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Modelli di gestione calcio femminile

Storia mondiale del calcio femminile

A differenza del tennis e del basket, il calcio femminile è stato per parecchi anni vittima di un grosso pregiudizio da parte dell’intera società che definiva il calcio come sport praticato unicamente dagli uomini.

Molti sono stati in tutto il mondo i tentativi di far diffondere questo sport.

Nella fine degli anni 80 in Inghilterra nacque la prima squadra calcistica femminile (“British Ladies Football Club”), al quale in breve tempo si unirono trenta giovani donne.

Il calcio femminile però non ebbe nessun incoraggiamento e nessun aiuto da parte delle federazioni britanniche. Sembra che per alcuni le donne nel calcio fossero considerate una minaccia ai valori culturali, storici e maschili del gioco.

Negli anni 20 del 900 un tentativo di nascita c’è stato anche in Francia, ma l’interesse verso il calcio femminile scemò presto con l’introduzione delle prime competizioni femminili di atletica leggera nel programma olimpico.

È tra la fine degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso che il calcio femminile fa la sua ricomparsa, anche questa volta, come qualche decennio prima, sullo sfondo di un’altra trasformazione sociale. Nell’Ovest dell’Europa le donne iniziarono infatti a conquistare un piccolo spazio nel mercato del lavoro, nelle professioni, nell’istruzione, mobilitandosi in massa per rivendicare ed ottenere diritti importanti riguardanti la libertà delle proprie scelte personali.

In Germania, la situazione era più florida. Grazie all’entusiasmo scatenato dalla vittoria tedesca nella Coppa del Mondo maschile del 1954 che coinvolse nella passione calcistica anche le ragazze, nel 1955 nacquero diverse squadre femminili.

In Francia nel 1974 si creò la sezione femminile del club calcistico.

Negli Stati Uniti, a differenza dell’Europa, il soccer non ha avuto difficoltà ad espandersi ed a suscitare interesse tra le ragazze in quanto in America la pratica giovanile è sempre stata, nel sistema scolastico, uno dei riferimenti centrali.

Così i famosi athletics programs delle high school e dei college, fino al 1972 quasi unicamente appannaggio maschile, vengono aperti anche alla partecipazione delle ragazze.

A partire soprattutto dai primi anni Novanta, sospinta dalle prime vittorie della nazionale, la crescita imponente alla partecipazione è fatta anche dalla nascita e della moltiplicazione di club di quartiere amatoriali, organizzati in associazioni autonome come la US Youth Soccer o l’American Youth Soccer Organization, e di Accademy specializzate. Le cosiddette “soccer moms” diventano addirittura un fenomeno sociologico ed elettorale.

Il 1995 è l’anno di una frase destinata a marcare un’epoca. In un documento ufficiale della FIFA compare lo slogan “The future of football is feminine”, che da quel momento diventerà un cavallo di battaglia di Joseph Blatter, al tempo ancora segretario generale del principale organo di governo del calcio mondiale, ma destinato da lì a poco a diventarne il padrone assalito e incontrastato. È il primo a comprendere come anche il calcio femminile possa rappresentare una nuova frontiera di espansione. Il dirigente svizzero si rese anche protagonista di un’idea che suscitò polemiche: «Le calciatrici dovrebbero giocare indossando una tenuta più femminile.

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Storia del calcio in Italia

In Italia, a Milano venne fondato il primo Gruppo Femminile Calcistico a metà febbraio del 1933 ma che durò solamente 9 mesi in quanto fu stoppato dal CONI. Dopo le sue fragili esperienze a Palermo e a Trieste, il calcio femminile riprese nuova linfa nel 1965 a Milano grazie a Valeria Rocchi che era una factotum, svolgeva il ruolo di Presidente, allenatrice, dirigente ed anche arbitro. Da qui il fenomeno si diffuse in tutto il paese.

L’11 aprile 1968 nasceva la Federazione Italiana Calcio Femminile (F.I.C.F.) a Viareggio dove si disputa il primo campionato italiano a due gironi (nord e sud) di cinque squadre ciascuno con partite della durata di 70 minuti.

