Lezione del 5 ottobre
Le origini della stampa
La stampa: una serie di concetti, tecnologia e macchine che portano alla realizzazione di testi in serie. Con argomenti come la libertà di stampa, ruolo politico, dimensioni sociali e culturali la stampa si è rivelata un vero e proprio elemento sovversivo. La stampa attraversa diverse fasi prima di raggiungere quella attuale:
- Ricopiatura manuale di copie di manoscritti da parte di amanuensi a servizio di privati, lavoro molto lungo che richiedeva tanto tempo.
- I primi supporti per i testi scritti: pergamena, carta, papiri.
- Xilografia: altro tipo di tecnica di produzione dei testi, consisteva in una tavoletta di legno incisa che, con dell’inchiostro, riusciva a stampare nel foglio l’immagine incisa.
- Stampa a caratteri mobili: innovazione utilizzata per la riproduzione dei libri dal 1450 in poi, il creatore Gutenberg era un orafo di precisione tedesco. La Bibbia di Gutenberg fu il primo libro stampato, evento di grandissimo rilievo perché fino ad allora solo un’elite poteva leggerla. Il fatto di rendere disponibile la Bibbia a più persone rende possibili la lettura individuale e personale senza la mediazione del clero.
(Marshall McLuhan pubblica ‘La galassia Gutenberg’ nel 1976 dove dice che la stampa fu la prima merce uniforme e ripetibile, modo per enfatizzare il ruolo di svolta che ha avuto nel mondo – si diffonde l'informazione, la conoscenza).
- Il grande centro della stampa a livello europeo è Venezia (Aldo Manuzio, creazione di aldine, piccoli libri tascabili che si possono portare ovunque).
- Il libro si trasforma da oggetto sacro in oggetto di consumo.
- Il libro stampato proclama la nascita dell’autore → diritto di proprietà intellettuale 1709, prima legge sul copyright. La circolazione del libro era affidata a canali sociali più che all’acquisto personale, le persone ascoltavano le persone che possedevano questi libri. La distinzione tra letteratura seria e libri di puro consumo non era ancora netta.
- Nell’ultimo decennio dell’Ottocento assistiamo a un graduale sviluppo dell’editoria, nel 1880 ‘Ben Hur’ di Lew Wallace vende più di un milione di copie diventando il primo romanzo storico best seller.
- Negli anni della I guerra mondiale l'obiettivo di fornire conoscenze a tutti era superato.
- Ulteriore sviluppo del libro tascabile nel '900, sono alla portata di tutti, nel 1955 il primo bibliobus portava i libri nelle città di provincia.
- Nella seconda metà del Novecento cresce il livello medio di istruzione e si arriva alla legge sulla scuola dell’obbligo.
La scrittura consente all’uomo di elaborare, decodificare, trasmettere e utilizzare le conoscenze ed è fondamentale per la formazione di una struttura comunitaria.
Importanza della stampa a caratteri mobili
- Capacità di produrre con una spesa limitata una quantità di libri enormemente superiore a quella che si poteva ottenere con la riproduzione manoscritta.
- Abbassamento dei costi.
- Sviluppo delle lingue volgari nazionali, idea di Stato e di nazione, senso di appartenenza a una grande comunità.
Linee importanti dell'industrializzazione del mercato
- Vendere i libri praticando prezzi alla portata del ceto medio e degli strati più elevati della classe lavoratrice.
- Utilizzare canali di distribuzione diversificati.
- Promuovere alcuni generi di libro specificamente adeguati per un consumo rapido e diffuso.
Al giorno d’oggi
- I libri sono scarsamente frequentati dagli italiani, analfabetismo funzionale → molti individui non sono in grado di capire realmente cosa il testo intenda comunicargli.
- Nasce la digital press e viene semi-abbandonata la lettura dei testi a stampa. Il web favorisce infatti la lettura di libri tanto che esistono siti dedicati ai social reading.
- Chris Anderson nel 2004 formula la “teoria della coda lunga”: è una strategia di vendita al dettaglio per cui si predilige vendere un gran numero di oggetti unici in quantità relativamente piccole di ogni oggetto venduto, rispetto a vendere un numero esiguo di elementi popolari in gran quantità.
