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Storia contemporanea

Giovedì 26 febbraio 2026

Il corso vuole esaminare le principali questioni storiche del 900 in una prospettiva europea nella quale ovviamente guarderemo con particolare attenzione all'Italia.

Allora questa prima slide è un po', diciamo così, un riassunto molto stringato delle principali fasi della storia dell’Europa del 900: Repubblica di Weimar eccetera. Però, diciamo, quello che mi interessa a me di questa periodizzazione è una prospettiva di interpretazione di tutta la storia novecentesca, che vuol dire che tutta una serie di storici alla fine del 900 si sono chiesti: ma che cosa è stato questo 900? Come lo possiamo riassumere? Che cosa ha rappresentato? Quali sono state le fasi più importanti? Come possono essere in qualche maniera declinate e definite le frasi più importanti?

Tra i vari storici che hanno fatto questo tipo di riferimento, sicuramente quello che ha avuto maggiore successo è Hobsbawm, che è uno storico inglese, era morto qualche anno fa, che è stato quello che ha coniato il termine secolo breve, che ha avuto molto successo appunto.

Che cosa diceva? Molto, come dire, sinteticamente, diceva che secondo lui il secolo era iniziato nel 1917 ed era finito nel 1992. Vediamo subito che c'è uno sfasamento, nel senso che Hobsbawm non dice che il secolo inizia nel 1914, che è la data della Prima guerra mondiale, quindi non fa iniziare il secolo nel 1914, cioè dalla Prima guerra mondiale, ma fa iniziare il 900 tre anni dopo, nel 1917, che è l'anno della Rivoluzione russa.

Perché secondo Hobsbawm, più che l'inizio della Prima guerra mondiale, è importante partire dalla Rivoluzione russa, perché la Rivoluzione russa è quella a partire dalla quale si costituirà l'Unione Sovietica. L'Unione Sovietica sarà uno Stato che morirà appunto alle soglie del 1992. Quindi secondo Hobsbawm il tratto caratteristico più importante del secolo breve sono gli anni attraversati dalla nascita e dalla morte dell'Unione Sovietica.

È molto, come dire, condivisibile come punto di vista, perché l'Unione Sovietica è stata fino appunto alla sua fine uno dei due poli fondamentali del mondo novecentesco, opposto all'altro polo, cioè gli Stati Uniti. Ora gli Stati Uniti sono rimasti e l'Unione Sovietica non più; al posto dell'Unione Sovietica, cioè, ci sono i vari Stati che componevano l'Unione Sovietica, in primis la Russia, che noi oggi conosciamo soprattutto per la guerra russo-ucraina.

Allora, qual è il punto che anche qui ci deve aiutare a capire l'oggi? La fine dell'Unione Sovietica è stata la fine del bipolarismo. Dalla fine della Seconda guerra mondiale fino agli anni 90 il mondo era, molto teoricamente parlando, diviso in due. Da una parte c'era l'Unione Sovietica con la sua politica, la sua visione ideologica, la sua visione economica, il suo modello, il famoso modello sovietico, e tutta una serie di Paesi satelliti dell'Unione Sovietica.

Dall'altra parte c'erano gli Stati Uniti, portatori di altri valori, di altri principi, di un mercato diverso, con tutta una serie di altri Paesi legati agli Stati Uniti, compresa l'Italia. Venuta a mancare l'Unione Sovietica, sono rimasti in piedi gli Stati Uniti e fino a poco tempo fa l'egemonia mondiale degli Stati Uniti non era stata rimessa in discussione.

Che vuol dire? Vuol dire che gli Stati Uniti, venuto a mancare il principale antagonista, erano diventati, diciamo così, il principale Paese, il più importante Paese, il Paese motore del mondo. Ora non è più così. Quello a cui noi stiamo assistendo è anche in parte legato al fatto che gli Stati Uniti stanno cominciando ad avere altri antagonisti e quindi l'equilibrio con cui abbiamo vissuto, diciamo così, più o meno pacificamente dal 1992 ad oggi si sta rompendo.

E infatti ritornano a galla le guerre, ritornano a galla rischi di ulteriori guerre, si sta ricominciando a parlare di riarmo, si sta ricominciando a parlare di eserciti, si sta ricominciando a parlare di tutta una serie di questioni che noi avevamo abbandonato e pensavamo di avere abbandonato per sempre nel 1992. E in realtà non è più così.

Per questo vi dico: per capire l'oggi è importante capire la storia, cioè noi stiamo vivendo in un periodo storico in cui stanno avvenendo gruppi che stanno avvenendo per la rottura di un equilibrio, o di un potenziale equilibrio, o comunque di un equilibrio temporaneo. Quindi 1992.