Nel 1970 alcune società decisero di abbandonare la FICF e firmarono l’atto costitutivo della Federazione Italiana Giuoco Calcio Femminile (FFIGC) con Presidente l’Avv. Trabucco, poi sostituito da Franchi, che l’anno successivo prese anche i contatti con la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) chiedendo il riconoscimento quale entità sportiva oramai pronta all’ingresso nel CONI. Il calcio femminile italiano si frammentò così in più federazioni, ma la FFIGC, insediata a Roma, era molto meglio organizzata: per la prima volta si parlò di Serie A con un unico girone di 14 squadre, e di Serie B suddivisa in quattro gironi per un numero complessivo di 24 squadre; inoltre si fissarono norme sui trasferimenti e ci si pose il problema delle visite mediche. Nel 1972 venne creata la Federazione Femminile Italiana Unificata Autonoma Giuoco Calcio (FFIUAGC) che vide eletto Presidente l’Avv. Trabucco (Vice Presidente l’Avv. Patorno) che terrà tale incarico fino al 1986, anno d’ingresso nella FIGC. Inoltre avvenne l’elezione di un Consiglio Federale formato da un rappresentante per regione.

Con la prima unificazione delle Federazioni venne indetto un campionato di qualificazione a 45 squadre suddiviso in quattro gironi (poi divenuti cinque su richiesta delle società del Sud per ridurre i costi delle trasferte), primo passo per una graduale definizione della scala di valori che nel 1973 avrebbe trasformato la serie B, unico livello regionale. Nel 1983 la Federazione Femminile verrà riconosciuta come aderente al CONI (ricevendo anche un contributo in termini economici) e si cominciarono ad organizzare e rimodulare le strutture dei comitati regionali e provinciali, ai quali verrà affidata l’attività promozionale. In quell’anno furono riformati i campionati che vennero così articolati: un girone unico di serie A formato da 14 squadre, due gironi di serie B da 10-12 squadre (costituito dalle retrocesse dalla massima divisione e dalle seconde, terze e quarte classificate dell’ultimo torneo cadette), sei gironi di serie C interregionale di 8-10 squadre l’uno, infine la serie D regionale (questa organizzazione durerà fino al 1985, anno in cui si disputeranno 2 campionati: il primo da gennaio ad agosto ed il secondo da settembre ’85 a giugno ’86 per adeguarsi alla FICG).

Dalla FIGC alla Divisione calcio femminile

La stagione 1986/87 segnò un'importante svolta per il calcio femminile perché passò sotto l’egida della FIGC. Inserita in ambito della Lega Nazionale Dilettanti, vennero costituite varie commissioni per studiare norme ad hoc per lo sviluppo del calcio femminile.

Di rilievo è stato nel 1997 l’elezione del Presidente della prima Divisione Calcio Femminile nella persona di Natalina Ceraso Levati. Nei suoi dodici anni di gestione (tre mandati) ha raggiunto molti obiettivi:

  • Le squadre partecipanti ai campionati nazionali sono aumentate;
  • È stato creato il Campionato Primavera per spingere le società a puntare sul settore giovanile;
  • È stata istituita la Italy Women’s Cup (2003), una competizione internazionale ospitata a turno dalle varie regioni d’Italia disputatesi fino al 2008 con prima edizione che si giocò in Sicilia.

Nello stesso anno è stata creata anche la Supercoppa.

Sempre sotto l’ala di Levati, nei primi anni 2000 vennero predisposti i loghi della Divisione da apporre sulle maglie delle squadre e, addirittura nella stagione 2005/06 fu creato il primo pallone ufficiale realizzato dalla ditta Errea.

In sostituzione della Levati ci fu Padovan, ma la sua carica durò poco a causa della trasformazione da Divisione a Dipartimento che rappresentò un momento politico federale di crisi. Con la Divisione Calcio Femminile il suo Presidente era un membro del Consiglio Federale (Levati e successivamente Padovan) ed aveva una sua autonomia organizzativa e un budget dedicato, anche le singole società dei campionati nazionali, votando all’assemblea federale, avevano un peso politico. Con la trasformazione tutto ciò va perduto, rappresentando un notevole passo indietro nell’importanza del calcio femminile all’interno del sistema federale.

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Il 2015 e le nuove società femminili

L’anno 2015 è stato un anno ricco di minacce, dissensi e persuasioni varie nei confronti delle calciatrici, tant’è che si rifiutano di farsi premiare nella finale di Coppa Italia del 26 maggio, dai rappresentanti della Figc presenti, con le perdenti che premiano le vincenti.

Viene creato il Comitato Esecutivo organo operativo per le decisioni strategiche promuovendo gli accordi economici pluriennali, fondo di solidarietà, tutela parziale della maternità, investimento annuale di 500.000 euro per lo sviluppo.

La prima società a sfruttare la possibilità è stata la Fiorentina, che nel luglio 2015 crea la Fiorentina Women’s, acquisendo il titolo dell’A.C. Firenze precedentemente militante in Serie A, ed esistente dal 1979.

