SOCIOLOGIA= scienza che, attraverso tecniche di indagine e ricerche empiriche (formula i propri dati, studia i fenomeni
sul piano concreto e reale) e non, studia i fenomeni essenziali, i condizionamenti che i rapporti e le relazioni sociali
esercitano sugli individui creando ambienti problematici e che gli individui esercitano tra di loro; studia anche i processi di
strutturazione e destrutturazione dei sistemi sociali (ogni sistema sociale ha una struttura e un elemento principale su cui
si basa questa struttura e che è sempre fisso in ogni società es. Famiglia / religione, le strutture dei sistemi sociali
possono subire trasformazioni e possono disintegrarsi).
L'obiettivo è quello di creare delle leggi di tipo probabilistico che prevedono l'accadimento di eventi futuri basati sulla
probabilità, alla sociologia non interessa il singolo individuo ma la percentuale in base a delle variabili (famiglia/religione/
condizione economica...).
Tre tipi di analisi sociologica:
Microsociologica= analisi delle interazioni sociali tra le persone, possono essere analizzate individualmente;
Mesosociologica= analisi delle organizzazioni e delle comunità, non si analizzano più le singole interazioni ma come a
livello organizzativo si risolvono i problemi;
Macrosociologica= analisi non più delle interazioni ma utilizzando dei macro-dati quantitativi si analizzano i sistemi es.
sistema religioso o politico in Italia.
Nascita della sociologia - 3 possibili date:
1824 - Comte conia il termine sociologia in contrapposizione al termine usato da Saint-Simon (positivismo) per indicare la
nascita della nuova scienza della società (noi adottiamo questa data);
1835 - Opera di Quetelet Essai de statistique sociale in coincidenza con l'affermazione di nuovi strumenti di statistica
sociale;
Esiste sin dall'antichità classica da quando esistono le riflessioni sugli aspetti ricorrenti e i cambiamenti della vita.
La sociologia deriva dal positivismo (stessi approcci e obiettivi)= studio di ciò che è oggettivo nella realtà, si basa sulla
conoscenza razionale e si può giungere alla verità assoluta tramite il metodo scientifico.
Nasce nel 1824 in concomitanza con l'avvento della rivoluzione industriale ('700 e '800) prima in alcuni paesi come
Germania, Francia e Inghilterra e successivamente in altri (in Italia così come la riv industriale anche la sociologia arriva
dopo). Nascono due concetti principali:
Mobilità orizzontale= le persone possono spostarsi dalle campagne alle città in cerca di lavoro e migliori condizioni di vita
ed economiche --> prima della riv industriale la società era statica, chi nasceva nelle campagne moriva nelle campagne,
gli unici che viaggiavano erano commercianti e imprenditori;
Mobilità verticale= le persone avevano la possibilità di accrescere il proprio ruolo nella società e la loro condizione
economica e viceversa.
L'industrializzazione è un processo autogenerantesi e irreversibile, perchè nel momento in cui si innesca si genera e si
alimenta da sola, ormai non c'è più nessuna società che non abbia conosciuto il capitalismo e quindi non si può più
tornare indietro.
L'industrializzazione ha stravolto l'umanità --> nasce la sociologia per rispondere a queste problematiche nate dal
passaggio da una società statica a una società dinamica, è un cambiamento che molti non riesco a capire e criticano; la
sociologia nasce per analizzare un nuovo tipo di relazione sociale più differenziata. La società si differenzia dallo Stato
politico in società economica, società politica, società religiosa, società civile... nascono moltissime corporazioni e
sindacati --> diventa una società basata su una pluralità di elementi diversi.
La sociologia si differenzia da tutte le altre discipline come scienza dell'osservazione; si differenza dalla psicologia perchè
analizza l'individuo come membro della società; dall'economia perchè non ritiene l'uomo egoista razionale; dal diritto e
dalla storia come disciplina esplicativa studiando ambiti di cui il diritto non si occupa.
AUGUSTE COMTE
Fu il primo a percepire che la società non era così ordinata come tutti credevano --> concetto di disordine sociale= le
persone devono perseguire uno stesso obiettivo nella società e mantenere al minimo i livelli di conflitto sociale, questo
ordine però viene distrutto dal momento in cui le persone iniziano a manifestare a causa dell'insoddisfazione data dalle
disuguaglianze della società.
