STORIA CONTEMPORANEA
Contesto nel quale l'Europa si avvicina al primo conflitto mondiale:
L'800 è stato un secolo di grandissima apertura, grandissima circolazione di uomini, di idee, di
merci...in cui i confini erano valicati, oltrepassati.
In questo scalo si accompagna al riemergere di tensioni, di chiusure e di crisi.
Nel 900 parte l'idea nazionalista, nascono dunque movimenti anche culturali (ad esempio il futurismo,
movimento avanguardista che nasce in Francia nel 1909 vedendo per la prima volta il manifesto
scritto da Marinetti nel giornale Le Figarò, dai passi nazionalisti e guerriglieri).
L'entusiasmo nazionalista tocca tutti i paesi europei in un clima di crescenti tensioni nazionali. Queste
tensioni, a inizio 900, riguardano ancora l'esterno dell'Europa sfogandosi di più in Africa, in Asia, nella
stagione del Colonialismo.
Ancora nel 1870, solo 1/10 dell'Africa era colonizzato, nel 1914 9/10 dell'Africa erano colonizzati da
imperi europei.
In questi 45 anni le potenze europee prendono il controllo di gran parte dell'Africa e dell'Asia (il
Giappone colonizza la Corea del Sud, in Asia la Seconda guerra mondiale risale al 37 con l'invasione
della Cina da parte del Giappone e non nel 39 come in Europa).
Queste tensioni sfondano in teatro extra-europei e gli imperi si scontrano in territori ricchi di risorse
che si trovano in altri continenti.
Un esempio ne è la Guerra Anglo-Boera che riguardava Inglesi e Boeri, conflitto per il controllo di una
parte dell'attuale sud-africa.
Gli inglesi non riuscivano a sconfiggere un popolo di contadini e ciò li portò ad incolpare i giovani.
Non è un caso che Baden (eroe di guerra inglese) fonda lo scoutismo con l'obiettivo di portare i giovani
a contatto con la natura per prepararli a future guerre.
l'Europa del primo decennio del 900 è un'Europa che non aspetta una guerra ma la desidera, la
predispone.
Difatti tra il 1890 e il 1900 le spese militari raddoppiano, idem tra il 1910 e il 1990, vedendo un
quadruplicamento in vent'anni.
La situazione è così tesa, che persino i socialisti che per natura erano pacifisti e internazionalisti,
iniziano ad abbracciare la guerra.
Nel momento in cui l'assassinio di Francisco Ferdinando fa scoppiare la tensione, anche i socialisti
votano l'ingresso in guerra.
In Germania l'imperatore Guglielmo secondo va in parlamento e dice a tutti gli imputati "io non vedo
più partiti, vedo solo tedeschi".
Dunque, non vi era più divisione, solo unione.
Marx pensava che la rivoluzione comunista nascesse in Germania.
In Francia invece, al di là del Reno, il presidente della repubblica parla di "Sacra unione contro il
nemico" e anche Jaures, l'unico leader socialista pacifista, al 31 di luglio del 1914 viene assassinato in
un bar da un Nazionalista.
I suoi compagni di partito4 durante il suo funerale lo vedranno come un peso, dicendo che voteranno
per l'ingresso in guerra.
L'unico paese in cui i socialisti si dividono è l'Italia, dove questi non vogliono né aderire alla guerra né
andare contro alla dimensione trasformista (il cui emblema sarà Mussolini, all'ora ancora Socialista,
che con uno dei cambi di casacca tipici, nel luglio del 1914 pubblica un elettorale chiamato "Abbasso
alla Guerra" e qualche mese dopo diventerà il più fervente degli interventisti. Lui socialista di stirpe
anarchica, anticlericale chiamato in Romagna il "Mangia Preti", diventerà il più vicino servo del Papa).
La situazione d'immigrazione, per noi italiani, era alle stelle (circa 30 milioni di italiani sono
immigrati).
Un famoso scritto di Pascoli è "la Grande Proletaria si è mossa", si pensava che anche noi avremmo
avuto opportunità di conquista.
Tutti consideravano che la guerra sarebbe stata breve e relativamente indolore, nessuno sapeva che
sarebbe durata oltre quattro anni, nemmeno gli stessi comandi militari si aspettavano avrebbe portato
36 milioni di vittime tra morti, feriti e malattie.
La Prima guerra mondiale sarà qualcosa di molto diverso.
Natale 1914, la guerra è iniziata da qualche mese.
I soldati pensano la guerra stia per finire e lungo il confine tra francesi e tedeschi (in zone semi deserte
pieni di croci nere e croci bianche, lasciandoci interrogare sulla futilità della guerra), i soldati escono
dalle trincee e fraternizzano celebrando assieme il Natale. Saranno tutti severamente puniti per quei
gesti e la guerra durerà ancora tre anni e mezzo, terminando con una trasformazione completa
dell'ordine europeo.
