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Cos'è la sociologia?

In poche parole, la sociologia è lo studio scientifico della vita umana, dei gruppi sociali, di intere società e del mondo umano. Ci insegna che gran parte di ciò che consideriamo normale e inevitabile è in realtà fortemente influenzato da fattori storici e sociali. La stessa società, a differenza della natura, è una realtà storica in quanto non è sempre esistita e lo stesso termine nel tempo ha rappresentato significati diversi da quello attribuito oggi. In un certo senso, la sociologia contribuisce a produrre l'oggetto che studia e sia la società che la sociologia in realtà sono prodotti storici.

L'immaginazione sociologica

Per essere sociologo bisogna basarsi sull'immaginazione sociologica (miti) la quale richiede soprattutto la capacità di saper riflettere su se stessi al di fuori delle abitudini familiari e della vita quotidiana al fine di guardare la realtà con occhi diversi. Alcuni elementi, come il caffè, infatti potrebbero avere più un valore simbolico che materiale.

Y.K. Harari nel suo libro “Sapiens, da animali a dei. Breve storia dell'umanità” tratta della rivoluzione cognitiva (ciò che ci ha differenziati nel tempo dagli animali) e descrive l'essere umano come un “animale sociale” caratterizzato dal poter immaginare le cose e farle collettivamente. Spiega infatti che inizialmente gli uomini vedendo il leone avevano semplicemente paura ma in seguito attribuiscono al leone il ruolo del re della giungla. Ad una scimmia se viene detto di non mangiare una banana perché una volta morta avrà un paradiso di banane ad aspettarla non presterà ascolto e la mangerà comunque. Gli animali cooperano quindi in maniera rigida e con gruppi ristretti mentre l'essere umano coopera con tutti gli individui.

La finzione ci ha insegnato ad immaginare collettivamente come identità sociale (es. temi biblici, ideali nazionalisti). Come esempio nella grotta di Stadel (Paleolitico) vi è rappresentato un uomo con una testa da leone e da ciò possiamo capire che l'uomo che l'ha raffigurato probabilmente credeva nell'esistenza di questa creatura.

Molto di ciò che fa parte della nostra società sono costruzioni sociali che non esistono in natura come il denaro, le SRL, l'oro, i diritti umani. L'immaginazione e i miti hanno permesso però di far cooperare fra di loro grandi gruppi di estranei; in questo modo e grazie alla comunicazione, l'essere umano si differenzia dagli animali.

La società e l'individuo

L'individualismo moderno è il prodotto del processo di secolarizzazione che ha investito la concezione cristiana di individuo. Dalle origini del cristianesimo infatti si rompe il senso di collettività e appare l'idea di un individuo indipendente dalla sua comunità a cui si rivolge invece il messaggio evangelico (Cristo non va in croce per la comunità ma per ciascuno di noi individualmente e per tutti, nel senso che come individui siamo tutti uguali). Dal momento che siamo tutti uguali e egualmente meritevoli di salvezza, spariscono tutte le gerarchie sociali.

Gli uomini hanno da sempre organizzato le loro relazioni in forme diverse. Ciò che per il sociologo diventa oggetto di riflessione è la natura delle relazioni tra gli uomini e il meccanismo che li porta ad instaurare certi rapporti.

Thomas Hobbes: l'uomo non è per natura un essere sociale, è spinto dai propri bisogni e reputa quelli degli altri come un ostacolo alla realizzazione dei propri e, a volte, come minaccia alla propria esistenza. Chiama questa condizione stato di natura. L'uomo sarebbe quindi libero ma completamente insicuro. Deve quindi scegliere se rimanere libero e insicuro o essere dipendente ma sicuro e lo scegliere è una questione razionale ovvero di calcolo della propria felicità e convenienza (passaggio dallo stato di natura allo Stato).

John Locke: ritiene che esistono relazioni organizzate tra gli uomini anche al di fuori dello Stato e chiama l'insieme di queste relazioni società naturale.

Con il termine Società, i sociologi, intendono generalmente un gruppo di persone che vivono in un determinato territorio condividendo caratteristiche culturali comuni (lingua, valori) ma essa comprende al suo interno anche istituzioni (governo, sistema educativo). Essi formano la “struttura sociale”.

Eventi che sembrano interessare un solo individuo, all'interno della società, riflettono questioni più ampie (es. divorziare riguarda la coppia ma ha anche ripercussioni sulla previdenza, welfare o politiche sulla casa).