Comte si contrappone al pensiero filosofico degli illuministi che ha distrutto l'ordine sociale, perchè si basa su opinioni
personali e giudizi di valore (troppo soggettiva), quando invece è necessaria una scienza che possa ricostruire l'ordine
sociale e far progredire la società basandosi sull'oggettività --> Comte utilizza la sociologia come scienza positiva perchè
si basa sull'osservazione dei fatti e sul metodo scientifico, tutto deve essere visto e analizzato da tutti allo stesso modo
(oggettività).
La legge dei tre stadi
Quando le persone non sanno spiegare un nuovo fenomeno la loro riflessione passa attraverso tre stadi:
Stadio teologico= le società antiche spiegavano i nuovi fenomeni utilizzando Dio, lo stadio teologico ha a sua volta tre
livelli: Stadio feticista= associazione di una divinità a una cosa es. alberi o elementi naturali;
Stadio politeista= gli oggetti non possono avere natura divina e quindi si associa un Dio per ogni cosa es. Dio
dell'amore, Dio della guerra...;
Stadio monoteista= si associano tutti i fenomeni a un solo ente superiore all'uomo perchè non si hanno ancora gli
strumenti scientifici.
Stadio metafisico= si utilizzano i primi ragionamenti logici trovando nessi tra i fenomeni.
Stadio positivo= si spiega il perchè delle cose attraverso l'osservazione empirica dei fenomeni.
Comte usa questa legge dei tre stadi per spiegare l'evoluzione della conoscenza umana (legge della dinamica sociale).
La scala gerarchica delle scienze
La sociologia viene vista da Comte come una disciplina scientifica e la inserisce in una scala gerarchica delle scienze
con complessità crescente, al tempo di Comte però la sociologia non era ancora una scienza come lo erano le altre
discipline, ma era necessario passare per lo stadio positivo di ogni disciplina per arrivare allo stadio positivo della
sociologia.
Matematica (i numeri sono l'unità più semplice perchè non si possono cambiare);
Astronomia (si basa su leggi matematiche);
Fisica;
Chimica;
Biologia (esseri viventi in continuo cambiamento);
Sociologia (gli eventi sociali sono più complessi degli eventi animali).
La scala segue il principio dell'evoluzione umana e del progresso della conoscenza dal suo stadio teologico allo stadio
positivo, più sono complesse le scienze più è lento questo processo.
La statica sociale
Comte individua nella società degli elementi fissi presenti in tutte le società e che non cambiano mai indipendentemente
dal periodo storico e dal contesto territoriale, sono elementi su cui si basa la società e l'ordine sociale.
La famiglia è la seconda formazione sociale (la prima è l'orda= organizzazione sociale disorganizzata come
manifestazioni e proteste), è la prima formazione sociale a cui si pensa ed è positiva perchè ha un ordine gerarchico che
riflette l'ordine gerarchico della società (superiorità dell'uomo sulla donna e degli anziani sui giovani).
Il linguaggio è un altro elemento che c'è sempre stato perchè permette alla società di comunicare (a parole o a gesti), il
linguaggio genera cooperazione e conoscenza, è uno strumento che gli uomini utilizzano solo per raggiungere degli
obiettivi (come la proprietà privata).
Con il linguaggio si costituisce anche la religione, senza la quale una società non potrebbe esistere in quanto è
necessario credere in qualcosa; Comte voleva però creare una religione che si basasse su un'entità morale più che su
un'entità sovrannaturale, in quanto era necessario comprendere l'importanza di comportarsi in un certo modo piuttosto
che in un altro e quindi bisogna porre fede nell'intera umanità (entità morale).
L'ultimo elemento che rientra nella statica sociale secondo Comte è la cooperazione (da cui derivano poi anche
solidarietà e inclusione sociale) che deriva in primo luogo dalle famiglie e successivamente dalla divisione del lavoro.
ÉMILE DURKHEIM
Vive la fase della rivoluzione industriale ed è il primo che studia i cambiamenti provocati da questa, affrontando anche il
problema dell'ordine sociale.
