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Periodo arcaico, poleis e colonie

A partire dal Periodo Arcaico, la ripresa dei commerci e il progressivo sviluppo delle poleis come organismi autonomi ed indipendenti hanno portato ad un forte incremento demografico e a un benessere generale. Tuttavia, inizia a maturare la consapevolezza che un accrescimento eccessivo della popolazione avrebbe in breve finito per compromettere i difficili equilibri economici, politici e sociali al suo interno. Per evitare questo si pensò alla fondazione di nuove città. Nascono così le colonie. Già a partire dal VIII secolo a.C., e più diffusamente nel VII, la spinta si rivolse a Oriente verso il Mar Nero e l’odierna Turchia, a Occidente sulle coste mediterranee, in particolare Spagna, Francia e nelle regioni meridionali dell’Italia. In particolare quest’ultima verrà denominata la Magna Grecia. Proprio in questi secoli sorgono nelle ricche e potenti poleis le prime costruzioni architettoniche basate sulla proporzione delle misure e sull’armonia delle forme.

La struttura che senza dubbio rappresenta lo spirito greco è il tempio, dimora terrena degli dei. Le proporzioni sono talmente armoniose e forme così semplici e razionali da risultare sempre perfettamente equilibrati.

1 Vedi approfondimenti su templi e ordini architettonici.

Guerre persiane e primato di Atene

Il VI secolo a.C. fu segnato dalle famose guerre persiane tra Grecia e Persia. Quest’ultima, dopo aver assoggettato l’Asia Minore, aveva intenzione di sottomettere tutto il Peloponneso e quindi le città ioniche. La battaglia di Salamina del 490 a.C. segnò la definitiva vittoria dei Greci e il primato della città di Atene. La vittoria non fu solo militare. I Greci, infatti, diffusero anche una nuova visione del mondo, che si dimostrava capace di pensiero autonomo e costruttore del proprio destino e che, in opposizione alla visione assolutistica del monarca, credeva nelle regole del vivere civile e nella democrazia. Il momento più alto della storia di Atene si ebbe quando le sorti della città vennero rette da Pericle nel V secolo a.C., uomo di grande cultura, artefice dello sviluppo economico, culturale e politico della città.

Acropoli di Atene

L’Acropoli sorge sulla rocca più alta della città in cima ad una collina alta 156 m e di Atene visibile da diversi chilometri di distanza. Ci troviamo quindi nella “città alta", ovvero la parte più antica, dove sorgono gli edifici più significativi in onore dei mitici fondatori di Atene. Le antiche fortificazioni, le costruzioni, gli edifici templari e le statue risalenti al VII secolo a.C. furono distrutti durante l'occupazione persiana del 490 a.C. I primi sforzi ricostruttivi degli ateniesi si concentrarono sulle opere di maggiore utilità. Con Temistocle venne sistemato e reso più monumentale il miceneo, ovvero l’ingresso all’acropoli. Inoltre finanziò la costruzione di un nuovo tempio a fianco del vecchio tempio di Atena Polias, quello che viene chiamato pre-Partenone. Quando i persiani tornano alla carica intorno al 480 a.C., rasero al suolo l’acropoli, interrompendo i lavori sia del pre-Partenone sia del nuovo propilon. Le mura e i bastioni furono ricostruiti sotto il governo di Temistocle e di Cimone, mentre durante l'epoca di Pericle, per celebrare la vittoria sui Persiani e il primato politico, economico e culturale di Atene, fu realizzata la ricostruzione dell'acropoli, con la costruzione del Partenone, all'interno del quale fu eretta una statua colossale di Atena Parthenos, realizzata da Fidia e oggi perduta, dei Propilei e in seguito dell'Eretteo e del Tempio di Atena Nike.

Partenone

Il Partenone è sicuramente il monumento più importante dell’Antica Grecia. Esso è il capolavoro assoluto dell’architettura greca. Il Partenone sorge nell’area meridionale dell’Acropoli, nel cuore della città di Atene. Il tempio è dedicato alla Dea Atena. Il nome “Partenone” si riferisce all’epiteto “panthenos” della Dea, che indica il suo stato di vergine e nubile, nonché al mito della sua creazione per partenogenesi ad opera di Zeus. Ogni edificio sacro era situato all’interno di un territorio consacrato, delimitato da una parte introduttiva, il propileo. Purtroppo, se nella sua pre-esistenza il Partenone era il tempio di Atena, nel corso dei secoli il tempio è diventato una rovina totale e, dopo, l’era cristiana, è stato trasformato in chiesa. Sotto gli Ottomani diventò una moschea. I Turchi ne fecero anche un deposito di polveri da sparo durante lo scontro con i Veneziani nel 1687. Proprio in quest’occasione l’Eretteo, altro tempio in stile dorico-ionico dell’Acropoli, saltò in aria durante la guerra. Nel XVIII secolo il Conte di Elgin trasportò in Inghilterra gran parte delle metope, oggi al British Museum. Soltanto nell’epoca del nazionalismo, quindi nel 1800, si iniziò a valorizzare il patrimonio artistico e iniziarono i lavori di restauro.