La Prima guerra mondiale è stata definita come una guerra "totale", diversa da quelle del passato.
La Prima guerra mondiale è stata una guerra totale per più ragioni.
1. RAGIONI MILITARI
La modalità per conquistare terreno era quella di lanciare la carica dopo aver tranciato il filo spinato e
darsi nel corpo a corpo con le baionette.
A livello sociale, la il fatto che fosse una guerra stanziale, crea movimento:
- La guerra è stata la grande palestra della guerra italiana. Prima si parlava prevalentemente il dialetto,
il fatto di combattere per anni fianco a fianco obbligava a sapersi parlare, saper comunicare con i
propri compagni.
- È una guerra di stallo in cui si avanza di dieci metri e si arretra di 100, ma è stata anche una guerra
che anticipava quelle del futuro, mostrando nuove armi di cui l'aviazione, i carrarmati, i gas...tutto
cambia la natura del conflitto, portando la guerra oltre la linea del fronte. Per millenni la guerra l'aveva
vissuta solo chi viveva in zone sul fronte, ora non più.
- Guerra totale poiché tradizionalmente chi combatteva le guerre erano i Nobili. I conflitti, compresa la
Guerra Franco-Prussiana, erano combattuti da eserciti di aristocratici che combattevano poiché era il
loro mestiere e venivano promesse terre in caso di vittoria. La Prima guerra mondiale cambia il
paradigma: tutti i paesi belligeranti stabiliscono la leva obbligatoria maschile di massa. Era necessaria
della carne da cannone.
2. RAGIONI ECONOMICHE
In tutti i paesi coinvolti si istituisce la cosiddetta economia di guerra. Se prima ad esempio la Fiat
produceva automobili, a questa non viene più lasciata la possibilità di decidere quali siano i modelli
più efficaci e performanti per conquistare fette di mercato, bensì è lo stato che prende il controllo
dell'azienda dicendole di produrre jeep, autoblindo e i nascenti carrarmati.
3. RAGIONI SOCIALI
Per l'enorme numero di vittime (16 milioni di morti, 20 milioni di feriti). Gli eserciti in campo
comprendono una strategia assolutamente frequente nei conflitti contemporanei, ossia quella di
portare il maggior male possibile all'avversario.
Oltre a uccidere qualcuno, puoi ferire ulteriormente una nazione poiché se rendi invalido qualcuno
causi un danno alla nazione per i 30/40/50 anni successivi poiché causerà un costo sociale e sanitario
alla nazione. Il primo conflitto mondiale è quello in cui le mine antiuomo vengono usate, ordigni che
non uccidono ma rendono invalidi.
È una guerra totale a livello sociale anche perché molti tornano a casa più fragili, diversi rispetto a
quando erano partiti (gli "Scemi di guerra", il nostro PTSD) poiché un conto è se combattono diecimila
nobili, un'altro se sono dieci milioni di uomini.
Ha ragioni sociali poiché in maniera straordinaria, è un acceleratore sociale. Ad esempio, in parte del
mondo occidentale, le donne conquistano diritto di voto o all'indomani della Prima guerra mondiale o
all'indomani della Seconda guerra mondiale poiché le donne sostituivano nella sfera pubblica gli
uomini impegnati al fronte.
Nel momento in cui il fascismo cade e nasce la nostra repubblica, sono democrazia cristiana e
comunismo a concedere il voto femminile che partirà dal Marzo del 1946.
La guerra ha investito l'intera società in una misura a cui fino a quel giorno non si era mai assistito.
Clemenceau, primo ministro francese, sulla fase finale del conflitto dice che "le guerre sono diventate
qualcosa di troppo grande e complicato per essere lasciato ai generali".
La ragione per cui la comunicazione comincia a giocare un ruolo decisivo è legato a due fattori:
1. L'avvento di Media di Massa (la Stampa di Massa, grazie all'alfabetizzazione di massa. A metà 800
gran parte della popolazione europea era analfabeta. Il primo paese a introdurre l'istruzione
obbligatoria e gratuita fu l'Italia nel 1876 con il ministro Coppino, che introduce l'istruzione
elementare gratuita e obbligatoria)
2. Sono diventate guerre di massa. Fino a fine 800, le guerre erano combattute come abbiamo detto de
professionisti che venivano motivati con l'idea di ricompense. Passando ad una guerra dove tutti
combattono, entrano in gioco la Propaganda (funzione positiva, di orientamento) e la Censura
(funzione negativa, di silenziamento di voci lesive. I primi a introdurre le censura furono i francesi
perché combattono sul loro stesso territorio e perché si ricordano di quello che era successo nella
guerra Franco-Prussiana ossia che i giornali indicavano gli spostamenti dell'esercito francese, dandone
notizia. Dunque i generali Prussiani potevano leggerlo, circondare l'esercito e sbaragliarlo. Oppure
ancora, venivano censurate le lettere dei soldati per necessità di tenere l'umore alto). Questo aspetto
legato alla comunicazione arriva fino ad oggi: tutta la polemica su fatti di guerra, che siano reali o
artificiali, provengono dalla stessa dimensione).
