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Sociologia della famiglia e dell'infanzia

Modulo 1

Lezione 1 - La famiglia come costruzione sociale

Che cos'è la famiglia?

Diverse definizioni a seconda del punto di vista da cui la si osserva. La sociologia come scienza fin da subito, fin dalla nascita perché la famiglia è una costituzione che accompagna la società dal suo inizio. Tutte le società hanno conosciuto forme di organizzazione sociale riconducibili alla famiglia (Lévi-Strauss). Questo perché gli eventi del ciclo di vita di una persona (dalla nascita alla morte) che ricevono significato all'interno della famiglia.

Storia umana che ha dimostrato come esista un repertorio molto vasto di tipologie familiari, legate ai diversi modi di organizzare e attribuire senso al rapporto tra generazioni, tra sessi, alle alleanze tra individui e gruppi, all'interno del contesto familiare. La famiglia è quindi una costruzione sociale e un luogo privilegiato di costruzione sociale della realtà. Luogo sociale importantissimo perché è il luogo dove vengono le prime mediazioni tra l'individuo e società.

Quando si parla di famiglia?

La famiglia è stata studiata in modo approfondito, soprattutto dagli antropologi, inizialmente e solamente dopo il 900 la sociologia ha sviluppato un interesse a questo argomento anche grazie ai lavori dei demografi che hanno provato a mettere in discussione i paradigmi dominanti con cui la famiglia era spiegata. La prima questione che un sociologo deve affrontare nello studio della famiglia è il problema della sua definizione, che cos'è la famiglia, quando si può parlare di essa.

Benché largamente di uso nel senso comune, non è sufficiente identificare la convivenza come elemento distintivo per definire la famiglia. —> In realtà questo modo di definire la famiglia è un elemento distintivo ma non è sufficiente. Non si può dire che se si vive sotto allo stesso tetto si è famiglia. Quindi c'è una necessità di chiarire con quali regole e criteri sono definiti i confini della (che la differenziano da ciò che famiglia non è, come la rete di parentela, la convivenza familiare, gruppi di affinità, ecc) e come sono strutturati i rapporti familiari all'interno di essa e che differiscono nel tempo e nello spazio.

Famiglia che quindi non è un fatto naturale, ma un'istituzione storico-culturale costruita sulla base di norme, luogo di costruzione sociale.

L'approccio funzionalista

Dopo la metà del 900, nel secondo dopoguerra - Approccio funzionalità (chi tema della famiglia) che ha centrato l'attenzione sulle funzioni della famiglia e sulle caratteristiche familiari essenziali ed universali. A che cosa serve la famiglia e su quelle caratteristiche che a prescindere dalla variabilità delle strutture sociali, è possibile ritrovare all'interno di chiunque contesto familiare, secondo appunto questo approccio.

L'idea di fondo soprattutto di Parson, padre del funzionalismo in sociologia, è appunto provare a cercare, attraverso le caratteristiche universali della famiglia, quali fossero queste funzioni. —> Dove le regole, i criteri, le norme e funzioni hanno un ruolo predominante. In quanto il loro obiettivo era quello di trovare all'interno della realtà sociale, delle istituzioni che la compongono, le funzioni che esse svolgono per far sì che la società abbia un ordine e che venga mantenuto e perseguito. La famiglia all'interno di questa analisi era luogo privilegiato di costruzione sociale.

Famiglia studiata a partire dall'universalità delle sue funzioni: istruzione e cura dei figli, definita a partire da precisi confini spaziali e relazionali. Funzioni che permettono di identificare in maniera chiara quali sono i ruoli all'interno della famiglia e la collocazione della famiglia nel tempo e nello spazio, pur nella sua variabilità, il ruolo che la famiglia ha all'intento del sistema sociale più complesso.

