Testi e valutazione
TESTI: “La sociologia in azione, come leggere i fenomeni sociali” - Hachen
“Sociologie contemporanee” - Ghisleni, Privitera → solo cap. 4
“Le conseguenze della modernità” - Giddens
Materiali su Moodle.
VALUTAZIONE: attività singolare durante lezioni → dà 3 punti. Esame scritto da 60 min con domande a crocette, risposta aperta e comprensione del testo. (Per >= al 75% di presenze)
Esame scritto da 1 h 30 se sono meno del 75% di presenze.
Ultima lezione del corso = simulazione d’esame.
Émile Durkheim e il metodo sociologico
Lettura testo “Le regole del metodo sociologico” - Émile DURKHEIM 1858-1917 (Sociologo e filosofo francese) ‘classico’.
Émile Durkheim: sociologo rinomato per lo studio nel suicidio (fenomeno sociale e non individuale), concezione dell’uomo come “duplice”. Ha un punto di vista preciso su come fare sociologia.
Testo: l’individuo e la società non possono avere lo stesso pensiero, non si può applicare uno studio psicologico all’individuo alla ‘massa’ poiché ne risulterebbe un risultato errato.
Per spiegare i fenomeni sociali, la società, Durkheim afferma che spiegare la società ha – dal punto di vista che noi adottiamo - una specificità, noi non ci soffermiamo, non cerchiamo spiegazioni psichiche. È vero che l’individuo possiede una propria personalità, ma quando parliamo di sociologia cerchiamo qualcosa di diverso, ossia i fenomeni che avvengono quando un individuo è nella società. Come individui facenti parte di una società, abbiamo un cosiddetto “secondo livello di esistenza”, come viene affermato nel testo di Durkheim.
Aggregandosi, penetrandosi, fondendosi, le anime individuali danno vita a un essere (psichico, se vogliamo) che però costituisce un’individualità psichica di nuovo genere. Perciò bisogna cercare nella natura di questa individualità, e non già in quella delle unità componenti, le cause prossime determinanti dei fatti che vi si verificano: il gruppo pensa, sente e agisce in modo del tutto diverso da quello in cui si comporterebbero i suoi membri, se fossero isolati.
Quando si parla di sociologia è necessario ricordarsi che la sociologia sì, studia la società, ma con ciò si intende che ha una prospettiva particolare sui fenomeni che accadono e regolano il comportamento delle persone in questi termini.
Guardare alla società non significa guardare i singoli individui, ma riconoscere che esistono elementi esterni al singolo che influenzano e orientano il suo comportamento.
Psicologia e sociologia
Quando si parla di sociologia è necessario distinguerla dalla psicologia in quanto è un fenomeno diverso:
- Psicologia - La si concentra sull’individuo come SINGOLO e sui suoi processi interiori.
- Sociologia - La studia come il contesto sociale incide sui comportamenti individuali e collettivi.
Il CONTESTO diventa una chiave interpretativa fondamentale: il modo in cui agiamo può dipendere dal contesto sociale in cui viviamo.
Come caratterizziamo il contesto? Attraverso norme, ruoli istituzioni, valori condivisi, strutture di potere e così via.
Essenzialmente: guardare alla società non significa guardare ai singoli individui, ma si riferisce a guardare qualcos’altro che spinge gli individui a tenere determinati comportamenti in dati contesti (dato dall’insieme delle relazioni che noi abbiamo).
John Elster e l’ordine sociale
Lettura del testo “ordine sociale” – John ELSTER 1940 - … (sociologo e filosofo norvegese)
John ELSTER: sociologo contemporaneo (con riflessioni diverse da Durkheim e Marx).
Nel testo, Elster introduce il concetto di punto di equilibrio nelle scienze sociali come una situazione in cui i comportamenti degli individui risultano coordinati e nessuno avrebbe vantaggio nel deviare dalla regola seguita dalla maggioranza. Un equilibrio di questo tipo non nasce necessariamente da un obbligo esterno o da una norma morale, ma spesso emerge come convenzione utile, adottata perché risulta la scelta più vantaggiosa per tutti. L’esempio della circolazione stradale è emblematico: se tutti guidano sul lato destro, mantenere quella posizione è razionale, poiché garantisce ordine e sicurezza. In questo contesto, non ci sono veri incentivi a comportarsi diversamente, e proprio questa assenza di conflitto rende l’equilibrio stabile.