- Book Influencer (es. Francesca Crescentini): i canali per la distribuzione della lettura esistono anche online, sono persone che promuovono la lettura di testi, collocano i libri nelle loro situazioni quotidiane, possono godere della credibilità e sembrano più autentici → mettono in scena una loro passione e si trovano al di fuori della strategia di mercato, sono diversi da un testimonial tradizionale (che è poco sincero e viene pagato molto).
Lezione del 12 ottobre
Giornale e giornali online
Nasce a cavallo tra il 1700 e il 1800, acquista una maggiore velocità in termini di produzione grazie a cambiamenti tecnici. I giornali permettono alla parola stampata di essere prodotta a cadenza temporale più ristretta e di ampliare il raggio della discussione su argomenti legati all’attualità.
- Nasce la figura del giornalista: colui che racconta in maniera oggettiva temi rilevanti nella vita dell’individuo → consente ai lettori di conoscere e dare un’opinione.
- Differenza con il libro: Temporalità più breve, ovvero l’attualità (ciò che è in atto), è un’opera corale, che mostra il pensiero di differenti voci (i giornalisti che ne compongono la redazione).
È nella prima metà del XVII secolo che nascono in Europa le pubblicazioni a cadenza settimanale, le quali dovranno subito scontrarsi con le istituzioni di potere erte a difesa dell’ordine costituito: un medium in grado di veicolare informazioni e idee con tale velocità non può che essere considerato un pericolo da controllare e reprimere. Solo alla metà del XIX secolo, grazie all’emergere di nuovi fattori tecnologici e commerciali, l’editoria periodica affronta la trasformazione che l’avvicinerà all’industria di massa, in particolare:
- Torchio a vapore.
- Telegrafo di Morse, apparecchio che si lega alla scoperta dell’elettricità, deve il suo nome a quel codice che consente di trasmettere le lettere dell’alfabeto sotto forma di linee e punti. Con questo metodo si riducevano i tempi di comunicazione perché si superavano grandi distanze in minor tempo.
Novembre 1814, primo giornale: The Times.
La Penny Press
Benjamin Day rivoluziona la strategia commerciale del produrre giornali a basso costo. Rivoluzionò anche la modalità distributiva di newspapers introducendo la figura degli strilloni, ovvero bambini che distribuiscono giornali. Penny press riporta una prevalenza di notizie di cronaca a carattere sensazionalistico che interessano maggiormente le masse. Per ridurre i costi il New York Sun concede molto più spazio alla pubblicità.
La stampa di massa
Lo spirito del giornalista, in Francia, consiste nel discutere in modo violento, ma elevato e spesso eloquente, i grandi interessi dello stato. Lo spirito del giornalista, in America, consiste nello stimolare grossolanamente, senza preparazione né arte, le passioni di coloro cui si indirizza il giornale, nel lasciare i principi per impadronirsi degli uomini, seguirli nella vita privata e metterne a nudo le debolezze e i vizi. Il modello industriale americano della stampa quotidiana si afferma anche in Europa, dove viene recepito nelle realtà economiche più floride: su iniziativa di Émile de Girardin, nel 1836 in Francia viene varata La Presse, giornale impostato sul profilo del New York Sun.
Il fotogiornalismo
L’uso della fotografia a corredo del giornalismo nasce nell’ambito della fotografia di guerra ma lentamente si estende a tutti gli eventi degni di testimonianza, quali la politica o lo sport. L’emergere delle tecnologie digitali ha imposto al fotogiornalismo cambiamenti radicali. La manipolazione fotografica diventa un argomento molto delicato. Il digitale rende infatti semplice e accessibile la possibilità di manipolare in post produzione un qualsiasi scatto.
I social media
Con i loro caratteri di immediatezza hanno avuto un grande impatto sul ruolo stesso dei fotoreporter (in qualche modo, ad oggi, siamo diventati tutti dei fotoreporter). Il giornalista quando confeziona una notizia deve tener conto di quello che viene prodotto dal basso, si deve confrontare anche con questo tipo di fonte creata dai lettori che diventano giornalisti.