Le società umane passano attraverso un interminabile processo di strutturazione ovvero vengono continuamente ricostruite dai “mattoni” che le compongono: gli esseri umani. Noi infatti prendiamo le scelte relative alle nostre preferenze riguardo a un posto o un altro, a un cibo piuttosto che un altro influenzando le esistenze di ognuno di noi.

Nella vita l'agire è orientato sia dalla dimensione sociale (dove viviamo, dove siamo nati), sia da quella culturale (valori, aspettative, paure).

  • Gli individui fanno parte di un sistema sociale
  • La realtà è una costruzione sociale infatti ognuno di noi ha margini di libertà limitati però il senso delle cose / dell'agire sta nell'uomo.

La sociologia è:

  • Una scienza a base empirica: i metodi di indagine utilizzati sono importanti. I riscontri empirici si basano sull'osservazione di condotte e della raccolta di dati (guardando, parlando e osservando in modo selettivo le persone) ma usando anche dati statistici e questionari. Si divide in empirica qualitativa (osservazione diretta che può voler dire passare molto tempo all'interno di una circostanza, fare interviste) ed empirica quantitativa (raccoglie interrogativi esistenti, traduce gli interrogativi di ricerca in termini operativi ponendo domande e attraverso questionari strutturati che inoltrano a molte persone cercano di rispondere agli interrogativi).
  • Lo studio della società: studio degli elementi e logiche dell'agire e degli effetti combinati di azioni individuali e della loro trasformazione in condizioni/vincoli.
  • Lo studio dell'agire e degli effetti dell'agire.

L'agire sociale è variabile nello spazio e nel tempo (es. in Italia e in Francia nello stesso giorno si possono fare cose diverse fra loro). La politica cerca di influenzare le decisioni della collettività.

La definizione di sociologia di Luciano Gallino

“È la scienza che studia, con i propri metodi di indagine e tecniche di ricerca, empiriche e non empiriche i fondamenti, i fenomeni essenziali, le manifestazioni: come si manifesta qualcosa di nuovo, peculiare, i processi ricorrenti di strutturazione e destrutturazione tipici della vita associata e le relative trasformazioni”

I referenti analitici della sociologia nello studio dell'agire sociale

Ovvero cosa costituisce la nostra unità di analisi. Quando abbiamo un interrogativo attrezziamo meglio la nostra domanda, se possibile associamo un'ipotesi (risposta provvisoria alla nostra domanda) e con le ipotesi andiamo sul campo fatto di indagini, statistiche.

  • Le condizioni (età, provenienza, status familiare) che sono una variabile indipendente: es. se c'è un legame di provenienza e età fra i negazionisti.
  • Comportamenti (fumo, furti, volontariato, pratica religiosa), sono il frutto di alcune decisioni che vengono prese sempre influenzate da fattori socio-culturali.
  • Vissuti (opinioni, valori, aspettative): ci possono essere ragioni diverse per fare la stessa cosa, obiettivi diversi

In oltre si aggiunge lo studio dei fattori socio-culturali di livello strutturale (asimmetria di genere, conflitto fra genitori e figli, che idee si hanno del lavoro) e dei fattori tecnologico-materiali (prescindere dalla prossimità fisica).

Sistema sociale

Il sistema sociale è il mondo che la sociologia guarda. È l'insieme, il complesso di ruoli (posizioni), occupati o svolti da soggetti individuali o collettivi i quali interagiscono mediante comportamenti, azioni nel quadro di norme regolative e di altri tipi di vincolo che limitano indipendentemente dall'identità (maschio o femmina, giovane o vecchio) la varietà degli atti consentiti a ciascun oggetto nei confronti degli altri. I rapporti e le relazioni che derivano da tali norme, costituiscono la struttura del sistema.

Ogni sistema sociale si basa su una struttura sociale. La struttura sociale è quindi un reticolo di rapporti di interdipendenza relativamente stabili che sussistono fra un determinato insieme di posizioni sociali, ruoli, istituzioni di uguale livello o di livello diverso a prescindere dall'identità dei componenti che eventualmente si avvicendano come soggetti dei rapporti. Tutto ciò che va a deviare (innovare) le strutture è detto trasgressione di ruolo e potrebbe diventare a sua volta norma in seguito. Esempio: 40 anni fa in Italia bisognava sposarsi in chiesa per provare la validità del matrimonio mentre ora in Italia è necessario anche solo andare in comune o convivere per poter stare insieme.

