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Storia dell'arte contemporanea

Il concetto di arte contemporanea

Il contemporaneo è un qualcosa che si adatta al tempo in cui si trova l’opera d’arte (attuale). L’arte va a cogliere una dimensione del “sempre” e non dell’attualità, si scopre così che l’arte più attuale è quella a-temporanea (arte di tutti i tempi e di tutti i luoghi).

L’obbiettivo è quello di cogliere il mistero della vita e la vera natura delle cose (realtà), scandagliando l’essere delle cose in modo oggettivo, per arrivare alla verità della vita. Gli artisti riescono, o almeno ci provano, a rispondere alla domanda “Cos’è la vita?” o “Cos’è il senso della vita?”.

La rappresentazione della realtà

L’arte visiva è la rappresentazione della realtà, quindi voglio fermare ciò che vedo, per poter valutare meglio quello che osservo. La conoscenza delle cose porta alla conoscenza del bene e del male e la conseguente perdita del paradiso (cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden).

Viene considerata peccato perché ci si deve distanziare dall’oggetto, separando il sé dall’altro sé, ciò è frutto della conoscenza del bene e del male, presente nei testamenti ebraici che poi sono stati presi dai cristiani. Quando ci si distacca dalla realtà si scopre che in mezzo vi è solo solitudine e lacrime.

Arte come connessione

Per tutta la vita l’uomo tenterà di creare un ponte tra il proprio sé e l’oggetto dell’osservazione, questo ponte si chiama arte o preghiera. Le religioni, le arti e le filosofie nascono per rilegare cose che si sono separate, e sono tutte delle strade create e percorse per recuperare la felicità originaria ovvero il paradiso.

Le arti sono un modo per tornare a casa:

  • Luogo tranquillo
  • Luogo sicuro
  • Luogo infinito

Tutto ciò per trovare la parte dell’uomo libera, profonda e serena, cioè quella in connessione con la Vita.

Arte come religione laica

L’arte è una religione laica che vuole riconnettere l’individuo con l’immensità della vita, l’alternativa è restare nell’inferno e nell’infelicità della vita. Essere artista non è solo fare opere d’arte ma lottare per la felicità mediante immagini.

Definizione di bellezza

“Cos’è la bellezza?”

  • Nel senso classico è una composizione armonica ed equilibrata
  • Nella verità può anche essere brutta ed è uno stato armonioso della mente

Si crea una condizione di sintonia con l’oggetto e il contesto che sto vedendo (momento di benessere), si crea uno stato di bellezza che voglio ricordare a lungo e quindi creo un’opera d’arte, dimostrando che la bellezza precede l’atto.

Vivere la vita come un'opera d'arte

La dimensione mentale profonda che tutti abbiamo (bellezza) è uno stato di calma, libertà e di generale semplicità, non ha nemmeno bisogno dell’opera d’arte, in realtà, per cogliere della bellezza dentro di sé. Vivere la vita come se fosse un’opera d’arte è la conquista, quella vera, dell’arte. Ogni momento è una possibilità di condizione felice.

La bellezza precede l’arte (2 livelli):

  • Il primo livello non ha avuto bisogno di fare opere d’arte (trasformare o fare materia come scultura o pittura) ma ha trasformato se stesso e reso un’opera d’arte la vita stessa.
  • Nel secondo livello sono collocati i grandi artisti; infatti per Duchamp le opere d’arte più belle sono quelle non realizzate.

Il significato dell'opera d'arte

L’arte non è solo l’opera in sé ma ognuna implica un pensiero e una percezione della vita talmente profondo che non può rientrare nelle parole, per cui ogni immagine è un simbolo. La cosa importante non è l’opera in sé ma quello che quell’opera suscita in te, si crea una relazione mediata dallo sguardo che produce quel senso di bellezza che non è altro che felicità.

Quando osserviamo un’opera, se non avessimo già l’arte dentro di noi non accadrebbe nulla; infatti, l’opera va ad attivare una dimensione di bellezza che già possediamo, (non a tutti accade) una dimensione originaria di pace, calma, riposo, tranquillità. Tutti gli esseri umani contengono dentro sé una quantità di pace o tranquillità, a prescindere da quello che accade.

La prospettiva di Dostoevskij

Dostoevskij diceva che non esistono i cattivi, perché i cattivi non sanno di essere buoni. Non esistono i cattivi ma solo le persone infelici, per questo diventi cattivo. Le persone infelici vogliono rendere gli altri infelici, mentre le persone felici vogliono rendere gli altri felici.

