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Lezione 7 febbraio

Esposizione slide presentazione del corso

Famiglia: modo in cui la società si organizza → prodotto storico e sociale → è un’istituzione che varia nel tempo. Non esiste un modo di essere e di vivere che sia il migliore per tutti [...] la famiglia di oggi non è più né meno perfetta di quella di una volta: è diversa perché le circostanze sono diverse. (Durkheim, 1888)

La famiglia, una prima definizione (Gallino, 1993)

  • Unità organizzativa del sistema sociale basata sull’interdipendenza di quattro dimensioni:
  • Dimensione politica: organizzazione e distribuzione dell’autorità → rapporti di potere (tra genitori e figli ad esempio)
  • Dimensione economica: organizzazione e produzione delle risorse materiali utili al sostentamento
  • Dimensione affettiva: organizzazione e formazione della personalità attraverso la socializzazione
  • Dimensione riproduttiva: sfera bioculturale relativa alla procreazione e al modo di allevare i figli, due aspetti che contribuiscono alla formazione della soggettività

La famiglia è influenzata, e a sua volta influenza, i diversi ambiti della vita sociale, cioè la politica (organizzazione delle politiche), l’economia, la cultura.

Famiglia come istituzione sociale

Istituzione = insieme di ruoli prodotto dal processo di costruzione della società da parte degli uomini (che sono produttori di loro stessi: attori sociali) [università, arte] Ruolo = insieme di aspettative reciproche sulla base di una posizione/collocazione nella struttura sociale sociale = inter-soggettiva, risultato delle inter-azioni tra attori sociali.

La famiglia è anche uno spazio fisico e relazionale intorno al quale si regolano la riproduzione biologica e la cura dei minori.

Socializzazione

La famiglia è definibile come agenzia di socializzazione tesa a trasformare l’individuo in membro della società sulla base della sua connaturata socialità e apertura al mondo, e per sopperire al deficit genetico. (Berger, Luckmann, 1966)

  • Primaria: apprendimento legato alla dimensione affettiva, prima infanzia e acquisizione delle conoscenze di fondo sulla realtà
  • Secondaria: apprendimento più specifico e più superficiale (come si lavora), ultimamente si cerca di far apprendere cose nuove intaccando anche sulla dimensione emotiva: conoscenze specialistiche connesse alla divisione del lavoro

I due tipi di socializzazione si influenzano a vicenda: nel corso della socializzazione primaria apprendiamo una particolare versione sociale della realtà che è data dalla collocazione dei genitori e degli “altri significativi” (Mead, 1934) nel sistema di stratificazione sociale = subcultura derivante dalla socializzazione secondaria dei genitori influisce sulla socializzazione primaria dei figli, e quest’ultima è la base per la loro socializzazione secondaria, successiva.

Definire cosa è famiglia e cosa non lo è: non esistono confini netti. In realtà dobbiamo andare a capire come si configura la famiglia. → Non bisogna confondere parentela con famiglia! Per definire i confini bisogna definire la famiglia: secondo un discorso conservatore-religioso, la famiglia si basa sulla procreazione di figli legittimi, nati all’interno del matrimonio. La famiglia è una costruzione sociale come tutte le altre istituzioni.

Problema sociale: organizzazione e controllo sulla procreazione → attraverso la famiglia si stabiliscono i ruoli, classificazione sociale e classificazione di genere, organizzazione dei rapporti. Si stabiliscono le regole, è un luogo di potere, è un luogo di consenso, di incontro e di scontro, di continua negoziazione, ma anche di amore. Ad oggi abbiamo una pluralità di forme familiari, ma è stato anche così in passato. Oggi si assiste ad una pluralizzazione più marcata.

La famiglia è un insieme di ruoli e dunque di modelli di comportamento che veicolano norme, valori, credenze, simboli. È un’istituzione con un minimo di coerenza, all’interno del quale però i diversi membri negoziano risorse e significati.

Lezione 8 febbraio

La famiglia non è semplicemente un attore passivo o un protagonista isolato nella società, ma è modificata e modifica la società. La famiglia è influenzata dall’organizzazione sociale al suo esterno (ad esempio il mercato del lavoro, le politiche statali, ecc.), ma a sua volta concorre alla formazione della società.