Il conflitto termina nel 1918 e come al termine di ogni conflitto bisogna organizzare la pace.
Ci sono due tesi contrapposte:
C'è chi sostiene la necessità di una pace clemente, democratica, indulgente verso gli sconfitti (america,
Wilson) e chi invece richiede una pace punitiva, severa (Francia, Clemenceau).
Wilson in particolare cercava una soluzione pacifica per non umiliare la Germania in particolare per
risparmiare altri conflitti, mentre Clemenceau sostiene una posizione per un proprio interesse, un
proprio vissuto personale.
Gli Americani hanno solo mandato degli uomini, vogliono preservare l'Europa da nuovi conflitti, sono
stanchi di guerra
Invece i Francesi hanno l'idea di una pace punitiva per due ragioni molto comprensibili e
contemporanee:
1. Vendetta. Nasce da ricordo, esperienza storica... innanzitutto dalla guerra Franco-Prussiana dove i
Prussiani misero la capitale dell'impero a Versailles.
2. Vogliono rendere inoffensiva la Germania, fare sì che non sia più un pericolo.
Tra i due, ha la meglio la Francia.
Clemenceau decise di far capire a tutti, in primis a tedeschi e giornalisti, che la pace non sarebbe stata
indulgente ma molto dura e per farlo capire a tutti senza equivoci fa uscire cinque soldati feriti in
guerra e li fa porre sul picchetto d'onore della scala di Versailles per accogliere chi avrebbe dovuto
gestire la pace, per mostrare la sofferenza che hanno subito.
Il Diktat per la Germania è sintetizzabile in 3 punti:
1. Come avviene in tutti i conflitti, chi perde cede i territori e chi vince li guadagna. Nello specifico, la
Francia si riprende le due regioni che aveva dovuto cedere dopo la guerra Franco Prussiana cioè
l'Alsazia e la Lorena e tutte le colonie
2. Clausole Militari, la Germania viene resa inoffensiva a livello militare per svariate ragioni (la
Germania non poteva avere una leva militare obbligatoria. La Germania può avere al massimo 100.000
uomini in armi dotati di armamento leggero. Alla Germania viene tolta la flotta, grande rivale della
marina Britannica. Vengono smilitarizzate intere zone compresa quella al confine con la Francia. Sono
questioni che ancora oggi vengono dibattute quando si parla di possibile pace)
3. Clausole Economiche (riparazioni per le quali la Germania avrebbe dovuto farsi carico dei costi del
conflitto, come avviene anche nelle cause legali. L'equità viene definita da una commissione
interalleata, circa 132milioni di Marchi Oro, circa un quarto della ricchezza tedesca per almeno un paio
di decenni. Questa sarà una delle ragioni che favorirà l'ascesa del nazismo).
La carta che emerge dai trattati di pace è un Europa ridefinita rispetto alla guerra dato il crollo di vari
imperi (ottomano, tedesco, austroungarico, Russo-Zarista)
Nasce in questo contesto l'idea del "Mai Più Guerre".
Nasce la "Società delle Nazioni", organismo, aperto potenzialmente a tutti i paesi, col compito di
mantenere la pace.
Purtroppo, questa non ebbe successo poiché:
- Le potenze sconfitte non vennero chiamate a farne parte
- Poco dialogo
- Alcuni paesi (tra cui Russia e Stati Uniti) non partecipano
- Si fa rispettare la legge solo se si ha la forza di farlo rispettare. Un organismo internazionale che tiene
fuori le principali potenze, in questo caso Russia e Stati Uniti, non ha la forza di farlo.
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Veniamo alla seconda parte della lezione:
La Rivoluzione Russa.
Una rivoluzione che non muta soltanto il regime politico, ma il completo assetto sociale, economico,
internazionale del paese.
A inizio 900, rispetto al resto dell'Europa, la Russia era un paese ancora arretrato, prettamente
agricolo.
La peculiarità della Russia, tuttavia, è che è stato un sistema che è evoluto per secoli in una sorta di
immobilismo.