Nello stesso periodo anche la Lazio con Presidente Lotito, per salvare dal fallimento la società biancazzurra oberata dai debiti causa la scellerata gestione precedente, e per non perdere il diritto a giocare nella serie B Nazionale, ma poi nessun investimento rilevante tale da caratterizzare una crescita sportiva.

La Reggiana femminile, con la conferenza stampa tenutasi al Mapei Stadium in cui la dirigenza del Sassuolo annuncia di aver avviato la collaborazione con la dirigenza granata che gestirà in prospettiva le future attività.

Nella stagione di serie B 2016/17 si presenta con una nuova maglia azzurra abbandonando il tradizionale granata e, dalla quarta giornata è diventata a tutti gli effetti Sassuolo C.F.; un inizio non ben accolto dai tifosi granata maschile facendo ritrovare dei chiodi in campo ed un portone sigillato durante un match contro il Vittorio Veneto.

Anche l’Empoli ladies è nata nello stesso periodo con l’acquisizione del titolo sportivo del Castelfranco Calcio Femminile.

Queste novità cominciano a “fare notizia”, nell’ambiente calcistico maschile che inizia a vedere come con passione, determinazione e volontà abbinata a coraggio si riesca a fare calcio di buon livello.

Juventus Women e crescita mediatica

Grazie alla Juventus nella stagione 2016/17 abbiamo un vero sconvolgimento ottenendo un interesse mediatico mai ottenuto in passato dal movimento del calcio femminile italiano.

La Juventus Women, nasce ufficialmente il 1° luglio 2017 rilevando il titolo sportivo del Cuneo, che militava in Serie A, e da qui ripartiranno le ragazze bianconere.

Nella prima stagione vince lo scudetto conquistandolo contro il Brescia ai rigori.

L’uniforme di gioco è identica a quella indossata dalla formazione maschile e, dopo il rifacimento del logo maschile anche le ragazze hanno creato un secondare logo dedicato a loro con il pittogramma «J» abbinato sul lato destro alla denominazione commerciale Juventus Women.

Dall’estate del 2018 utilizza le strutture del JTC di Vinovo, dove disputa anche le partite casalinghe sul «Campo Ale & Ricky» dello Juventus Training Center.

Chievo, Atalanta e stagione 2018/19

Nella stessa estate nascono anche le collaborazioni tra il Fimauto Valpolicella ed il Chievo e la società femminile del Mozzanica con l’Atalanta.

Nel lato Veronese grazie al Presidente Luca Campedelli acquisisce il 51% delle quote diventando socio di maggioranza dopo la promozione in Serie A conquistata sul campo dalla ragazze. Il rapporto tra i due club si rafforza, e dalla stagione successiva 2018/19 cambia nome, diventando Società Sportiva dilettantistica ChievoVerona Valpo militante in serie A.

Mentre a Bergamo, la FCF Mozzanica nata nel 2004, dopo la promozione in serie A nella stagione 2009/10, a Settembre 2017 annuncia l’apparentamento con l’Atalanta rimanendo iscritta al Campionato come A.S.D. Mozzanica, nonostante il cambio di denominazione in Atalanta Mozzanica Calcio Femminile dilettantistica.

La stagione 2018/19 è di forte impatto mediatico e di interesse; nello Juventus College, progetto rivolto ai ragazzi del settore giovanile che studiano al Liceo Sportivo, con lezioni calibrate sulle esigenze degli allenamenti, per la prima volta c’è anche la presenza di studentesse calciatrici: 83 sono iscritte in prima classe, 3 in seconda e 1 giocatrice della prima squadra in quinta (Sofia Cantore).

Roma, Milan, Inter e altri progetti

Nell’estate del 2018 altre due big maschili acquisiscono il titolo sportivo delle realtà femminili esistenti: AC Milan e AS Roma ed all’ultimo momento anche l’Hellas Verona.

La Roma nasce il 1 Luglio 18 non vantando nessun legame con il club maschile; rileva il titolo sportivo della Res Roma nel frattempo disimpegnatosi dall’attività, permettendo alle neonate giallorosse di iscriversi direttamente alla serie A. L’uniforme di gioco e lo stemma sono identici a quegli indossati dalla formazione maschile.

Anche la città di Milano ha avuto più di una squadra femminile che riprendesse il nome della società rossonera maschile e i colori, come l’Associazione Calcio Femminile Milan 1965 o l’Associazione Calcio Femminile Milan 82 o la Football Milan Ladies 2013, nessuna di queste società ha mai avuto alcun legame inerente al club maschile, che ha istituito la propria squadra femminile l'11 giugno 2018, acquistando il titolo sportivo dell’A.C.F. Brescia Calcio Femminile.