Le funzioni della famiglia

Questo approccio è stato da un lato fortemente criticato da quei sociali all'interno di un orientamento che criticavano quello funzionalista. Però tale approccio dall'altro lato è stato un approccio teorico che ha definito la famiglia all'intento del pensiero sociologico che è stato riconosciuto da altri sociologici anche al di fuori del funzionalismo, come: Donati evidenzia tre funzioni fondamentali della famiglia:

  • Funzione di mediazione tra individuo e società. - Agente di socializzazione primaria —> ciò significa che all'interno del contesto familiare avvengono quei processi di acquisizione di regole, norme, valori da parte dei nuovi entrati all'interno della società (bambini), garantendo così la convivenza con altri individui.
  • Funzione di mediazione tra natura e cultura. - La famiglia è quel luogo in cui gli elementi naturali (istintivi) e culturali (appresi) trovano una loro composizione.
  • Funzione di mediazione tra pubblico e privato. - Luogo in cui si costruisce la differenziazione tra sfera privata e sfera pubblica e l'apprendimento della gestione di questa distinzione. —> la differenziazione tra questi due ambiti prevede anche una differenziazione nei comportamenti nel momento in cui ci si trova o nella sfera pubblica o quella privata. La famiglia è un luogo privilegiato per acquisizione di questa differenza.

Le strutture della famiglia

Nel corso degli anni l'approccio funzionalista viene messo in discussione di fatto, la critica che viene fatta è la pretesa di attribuire universalità a istituzioni, fenomeni, categorie sociali che universali non sono. Nello stesso tempo attribuire allo sviluppo dell'istituzione familiare una linearità che in realtà, con approcci e studi successivi sono stati smentiti. Quindi si sviluppa un approccio che si interroga:

Più che “a cosa serve”, è necessario interrogarsi rispetto alle tipologie e le strutture familiari possibili (chi vive con chi, secondo quali regole). Un altro aspetto anche per comprendere non solo la fotografia della condizione familiare di oggi ma l'evoluzione dell'istituzione familiare nel tempo, il suo sviluppo, si pone l'attenzione su: Quali vincoli tengono insieme i nuclei familiari (consanguineità, affinità, matrimonio, discendenza).

Si inizia a ragionare su due assi che definiscono la struttura della famiglia, sulla base della collocazione dei membri sull'asse verticale dei rapporti tra generazioni all'interno dell'istituzione familiare e sull'asse orizzontale sulla base del rapporto tra sessi. —> Questo perché la famiglia è un'istituzione all'interno della quale la società si riconosce come essere organizzata intorno a due generi, femminile e maschile, così come all'interno della famiglia è necessario specificare oltre alla collocazione rispetto anche al ciclo di vita che ovviamente cambia ogni volta che un individuo si muove all'interno del suo ciclo di vita, il rapporto di questo individuo con il resto della famiglia cambierà con l'evolversi della sua collocazione nel suo ciclo di vita (da bambino, giovane adulto, adulto, anziano).

La tipologia di Laslett

Gruppo di Cambridge (Laslett, 1972) che distingue quattro tipologie di strutture di convivenza familiare, che ha assunto e assumerà nel corso del tempo, smentendo il pensiero funzionalista che vedeva un'evoluzione della famiglia lineare nel tempo, passando da grandi famiglie estese a famiglie nucleari. Mentre il Gruppo di Cambridge quindi mette in discussione questo approccio con queste quattro tipologie:

  • Gruppi domestici senza struttura: (né rapporti di genere, né di generazione)
    • Convivenze tra consanguinei (fratelli e sorelle) o affini (amici)
    • Monopersonali —> oggi ha un ruolo fondamentale nella contemporaneità.
  • Gruppi domestici semplici: (più diffusi)
    • Famiglia coniugale
    • Famiglia coniugale con figli
    • Famiglia monoparentale (detta anche incompleta) —> quella famiglia in cui vi è presente un solo genitore.
  • Gruppi domestici estesi:
    • Unità familiare composta da uno o più parenti ascendenti (nonno/a), discendenti (nipoti) o collaterali (un fratello/sorella del marito/moglie).
  • Gruppi domestici multipli:
    • Più nuclei familiari conviventi. A sua volta differenziabili sulla base della collocazione sull'asse generazione:
      • Frérèches —> tutti i fratelli sposati vivono insieme con le proprie famiglie (tipiche della Francia, soprattutto meridionale) —> le donne entrano all'interno del nucleo familiare solo nel momento in cui si affini ad uno dei fratelli. L'unico caso in cui le sorelle vivevano con i propri fratelli solo nel momento in cui esse non sono sposate. Modello abbastanza instabile.
      • Famiglia a ceppo —> coppia anziana che vive con quelle dell'erede, in genere il primo genito maschio (caratteristica del nostro Paese).
      • Famiglie congiunte —> i maschi che portano le proprie famiglie nella casa dei propri genitori (Un insieme praticamente delle due prime elencate).