2 Dal greco παρθένος, «vergine» e γένεσις, «nascita», ovvero riproduzione verginale, è una riproduzione che avviene senza fecondazione.

3 I greci non erano rigidamente accademici, ma adoravano creare un mix che comprendeva più ordini.

Fasi di costruzione del Partenone

Si è iniziato a fondare il Partenone dopo la vittoria dei greci a Maratona. Il quadro storico è quello delle guerre persiane. La costruzione può essere suddivisa in 3 fasi che vanno dal 447, anno di inizio lavori, al 438 a.C.:

  • I. 480 a.C.: Fine delle guerre persiane e costruzione del primo Partenone;
  • II. 432 a.C.: Gli architetti Cimone e Callicrate creano le colonne e portano avanti la piattaforma;
  • III. Pericle e Ictino eliminano i predecessori, dilatano gli intercolumni, i quali vengono schermati con dei cancelli, e rendono il Partenone un monumento atipico, costruendo 8 colonne sul fronte rispetto alle classiche 6.

4 Spazi tra le colonne.

Struttura e caratteristiche architettoniche

Il Partenone è un tempio periptero e octastilo, costruito sotto iniziativa di Pericle dagli architetti Callicrate, Ictino e Mnesicle, a seguito di un progetto già avviato da Callicrate sotto Cimone. La supervisione spettò a Fidia, dirigente sommo, epískopos, di tutti i lavori: di Fidia fu la concezione della decorazione figurata, la creazione dei modelli, l'organizzazione dell'officina e il controllo della realizzazione con intervento personale nelle parti più impegnative. Il Dio stava nel nàos, cella, inaccessibile agli uomini che potevano solo dedicarsi alla divinizzazione. Soltanto le sacerdotesse potevano entrare nell’opistodomo, la stanza posta dietro la cella, e qui si conservavano i doni per Atena. Il Partenone è realizzato completamente in marmo pentelico, estratto dalle cave del Monte Pentelico, modellato in cantiere e poi caricato su un macchinario, e poggia su un basamento di tre gradini. Per l’estrazione si sfruttava la capacità di dilatazione dell’acqua. Anche da questo si vedeva la capacità di un “architetto”. La trabeazione è tipicamente dorica, con architrave, tenia e fregio composto da metope e triglifi, formelle di pietra a tre incavi, bassorilievi e scanalature. Architrave e fregio presentano stessa altezza. Il fregio esterno è in stile dorico, mentre il fregio interno del pronàos, prima del nàos, è continuo un stile ionico. Si evince la compresenza di due stili, anche se prevale il dorico. Le colonne in stile dorico sono alte circa 10,5 m con un diametro di base di circa 2 m. In totale sono 48, di cui 17 per lato e 8 su ogni fronte. Il Partenone presenta delle anomalie, quali il perimetro della pianta, le colonne e l’alternanza dei due stili.

5 Una delle conclusioni delle esperienze arcaiche fu che il tempio in cui si definisce un rapporto numerico di equilibrio tra il lato corto e il lato lungo dell'edificio tiene conto della regola che le colonne del lato lungo dovevano essere il doppio più uno rispetto a quelle della facciata.

6 Il Partenone sostituì il Pre-Partenone che era stato distrutto dai Persiani nel 480 a.C., al tempo di Serse, guerre persiane. Come la maggior parte dei templi greci, il Partenone fu utilizzato come tesoreria e, per qualche tempo, servì come tesoreria della lega di Delo, che diventò, successivamente, l'Impero ateniese.