Il nodo era legato al fatto che la figura dello Zar era a capo della sfera politica e religiosa.
È importante che queste restino distinte poiché la sfera della politica è la sfera della discussione e
nasce dall'idea che dialogando si riesca a trovare un compromesso nobile nel quale tutti possano
sentirsi riconosciuti; dunque, la minoranza è depositata di diritti.
Se lo Zar è la figura religiosa e il massimo esponente, non lo si può mettere in discussione e su di lui le
leggi non hanno alcun effetto.
Quel sistema, di colpo, crolla.
Nessuno si aspettava che la rivoluzione Bolscevica sarebbe scoppiata in russia poiché la classe
Proletaria doveva essere forte.
La Russia aveva pochissimi operai, erano tutti contadini, nessuno si sarebbe aspettato sarebbe
successo così.
Si passa da un sistema fondato sull'economia liberista e una forte dose di proprietà privata in cui il
proprietario terriero poteva possedere un contadino, a un sistema collettivista, statalizzato.
È anche una rivoluzione che tocca l'ordine internazionale.
Nella concretezza, il regime comunista sarà strettamente Nazionalista, tuttavia si basa
sull'Internazionalismo.
Lenin porterà immediatamente la Russia fuori dal conflitto, infatti esce dalla guerra non appena
terminata la Rivoluzione d'ottobre.
Non tocca solo la sfera politica, il nome di chi governa, ma la società, l'economia, la diplomazia
internazionale.
Chiudiamo con una cronologia della rivoluzione del 1917:
La prima rivoluzione, quella che depone lo Zar, scoppia a febbraio.
Nel 1917 la Russia sta combattendo da tre anni sul loro fronte Ovest con cibo scarseggiante e sempre
meno Militari che presidiano le città da parte di contadini, parti dell'esercito che osteggiano lo Zar e
prendono il controllo delle principali città russe.
Per i primi mesi a governare sono partiti moderati, "centristi".
L'obiettivo dei governi L'vov e Kerenskij (ad agosto) è quello di modernizzare e occidentalizzare la
Russia per democratizzare le strutture politiche, il secondo obiettivo invece è quello di proseguire la
guerra poiché se vuoi occidentalizzare il paese non devi inimicarti le nazioni di cui sei alleato, dunque
l'obiettivo è quello di proseguire lo sforzo bellico.
Ad Aprile il Principale Leader Comunista (Lenin), che era fuggito dalla Russia, viene fatto rientrare in
patria dalla Germania.
Appena rientra, nell'aprile del 17, pubblica le "Tesi di Aprile", manifesto in cui spiega come l'allora
attuale governo (L'vov) dovesse essere abbattuto, e fosse dunque necessaria la rivoluzione comunista.
Tra l'agosto e il settembre del 1917 ci sarà il tentativo di rovesciare il governo per riportare al governo
lo Zar, questo induce Lenin e gli altri capi ad agire.
Nell'ottobre del 1917 prendono dunque il controllo con truppe provenienti dai soviet e dalle grandi
città.
Ripartiamo da dove ci siamo interrotti ieri, il 1917 e la presa del potere dei Bolscevichi.
Il primo passo che segue questa rivoluzione sono due decisioni immediate prese da Lenin:
- Decreto sulla Pace (Risponde al progetto di Lenin di una pace giusta senza annessioni né indennità.
"Usciamo dalla guerra, avviamo le trattative di pace con la Germania" [dureranno mesi, porteranno la
Russia a dover cedere una parte ampia del proprio territorio]. Francesi e Inglesi non ne sono contenti
dal momento che porta un costo bellico importante sulle loro spalle)
- Decreto sulla Terra (forma epocale che cambia radicalmente il contesto della cultura russa perché
abolisce i latifondi. Fatto per mutare gli equilibri sociali dello stato zarista e per entrare nelle grazie dei
contadini, guadagnandosene la fiducia. Il potere comunista approva questa legge con l'obiettivo delle
elezioni che Lenin indice per il novembre del 1917)
A Novembre ci sono le elezioni. I partiti sono diversi, riconducibili a tre gruppi principali:
- Comunisti
- Socialisti Rivoluzionari (partito radicato soprattutto nelle campane)
- Menscevichi, altri partiti più filo occidentali
I Bolscevichi perdono al 24% dei voti.
Il primo partito sono i Socialisti Rivoluzionari, un partito fortemente radicato nelle campagne come
abbiamo detto, che non si limitava a dire che la terra verrà razionalizzata, ma dice che sarà distribuita
ai contadini.
Queste elezioni saranno uno smacco per Lenin.
Perciò lui e i Bolscevichi occupano il parlamento con le armi e dicono "Vi si
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