Arte è una somma profonda degli stati profondi della realtà, se così non fosse sarebbe più che altro un cazzeggio, cosa che l’arte contemporanea in parte oggi è diventata (superficiale).

Scopo dell'arte

L’arte è stata creata dall’uomo per:

  • Essere più presente
  • Dare un senso ai giorni
  • Per conoscersi davvero

Per questo è lo specchio della mia parte migliore. Tutte le arti sono la parte migliore dell’uomo (anche una passeggiata), cioè la nostra parte libera e felice, è come un farmaco per curare l’uomo che ha tradito la Grande Madre, l’essenza delle cose. Tutto scaturisce dalla cacciata dall’Eden, quando l’uomo è “malato”.

Attraverso arte, poesia, cinema, fotografia, letteratura… si cerca di dare un senso alla vita.

Gaspar David Friedrich

Gaspar David Friedrich (1774 Germania del nord vicino a Dresda e muore nel 1841) esponente più famoso del romanticismo, e uno dei più grandi artisti dell’800, nonostante ciò muore solo e povero, l’uomo non sa valorizzare la qualità del prossimo, infatti molti grandi artisti morirono soli o buttati in fosse comuni.

Il messaggio che trapela dalle sue opere (fermarsi) è oggi ancora più attuale con tutto il multitasking, un vero e proprio rilassamento, essere fermo senza fare nulla, tutta l’arte fino a Douchamp è basata sul non fare.

Opere di Friedrich

“Viandante sul mare di nebbia”: raffigura un uomo di spalle sulla sommità di una montagna che osserva lo spazio davanti a sé, è un autoritratto di spalle, perché non vuole mettere al centro il proprio ego/ il proprio sé, ribaltando il genere del ritratto universale. Crea il ritratto di un uomo senza nome e mostra cosa sta guardando e noi spettatori siamo invitati a guardare in silenzio la maestosità del paesaggio, come fa lui (nebbia, picchi, vastità).

“ ” raffigura tre personaggi, lui a destra, a sinistra il fratello e sua moglie, tutti osservano le scogliere bianche, il mare e uno spazio vuoto. Osservazione fine a se stessa e beato assaporamento di mancanza di un limite con la possibilità di guardare all’infinito. È presente una de-soggettivizzazione dell’uomo che vale come figura anonima e non qualificata narcisisticamente. L’invito è di abbandonare le città per stare in mezzo alla natura e ad un certo punto fermarsi, per fare nulla, guardare in silenzio per un tempo illimitato.

“ ”: raffigura un paesaggio montano con croce sulla sommità del picco, con due persone, lo sguardo è spalancato verso l’orizzonte e sale verso il divino. Vi è uno stato di silenzio, stupore e immensità, si allarga lo sguardo e si allarga il cuore.

“ ”: rappresenta un uomo e una donna di spalle (lui e sua moglie), sopra una collina con albero e luna in fondo. Stanno immobili e non stanno facendo nulla, sono oziosi e forse anche dei drogati direbbe la gente, è presente un vero e proprio abbandono all’immensità dello spazio. Uomo e terra galleggiano nello spazio infinito e nell’eternità.

La contemplazione

Ai romantici interessa la scoperta del cielo, dello spazio grande, tutte cose che già ci sono ma che noi non consideriamo, per esempio i problemi non li contestualizziamo nello spazio grande e per questo ci sembrano così grandi anche se non lo sono.

Noi siamo ansiosi per cui questo ci viene difficile, l’ansia, la paura, l’angoscia. La contemplazione è l’opposto dell’azione, anche se questo atteggiamento non è presente all’interno della società. Tutte queste persone sono rilegate nelle accademie, vengono definiti poeti o artisti, perché sono strani e fanno paura, ed è qualcosa che non si vede spesso perciò la società non lo vuole.

Livelli di profondità dello sguardo

4 livelli di profondità dello sguardo:

  • Guardare: guardare con superficialità.
  • Vedere: guardare con consapevolezza.
  • Osservare: concentrazione, maggiore impegno di tempo, di tipo lirico o scientifica.
  • Contemplare: uno stato di definitiva sosta di minuti, secondi o ore.

Passiamo la vita a guardare ma non stiamo mai a osservare le cose realmente. Facciamo tante cose automaticamente, senza fermarci a pensare o senza avere la consapevolezza di cosa stiamo facendo attraverso l’osservazione. In questo modo si arriva poi alla contemplazione capendo che il mondo è un tempio laico e aconfessionale e tutto è bello, è una conoscenza tramite i sensi, l’arte è sempre muta, non vi è mai la parola.