L'impostazione metodologica
Si interroga sulla distinzione tra i fenomeni sociali e i fenomeni individuali: il fenomeno sociale (fatto sociale) è un evento
ricorrente che non si piò attribuire a un singolo individuo es. violenza negli stadi durante le partite di calcio, i fatti sociali
sono quindi fenomeni collettivi e hanno quattro caratteristiche:
Sono oggetti/fenomeni/eventi esterni all'individuo che possono essere osservati oggettivamente;
Hanno un'esistenza propria a prescindere dall'individuo es. il fenomeno del bullismo non esiste perchè c'è un ragazzino
che fa il bullo, il femminicidio non esiste perchè solo una donna è stata uccisa... è un fenomeno che si ripete
indipendentemente dall'individuo;
Esercita sull'individuo una costrizione esterna es. lo Stato esercita una costrizione sull'individuo attraverso regole a cui
l'individuo non può sottrarsi;
Ogni fatto sociale ha come causa un altro fatto sociale e mai uno stato di coscienza individuale.
La divisione del lavoro
Nasce con l'industrializzazione ed è un processo per cui il lavoro viene diviso in varie parti in base al tipo di lavoro e alla
funzione, per ogni competenza c'è un ulteriore suddivisione sempre più specializzata che divide le mansioni di tipo
tecniche-creativo da quelle invece di tipo manuali-esecutivo.
La divisione del lavoro nasce quindi dall'iperspecializzazione e si estende a tutti i campi industriali.
Gli economisti classici sostenevano che la divisione del lavoro si era sviluppata solo per cause individuali e psicologiche
per accrescere il benessere individuale degli individui, Durkheim critica quindi questa visione perchè il benessere non è
la causa (come pensavano gli economisti classici) bensì l'effetto della divisione del lavoro, in quanto gli individui non
erano in grado di concepire i vantaggi della divisione del lavoro ancora prima che questa si sviluppasse perchè è un
concetto troppo complesso; le cause della divisione del lavoro per Durkheim sono quindi sociali e non individuali.
Gli economisti classici inoltre consideravano la divisione del lavoro solamente come una divisione tecnica tra le varie
mansioni, quelle più managariali/direttive/creative da quelle più esecutive/manuali/meno specializzate; Durkheim ne
critica proprio questo aspetto in quanto la divisione del lavoro non è solo tecnica ma anche e soprattutto sociale, perchè
ha prodotto una divisione in classi con funzioni specifiche che collaborano tra di loro. Ciascuna classe si divide per
svolgere mansioni diverse e si forma quindi una forma di collaborazione che porta a maggiore produttività e benessere;
inoltre questo contratto di collaborazione ha anche delle forme non contrattuali a cui l'individuo può scegliere di sottrarsi,
fenomeno che in passato non esisteva perchè l'individuo non aveva possibilità di scelta e nel contratto non erano prese
in considerazione le sue aspirazioni e i suoi desideri.
La divisione del lavoro ha generato però molti conflitti sociali come povertà, manifestazioni e disuguaglianze sociali che
hanno portato a un disordine sociale, per questo se nella società non c'è armonia allora serve una forza estranea ad
equilibrare la società (istituzioni su cui la società si regge).
La divisione del lavoro ha prodotto anche due tipi differenti di divisione:
Divisione anomica= sorge quando la divisione del lavoro diventa troppo complessa e disorganizzata, proprio perchè le
persone fanno lavori molto specializzati e ognuno si occupa di una cosa specifica, se questa divisione del lavoro è troppo
estrema e non è ben regolata le persone possono sentirsi disorientate o isolate perché le regole sociali non sono
abbastanza forti o chiare da tenere tutto insieme. Le aspettative e le aspirazioni degli individui aumentano ma vengono
infrante dagli strumenti che la società mette loro a disposizione.
Divisione coercitiva= le persone sono costrette a svolgere determinati compiti o ruoli, a causa di leggi, norme o strutture
di potere che non permettono libertà di scelta; le persone non hanno la possibilità di decidere liberamente quale tipo di
lavoro fare, ma sono costrette a farlo, magari per necessità economiche o per il controllo sociale o politico imposto.
L'idea di uguaglianza
Secondo Durkheim l’uguaglianza è un concetto complesso che si manifesta in modi differenti nella società distinguendo
tra uguaglianze naturali e uguaglianze sociali.