Strutture e relazioni familiari

La famiglia può assumere una diversa configurazione, e ci riferiamo alle strutture familiari: in base alle strutture possono crearsi delle diverse relazioni → strutture e relazioni familiari sono legate tra di loro. La famiglia è più circoscritta rispetto alla rete parentale. Il fatto di vivere insieme non implica il fatto di essere una famiglia, e il fatto di vivere separatamente non implica l’esistenza di due famiglie. L’aggregato domestico è un insieme di persone che vivono insieme, ma non formano una persona.

Il cambiamento sociale attuale potrebbe portarci in qualche modo ad identificare famiglia un aggregato di due/tre persone che vivono insieme, ma tuttavia per parlare di famiglia in senso stretto dovremmo tenere in considerazione l’esistenza di una relazione affettiva. (Oggi la relazione sessuale non è un elemento discriminante per identificare cosa è famiglia e cosa no) La famiglia è molto di più di stare sotto lo stesso tetto, ma è meno generica e più ristretta della rete parentale.

Famiglia dislocata = mobilità dei ruoli, nel momento in cui ci si rivolge al babysitter, all’amico di famiglia, una parte della parte educativa dei figli viene svolta esplicitamente o implicitamente da queste persone + ciò che può fare la madre lo può fare anche il padre, e viceversa + aiuto da parte dei nonni, e delletant’è che il loro rapporto è così stretto che la famiglia assume la struttura di famiglia dislocata, persone : lavoratore pendolare.

Funzioni basilari della famiglia

  • Riproduzione biologica (condizione non necessaria)
  • Cura ed educazione dei bambini
  • Regolazione biologica

Tuttavia forme sociali differenti rispondono e organizzano diversamente queste funzioni.

Il Gruppo di Cambridge: la classificazione di Laslett (1977)

Studio in cui si pone una classificazione della struttura familiare sulla base di due criteri:

  1. Presenza/assenza di coppia coniugale, per capire se c’è una relazione stretta
  2. Presenza/assenza di coppia generazionale (coppia che genera figli)

Vengono individuati 4 gruppi domestici:

  • Gruppi senza struttura, gruppi unipersonali: persone sole, convivenze di fratelli/sorelle o consanguinei senza vincoli di generazione
  • Gruppi semplici: coppia senza figli, coppia con figli, famiglia monogenitoriale
  • Gruppi a struttura estesa: famiglia semplice + parenti ascendenti [nonno, solo uno], discendenti [nipote] o collaterali [suocero, cognato]
  • Gruppi multipli: presenza di più coppie coniugali, eventualmente con i loro figli → dove c’è più relazione verticale, con rapporti di scontro tra coppia giovane e coppia anziana
    • Frereche: fratelli sposati vivono insieme con le loro famiglie
    • Famiglie a ceppo, coppia anziana vive insieme con quella erede: figlio con la moglie e i propri genitori
    • Famiglie congiunte: tutti i figli maschi portano a casa dei genitori le loro mogli e poi i figli

Note: il tipo di autorità connota la struttura + i rapporti di genere e tra membri risente del tipo di struttura. Nella famiglia nucleare i rapporti sono più democratici.

Dobbiamo tenere in considerazione il fatto che la famiglia cambia nel tempo. La famiglia ha un ciclo di vita: a seconda della fase cambia non solo la sua composizione, ma anche le sue pratiche, i suoi bisogni e soprattutto le relazioni di potere. A seconda delle epoche storiche e del tipo di società, il ciclo di vita della famiglia ha una propria organizzazione e segmentazione.

Il caso delle famiglie tacite nella Francia meridionale del passato (Segalen, 1981) è simile a quello della dislocazione attuale (es. nonni vivono vicino ai nipoti, pur stando in case diverse, pratica del pranzo in comune, tempo di cura condivisa, o ancora si pensi al rapporto di reciproco sostegno tra vicini, colleghi, amici).