- Convergenza digitale: la crescente pervasività di internet con i relativi cambiamenti nei modelli di consumo, esercitano una pressione finanziaria senza precedenti sull’industria editoriale. Ora leggiamo maggiormente le notizie online → ibridazione, scontro tra un medium old come la stampa e uno nuovo ovvero internet. Daparte dell'industria dell'informazione la risposta è stata quella di attuare un approccio multipiattaforma. Rispetto al passato la tecnologia digitale ha reso più semplice la condivisione e il riutilizzo dei contenuti: la riprogettazione della piattaforma è divenuta pratica comune e riflette la diffusa consapevolezza dei cambiamenti dei modelli di consumo e delle nuove necessità del pubblico, soprattutto di quello più giovane. Es. molti giornali hanno aperto una piattaforma online e hanno creato anche un blog in cui poter discutere riguardo alle notizie.
- Immediatezza: i giornalisti devono essere pronti a riportare gli eventi sui siti online entro pochi minuti dal loro accadere, cambia anche il tipo di scrittura per la necessità di fornire immediatamente brevi resoconti (non c’è spazio per l’approfondimento).
- Paywall: funge da barriera tra utente e contenuti online di un giornale a pagamento (riesci a leggere il titolo e le prime righe ma poi per procedere bisogna registrarsi, pagando e acquistando il giornale anche tramite abbonamenti).
- Pluralismo: identità dell’individuo contemporaneo, il quale è prosumer. Ad oggi possono tutti fare giornalismo purché posseggano un dispositivo e il campo (non più la preparazione). Tutti prendono la parola ritenendo di avere l’autorità per farlo con il risultato che non aumenta il pluralismo ma l’entropia, confusione, rumore.
- Post-verità: sempre più informazioni oggi sono autoreferenziali, sempre più immagini sono simulacrali: esse si propongono al lettore con lo stigma dell’autenticità e gli impediscono la verifica di questo fatto. Alla verità si sostituiscono altri criteri: la capacità dell’informazione di confermare le credenze del lettore e la sua capacità di coinvolgerlo emotivamente. Credo ad una notizia solo perché conferma le mie idee. (ci sono gli algoritmi che mi personalizzano le notizie).
Una società che non legge più, che non si aggiorna, che non si informa, che pensa di fare a meno dei giornalisti, è una società più esposta che si affida a reazioni istintive ed emotive. Il pensiero del giornalista è parziale (dunque, non imparziale).
- Notizia: la notizia diviene tale nella misura in cui l’evento preso in considerazione ha una rilevanza sul vivere quotidiano (un giornalista decide se raccontare o meno una notizia a seconda di questo criterio). News values = insieme di regole che accompagnano l’intero processo di notiziabilità → evento (eccezionalità), novità, prossimità (es. notizia avvenuta in Italia fa sì che il lettore italiano sia più interessato rispetto ad una notizia avvenuta in America), mezzo, pubblico (ovvero le sue caratteristiche), concorrenza.
Criteri di notiziabilità
- Evento (eccezionalità).
- Novità.
- Prossimità.
- Mezzo.
- Pubblico (ovvero le sue caratteristiche).
- Concorrenza.
Media tradizionali e digitali
Essi si incontrano, ma al tempo stesso si scontrano nella selezione delle notizie e nella gestione delle fonti. Comunicazione e quindi interazioni-relazioni passano attraverso l'avvento della rete e lo fanno andando a modificare alcune dinamiche e tappe del giornalismo tradizionale.
- Nell’epoca in cui l’informazione veniva gestita dai media tradizionali, la presenza del giornalista consisteva in una testimonianza diretta dell’operatore sul campo.
- Nell’epoca digitale vi è una mutazione antropologica prodotta dalla tecnologia digitale: un giornalista non può non confrontarsi con le fonti tradizionali così come con i contenuti che provengono dalla rete.
Citizen Journalism: giornalismo partecipativo o dal basso, è basato su pubblici cittadini che giocano un ruolo attivo nel processo di raccolta, reporting e analisi di notizie e informazioni.
Agenda setting
Agenda setting and mass Communication Theory è un testo del 1979 in cui si dice che i giornali manipolano le persone: non obbligando i lettori a crederci, ma scrivendo in un modo tale che il lettore ci creda. Quindi non è che i lettori siano completamente facili da convincere, ma i media possono definire quali sono gli argomenti a cui noi dobbiamo prestare più attenzione, quindi sostanzialmente definiscono che cosa dobbiamo pensare. Come? Concentrando l’attenzione su determinati temi (ora tema della Guerra, negli ultimi due anni Covid), costringendo così chi legge/ascolta a prendere in considerazione la tematica di cui si sta discutendo.