Quindi l'Unione Sovietica è uno Stato che caratterizza fortemente il 900, però ci sono all'interno di questa periodizzazione del secolo breve altre periodizzazioni importanti che possono esserci utili per aiutare a capire.

Le guerre mondiali

  1. La prima è partire dalle guerre, capire il 900 partendo dalle guerre mondiali. La Prima guerra mondiale va dal 1914 al 1918, per l'Italia dal 15 al 18.
  2. La Seconda guerra mondiale va dal 39 al 45, per l’Italia dal 40 al 45.

Queste guerre hanno fortemente caratterizzato il 900, sono guerre completamente diverse dalle guerre ottocentesche. Capiremo anche perché, cosa hanno significato e poi per tutto quello che è venuto dopo, soprattutto per tutto quello che è venuto tra la Prima guerra mondiale e la Seconda guerra mondiale.

Perché questo lo vedremo a breve: per come si è conclusa la Prima guerra mondiale, col senno del poi gli storici hanno detto, hanno ritenuto che c'erano tutte le premesse per far scoppiare la seconda, soprattutto rispetto a come è stata gestita la pace con la Germania, di cui si è nutrito abbondantemente Hitler.

Si può dire, qualcuno lo dice, che Hitler e quindi il nazismo sia un prodotto indiretto — nessuno fa mai delle relazioni di causa-effetto nella storia —, che però Hitler sia un prodotto indiretto di come è stata gestita la pace alla fine della Prima guerra mondiale. Tant'è che alla fine della prima c'erano tutte le premesse per far scoppiare la seconda: Germania sconfitta e stessi Stati vincitori, USA, Francia e Inghilterra, che avevano vinto le due guerre.

Questi tre Stati, quando si sono trovati al tavolo della pace alla seconda, hanno cercato di non ripetere gli stessi errori della pace tra la prima e la seconda. Ci sono riusciti: anche qui abbiamo avuto, pur nel clima della guerra fredda, anni di pace, diversi anni di pace. Invece tra la Prima e la Seconda guerra mondiale ci passano giusto 20 anni, potremmo definirli pacifici? No, non sono stati particolarmente pacifici.

Altra specificità del 900 sono: una, l'abbiamo detto, l'Unione Sovietica; la seconda, le due guerre mondiali, che possono essere, come dire, considerate in un unico periodo. Cioè, anziché pensare al 14-18 e al 39-45 come due periodi separati, si può parlare e pensare dal 1914 fino al 1945 come un unico periodo definito guerra civile europea.

L'età dell'oro

Alla fine della Seconda guerra mondiale, gli anni che vanno dal 45 al 73, età dell’oro, perché un'Europa uscita dalle due guerre, sulle macerie e sulla povertà con cui tutti gli Stati uscivano dalla Seconda guerra mondiale, sono riusciti a risollevarsi e a costruire delle cose importanti da un punto di vista economico e sociale, ad esempio il welfare.

Il welfare è lo Stato che in cambio delle tasse garantisce determinati servizi: sanità pubblica, scuola pubblica, trasporti. Si paga sì, ma in una percentuale inferiore rispetto a se fosse erogato dal privato. Perché la sanità pubblica è in forte sofferenza? Il welfare era quello che ci ha garantito diritti a prezzi accessibili, quindi le tasse devono essere commisurate ai servizi.

La guerra fredda

Ultima divisione è quella che va dal 1946 al 1992: quelli sono gli anni della guerra fredda, che non a caso coincidono con la fine del secolo breve. Finiscono entrambi nel 1992 perché finiscono con la morte dell'Unione Sovietica.

Conclusa la Seconda, emergono due potenze, URSS e USA. La Seconda guerra infatti si conclude nella parte orientale del mondo, in particolar modo in Giappone, bombardate Nagasaki e Hiroshima; in Europa finisce con la caduta di Mussolini e Hitler qualche mese prima.

Gli USA lanciano le bombe nucleari in Giappone, l'Unione Sovietica a sua volta si doterà di armi nucleari e da lì avrà inizio la guerra fredda, che si combatterà dal 46 al 92 e sarà una guerra basata sulle armi nucleari, fortunatamente mai scoppiata. Quindi significava armarsi fino ai denti come deterrente alla guerra e come garanzia di pace: nessuno poteva prevalere sull’altro.

La parola deterrenza si usa ancora oggi: noi ci armiamo non per la guerra ma per essere temibili, potenti, per non essere attaccati. Poiché l’Europa teme che la Russia non si fermi all’Ucraina e che vada oltre.

La guerra ex Iugoslavia

Fine anni ’90, guerra ex Iugoslavia davanti alla nostra regione, oltre l’Adriatico.

Consiglia per studiare la prof di usare una cartina geografica sotto.

Le date non le chiede, solo le più importanti.