Il ruolo sociale

Il ruolo è l'insieme di norme (regole) ed aspettative, sedimentatisi nel tempo e trasmesse entro il processo di socializzazione, che convengono su un individuo in quanto occupa una determinata posizione in una più o meno strutturata rete di relazioni sociali, ovvero in un sistema sociale (status e role-set). Anche l'essere figlio, studente, maschio o femmina rappresenta un ruolo sociale.

Norme ed aspettative:

  • Hanno carattere esterno, oggettuale, obbligante e costruttivo
  • Sono suscettibili di diverse interpretazioni
  • Possono essere in varia misura rispettate, ignorate o evase

Le persone quindi si aspettano che da certi ruoli derivino certi comportamenti che spesso però sono il frutto di elementi sedimentatisi nel tempo (es. il maschio non piange, piangono più le femmine, le femmine hanno regali diversi dai maschi, la donna è madre e l'uomo lavoratore). I ruoli possono essere:

  • Ruoli ascritti: ovvero che non abbiamo scelto ma con il quale siamo nati es. il sesso, dove si vive.
  • Ruoli conseguiti: sono frutto della nostra iniziativa.

Il principale gruppo di socializzazione per ognuno di noi è la famiglia che con il tempo viene sostituita dalla scuola, dal lavoro e nell'età adulta da un gruppo di pari. Esiste un onere sociale ovvero un "prezzo" da pagare.

La nascita della sociologia: le tre rivoluzioni

  • Rivoluzione scientifica (Galileo Galilei, 1564-1642; Cartesio, 1596-1650): Sottrae la conoscenza del mondo ideologico e metafisico e vede l'essere umano come individuo razionale.
  • Rivoluzione industriale (1760-1830): Il motore economico produttivo si evolve. Prima della rivoluzione industriale le attività principali erano l'agricoltura e l'artigianato ma in seguito la produttività diventa di larga scala e vi è uno spostamento di massa dalle campagne alle città attorno a dove erano situate le industrie.
  • Rivoluzione francese (1789): Dà il corredo politico alla modernità. Viene sostituito il vecchio mondo (ancien régime) con un nuovo assetto politico che dà vita ad una nuova classe sociale: la Borghesia (Rivoluzione Borghese).

La società (occidentale) contemporanea

Come conseguenza/sviluppo della modernità tra mutamento e conservazione, come risposta disciplinare alla comprensione delle conseguenze della modernità.

I temi della società classica e contemporanea (ordine/mutamento; conflitto/integrazione sociale). Esempio: nel 1970 diminuisce la fertilità e non per i problemi economici che possono derivare dalla nascita di un figlio ma perché vengono modificate le aspettative di vita: la donna inizia a pretendere di essere istruita e di poter avere una carriera, le coppie preferiscono godersi di più la gioventù e viaggiare anziché avere figli da giovani come in passato.

Temi caratterizzanti:

  • Individualizzazione e libertà: tende ad espandere l'importanza di individualismo. Spesso il sentirsi protetti e il sentirsi liberi si trovano in opposizione e la libertà può evolversi in solitudine (trade-off). Emanciparsi da destini imposti dalla società.
  • Razionalizzazione, tecnologia, scienza
  • Autonomia, sicurezza e (trasformazione del) lavoro
  • Massificazione degli stili di vita e dei costumi
  • Accelerazione della vita sociale
  • Distanze e mobilità
  • Cittadini e/come consumatori
  • Potere, democrazia, partecipazione
  • Il corpo e le sue trasformazioni
  • Perdita (trasformazione) di identità e orientamento di senso, e loro ricerca

I precursori della sociologia

  • Hobbes: potere coercitivo statuale per controllare la natura umana egoistica e violenta.
  • Smith: mano invisibile (la ricerca egoistica del proprio benessere nell'ambito del libero commercio, gioverebbe all'interesse di tutta la società). Il lavoro è visto come misura delle cose.
  • Tocqueville: democrazia fra libertà, uguaglianza, partecipazione.

