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Sociologia dell’educazione e della prima infanzia

28/02/24

Programma prof.ssa Bertozzi

Sociologia: che cos’è?

È lo studio della vita sociale umana, dei gruppi e delle società. Ha come oggetto il nostro stesso comportamento di esseri sociali. L'ambito della sociologia è estremamente vasto: dall'analisi accidentale degli individui per strada fino all'esame dei processi sociali globali.

La sociologia studia le diverse forme di vita umana associata: si basa su un presupposto, necessità di sviluppare una visione molto più ampia dei motivi per cui siamo e agiamo come agiamo!!!

(Le forme di vita associata sono più o meno le stesse in diversi contesti.)

Quello che consideriamo naturale, inevitabile, può anche non essere tale perché le caratteristiche della nostra esistenza sono influenzate da fattori sociali e storici.

Prospettiva sociologica

Il sociologo deve avere una immaginazione sociologica, intesa come capacità di liberarsi dai condizionamenti della situazione personale per guardare le cose con occhi diversi. Le attività umane sono strutturate socialmente e vi sono regolarità nei nostri comportamenti.

Due prospettive di analisi: 2 paradigmi

1. Struttura: spiega i comportamenti umani partendo dalla società.

SOCIETÀ → INDIVIDUI

Fa riferimento a qualche elemento di costruzione che agisce sugli individui e li spinge a comportarsi in un certo modo (condizionamento).

2. Azione: spiega i fenomeni sociali riducendoli ad atteggiamenti, credenze, comportamenti individuali e al significato che hanno per l'attore.

INDIVIDUI → SOCIETÀ

Concede spazio all'attore, che può scegliere come comportarsi, mettendo in atto strategie che producono la società dando senso alla propria azione (possibili “effetti non intenzionali”).

Altra definizione

La sociologia è la scienza che studia:

  • I fenomeni, i processi e le manifestazioni tipiche della vita associata + loro trasformazioni.
  • I condizionamenti che i rapporti e le relazioni sociali esercitano sulla formazione e l'azione degli individui + condizionamento che gli individui esercitano su di loro.

Mirando, come ogni altra scienza, a ricondurre la varietà degli eventi particolari ad un numero limitato di leggi o proposizioni generali collegate tra loro per mezzo di schemi esplicativi e teorie di vario raggio.

In che modo lo fa?

Con propri metodi di indagine e tecniche di ricerca volte a produrre direttamente i propri dati, empiriche e non empiriche.

  • Osservazioni.
  • Interviste.
  • Questionari.

Obiettivi

  • Descrizione: ciò che accade.
  • Comprensione: come accade.
  • Misurazione: quanto accade.
  • Interpretazione: perché accade.
  • Previsione: come potrebbe accadere di nuovo.

Nascita della sociologia

Metà del 1800.

(Rivoluzione industriale + rivoluzione francese.)

Risposta disciplinare a trasformazioni di carattere socio-economico e politico che dalla fine del ‘700 si sono verificate in Europa mettendo in discussione assetti sociali, culturali e politici sino ad allora sufficientemente stabili = la società diventa un “problema”!!!

La società emerge come oggetto di studio quando:

  • I suoi fenomeni sono messi in discussione.
  • I suoi ordinamenti non appaiono più stabili.
  • I suoi assetti non possono essere più dati per scontato.
  • Cambiano i rapporti tra gruppi sociali e individui.
  • Diventano mobili i punti di riferimento e i criteri che guidano i comportamenti → quale legame c'è tra individuo e società?

La complessità sociale

La società è caratterizzata da complessità sociale:

  • Complessità di forme alternative e contraddittorie di orientamenti, scelte e strategie di azione.
  • Aumentano le possibilità ma le intese e le forme di identificazione sono sempre meno stabili, sostituibili e provvisorie.

Bauman utilizza il termine liquidità, termine usato in relazione alla società.

L’educazione

Nella tradizione sociologica, la necessità di individuare nuove forme di convivenza sociale fa porre grande attenzione all'educazione come elemento cruciale del processo di integrazione e cambiamento sociale. Quindi come viene costruito l'essere sociale in relazione ai valori di riferimento e agli altri stili educativi e pratiche da realizzare, in ambienti come la scuola.