Livelli di percezione uditiva

A livello uditivo:

  • Sentire: sento solo la voce ma non ci metto impegno nell’apprendere.
  • Ascoltare: ci metto concentrazione. (può essere anche il silenzio)

L’uomo è sempre più intelligente e di conseguenza è sempre più violento, noi non sentiamo la vita, non ascoltiamo gli altri, chi più o chi meno.

La felicità e la libertà

  • Conoscere te stesso è il principio della felicità
  • Diventa te stesso è il passo successivo.

Essere liberi dalla paura di non essere accettato se sono un po’ diverso, o di fare qualcosa di “diverso” dalla normalità, per normalità si intende ciò che la maggior parte delle persone all’interno della società fa, non è semplice, si ha paura di rimanere soli, anche se lo siamo già nonostante siamo connessi tutti i giorni grazie a internet.

La contemplazione friedrichiana

Una risposta all’oppressione degli altri o della propria mente può essere la contemplazione di tipo friedrichiano. Lui diceva “Io dipingo come prego”, per lui la pittura era una preghiera, frutto di uno stato contemplativo che adottava per non morire, rappresenta iconograficamente la libertà. Lui si sentiva un monaco, nonostante fosse protestante, e viveva nel suo studio.

Monaco sulla spiaggia

“Monaco sulla spiaggia”: nel 1810 si rappresenta piccolo (si rappresenta vestito da monaco) su una spiaggia con davanti mare mosso e bruma violacea, la maggior parte dello spazio è natura. Misura la finitezza attraverso l’infinito dello spazio, accentuazione della solitudine dell’uomo di fronte all’immensità, ampliare lo sguardo.

Il vero soggetto delle opere di Friedrich

Il vero soggetto di queste opere non è proprio la natura, anche se in quel periodo era nata la riscoperta della natura, ma il vero protagonista è il silenzio che ispira l’opera, lo stupore sospeso, la meraviglia, di gratitudine verso il creato. La contemplazione è il soggetto vero e proprio, come regola primaria per rapportarsi alla realtà e alla vita, la solitudine vera (sto con me stesso e con dio / natura / montagne / spazio infinito), per una percezione pura e limpida dell’immensa realtà in cui mi trovo.

Il ruolo dei pittori tedeschi

I pittori tedeschi creano una visione del mondo, attraverso le opere, anche se non è chiara o dichiarata non essendo un manifesto, ma si nasconde nella magia dell’arte, nella realtà profonda delle cose e nell’animo umano in connessione con l’essenza delle cose. Non di può spiegare cosa sia e quindi si rappresenta per immagini, la storia dell’arte è la storia delle immagini (pittura, scultura, cinema, poesia).

Il contributo dell'arte

Il cervello umano procede per immagini e con l’arte vengono fissate, per permettere di vivere meglio, essendo più tranquillo, è una possibilità di benessere, libertà e un luogo dove stare bene tutto mediante l’opera d’arte. Non solo quella presente nei musei ma anche quello “specchio” che ci viene incontro e va ad attingere nel nostro mare interiore pescando nell’inconscio la parte più libera e migliore di noi. L’arte è la parte migliore dell’umanità, arte (musica, pittura, cinema, danza...) è pacificante alleggerisce il cuore e la mente dai pesi della vita.

Nostalgia dell'infinito

Gli storici hanno definito l’atteggiamento di questi artisti come “nostalgia dell’infinito”, di una dimensione più ampia della nostra piccolezza mentale, delle nostre paure e del nostro egocentrismo. Abbiamo bisogno di un filosofo, di un mistico o meglio ancora di un pittore che ci apra gli occhi su questa infinità. Grandi pittori di cieli, di nuvole tutte delle immaginazioni letterarie, visioni del mondo.

Impatto personale di Friedrich

L’arte è sempre pensiero anche se non è definibile in un discorso. La capacità di Friedrich di creare un volo mistico viene da una tragedia che ebbe da bambino mentre pattinava sul ghiaccio, cadde in acqua e il fratello lo tirò fuori ma morì salvandogli la vita. Tutto ciò lo fece impattare contro la morte e creando così una relazione con essa, questo lo ha indotto a esplorare la vita e il suo interno per poi diventare pittore.

