del diritto romano per mostrare una concordanza di due “diritti” di epoche

 diverse, rassicurando cristiani e romani di questa somiglianza

L’idea era quella di rassicurare i fedeli e indurli ad obbedire all’ordinamento dell’impero

La chiesa mostra il desiderio di non disfarsi della cultura classica, che viene invece vista

come faro, fonte di ispirazione culturale

Il cristianesimo poi viaggerà insieme al diritto romano

Si è poi sviluppato un progressivo sfavore degli imperatori verso i pareri dei giureconsulti

interpretatio iuris

reputati lesivi del potere di (interpretazione della norma) riservato

all’imperatore toglie all’imperatore il diritto esclusivo di interpretare la legge: se l’imperatore è

superiore ai sudditi, la sua parola non deve essere messa su un piano diverso di quella dei

giuristi.

4

La svalutazione degli iura si vede già nell’epoca di Costantino, che si mostra sfavorevole nei

iura

confronti di tali pareri. Tuttavia, gli sopravvivono fino all’impero di Giustiniano: smettono di

essere prodotti, di essere raccolti, non sono voluti dall’imperatore. TUTTAVIA, continuano a

iura

circolare e ad essere utilizzati circolano solo del passato (antecedenti al III sec)

iura leges

Il rapporto tra e diventa quindi un rapporto tra antico e nuovo che sarà caratteristico

di tutto il diritto medievale:

Iura ius vetus

- = (diritto vecchio)

Leges ius novum

- = (diritto nuovo)

L’idea è di non rinnegare il passato: questo serve a legittimare il presente.

La fine degli iura si ha con Giustiniano, che attorno al 530 fa realizzare un’enorme raccolta di

pareri (circa 10.000 brani) di giureconsulti = Digesto, così da avere in un solo volume il meglio

della tradizione giuridica romana. Li promulga, trasformandoli quindi in legge (vanno seguiti

come fossero sue leggi). L’opera verrà PROMULGATA da Giustiniano nel 533 (ma raccoglie

materiale di oltre 40 giiuristi). Vengono però tagliati pareri per non far dire cose contrarie

all’Impero, ciò implica che ci siano state molte manipolazioni. Giustiniano raccoglie pareri di otlre

40 giuristi.

Avendo equiparato gli iura alle leges si determina la scomparsa definitiva degli iura e

della tradizionale coesistenza di queste due fonti del diritto romano

RIASSUNTO

1. III sec = no produzione nuovi, ma solo quelli vecchi

2. VI sec = Giustiniano con + grande raccolta li promulga

Ascesa della leges e prime raccolte

iura leges

Alla decadenza degli fa riscontro una forte ascesa delle si manifesta principalmente

per l’interesse verso un nuovo genere di raccolta normativa, ossia i codici, raccolte di sole leggi

(vecchie e nuove) = autori privati (non sono ordinate dall’imperatore) che seguendo il nuovo

iura.

gusto degli imperatori, compilano materiale normativo assenti da

I primi codici avvengono nell’epoca di Diocleziano (284-305), che ha un grande favore imperiale

leges.

verso le Codex Gregoriano – 292/293

 Codex Ermogeniano – 293/294

 Codex Teodosiano

 rescripta imperiali

I primi due sono entrambi della fine del III sec e raccolgono (=risposte

dell’imperatore a problemi esposti dai funzionari).

Questi codici (ad oggi raccolte con enunciati vigenti, cogenti, astratti, generali) di età Tardo-

Antica mantengono la dialettica tra vecchio e nuovo che caratterizza il diritto Tardo-Antico e

dell’età medievale passato autorizza il presente, non va rinnegato.

 Lezione 08.10.25

CODEX TEODOSIANO

Il Codex Teodosiano, realizzato nel 439 dall’Imperatore Teodosio II d’Oriente, testimonia i

grandi cambiamenti che hanno investito il panorama giuridico romano in epoca tardoantica:

Imperatore orientale e non occidentale

 È l’imperatore a decidere di fare un codex in continuazione con i precedenti

 esperimenti. Teodosio prende l’iniziativa

Non è più una raccolta privata diversamente dai Codici Gregoriano e Ermogeniano, ma

ordinata dall’imperatore

Il progetto originario prevedeva due sezioni

 Leges

o

5 Iura: mai realizzata, il codex teodosiano è fondamentalmente e ufficialmente

o raccolta di sole leges (solo progettati)

L’idea era di destinarlo all’uso della scuola e in parte alla prassi forense

Il riuso e il richiamo del passato

I codici tardo-antichi sono molto distinti dai codici attuali: non contengono solo il diritto vigente,

ma sono anche depositi di materiale normativo più antico.

La sopravvivenza di fonti giuridiche vecchie e in disuso, vicino a leggi nuove e vigenti, rileva il

desiderio di non rinnegare il passato, ma utilizzarlo per legittimare il presente. Le novità

introdotte furono sempre introdotte in dialogo con l’antico.

Paragone con l’edilizia medievale: il richiamo costante all’antico, nel medioevo, non è esclusivo

del mondo del diritto: nelle facciate degli edifici e nelle chiese medievali, ci imbattiamo spesso

nel riuso di spoglie del passato (capitelli, lastre di sarcofagi, epigrafi), riutilizzate per fini

completamente diversi da quelli per i quali questi oggetti erano stati concepiti.

Un capitello rovesciato all’ingresso di una chiesa poteva essere adibito a contenitore

dell’acqua santa ad uso dei fedeli (acquasantiera = capitello antica colonna). La sua

funzione precedente (magari sorreggere un architrave di un tempio pagano) non veniva

cancellata, ma era messa in evidenza e veniva apprezzata proprio perchè testimoniava

la continuità con il passato.

Es: ar

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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher university.study di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del Diritto Medievale e Moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Menzinger Sara.

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