Interesse per l'educazione alla socialità, allo sviluppo di capacità e competenze di vario genere e alla posizione sociale che si occuperà e interesse per l'intenzionalità e la progettualità educative delle agenzie educative (policentrismo formativo).

06/03/24

Studio sociologico dei processi educativi

  • Con i Classici: “scoperta sociale” dell’educazione (metà ‘800-metà ‘900) = volontà di ricostruire le basi della solidarietà (solidarietà organica: differenziazione di ruoli).
  • Anni 1950-‘60: riscoperta dell’educazione (nasce la sociologia dell’educazione) = istruzione-sviluppo (ricostruire e riorganizzare la società dopo le guerre). Investire sull’istruzione per apportare conoscenze per far ripartire l’economia.

Dal 1968: anno di forte contestazione → crisi delle istituzioni!

Le disuguaglianze non vengono superate → come dare uguali opportunità a tutti?

  • Anni ‘70-‘80: sviluppo riflessione sociologica sull’educazione + processi formativi = crisi sistema istituzionale, uguaglianza, opportunità, istruzione bene espressivo.

Crisi del credenzialismo: non è detto che investire nelle istituzioni scolastiche garantisce una migliore opportunità lavorativa ma l’istruzione è un processo che permette di acquisire conoscenze, istruzione viene vista come un bene espressivo!

  • Anni ‘90-2000: sociologia delle istituzioni e dei processi formativi = diversità, uguaglianza, soggetto e intersoggettività.

Tema delle diversità che entra nei contesti scolastici → pari opportunità nel rispetto delle differenze.

La sociologia dell’educazione si occupa delle istituzioni formative!!

(Processi di socializzazione in diversi ambienti.)

La sociologia nasce con un focus privilegiato dell'istruzione (scuola).

Oggi è sociologia delle istituzioni e dei processi formativi in uno scenario della formazione policentrico (non + solo focus sulla scuola) e intrecciato con le dinamiche della comunicazione e della cultura.

Interesse al legame educazione-società (che rende possibile la costruzione dell’essere sociale).

Padri fondatori della sociologia

  • Comte.
  • Weber.
  • Durkheim.
  • Simmel.
  • Marx.

Ci sono donne all’origine della sociologia?

Le donne, all’origine della sociologia, sono intellettuali presenti e molto numerose → queste scienziate sociali hanno dato un contributo importante alla teoria e alla ricerca sociale ma il loro intervento è stato dimenticato nel tempo.

Sono intellettuali molto note al loro tempo, al di là dei confini sociologici: contribuiscono allo sviluppo della teoria sociologica e alla ricerca nello stesso periodo e nei stessi luoghi dei “padri fondatori”.

Contributi che danno

  • Ricerche sul tema della povertà, disuguaglianze, intersezioni tra genere, classe, razza, età → si sommano fattori di disuguaglianza diversi.
  • Cercavano un equilibrio tra teoria e pratica di ricerca, lavoro accademico e ricerca policy-oriented.
  • Erano preoccupate della responsabilità sociale di chi fa ricerca e delle implicazioni etiche della ricerca → interesse alla divulgazione dei risultati di ricerca.

Dimenticate perché

  • Vengono considerate le mogli di, le figlie di → non valorizzate per il loro ruolo.
  • Criticate per i loro profili intellettuali poliedrici.
  • Riduzione/negazione di autorevolezza.

Alcuni esempi di donne

  • Anna Julia Cooper (studi su genere e razza).
  • Ida B. Wells-Barnett (studi su genere e razza, analisi del linguaggio).

Sono tra le fondatrici della black feminist sociology (= guardano la società attraverso i prismi della razza e del genere, analizzando le disuguaglianze sociali e di potere nella società statunitense).