Differenze tra struttura e relazione familiare

Barbagli, sociologo italiano molto noto e importante, che ha fatto degli studi fondamentali sulla famiglia, tali studi prendono le distanze dall'appoggio funzionalista ma nel contempo articolano in maniera più complessa la tipologia di Laslett. Lui sottolinea l'importanza di evidenziare la distinzione tra struttura e relazioni familiari, in quanto secondo Barbagli ad una stessa struttura familiare possono corrispondere più tipologie di relazioni familiari.

Possono esistere delle strutture familiari con rapporti di forza e di potere, di gestione dei rapporti di autorità all'interno delle famiglie che possono essere molto differenziate. Struttura: indica la modalità che regolamentano, l'ampiezza, la composizione, la formazione e la trasformazione della convivenza. Relazioni familiari: indicano i rapporti (affettivi e di autorità) all'interno della convivenza. Es: una struttura familiare multipla con relazioni patriarcali.

Dimensioni che non sono necessariamente complementari nei mutamenti e nelle trasformazioni. —> Cioè non è che al mutamento della struttura cambiano le relazioni, o nelle trasformazioni che avvengono nel tempo. Es. la riduzione nel tempo delle famiglie, da una più estesa ad una più ristretta, a questo cambiamento non necessariamente corrisponde un cambiamento delle relazioni di autorità all'interno di essa.

Le relazioni familiari come strumento di analisi

Fanno riferimento ai rapporti di autorità e di affetto esistenti tra coloro che fanno parte della famiglia, dei modi con cui essi interagiscono e si trattano, dei sentimenti che provano l'uno per l'altro, a prescindere dalla struttura. Qualche esempio:

  • Famiglia patriarcale: distanza tra i coniugi e tra questi e i figli, relazioni esterne e tempo libero separati, rigida separazione dei ruoli, in base al sesso e all'età, autoritarismo maschile, i genitori influiscono sulla scelta del coniuge.
  • Famiglia coniugale intima: diminuzione della distanza, comunità educante, maggiore simmetria dei ruoli, la scelta del coniuge è più libera e il legame coniugale assume un'importanza maggiore.

In questi due esempi di strutture familiari, si innescano su diverse tipologie e ovviamente rendono ancora più complesso l'impianto analitico per come studiare la famiglia.

Strutture e relazioni familiari

Differenziazione necessaria, ma non sufficiente per definire la struttura familiare. Ulteriori elementi di analisi sono legati alla distribuzione del potere e dell'autorità:

  • Rapporti tra i sessi (es. frérèches, dove i rapporti di potere sono fortemente legati al rapporto di genere, proprio perché le donne che entravano all'intento del nucleo familiare, innanzitutto erano donne che si spostavano da un nucleo familiare all'altro).
  • Rapporti tra le generazioni (in base all'età, per esempio nell'ordine patriarcale, l'anziano ha l'autorità).

Mutevolezza del ciclo di vita che influenza la collocazione familiare.

Se noi non analizziamo la funzione della famiglia in quanto tale come faceva il funzionalismo, quindi prendendola per un unità funzionale assestante a prescindere da ciò che al suo interno avveniva. Nel momento in cui noi cambiamo la prospettiva e iniziamo a studiare le strutture e le relazioni della famiglia, é importante anche a ciò che succede all'intento della famiglia. Di conseguenza come ogni singolo individuo in base al proprio ciclo di vita si sposta e sposta la sua influenza in base alla sua collocazione che ha nella struttura familiare.

Quindi la famiglia è una struttura che si caratterizza per una grandissima mutevolezza. Il bambino avrà un ruolo diverso e cambierà nel corso del suo ciclo di vita, la loro collocazione (il cambierà all'interno della struttura familiare).