Gli imperi all'inizio del Novecento

Ad oggi non esistono più gli imperi. All'inizio del 900, con la fine della Prima guerra spariscono.

  • C'era l'Impero russo, zar.
  • Impero Germanico/Tedesco.
  • Impero Austro-Ungarico.
  • Impero Ottomano, attuale Grecia, Albania, ex Iugoslavia, Turchia.

Nella fine 800 e inizio 900 ci sono tutta una serie di questioni importanti che vanno a caratterizzare la Prima guerra mondiale.

  • Grande sviluppo economico e tecnologico, che sarà messo al servizio della guerra, quindi della morte. Industrializzazione e tecnologia, importante per come si svilupperà la prima.
  • La nascita della società di massa: tra la fine 800 e inizio 900 non è più una società ristretta e composta da notabilato, ricchi, ceti sociali alti; invece quella di massa ha tanti livelli, tra cui nuovi operai e contadini.
  • Nascerà il movimento operaio e l'estensione del diritto al voto. Prima l'accesso alla cittadinanza, il diritto al voto, non era per tutti, solo persone istruite; istruzione d'appannaggio dei ceti più importanti.

Diritto al voto donne 1946 e nascita Repubblica, referendum Repubblica o Monarchia, 80esimo quest'anno.

Tutti gli uomini, poco prima della Prima guerra mondiale e in parte dopo, ottengono il diritto al voto anche quelli analfabeti; le donne invece devono aspettare 40 anni.

  • Secolarizzazione, cioè società che si allontanano da vincoli familiari, comunità locali, mobilità da campagna a città; si comincia ad essere una maggiore commistione tra persone, il sentimento religioso comincia a calare e a non essere così importante.

Tutto ciò avviene in una forte disparità di genere, diritto al voto, cambiamenti sociali.

Assetti geopolitici prima della Grande Guerra

  • Gli imperi erano strutture di tipo monarchico/autoritario, a capo un Re o un Imperatore, governati con modalità autoritarie. Soprattutto erano estremamente estesi, convivevano in maniera più o meno pacifica una serie di etnie, religioni, caratteristiche culturali diverse; parti di questi si trasformeranno in nazioni.
  • Si contrappone al concetto di Impero lo Stato nazionale, entità più piccola e più omogenea.
  • La stragrande maggioranza dei Paesi europei aveva delle colonie: l’Africa, India eccetera. Per esempio l’Africa apparteneva, suddivisa, a diversi Paesi europei: Francia, Belgio, Inghilterra, Italia, una parte della Somalia, l’Eritrea, Etiopia, indipendente che l’Italia conquisterà tra il 35/36.

Addis Abeba, città dell’Etiopia dove il fascismo ha attuato una strage mostruosa, violenze inaudite. Noi europei avevamo colonizzato interamente l’Africa, Paesi sfruttati in cui abbiamo commesso violenze atroci.

Come si arriva alla Prima guerra mondiale?

L’Impero Ottomano, crollato dopo la Prima, aveva un’infinità di territori sotto il suo dominio, tra i quali importanti la Palestina: dopo la Prima diventerà un protettorato inglese; ne aveva alcuni anche in Europa.

Alleanze prima della Prima guerra mondiale e difficoltà tra gli Stati che hanno portato alla Prima

Triplice Alleanza 1882 - 1915 Triplice Intesa 1904
Alleanza solo difensiva, nascono a natura difensiva e scattava quando venivano attaccati. Cooperazione per contenere la Germania.
Impero Tedesco Inghilterra
Impero Austro-Ungarico Francia
Stato nazionale dell’Italia Impero russo

Per esempio, attuale Patto Atlantico.

Perché scoppia la Prima?

  1. I problemi che i vari Stati europei avevano tra di loro: nel 1914 l'Inghilterra ce l'aveva con la Germania, aveva controllo sui mari che all'Inghilterra non piaceva, controllo totale della Germania.
  2. La Francia ce l'aveva con la Germania, per controllo dell’Alsazia e la Lorena. Tra Francia e Germania, territori ricchi che fanno gola ad entrambi; all'inizio della Prima guerra sono della Germania, con la fine della Prima diventeranno della Francia e dopo con Hitler torneranno della Germania.
  3. L’Italia ce l'ha con l'Austria per via delle Terre Irredente: con l'unità guadagna quasi tutto il territorio che spettava all'Italia, Trento e Trieste in quel momento erano in mano all'Austro-Ungarico, alleata in questo momento.
  4. L’Austria ce l'aveva con la Russia per il territorio serbo, scintilla della Prima guerra, interessa ad entrambi, attualmente autonomo e zona in cui si incontrano Impero Austro-Ungarico, Ottomano e Russo; chi ci vive vuole l'indipendenza e vuole uno Stato nazionale.