  • Harriet Martineau (funzione pubblica della sociologia basata sulla conoscenza empirica, approccio sociologico per analisi comparativa e primo testo di metodologia).
  • Beatrice Potter (tecniche di ricerca miste per studiare le disuguaglianze socio-economiche e le problematiche della classe operaia: sociologia come impresa collettiva).
  • Marianne Schnitger (moglie di Weber, sociologa incentrata sul ruolo della donna, studia i meccanismi sociali e culturali di disparità di potere, occhio di riguardo per la reclusione delle donne nello spazio domestico).

Il paradigma funzionalista

(Enfasi sulla società.)

1. Durkheim = la società è un’autorità morale da cui dipende l’individuo.

La società è come un organismo di parti specializzate ma ben integrate → educazione deve creare conformità alle norme sociali + valori comuni (della coscienza collettiva).

L’ordine sociale è possibile grazie al fatto che gli individui interiorizzano delle norme comuni.

2. Parsons (sociologo che porta il dibattito europeo, in America) = socializzazione: processo di interiorizzazione di orientamenti di valore e di competenze necessarie per un agire per ruolo.

Complementarietà tra aspettative di chi educa e di colui che è educato.

Sistema biologico → sistema della personalità.

Sistema sociale → sistema culturale.

La società si compone di 3 sottoinsiemi:

  • Sistema sociale: insieme di ruoli sociali.
  • Sistema della personalità: motivazioni che spingono l’individuo ad agire/ego.
  • Sistema culturale: insieme delle norme e dei valori che regolano la società.

Il paradigma conflittualista

(Enfasi sul conflitto.)

3. Marx = l’ordine coincide con il dominio di classe.

Educazione e socializzazione in chiave critica = riproduzione sociale e culturale dei rapporti di forza.

L’educazione appartiene all’ordine sovrastrutturale (struttura della società = economia!!).

L’educazione è definita dalla borghesia, è unilaterale e serve per mantenere il dominio e gli interessi della classe dominante.

4. Weber = analisi multidimensionale (economia, politica, cultura).

L’educazione è legata al potere, che dipende dalla combinazione di fattori economici (classe), culturali (ceto) e politici (partito).

Il potere e l’ideale educativo

Nella storia, si sono verificate diverse modalità di esercitazione del potere:

  • Potere carismatico (legittimazione basata sul carisma): iniziato = l’iniziato è colui che viene accompagnato a riscoprire le doti che ha e a farle fiorire → possiede doti naturali che deve far “rifiorire”.
  • Potere tradizionale (legittimazione basata sulla tradizione): uomo colto.
  • Potere legale-razionale (legittimazione sulla razionalità): specialista.

Secondo Weber, l’istruzione è legata alla struttura del potere e alle sue caratteristiche, è un mezzo per la lotta tra i ceti per il dominio, i vantaggi economici e il prestigio.

Il conflitto è una delle modalità delle relazioni sociali: dall’antagonismo tra individui, gruppi possono nascere intese (instabili, conflitto sempre possibile).

Paradigma comunicativo/interazionista

(Enfasi sull’interazione.)

La realtà è vista come un processo di costruzione sociale a cui contribuiscono i singoli a partire dalle interazioni, dalla capacità di produrre simboli e attribuire significati alle azioni → soggetto riflessivo e costruttore della realtà sociale.

5. Simmel = continua tensione (conflitto) tra:

  • Soggettività e oggettività.
  • Essere parte di qualcosa ma anche di altro.

Bisogno di appartenere alla società ma bisogno anche di distinguersi → necessità di difendere e sviluppare la propria individualità a fronte delle pressioni omologanti della vita moderna (soprattutto della metropoli).

Importanza nel mantenere un soggetto critico che si distingui.

Come vedono la socializzazione?

Socializzazione: “tutto quanto attivamente o passivamente concorre all’inserimento di un individuo nei gruppi sociali” e riguarda la relazione tra struttura sociale e formazione della personalità.

Livello formale dei processi educativi: educazione (intenzionale).

Livello informale dei processi educativi: insieme di relazioni sociali che producono un effetto socializzante.

Definita da Parsons come quell’azione sistematica e finalizzata che porta il soggetto a far propri gli orientamenti fondamentali di valori e a strutturare la capacità di svolgimento dei futuri ruoli adulti.