Lezione 2 - I mutamenti della famiglia: una prospettiva di analisi storica

La famiglia nel passato

La famiglia di fatto esiste da quando esiste la società, ma nel passato erano molto diverse rispetto a come le immaginiamo oggi, questo perché nel passato oltre ad essere un'unità riproduttiva necessaria per la continuazione dell'evoluzione della specie umana e anche dei costrutti sociali dell'uomo (società, istituzioni etc).

Era una famiglia come impresa e come unitò produttiva, un'unità produttiva e ciò vuol dire che oltre ad essere il luogo della riproduzione, era anche luogo di produzione di valore (es. famiglie artigiane che intorno alla sua produttività costruivano la loro struttura familiare).

Estesa, molto ampia la letteratura storica sulle strutture familiari prevalenti nell'Occidente europeo, che studiavano le tipologie, l'evoluzione e le varie strutture familiari del passato. Una letteratura soprattutto antropologica, approccio storiografico.

La prima grande teoria che si incontra se vuoi analizzare la famiglia da una prospettiva sociologica è la teoria di Durkheim che vede all'intento dell'evoluzione delle strutture familiari un processo di progressiva contrazione. Secondo lui l'evoluzione storica si è avuta dal momento in cui c'è stata una contrazione numerica, e di relazioni, che da estese sono divenute famiglie nucleari (genitori e figli —> Asl chiama gruppi domestici semplici). Questa contrazione è stata determinata da mutamenti sociali che nel corso del tempo si sono susseguiti, il passaggio da società a maggioranza rurale a società con una composizione urbana più articolata che secondo Durkheim ha portato alla contrazione della famiglia. Ma soprattutto ciò avvenne in seguito all'industrializzazione.

Durkheim e la teoria del processo di progressiva contrazione

Dalla famiglia multipla alla famiglia nucleare. Ruolo decisivo dell'industrializzazione. Prospettiva smentita dalle ricerche demografiche del Gruppo di Cambridge —> gruppo di sociologi che a seconda metà del secolo scorso hanno svolto ricerche estensive sui modelli e le strutture, e tipologie delle famiglie in Europa, smentendo di fatto questa prospettiva mettendo in evidenza come le famiglie nucleari e quelle estese convivevano in passato ben prima dell'inizio dell'avvio e dei processi dell'industrializzazione. Anzi già in Inghilterra dove l'industrializzazione per prima ha preso piede, la presenza di famiglie nucleari era già largamente diffusa. Secondo uno dei principali componenti del Gruppo di Cambridge, è stata proprio la famiglia nucleare a favorire i processi di industrializzazione.

La ricerca del Gruppo di Cambridge

Famiglia nucleare che era già nel XV secolo la struttura prevalente in gran parte del Nord Europa e in Inghilterra. Smentita l'unicità e la linearità della struttura familiare delle tendenze storiche.

Essi mettono in evidenza non solo come questa evoluzione non è stata lineare ma che vi era una pluralità di modelli che erano compresenti in Europa dal quattordicesimo secolo in poi, gruppi compresenti che si sono sviluppati su linee contemporanee. In Europa quindi troviamo in base all'area geografica, geopolitica strutture familiari differenti.

Compresenza di una pluralità di modelli (linea di Hajnal): —> quello che di fatto la linea che divideva l'Europa a metà sulla base dei modelli famigliari prevalenti

  • Modello di famiglia occidentale;
  • Modello di famiglia orientale e meridionale. —> si caratterizza per peculiarità diverse da quello occidentale.

Modello di famiglia occidentale

Il modello di famiglia occidentale (centro Europa, Spagna, Inghilterra, Italia ecc.) è caratterizzato da:

  • Età relativamente alta al matrimonio; —> sia dell'uomo che dalla donna, parlando di età che vanno dai 22 ai 28 anni, ciò che oggi è considerata precoce per il matrimonio, ma all'epoca, dal 1400, sposarsi a questa età era considerato un matrimonio tardivo.
  • Ridotta differenza di età tra i coniugi;
  • Famiglia nucleare con residenza neolocale; —> famiglie tendenzialmente piccole, composte da genitori e figli ed essi spostavano la propria residenza in un altro luogo rispetto a quello della propria famiglia di origine.
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher novelligiada di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della famiglia e dell'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Guglielmo Marconi di Roma o del prof Angelo Romeo.
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