Vedendo la pianta del pre-Partenone notiamo come originariamente si trattasse di un tempio tipicamente periptero risente ancora della tradizionale forma arcaica allungata. Il doppio porticato delle facciate, doppiamente in antis, accresceva il senso di profondità spaziale del tempio. Tutto questo ampliamento delle parti era motivata dall'idea di inserire all'interno della cella la grande statua di Atena parthenos, che aveva costruito Fidia, si tratta di una statua di straordinaria ricchezza, circa 19 metri, che era realizzata con la tecnica crisoelefantina, cioè una tecnica che consiste nel creare una sorta di impalcatura che veniva ricoperta di oro e avorio. L’architetto Ictino, attraverso la costruzione di questo tempio, si propone di costruire un tempio che si presentasse visto dall'angolo come una figura perfettamente cubica, resa possibile anche dal fatto che la disposizione delle colonne permetteva di vedere i lati dell’edificio perfettamente compatti. Ictino per fare ciò decide di utilizzare un sistema proporzionale che lega simultaneamente la larghezza, la lunghezza e l’altezza. Le colonne sembrano sovrapporsi le une sulle altre e viste lateralmente danno l'idea di una superficie continua.

Altri elementi innovativi sono innanzitutto è evidente la scomparsa della tozzezza, infatti il rapporto tra il diametro di base e l’altezza è di 1:5,4, risulta quindi piuttosto snella; questo slancio frontale è accresciuto dalla presenza di un secondo giro di colonne che poggiano non direttamente sullo stilobate ma su due gradini che visti dall’esterno danno un maggiore slancio in altezza, accresciuto anche dalle differenza di diametro di circa 6 cm. La trabeazione è in rapporto armonico con l’altezza delle colonne. Impressionante è anche dalla presenza di un soffitto a cassettoni di marmo con fiori gialli su sfondo blu, come ci descrive Pausania. Nel Partenone le colonne interne vengono disposte in maniera tale da formare una sorta di U, creando intorno alla statua della dea quasi un baldacchino, un monoptero o una peristasi interna, sono degli elementi che servono ad esaltare la statua della dea. Quindi l’impressione di assoluta perfezione è stata ottenuta grazie alla composizione tra i singoli elementi e grazie al sapiente uso di correzioni ottiche appena percepibili, necessarie per armonizzare la veduta del monumento all’occhio umano. Alcuni esempi di correzioni ottiche sono il basamento, che ha un’arcuatura di circa 7 cm su 70 m, i fusti delle colonne, che sono leggermente rigonfi a 2/3 dell’altezza e lievemente piegati verso il centro dell’edificio, e le colonne degli angoli, che sono leggermente maggiori e ravvicinate rispetto alle altre.

Propilei

I Propilei, “ciò che sta davanti al cancello”, furono commissionati da Pericle e risalgono al 437-432 a.C. Lo scoppio della guerra del Peloponneso li lasciò incompleti. Essi rappresentavano l'ingresso monumentale alla zona templare. Il progetto presenta un perfetto criterio di simmetria, con asse di simmetria corrispondente all’asse della strada delle processioni. Furono progettati da Mnesicle, allievo di Ictino, usando lo stesso marmo del Partenone, ma furono molto più costosi. La difficoltà di realizzare una costruzione simmetrica era data dalla forte pendenza del sito e dal muro di contenimento preesistente che seguiva il profilo irregolare delle pietre. Fu costruito come un portico dorico esastilo, che porta a un imponente atrio colonnato. Il fregio e le colonne esterne sono perciò in stile dorico. I due frontoni sono a livelli diversi. L'interno era diviso da una parete a cinque porte in due vestiboli dei quali l'occidentale è il più ampio e ha tre navate separate da due file di tre colonne ioniche. Attraverso la navata centrale passava la via che conduceva agli edifici sacri. Il passaggio presentava oltre a colonne ioniche, un ricco soffitto a cassettoni in marmo, dipinto con stelle dorate su fondo azzurro. Il raccordo dei tetti tra il portico d'ingresso e il colonnato, posti a livelli diversi, fu risolto costituendo un'unica copertura, come se il portico fosse un avancorpo dell'atrio principale. Inoltre sul fronte occidentale furono costruite due ali laterali colonnate, più basse del portico, e le due trabeazioni, a diversa altezza, vennero collegate con una prosecuzione continua di quelle delle ali laterali verso il corpo principale. Un elemento peculiare di questo edificio è la presenza dell'ordine ionico al suo interno, in particolare 6 colonne sono collocate lungo il percorso che veniva attraversato durante la processione. Inoltre come nel Partenone troviamo una nuova concezione di spazio interno e anche l'intenzionalità di realizzare delle facciate molto compatte dal punto di vista della peristasi.