Il ruolo e il mutamento della famiglia secondo i classici

Ferdinand Tonnies

Uno dei primi sociologi (1855-1936): parla di comunità e società. Risente molto del clima culturale del tempo, dominato dal:

  • Positivismo: predominio del momento pratico e dell'interesse materiale, associato a una parziale o totale esclusione dei motivi di ordine ideale o affettivo.
  • Meccanicismo: concezione che considera l'accadere, sia fisico che spirituale, come il prodotto di una mera causalità meccanica e non preordinato a una superiore finalità + rigorosa esclusione dall'ambito di un'attività, per lo più collettiva, di qualsiasi intervento, spontaneo e individuale, dell'immaginazione.
  • Organicismo: concezione biologica, per certi versi assimilabile all'olismo, che considera la struttura organizzata propria degli esseri viventi come un'unità non esclusivamente interpretabile in base ai principi fisico-chimici che regolano il funzionamento dei suoi componenti.
  • Irrazionalismo: atteggiamento filosofico tendente a svalutare le possibilità di ordine logico e ad esaltare i motivi di ordine istintivo, affettivo o anche religioso come strumenti di presa sul reale.

I rapporti sociali si possono basare sul consensus oppure sulla concordia, considerati come processi di formazione delle comunità:

  • Consensus: tipico della società urbana dove per cooperare si necessita di contratti e formalizzazioni; non c’è un comune sentire. Scambio paritario di mercato (es. vendita prodotti e guadagno)
  • Concordia: volontà diverse si fondono e trovano un punto in comune che li fa sentire un tutt’uno.

Per Tonnies sta aumentando la società sulla comunità = più individualismo. Parte dal presupposto che nel tempo la società diventa sempre più complessa.

Per Tonnies abbiamo tre tipi di comunità:

  • Comunità di sangue e di terra = la famiglia, perché la famiglia nasce da un’alleanza matrimoniale a cui si unisce la comunità di sangue derivante dalla procreazione → la famiglia è il nucleo fondante della comunità. La comunità è il luogo dove vivono più famiglie. I rapporti all’interno della famiglia sono madre-figlio, uomo-donna, fratelli-sorelle, padre-figlio
  • Comunità di luogo = lo spazio
  • Comunità di spirito = gruppo religioso, di amicizia

Il potere del padre come base del potere comunitario. La famiglia è considerata come nucleo primitivo della comunità e della società.

Lezione 14 febbraio

Tonnies: analizza la contrapposizione tra comunità e società, esaminando il processo di differenziazione in gruppi, classi, ceti. Si sofferma sulle diverse caratteristiche della società. Si sofferma sul passaggio da una società comunitaria a società più complesse, in cui la comunità perde il suo valore e si stanzia la società industriale. Esamina l’istituzione famiglia: esso vede nella famiglia uno degli elementi fondanti la stessa società. (Durkheim ad esempio non considera la famiglia come istituzione che dà vita alla società)

L’individuo è mosso da una volontà, legata alla psiche, intenzionata a perseguire degli obiettivi, legata ai sentimenti, emozioni, istinti, che fa sì che gli esseri umani si uniscono tra di loro. La società si basa sul potere, basato sulla legittimazione o sulla capacità di imprimere la propria volontà negli altri: esso deriva dall’esercizio della patria podestà. La famiglia è una comunità: tante volontà che si mettono insieme e formano un unico organismo.

Come Lévi Strauss, allievo di Durkheim, anche Tonnies considera la famiglia come alleanza matrimoniale. Tonnies dà meno peso e non si sofferma sul rapporto marito-moglie perché sta analizzando la famiglia come aggregato sociale, ma su quello madre-figlio: capacità di procreare e prendersi cura. L’uomo non ha le stesse capacità di cura della donna, infatti la relazione padre-figlio è più strumentale. Si sofferma anche sul rapporto fratelli-sorelle perché si basa su un rapporto di sangue.

La Mead analizza varie tribù e scopre che la mascolinità e la femminilità non sono caratteristiche innate, ma dipendono dal contesto. Il criterio maschio/femmina è totalmente culturale. Non sono qualcosa di biologico, ma di culturale.

Il matrimonio è la costruzione di un nuovo microcosmo sociale, che serve per la gestione della procreazione e della prole: non è visto come un qualcosa che nasce dall’amore ecc.