Serbia: negli anni precedenti il 1914, la Serbia era uscita come lo Stato slavo più potente dalle guerre dei Balcani, e anche il più temibile, in quanto spalleggiato dalla Russia, la quale osteggiava l'Impero Ottomano perché voleva raggiungere lo sbocco sul Mediterraneo. Nonostante i successi bellici però la Serbia non era soddisfatta e aveva delle mire sulla Bosnia-Erzegovina.

L'appartenenza dell'attentatore e di altri giovani a un gruppo che aveva la sua base operativa in Serbia fa sì che l'Austria-Ungheria mandi alla Serbia l'ultimatum che, di lì a breve, scatenerà la guerra in tutta Europa.

La Prima guerra si origina con Gavrilo Princip

Situazione estremamente delicata, quando il 28 giugno 1914 l'erede al trono austro-ungarico e la moglie vanno in visita a Sarajevo: Princip, studente bosniaco ed esponente del nazionalismo slavo, coloro che volevano l'indipendenza da quei territori attualmente austro-ungarici, uccide Francesco Ferdinando a Sarajevo.

La sua uccisione crea un enorme problema diplomatico tra la Serbia e l'Impero Austro-Ungarico, che dà un ultimatum irricevibile alla Serbia: concessione di venire nel territorio e indagare sulla cellula terrorista che ha causato la morte di Francesco Ferdinando. La Serbia non avrebbe mai accettato, da Stato autonomo, di sospendere la propria sovranità e la Serbia non accetta e scoppia la Prima guerra mondiale.

L’Italia entrerà in guerra un anno dopo però a fianco della Francia e dell'Inghilterra, anziché con la Triplice Alleanza. Il governo italiano fa delle trattative segrete con Francia e Inghilterra, che gli propongono più territori di quelli che gli aveva proposto l'Impero Austro-Ungarico. Oltretutto, visto che era stata l'Austria ad attaccare la Serbia, difensivo, quindi l’Italia poteva rimanere neutrale.

  1. L'origine della Prima guerra è nel nazionalismo, nella volontà dei singoli Stati di prevalere sugli altri; l’Europa unita nasce perché ci sia confronto tra i singoli Stati e non conflitti. Nella logica del nazionalismo avere conflittualità e volontà di espandersi, ritenere la propria nazione superiore alle altre. Nel contesto nazionalista.
  2. Il luogo in cui scoppia la guerra, quella che è stata fino al 92 la Iugoslavia.

I quattro fronti della guerra

  1. Orientale, che oppone Germania e Austria alla Russia.
  2. Occidentale: la Germania alla Francia e Inghilterra, in suo aiuto; l’Austria all’Italia.
  3. Meridionale: Austria contro la Serbia, aiutata dalla Russia.
  4. Dei mari.

Caratteristiche nuove della Prima guerra o Grande guerra

Carattere distruttivo, devastante della guerra grazie alle nuove tecnologie. La Prima guerra mondiale è diventata 1GM dopo la seconda, veniva chiamata Grande Guerra.

  • Prima volta nella storia della guerra che vengono utilizzati gas asfissianti, dai tedeschi. Dopo la Prima saranno vietati ma l’Italia li userà contro l’Etiopia con gli aerei, poiché utilizzati via terra sono pericolosi sia per chi li lancia sia per chi li riceve: l’IPRITE.
  • La prima diventa molto rapidamente da guerra di movimento a guerra di trincea, di stazionamento, che sono cavità scavate nel terreno per centinaia di chilometri, curvate per permettere meno danni con granate, nei quali gli uomini erano costretti a rimanere per giorni interi con cadaveri dei commilitoni affianco.

Gli ufficiali avevano timore che i soldati non sapessero combattere, poiché ignoranti e non motivati a combattere, non avevano spirito patriottico. Le autorità furono durissime e violente e le condanne a morte per diserzione, condizioni di guerra già drammatiche, non furono migliorate perché le autorità furono spietate nei confronti dei soldati.

Infatti dopo la Prima esplosero i manicomi perché gli uomini tornati dal fronte non riuscivano a riavere una vita normale; di questo seppe furbescamente giovarne Mussolini.

  • Concetto di guerra totale, si inaugura con la Prima e più devastante nella Seconda: la distinzione tra fronte di guerra e interno, non si combatte, non esiste più; anche i civili sono investiti dalla guerra, ormai è così per tutte. I bombardamenti cambieranno drammaticamente la guerra, solo 2. Ci fa vedere Guernica di Picasso, città bombardata dai nazisti durante la guerra civile spagnola.
  • Iniziano gli scontri aerei senza bombardamenti, nuovi anche carri armati.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ceciliadagostinos di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Cegna Annalisa.
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