Elster distingue poi i cosiddetti equilibri di convenzione, cioè quelle situazioni in cui non solo nessuno desidera deviare dalla regola, ma vuole anche che gli altri la seguano, come accade con le norme linguistiche. Parlo in modo comprensibile perché voglio farmi capire e, allo stesso tempo, desidero che gli altri adottino lo stesso codice per rendere possibile la comunicazione. La forza di queste convenzioni sta quindi nella loro utilità reciproca.
Tuttavia, non tutte le regole condivise nascono da un accordo equilibrato tra le parti. In molti casi, il punto di equilibrio che si afferma nella società è quello imposto da chi detiene il potere o gode di un vantaggio, trasformandosi in quello che Elster definisce punto di forza. Chi ha più risorse o più margine di rischio può orientare il comportamento collettivo verso un equilibrio che lo favorisce. Anche chi è in posizione di debolezza, pur subendo tale assetto, può finire per accettarlo perché un ordine, seppur ingiusto, è comunque preferibile al disordine totale, che metterebbe a rischio la sua stessa sopravvivenza.
L’analisi di Elster mostra così che l’ordine sociale può apparire come un prodotto della cooperazione, ma nasconde spesso dinamiche di potere che determinano quali convenzioni prevalgono e a vantaggio di chi.
ELSTER sostanzialmente suggerisce due cose:
- (Usando l’espressione del PUNTO DI EQUILIBRIO) ci comportiamo in un dato modo perché – seguendo un certo comportamento - gli interessi comuni sono garantiti.
- Ci si aspetta che gli altri seguano le regole per cui pure io le seguo ⇒ equilibri di convenzione hanno un’utilità reciproca.
- Non tutti abbiamo pari opportunità di definire allo stesso modo il punto di equilibrio, in quanto c’è chi ha più potere di altri.
COORDINAMENTO DELLA VITA SOCIALE: con questo testo Elster parla del problema del coordinamento secondo Elster ci comportiamo in un determinato modo perché gli altri lo fanno. Questa è una CONVENZIONE, dunque ci siamo messi d’accordo così (forma scritta o orale). Tuttavia, il comportamento individuale si coordina a partire dai comportamenti altrui sulla base dell’effettivo comportamento degli altri e sulle nostre aspettative di tali.
Ad esempio: i turni di parola in università, se tutti parlano insieme nessuno capisce, si tratta del coordinamento con scopo finale di tutti. L’interazione influenza il modo in cui noi andiamo a costruire un ordine in una situazione sociale, il modo in cui noi ci coordiniamo.
Riguardo alla seconda affermazione di Elster, possiamo trovare una situazione del genere (forte che detiene il potere) in diverse realtà, tra cui: un professore a lezione – che prende delle decisioni per la classe -, al contrario un amico in pizzeria non potrà avere più potere rispetto a voi. CI SONO DIVERSI RAPPORTI DI POTERE (intuizione di Marx): alcune situazioni possono portarci a scegliere un determinato comportamento a partire dal contesto, e ciò non è uguale per tutti, non è determinato da tutti allo stesso modo (ciò ha a che fare con il potere).
Connessioni sociali
Abbiamo detto che la Sociologia studia la società adottando una specifica prospettiva, riconoscendo che tra individuo e società le dinamiche sono diverse: ciò che influenza i nostri comportamenti, è legato all’insieme delle relazioni, dei rapporti e al contesto in cui viviamo ⇒ richiama le connessioni sociali.
Cosa si intende per CONNESSIONI SOCIALI? Sono i modi in cui la società è organizzata e che influenzano come le persone agiscono, pensano ed interagiscono. [Sono il CONTESTO, danno forma al CONTESTO. Le forme che assumono le connessioni fanno parte delle analisi del sociologo.] Le connessioni sociali sono articolate non solo in un contesto sociale ma anche territoriale, (legata allo spazio). Un aspetto centrale dell’analisi di Giddens è anche la dimensione territoriale delle connessioni sociali. Il modo in cui le connessioni sociali sono articolate dipende ed è influenzato dallo spazio fisico e materiale.
Introduzione e Capitolo 1
Analizzare una situazione sociale
Cosa significa ANALIZZARE UNA SITUAZIONE SOCIALE?
Per Hachen significa guardare chi e che cosa in una data azione sociale agisce ed è presente: quindi, significa guardare a coloro che agiscono, gli ATTORI sociali, esempio: guidatori sulla dx e non sx. Il guidatore non è un attore sociale, bensì INDIVIDUALE, ma la scuola guida viene considerata un ATTORE in quanto dà la patente (quindi agisce), molte persone prendono la patente → ATTORE COLLETTIVO = l’insieme di persone che agisce come fosse un solo attore. (Tante persone che agiscono insieme, in modo coordinato).