Ogni famiglia è una comunità che ha un proprio spazio = organizzazione spaziale: è una comunità di sangue, ma anche di luogo (prima non esisteva distinzione tra domestico e non, ma si viveva tutto in modo uguale) e di spirito, costituita da valori e cultura → 3 luoghi centrali:

  • Il focolare: luogo dove si sta insieme, posto in cui ci si educa, si racconta, luogo della socialità
  • La mensa: luogo dove si mangia
  • Il campo: spazio esterno all’abitazione, centro dell’attività economica, dove un tempo si coltivava, si alleva e si producono gli utensili → l’economia (dal greco “legge di regolazione della casa”) nasce in casa, insieme alla famiglia: produzione e consumo coincidono. Il campo è quella parte spaziale che rimanda ad una divisione temporale: si scopre la morte, e da qui nasce l’angoscia. Il campo è il luogo dove si seppelliscono gli antenati, per dare continuità, mantenere un ricordo. Il culto degli antenati dà una storia, un culto alla famiglia stessa.

+ un proprio tempo = organizzazione temporale: ha un ciclo di vita che cambia nel tempo. Queste caratteristiche sono presenti ancora oggi: la mensa è la tavola, il focolare è il televisore, il campo è il luogo di lavoro e il culto degli antenati è stato esternalizzato ai cimiteri, ma ci può essere comunque un culto in casa.

La società urbana non è più autosufficiente: ci si specializza, nascono gruppi diversi legati da rapporti di potere. Si esce fuori dalla ruralità e nasce la città: l’economia comincia ad espandersi ed esce fuori dalla famiglia. La città è il luogo dell’artigianato. In questa società più complessa, la famiglia comincia a perdere il suo ruolo economico, perché si svolge tutto al suo esterno. Le relazioni diventano più formali, e più basate sullo scambio, razionale, effimero → avere un qualcosa che porti vantaggio → negoziazione → visione un po’ conservatrice. Si valutano le persone in base alla prestazione, e non più in base all’affetto → degenerazione.

Émile Durkheim

Nato nel 1858 in Francia, da una famiglia ebraica, comunità incentrata molto sullo studio, anche perché volevano capire la base dei loro svantaggi. È il primo ad essere titolare di una cattedra di sociologia, sociologia come studio della fisica sociale, ovvero la società. Sistematizza il pensiero positivista: la sociologia è lo studio dei fatti sociali, è una disciplina che studia i fattori sociali di una società. La società è basata sull’interazione tra individui che si esprimono simbolicamente, ha un proprio ordine istituzionale che riflette valori morali.

Secondo Durkheim non esiste la famiglia perfetta, ma essa cambia in base al contesto e ai fatti sociali. La famiglia è quell’aggregato sociale prodotto dalla società stessa: se cambia la società più ampia, cambia anche la famiglia. La famiglia è un risultato della società → principale differenza tra Durkheim e Tonnies. Durkheim crede all'esistenza di leggi sociali: esso elabora la legge sull’evoluzione della famiglia. La famiglia progressivamente perde peso nella società: più le società diventano complesse più diminuisce l’importanza della famiglia → legge di contrazione progressiva: all’inizio la famiglia è un clan, tante persone non necessariamente legate da legami di sangue. Man mano la famiglia si restringe perché nel momento in cui abbiamo delle specializzazioni e differenziazioni le persone stanno meglio, c’è un maggiore benessere, e si vive più a lungo, migliora l’economia, e la famiglia da unità produttiva diventa meno importante perché si sviluppa un’economia esterna e quindi i rapporti più importanti sono quelli economici, gli individui sono più liberi. Con l’industrializzazione, nasce sempre più il culto dell’individuo, società più differenziata, diventando più importante ciò che è esterno alla famiglia: nasce una mobilità individuale. Nella società complessa ci si discosta più dalla tradizione e si crea maggiore differenziazione: più benessere crea più pretese nell’individuo, che tende a dedicarsi più al consumo, allo studio, mettendo su famiglia sempre più tardi. La famiglia si restringe in numero, arrivando alle famiglie unipersonali. Vedremo che, sì, c’è stata una contrazione, ma c’è stato un cambiamento nella formazione della famiglia.

La concezione individuale nelle società antiche non esisteva perché tutti facevano le stesse esperienze. Nelle società avanzate c’è differenziazione in gruppi e la solidarietà meccanica diventa organica. In questo processo di differenziazione la famiglia cambia la sua importanza all’interno della società.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

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