Accadimento suggerito in molte delle sue opere, la tragedia aveva qualcosa di positivo, un’opportunità di riscatto sia per lui che per il fratello. La moglie era una contadina, lei incolta mentre lui era colto e un po’ egoista come persona, l’artista deve essere un po’ egoista, pensa a se stesso, medita sulle cose, mette l’arte davanti all’amore. Trovano così delle persone più semplici, la moglie diceva che quando dipingeva l’aria non gli si poteva parlare, lui lavorava anche quando guardava la finestra e non poteva spiegarlo, perché una cosa che non si spiega.

Studio di Friedrich

Il suo atelier era spoglio, vuoto e con solo l’essenziale che rimanda alla cella di un monaco. Rinuncia a tutte le cose superflue per cogliere l’essenza delle cose, viveva poveramente, con semplicità. Definita pauperismo: la dottrina di ordini religiosi che scelgono la povertà, cioè la giustezza delle cose, tolgo tutte quelle cose che non mi servono per essere felice. Nei quadri mancano spesso due cose:

  • Eventi, non avviene niente
  • Uomo, solo visto in lontananza o di spalle

Abbazia nel querceto

“Abbazia nel querceto”: realizzata per un committente con due opere collegate (spiaggia e querceto), collegate come dittico, questa è un bosco invernale con rudere di un’abbazia in un paesaggio innevato mentre si sta svolgendo un funerale di un monaco (il suo funerale). Queste due opere sono unite:

  • Monaco sulla spiaggia ha come soggetto lo spazio,
  • Abbazia nel querceto ha come soggetto il tempo, dato dalle tracce presenti sul rudere o della morte del monaco, attraverso i simboli viene rappresentato il passare del tempo.

Sono attuali perché emozionano ancora, moralmente sono fatte oggi pure essendo realizzate due secoli fa, sono le assi fondamentali della vita, un rudere è un edificio crollato, si scopre il loro fascino, la materia che invecchia o meglio la trasformazione naturale delle cose.

Rudinismo

La traccia del tempo lascia dei segni evidenti, nasce il rudinismo (meditazione sul tempo che scorre), le cose diventano belle perché è un tracciato del vissuto. Per i giapponesi sono definiti “uabi” spesso vogliono il legno vecchio per le case che si veda.

Il naufragio della speranza

“Il naufragio della speranza”: rappresenta il naufragio di una nave nei ghiacci del nord, attraverso una componente tragica e autobiografica della fine di suo fratello, il dramma della sua vita. Illustra la potenza della natura che ci abbraccia e ci porta via.

William Turner

William Turner (1775 – 1851) contemporaneo di Friedrich (opposto in stile e masse cromatiche), Leopardi e Keats. Era un paesaggista ed esponente del romanticismo inglese, il paesaggio è un pretesto per dire cose che non sono solo del paesaggio. Rappresenta la natura (a differenza di Friedrich):

  • Parte più feroce
  • Attenzione alla luce italiana.

Il Grand Tour

Nei primi decenni dell’800 viaggia, uno dei più noti esponenti del Grand Tour, soprattutto per il paesaggio (varietà vegetale con tanti colori e paesaggi frastagliati), la cultura (città d’arte) e la luce dorata che i tedeschi chiamavano “l’oro trasparente d’Italia”, cosa che in Inghilterra o in Germania non si trova mai:

  • Luce limpida che fa risaltare i volumi
  • Evidenzia il contrasto tra ombre e luci

L’Italia è già pittura, e non a caso è qui che nasce il Barocco.

Il doppio stile di Turner

Esistono due pittori dentro di lui:

  • Con la mano destra rappresenta tempeste, naufragi e tutto ciò che è catastrofe
  • Con la sinistra rappresenta la natura tranquilla e pacata.

Era una persona eclettica e poliedrica, dipingeva opere diverse ma molto intense a distanza di alcune settimane, la sua pittura si avvicina alla purezza.

Paesaggio a Nepi

“Paesaggio a Nepi”: rappresenta un paesaggio laziale a nord di Roma nella valle di Nepi, con acquedotto romano in fondo, attraverso una foschia che ammanta tutto, rendendo tutto soffice e attutito. Questa foschia è rappresentata con uno sguardo sognante.

“ ”: nella rappresentazione di quest’opera si ispira al paesaggio arcaico (Poussin e Lorraine), crea una vallata italiana con acquedotto della Tuscolana. Sono memorie italiane all’interno di un paesaggio desolato con nebbie, ruderi in primo piano e popolo oziante.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AnnaPrandini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Gigliotti Guglielmo.
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