Per l’acquisizione è stato rilevato solo il titolo sportivo, non l’intera società; così, l’ACF Brescia che terminando 2° aveva conquistata la partecipazione alla UEFA Women’s Champion’s League, ha continuato la sua attività iscrivendosi al campionato regionale di serie C in Lombardia mantenendo stessa denominazione e matricola. Ciò ha determinato l’impossibilità per le rossonere di giocare in Europa perché era stata depositata la matricola del Brescia, non quella del Milan; e per inserirsi in champions doveva acquisire la maggioranza stessa della società bresciana (dal 51% in su).

Sempre a Milano l'Associazione Sportiva Dilettantistica Femminile Inter Milano era una società calcistica italiana di Milano nata nel 2009 dalla fusione dell'A.F.C. Le Azzurre di Abbiategrasso 1982 e l'A.S.D. Femminile Romano di Corsico 2006.

Nel 2009 l'A.C.F. Inter e la l'A.S.D. Femminile Romano si fondono e nasce l'A.S.D. Femminile Inter Milano, che partecipa al campionato di Serie B 2009-2010 per poi conquistare successivamente la serie A2.

Al termine della stagione 2012-13 l'Inter Milano, vincendo il girone C di Serie A2, ottiene la storica promozione in Serie A, retrocedendo immediatamente nella serie cadetta.

Il 23 ottobre 2018, a campionato di Serie B già iniziato, il neoeletto presidente FIGC Gabriele Gravina ha deliberato, in accoglimento dell'istanza congiunta, di attribuirne il titolo sportivo all'F.C. Internazionale Milano che ha acquisito così prima squadra e squadra Primavera.

Anche a Cittadella è nato il Lady Granata Cittadella, club frutto della fusione tra l’ASD Femminile Bassano e la Pro San Bonifacio Femminile.

La società è supportata dall’AS Cittadella tramite un “Accordo di Licenza” previsto dalla FIGC ed affronta il campionato di Serie B mantenendo il titolo della Pro San Bonifacio. Le ragazze scendono in campo con le stesse divise ed il materiale tecnico del Cittadella maschile.

Progetto che dedica attenzione anche al settore giovanile, che si avvale della collaborazione di Melania Gabbiadini, ex calciatrice azzurra con oltre 100 presenze in nazionale.

A Genova nasce il Genoa Women, nato dall’affiliazione tra il Genoa CFC e la Lavagnese, agevolata dalla norma federale emanata con lo specifico obiettivo di dare maggiore impulso allo sviluppo del calcio femminile in Italia e per favorire l’apparentamento di club femminili con società professionistiche maschili. Il Genoa Women è l’unico club femminile ligure.

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Storia dei mondiali

La FIFA Women's World Cup ha cadenza quadriennale ed il primo, denominato Women's World Championship, fu disputato nel 1991.

  • 1991 Il torneo inaugurale venne ospitato dalla Cina e vi presero parte 12 squadre nazionali. Venne dominato dagli Stati Uniti.
  • Nell'edizione del 1995 fu la stessa Norvegia a dominare il torneo, rifacendosi della sconfitta patita quattro anni prima. Hege Riise venne nominata dalla FIFA Golden Ball (Pallone d’oro).
  • Nel 1999 fu disputato negli Stati Uniti d'America e vide la partecipazione di oltre 650.000 spettatori, con tutte le gare trasmesse in televisione. Il numero di nazionali partecipanti fu alzato da 12 a 16 squadre, protagoniste assolute del torneo furono la nazionale vincitrice USA e la Cina, finaliste davanti ad pubblico di 90.185 spettatori giocata al Rose Bowl di Pasadena. Miglior calciatrice del torneo risultò l’attaccante cinese Sun Wen.
  • L'edizione del 2003 venne spostata pochi mesi prima dell'inizio negli USA, a causa del pericolo legato all'epidemia di SARS. La Germania guidata da Birgit Prinz, dominò il torneo, vincendo il titolo senza subire alcuna rete.
  • La quinta edizione si disputò in Cina nel 2007 dove vinse ancora la Germania e fu protagonista nella finale in cui batté il Brasile 2-0, concludendo il torneo senza subire reti e diventando la prima nazionale a vincere due titoli consecutivi. Miglior calciatrice Marta Vieira da Silva, Classe 1986, indossa il numero 10 del Brasile, i suoi piedi la rendono una fra le giocatrici più forti del globo: controllo di palla eccezionale e giocate ad alta velocità.
  • Nella sesta edizione del 2011 la FIFA mantenne a 16 il numero di nazionali partecipanti, respingendo la proposta di allargamento a 24. Il torneo si chiuse con la finale vinta
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vice.infantino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia e analisi del calcio femminile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Posca Domenico.
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