Costruisce la personalità fondamentale → la cultura è un riferimento indispensabile.

Modelli sociologici di analisi della socializzazione

  • Approccio funzionalista (prevale fino alla fine degli anni ‘60).
  • Approccio conflittualista (prevalente anni ‘70-‘80).
  • Approccio comunicativo/interazionista (prevale dagli anni ‘90 in poi).

La socializzazione nel modello funzionalista

Durkheim = educazione è vista come trasmissione di norme, valori, conoscenze dagli adulti ai bambini, deve integrare nei valori della conoscenza collettiva:

“L’insieme delle credenze e dei sentimenti comuni alla media dei membri di una società”.

La solidarietà sociale è il vincolo morale che lega l'individuo alla sua società.

Parsons = socializzazione è un processo di interiorizzazione di orientamenti che mira a far corrispondere le aspettative tra colui che educa e chi è educato.

Socializzazione primaria: famiglia (contesto in cui si forma la personalità).

Socializzazione secondaria: scuola.

La scuola mette in atto un principio di differenziazione degli alunni in base all’achievement: tutti devono poter accedere all’istruzione ma la scuola deve poter anche selezionare il migliore (premiare chi ha più motivazione!!).

A scuola si ha socializzazione morale + intellettuale.

Meccanismi di apprendimento

  • Rafforzamento/estinzione (apprendo a seguito di gratificazioni o restrizioni).
  • Inibizione (imparare ad astenersi nel compiere una certa azione).
  • Sostituzione (imparare a trovare soggetti di gratificazione diversi).
  • Identificazione (a scuola, riprodurre ciò che gli altri fanno).

Identità = si forma nel sistema della personalità.

Funzione di mantenimento del modello di personalità, cioè a mantenere orientamenti di valori interiorizzati. Definisce la coerenza interna del soggetto e la sua congruenza con il sistema sociale. Identità stabile nel tempo, ben strutturata e radicata in un modello culturale e normativo di riferimento.

L’altro serve per costruire l’identità.

Modello di socializzazione funzionalista-integrazionista

  • Trasmissione di un patrimonio culturale e scopi condivisi.
  • Apprendimento degli orientamenti di valore (interiorizzati).
  • Enfasi sull’apprendimento dell’agire di ruolo.
  • Sviluppo delle motivazioni alla riuscita personale e sociale.
  • Specificità dei ruoli e dei compiti dei diversi agenti di socializzazione.
  • Continuità fra le diverse agenzie di socializzazione.

Modello di socializzazione conflittualista

  • Matrice marxista.
  • Visione critica dell’educazione, in quanto riproduce le disuguaglianze sociali e culturali + rapporti di forza esistenti.
  • Teorici della riproduzione culturale: svelamento delle disuguaglianze in educazione e del legame persistente tra successo scolastico e origini sociali.

Anni ‘60/‘70 in Francia: analisi di denuncia tra successo scolastico e origini sociali.

  • Chi ottiene risultati migliori, classe sociale agiata.
  • Risultati pessimi, classe sociale meno agiata.
  • Matrice weberiana.
  • Analisi multidimensionale della stratificazione sociale e il conflitto come sempre possibile.
  • Boudon (di fronte ad un bivio, il soggetto compie una scelta).
  • Dahrendorf (concetto di chance di vita: ognuno di noi si trova di fronte a delle opportunità nonostante i condizionamenti che pongono dei vincoli) → potenziale di sviluppo del soggetto.

Identità

  • Modello marxista: identità collettiva. Identità individuale è subordinata all’identità sociale, fattori ascritti, status. Identità settoriali (di diversi gruppi) e oppositive (da parte di chi è marginalizzato).
  • Modello weberiano: identità legata al ceto (valori e stile di vita) = individuo definisce però le sue scelte, agisce intenzionalmente, tra vincoli e opportunità. Agisce in modo competitivo (= nonostante il vincolo del contesto in cui un individuo nasce).
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia222244 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Bertozzi Rita.
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