La teoria dell’agenda setting sottolinea come appunto la gente tenda a includere o escludere dalle proprie conoscenze ciò che i media dicono o non dicono. Sostanzialmente io penso a certe tematiche perché effettivamente i media definiscono “la gerarchia d'importanza dei temi a cui io devo pensare” (più si parla di un tema più ci penso). Può accadere che la rete decida che una notizia, a cui magari i telegiornali non hanno prestato grande attenzione e a cui i giornalisti non hanno dedicato molto spazio, vada presa più in considerazione e, attraverso la continua condivisione in rete, si diffonda, richiamando così l’attenzione dei giornalisti, che son chiamati a “riprendere quella notizia” in quanto potrebbe essere considerata di rilievo e meritevole d’attenzione.
L’accessibilità ha comportato il ribaltamento delle principali letture dell’agenda setting: l’accesso alla rete e l’aumento esponenziale delle nuove forme di partecipazione non si sostituiscono alla figura del giornalista tradizionale, ma rendono più complesso il processo di costruzione della notizia anche quando quest’ultima deve confrontarsi con le fake news, le eventuali smentite, ecc.
- Le dichiarazioni dei politici: attraverso le pagine istituzionali i politici rilasciano dichiarazioni “esclusive”, le quali verranno poi riprese e citate negli articoli dei giornali. Questo ne ha facilitato l’accesso, in quanto al giornalista basta entrare nello spazio online e fare un copia-incolla; d’altro canto, l’aspetto negativo, potrebbe essere l’impossibilità di porre ulteriori domande e avere ulteriori dichiarazioni da parte di essi.
Mobile journalism
Il giornalista non può limitarsi a prendere le notizie che trova online ma dovrebbe avere il tempo di verificare se quella notizia è effettivamente vera o meno, quindi si è sviluppato oggi quello che viene chiamato “mobile journalism”. Questo è un tipo di giornalismo che supera gli ostacoli che la presenza di una telecamera impone, utilizzando uno smartphone o un tablet e rappresenta una scelta economica: sottrae il giornalista ad altra attività di racconto, preso dall’impellenza della registrazione delle immagini. The New York Times ha investito sulla pubblicazione di contenuti video considerandola, già nel 2013, una componente essenziale della strategia di crescita dell’azienda. Secondo gli investitori le storie associate a immagini filmate producono un aumento fino al 32% di visualizzazioni.
Lezione del 19 ottobre
Il telefono
Dispositivi di contatto “vicario” (sta al posto di) tra i corpi sociali: telefono sostituisce i rapporti faccia a faccia. L’aumento della velocità e l’estensione della portata dei trasporti accrescono le possibilità degli individui di mutare i propri contesti di vita: distribuzione spaziale degli individui in vaste zone, attraverso questo dispositivo è possibile avere relazioni a distanza. Crisi di controllo → lo sviluppo delle ferrovie e dei battelli a vapore nel corso dell’Ottocento amplia le possibilità umane di estensione nello spazio provocando un’inquietante crisi di controllo nelle interazioni sociali. Nasce il bisogno di un dispositivo di compensazione, ha anche una funzione rassicurativa, ma impedisce il controllo della vita o delle condizioni sociali.
Telefono: brevettato nel 1879 da Alexander Graham Bell, il quale converte la voce in impulsi elettrici e viceversa: la comunicazione a distanza diventa una pratica quotidiana ed universale, così lo spazio domestico viene mediatizzato. Il telefono può essere considerato un medium femminile, perché in quegli anni c’era ancora in vigore l’idea della distinzione tra spazio libero e spazio privato: le donne possono far sentire la loro voce al di fuori del contesto domestico.
- La diffusione del telefono negli anni '70 dell’Ottocento ha permesso di recuperare la dimensione dell’oralità: la voce ha un ruolo fondamentale (si percepiscono anche emozioni) e la prossimità emotiva delle relazioni “faccia a faccia” che l’arrivo delle metropoli aveva ridimensionato.
- Effetto di rassicurazione.
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