Gli attori agiscono attorno a un problema, come la gestione del traffico, istruzione, lavoro ecc. All’interno di questi ambiti possono esserci questioni diverse da sistemare. In diverse situazioni gli attori AGISCONO, in questo modo producono AZIONI, cercano di rispondere alle questioni e problemi che si pongono in queste situazioni. Possono determinarsi anche PROBLEMI, ma prodromico, intervengono degli attori per prevenire o sistemare. Guardare chi fa cosa è ossia necessario per andare ad analizzare perché e come i fenomeni sociali si svolgono in un dato modo, perché gli attori si comportano in quel modo e come si caratterizza il comportamento degli attori.
Analizzare le situazioni sociali significa fare questo tipo di ricerche.
Dove si inseriscono le CONNESSIONI SOCIALI? In un certo senso in tutte le situazioni, perché gli attori agiscono all’interno di contesti sociali. Ma, qual è la caratteristica dello sguardo sociologico anche di fronte ad altri tipi di spiegazione del comportamento umano? Le connessioni sociali si inseriscono soprattutto nella risposta a “perché e come le persone si comportano in un certo modo?”. Questo è influenzato dalle CONNESSIONI SOCIALI.
CONNESSIONI SOCIALI: “forme di organizzazione sociale che modellano le azioni umane” = il modo in cui ci comportiamo viene influenzato da com’è organizzata una data società. La sociologia studia le forme di organizzazione per comprendere cause ed effetti prodotti (delle connessioni e delle interazioni sociali che si producono in società). Il modo in cui gli studenti interagiscono in aula viene dettato dal contesto in cui ci si trova = situazione sociale comprendente di attori anche attori collettivi (università), ci sono temi e issues, delle azioni che coinvolgono gli attori per rispondere a questioni (come i turni di parola per rendere possibile a tutti di poter ascoltare).
Le forme organizzative
Cosa sono le FORME ORGANIZZATIVE? Hachen distingue quattro diverse connessioni:
- Relazioni - (Docente - studenti, studenti - studenti, attore collettivo = università).
- Gruppi - Autorappresentazione: primo anno di SID, legato a come noi definiamo noi stessi (come noi rappresentiamo noi stessi: siamo un gruppo perché condividiamo lezioni) ed eterorappresentazione (come gli altri rappresentano noi: i docenti vengono riconosciuti come tali dagli studenti).
- Reti - Legami selettivi che collegano individui (le più varie, piccole connessioni esclusive) o attori collettivi.
- Organizzazioni - Gruppi particolari con caratteristiche precise, sono gruppi secondari che hanno coordinazioni interne e ulteriori caratteristiche ⇒ strutture formali con regole, ruoli definiti e obiettivi.
Come spiegare fenomeni sociali in sociologia? Proviamo ad analizzare come sono le caratteristiche che assumono in dati contesti sociali cercando di spiegare le diverse forme alla luce di come sono le organizzazioni. Spiegare i fenomeni sociali alla luce delle connessioni sociali che siamo in grado di identificare e analizzare ⇒
Ci sono prospettive e studi diversi riguardo le connessioni sociali; tuttavia, la sociologia cerca di studiare queste connessioni sociali, forme di organizzazioni sociali che modellano le azioni umane e sulla base di queste cerca di spiegare i fenomeni e capire come questi si sviluppano.
Riprendendo il testo di Elster, possiamo affermare che si nominavano dei gruppi, delle organizzazioni, delle relazioni (forte - debole) e delle reti. Non tutti i punti di equilibrio sono costruiti nelle relazioni, ma ci possono essere delle relazioni che intervengono nel definire dei punti di equilibrio, modellano le azioni umane.
Esistono gruppi diversi, banalmente, anche in termini di dimensioni: ci sono gruppi di cinque persone, oppure nei gruppi organizzativi possono esserci 5mila persone (azienda multinazionale).
Ripasso
La SOCIOLOGIA è lo studio delle CONNESSIONI SOCIALI, che sono forme di organizzazione sociale che modellano la società e che influenzano i comportamenti degli individui nel modo in cui interagiscono, pensano (Secondo Hachen).
4 tipi di CONNESSIONI SOCIALI:
- Relazioni.
- Gruppi.
- Reti.
- Organizzazioni.