I sociologi

  • Comte: ordine e progresso (modello organicistico)
  • Spencer: evoluzionismo competitivo (sulla base degli studi di Darwin) che genera differenziazione e divisione del lavoro (modello organicistico)

Comte e Tocqueville

Auguste Comte (1798-1857)

Nell'800 si assiste alla nascita ufficiale della sociologia con Auguste Comte e Tocqueville. Secondo Comte, la natura umana è caratterizzata da tre dimensioni: intellettuale, pratica e morale. Si ha ordine sociale (condizione essenziale affinché l'individuo possa realizzarsi) solo quando i tre aspetti si trovano in armonia fra di loro. Nel periodo in cui Comte vive, però, gli assetti sociali cambiano e con essi l'armonia si spezza: è quindi necessario l'intervento dell'intellettuale che deve creare una scienza nuova: la sociologia.

Nel 1839 è Comte a ideare la parola sociologia nel quarto volume del suo "Corso di filosofia positiva" (1830-1842, 6 volumi). In un primo momento Comte utilizzò il termine "fisica sociale" per indicare questo nuovo campo di studi ma, siccome veniva utilizzato da altri intellettuali, coniò la parola sociologia. La sociologia è la scienza della società in grado di svelare le leggi universali che governano il mondo sociale.

Il sociologo ha il compito di evidenziare elementi già esistenti nel mondo attraverso il positivismo (ciò che è reale). La sociologia è una scienza positiva, pertanto essa applica allo studio della società gli stessi metodi scientifici che la fisica o la chimica applicano allo studio del mondo fisico (osservazione, generalizzazione) e per questo ha l'esigenza di accreditarsi rispetto alle altre scienze.

L'approccio positivista in sociologia comporta la produzione di conoscenza sociale basata sull'evidenza empirica ricavata dall'osservazione e orientata dalla generalizzazione. È solo infatti sulla base di osservazioni accurate che possono essere dedotte le leggi che spiegano il rapporto fra i fenomeni osservati.

La legge dei tre stadi (tre forme di ordine sociale) afferma che gli sforzi umani per comprendere il mondo sono passati attraverso degli stadi:

  • Stadio Teologico: metodo del riflettere nel quale si interpreta ciò che è attraverso entità divine: animismo (l'uomo proietta se stesso sulla natura la quale distrugge e crea), politeismo (più dei, dei olimpici), monoteismo (un'entità la cosmo genesi e tutto ciò che sulla vita terrena si può osservare discende da un motore divino. La terra è al centro del sistema solare perché messo da Dio).
  • Stadio Metafisico: conoscenza astratta e critica la quale spiega aspetti che sottraggono spazio al metodo teologico e danno spiegazioni scientifiche. Comte vede che non consente ordine nella società rivoluzionaria francese e non mantiene coesione.
  • Stadio Positivo: è caratterizzato dall'applicazione del metodo scientifico al mondo sociale, ora si usa l'osservazione: la generalizzazione viene fatta a partire dalle cose osservate.

Per poter assicurare l'ordine e il progresso nella società, Comte ritiene che deve poter assicurare alleanza fra scienziati e industriali sostituendola a quella sacerdoti e militari. Ritiene infatti che il sapere scientifico batterà quello religioso e il lavoro sostituirà la guerra. Crede inoltre che alla religione cattolica si sostituirà la religione positiva, basata su una fede dimostrabile perché razionale, dotata di una dottrina positiva, di una regola morale, di un sistema di culti e di propri sacramenti tra i quali l'incorporazione nel Grande Essere che viene somministrato dopo la morte (la grande teoria dell'essere). Alla base di questa religione vi è la venerazione dell'umanità, gli scienziati sono i sacerdoti e Comte il sommo sacerdote.

Alexis De Tocqueville (1805-1859)

Tocqueville crede che la democrazia sia l'essenza del mondo moderno e che la sua caratteristica essenziale sia l'uguaglianza fra i cittadini (delle opportunità non delle condizioni). Vede nell'America l'immagine della democrazia stessa in quanto non vi vede una struttura ereditaria gerarchica. Utilizza il metodo comparativo, con analisi qualitativa ovvero diventa fondamentale la comparazione tra concrete realtà, diverse per genere, ma anche per specie dello stesso genere al fine di mettere in luce le loro diversità. Analizzando la democrazia, Tocqueville la considera come una forma di organizzazione sociale: se le relazioni sono ancora di tipo tradizionale, la democrazia farà fatica a mantenersi.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilarb di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Martelli Alessandro.
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