Tempio di Atena Nike

Il Tempio di Atena Nike, o “vittoriosa in battaglia”, si trova nella parte occidentale dell’Acropoli di Atene, in prossimità dei Propilei. Esso era inglobato in una fortificazione al tempo dei Turchi. È riemerso quando sono state abbattute le mura. Da qui il suo aspetto “fresco”. Il progetto dell’edificazione del tempio è molto antico, tanto è vero che il progettista è Callicrate. Questo primo progetto, ipotizzato prima della costruzione dei propilei, prevedeva un tempio anfiprostilo tetrastilo molto allungato. Dopo la morte di Pericle il tempio, per essere costruito, dovette subire delle modifiche a causa della presenza dei propilei. Questo primitivo impianto venne accorciato, quasi a creare un ambiente quadrangolare, e si cerca di dargli importanza realizzando un tempio tetrastilo anfiprostilo che dia l'impressione di un tempio più grandioso di quanto in realtà non sia, si ha la sensazione di un tempio periptero che in realtà non è. Come per il Partenone, anche in questo caso venne usato il marmo pentelico. L’ordine, subito comprensibile dal capitello, è ionico. Le volute dei capitelli centrali sono paralleli, mentre quelli dell’angolo sono ruotati di 45°, che comporta maggiore visibilità e vivacità. Il fregio della trabeazione è continuo, scolpito e dipinto su tutti e quattro i fronti. Le basi sono con un unico toro ed un unico scavo. Dunque le basi non sono semplicemente ioniche, ma ioniche-attiche di influenza asiatica. La colonna ad angolo è impostata di fronte al muro. Anche qui, con questa variatio degli stili, si evince come l’architettura classica sia elastica e poco accademica.

7 Con il tempio di Atena Nike si assiste all’apparizione ufficiale dell’ordine ionico dell’Acropoli, inaugurando l’architettura ionico-attica, con una nuova base che risulta essere tripartita, anziché bipartita, inoltre questa ripartizione si trasmette anche sulle pareti laterali.

Eretteo

L’Eretteo risale al 430 a.C. Presenta una pianta molto particolare che ricorda la suddivisione delle celle interne. Non presenta alcuna simmetria, infatti abbiamo un corpo centrale al quale si affiancano altri edifici che vivono tutti di una vita autonoma, a nord un portico settentrionale e a sud il portico delle cariatidi. Questi tre edifici sono gli uni diversi dagli altri perché hanno un'altezza diversa. In ordine di altezza troviamo il corpo centrale, poi il portico settentrionale ed infine la loggia delle cariatidi. La facciata principale è ionica e richiama il tempio di Atena Nike per via della base attica, che però si differenzia per in quanto le proporzioni e l’esecuzione sono più raffinate, infatti il toro non è liscio ma è scolpito e scanalato; il fusto della colonna è molto più slanciato. Il portico settentrionale presenta caratteristiche simili alla facciata in ordine ionico con soffitto cassettonato. Per il portico delle Cariatidi viene utilizzato un fregio tipico dell'area ionica, ovvero un fregio a dentelli, per non gravare troppo sulla testa delle cariatidi.

Età repubblicana e santuari a terrazze

L’età repubblicana e tardo repubblicana, II e I secolo a.C., vide lo sviluppo di veri e proprio complessi aventi una funzione religiosa. Tutti questi complessi non venivano costruiti ex novo, ma erano frutto di ricostruzioni di luoghi di culto molto antichi. L’assetto si rifà sicuramente alla cultura greco ellenistica per via delle colonie greche presenti nell’Italia meridionale e per gli attivi scambi commerciali tra le due civiltà. Ne risulta dunque un mix, che vede una veste formale architettonica in stile greco con le tecniche costruttive inventate dai romani. La monumentalità veniva favorita dalla presenza dell’asse di simmetria e dal fatto che nella maggior parte dei casi questi complessi sono costruiti sfruttando la pendenza del terreno. Questi vengono infatti definiti anche santuari a terrazze. In queste opere è possibile constatare l’incontro di due culture architettoniche, quella greca, basata sul linguaggio dell’ordine architettonico, che si incontra con la pratica edilizia laziale, che stava mettendo in pratica il sistema spingente.

Santuario di Fortuna Primigenia

Il santuario di Fortuna Primigenia a Palestrina risale al 120 a.C., epoca sillana e dunque II secolo a.C. Venne scoperto solo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il santuario era celebre in tutto il mondo Romano per il culto della Fortuna Primigenia ovvero "prima-nata" dei figli di Giove, ma anche Primordiale e dunque Madre e contemporaneamente figlia di Giove. Il culto era associato all'oracolo che avveniva mediante l'estrazione delle sortes, le sorti, da parte di un bambino che simboleggiava Iupiter Puer, Giove Bambino. L’intero complesso si basa su una serie di sostruzioni, ovvero strutture artific

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marghe_1123 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Mingardi Lorenzo.
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