Relazioni
1. “Interazioni durevoli fra due o più attori”. Le RELAZIONI sono relazioni non solo 1:1 ma anche molti a molti, uno a molti ecc. Le RELAZIONI sono delle interazioni tra gli ATTORI, che possono essere individui o attori collettivi. ⇒
Qual è il contenuto delle RELAZIONI?
Per esempio: la relazione tra un docente e uno studente si basa sulle loro funzioni/obiettivi; quindi, le relazioni sono articolate in base alla POSIZIONE SOCIALE occupata - chiamata STATUS - e dei comportamenti attesi da chi occupa un dato status. Cioè se io possiedo una determinata posizione sociale io devo comportarmi in un modo COERENTE con la posizione occupata, in quanto le altre persone hanno delle attese per la quale io devo comportarmi in un dato modo.
Il modo in cui abbiamo delle INTERAZIONI DUREVOLI con gli altri, segue anche ciò che viene determinato dalla duplice coppia posizione – aspettative di comportamento: è vero che i singoli possiedono delle personalità uniche e che il modo in cui si interagisce è diverso in base al contesto, tuttavia è vero che il modo in cui interagiamo nei diversi contesti NON è ARBITRARIO.
Nell’interagire possediamo delle conoscenze legate al PROCESSO DI SOCIALIZZAZIONE, ossia il processo attraverso cui noi impariamo “come funziona la società” e tali conoscenze sono articolate attraverso la coppia status-ruolo.
In base alla situazione dove ci si trova, esistono delle ASPETTATIVE DI RUOLO che corrispondono alle caratteristiche della posizione sociale da noi occupata.
Status e ruolo
Lettura testo: “Status e Ruolo” – Erving GOFFMAN 1922 – 1982 (sociologo canadese)
Goffman era un sociologo canadese non contemporaneo ma ha operato nella seconda parte del Novecento.
Per Goffman una persona non occupa una sola posizione, un solo status, ossia gli STATUS possono essere diversi e sono inseriti in un sistema di strutture sociali ed è collegato agli altri. Le varie posizioni che una persona occupa NON SONO SLEGATE, perché per i comportamenti attesi legati ad un ruolo sono collegabili ad altre posizioni che un individuo occupa. Le possibili diverse posizioni che occupiamo possono essere collegate le une alle altre. ⇒
Differenza tra ruolo normativo ed effettivo:
- NORMATIVO: legato alle aspettative di comportamento, tuttavia nessuno si comporta come modello perché nessuno rispetta pienamente le aspettative altrui.
- EFFETTIVO: ciò che uno effettivamente fa quando occupa uno status.
Quanto c’è di distante tra i due ruoli (normativo ed effettivo) è un elemento importante rispetto a come una relazione si sviluppa, perché mentre siamo portati a tollerare un certo spostamento tra i due tipi di ruoli, e ciò può portare determinate dinamiche relazionali.
RUOLO: se io nella società occupo una certa posizione dovrò comportarmi in modo coerente rispetto alla mia posizione, perché la società si aspetta che io compia determinate azioni, in caso contrario mi comporterei CONTRO LE ASPETTATIVE DI RUOLO, e viceversa.
Le interazioni durevoli sono determinate dalla duplice coppia posizione ↔ aspettative. Il modo in cui ci comportiamo NON è ARBITRARIO, non è indeterminato: nelle nostre conoscenze, collegate al PROCESSO DI SOCIALIZZAZIONE (dove impariamo ‘come funziona la società’), sono articolate attraverso la coppia ‘pos.asp’.
Una persona non ricopre un solo status: gli status sono diversi e vengono inseriti in diverse strutture collegate agli altri → RICOPRIAMO PIÙ STATUS. Io sono studentessa, ma anche figlia, sorella ecc. Le cose non sono completamente slegate perché le attività/aspettative legate ad uno status sono rilevanti per altre posizioni che si occupano, si intrecciano. I comportamenti attesi in uno status influiscono sugli altri.
Distinzione tra significato normativo ed effettivo di ruolo: normativo = aspettative di comportamento, come ci si aspetta che uno si comporti; effettivo = nessuno si comporta come il modello, quello che uno fa nella vita vera. Entrambi sono rilevanti, la distanza tra i due è un elemento rilevante rispetto allo sviluppo delle relazioni: mentre siamo abituati a dover aspettare un comportamento e ciò che riceviamo veramente, se il secondo è troppo distante può portare a conflitti.
COSA SIGNIFICA ROLE-SET?
I ROLE-SET hanno a che fare con i diversi comportamenti attesi verso lo stesso individuo. Secondo Goffman noi abbiamo dei fasci di ruoli, sostanzialmente la posizione che il nostro set sta
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