Le uguaglianze naturali si riferiscono alle differenze biologiche e fisiche tra gli individui es. sesso/età/forza fisica/
intelligenza; Durkheim non nega l’esistenza di queste differenze, ma sottolinea che esse non sono sufficienti a giustificare
una disuguaglianza sociale.
Le uguaglianze sociali invece, sono quelle che derivano dall’organizzazione della società e dalle strutture sociali che
essa crea, sono il risultato di norme, leggi e pratiche culturali che stabiliscono differenze tra individui in base a fattori
come il ruolo sociale, la classe, la professione o il potere politico. Man mano che la società diventa più complessa e
specializzata, le persone ricoprono ruoli diversi e questa differenziazione crea disuguaglianze sociali.
Le uguaglianze sociali devono quindi coincidere con le uguaglianze naturali perchè le disuguaglianze sociali devono
essere legittimate da meriti oggettivi, ossia dalle differenze naturali tra gli individui: se una persona riceve una
ricompensa o un trattamento diverso sulla base di competenze che ha sviluppato, questo è considerato giusto e
funzionale all'ordine sociale; se invece le disuguaglianze derivano da motivi non legati al merito (eredità, privilegio di
classe, discriminazione) esse diventano ingiustificate e possono portare al disordine sociale --> il merito porta alla
percezione che il proprio lavoro sia più utile rispetto a come valutato socialmente generando anomia perchè il valore
sociale non è riconosciuto.
Durkheim ritiene che la società debba essere organizzata in modo da promuovere il benessere collettivo, piuttosto che
solo il benessere degli individui. L’uguaglianza, per lui, non significa una livellamento completo delle differenze, ma un
riconoscimento delle disuguaglianze sociali che possano comunque garantire coesione e solidarietà.
Il concetto di solidarietà
Si lega al concetto di divisione del lavoro, in quanto la solidarietà è necessaria tra gli individui per ottenere una divisione
del lavoro che non sia anomica collaborando l'uno con l'altro per il benessere collettivo.
Durkheim individua due tipi di solidarietà: meccanica e organica.
Solidarietà meccanica= tipica delle comunità piccole ed omogenee della fase pre-industriale, le persone si aiutavano
senza pensarci in modo meccanico, era una società indifferenziata che pensava più al bene collettivo che al bene
individuale.
Solidarietà organica= tipica delle società moderne della fase post-industriale, le persone prendono più consapevolezza
e scelgono la collaborazione perchè più interessati a perseguire i propri obiettivi e desideri, hanno una coscienza più
individuale che collettiva; per Durkheim la solidarietà organica ha più valore di quella meccanica in quanto si tratta di una
scelta dell'individuo.
Il concetto di anomia
La solidarietà può generare diverse forme di anomia= mancanza di regole. Per Durkheim quando una società attraversa
un periodo di grandi cambiamenti sociali come ad es. crisi economiche, industrializzazione... le persone non si rendono
più conto di come vivevano prima --> l'anomia diventa l'inverso della solidarietà perchè la solidarietà si ha in condizioni di
massima integrazione sociale, mentre l'anomia si ha in situazioni di disgregazioni.
La generazione di anomia nasce dalla mancanza di regole non solo istituzionali come leggi, organizzazioni dello stato...
ma anche di regole morali che orientano i comportamenti individuali; per questo dall'anomia si possono generare
comportamenti devianti che riuniscono le persone che non stanno dentro la standardizzazione delle regole (una forma di
anomia è però sempre accettata dalla società perchè in numero inferiore).
L'anomia può crescere e diventare patologica i coincidenza con rapidi mutamenti sociali come la rivoluzione industriale,
con mutamenti economici anormali come crisi economiche, e con mutamenti importanti per il diritto come l'introduzione
del divorzio.
Se invece non ci sono comportamenti di anomia ma solo solidarietà, allora la società riesce a mantenere un equilibrio e
perseguire l'ordine sociale.
Il suicidio
Opera di Durkheim scritta nel 1897, è la prima opera empirica di carattere sociologico in cui viene utilizzato il metodo
scientifico; analizza il fenomeno del suicidio attraverso un'analisi secondaria dei dati (dati statistici che non si possono
cambiare e che esistevano già) creando un'analisi ecologica e multivariata: si basa su dati territoriali facendo un
paragone nei diversi paesi e util
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