1 di 54 Sistemi informativi e trend digitali
Digitale e linguaggio numerico
Quando parliamo di digitale ci riferiamo a tutto ciò che riguarda computer, smartphone, fotografie,
mondo online: in generale, il mondo dell’informatica. Il termine "digitale" deriva dal latino "digitus",
che significa dito, mentre in inglese “digit” significa cifra, che alla base di tutto c’è un linguaggio
numerico.
Computer, tablet e telefoni, in realtà, sono macchine molto semplici: al loro interno non c’è
“intelligenza”, ma solo componenti elettroniche che distinguono una sola cosa fondamentale, la
presenza o l’assenza di corrente elettrica. Questo si traduce nel codice binario, formato solo da 0
e 1.
Ogni volta che scriviamo una parola, registriamo un audio o salviamo una foto, il computer traduce
tutto in sequenze di 0 e 1. È l’unico linguaggio che comprende.
Dal mondo analogico al mondo digitale
Il mondo in cui viviamo è originariamente analogico. La voce è un’onda continua, il tempo scorre
in modo continuo, i suoni sono vibrazioni con infiniti valori possibili. L’analogico rappresenta
grandezze continue.
Negli ultimi decenni, però, questo mondo si è dovuto adattare al linguaggio digitale, perché i
dispositivi tecnologici capiscono solo 0 e 1.
Quando registriamo un messaggio vocale su WhatsApp, non viene trasmessa direttamente la
nostra voce come onda analogica: viene convertita immediatamente in sequenze di 0 e 1, inviata
attraverso la rete e poi riconvertita in onde sonore quando viene ascoltata. Noi sentiamo una
ricostruzione digitale della voce.
Lo stesso vale per musica, immagini, video: tutto viene trasformato in dati numerici.
Bit e byte: le unità fondamentali
Ogni singolo 0 o 1 si chiama bit (binary digit) ed è la più piccola unità di informazione che un
computer può elaborare.
Un singolo bit però è insufficiente per rappresentare informazioni complesse. Per questo si è scelto
di utilizzare gruppi di 8 bit:
8 bit = 1 byte
•
Il byte è la più piccola unità di memoria in grado di rappresentare un carattere.
Con 8 bit si ottengono 2⁸ combinazioni, cioè 256 combinazioni diverse. Questo numero è
sufficiente per rappresentare lettere, numeri e simboli di un alfabeto.
Per esempio, la lettera “a” viene associata sempre alla stessa sequenza di 8 bit in qualsiasi
computer. Se scrivo “ciao”, utilizzo 4 byte, cioè 32 bit.
ASCII e Unicode
All’interno dei computer esiste una tabella che associa ogni combinazione di 8 bit a un carattere.
Questo schema si chiama:
ASCII (American Standard Code for Information Interchange)
È uno standard nato negli Stati Uniti, pensato inizialmente per l’alfabeto inglese. Quando i
computer si sono diffusi in Europa, si è dovuto adattare il sistema per includere lettere accentate e
altri simboli. Il problema è diventato ancora più evidente con alfabeti molto diversi, come quello
cinese.
Per questo è stato sviluppato uno standard più evoluto: Unicode.
Unicode utilizza almeno 16 bit (2 byte), quindi 2¹⁶ combinazioni, cioè 65.536 possibilità differenti.
In questo modo è possibile rappresentare praticamente tutti gli alfabeti del mondo.
Grazie a Unicode oggi possiamo comunicare ovunque, e ogni computer del mondo è in grado di
interpretare correttamente i caratteri.
Le emoji standard sono codificate esattamente come le parole. Tuttavia, alcune aziende (come
Apple o Android) possono introdurre estensioni grafiche proprie: l’immagine dell’emoji può
cambiare, ma il codice sottostante resta lo stesso se fa parte dello standard.
Immagini, audio e formati di file
I computer non “capiscono” immagini e suoni come li percepiamo noi. Anche questi vengono
convertiti in 0 e 1.
Un’immagine digitale è composta da pixel. Ogni pixel è associato a un codice numerico che
rappresenta un colore. L’insieme di questi codici forma l’immagine completa. SI
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Esistono diversi formati di file (jpg, png, mp3, ecc.), ognuno con un proprio schema di codifica e
decodifica. Ma alla base di tutti i formati ci sono sempre sequenze binarie.
Anche i file vettoriali seguono lo stesso principio: qualunque contenuto digitale è, in ultima analisi,
una lunga sequenza di 0 e 1.
Le unità di misura della memoria
Poiché i file possono essere molto grandi, si usano multipli del byte. Essendo il sistema binario
basato su 2, i calcoli si fanno in base 2.
1 Kilobyte (KB) = 1024 byte (2¹⁰)
• 1 Megabyte (MB) ≈ 1 milione di byte
• 1 Gigabyte (GB) ≈ 1 miliardo di byte
• 1 Terabyte (TB) ≈ 1000 miliardi di byte
• 1 Petabyte (PB) ≈ 1 milione di miliardi di byte
• 1 Exabyte (EB) ≈ 1 miliardo di miliardi di byte
• 1 Yottabyte (YB) ≈ un quadrilione di byte
•
I multipli continuano a crescere perché la quantità di dati nel mondo digitale aumenta
continuamente.
Negli anni ’70 si usavano i floppy disk da 360 KB: pochissimo spazio rispetto agli standard attuali.
Negli anni ’80 erano il principale strumento di trasferimento dati. Nel 1995 lo standard è diventato il
gigabyte. Oggi una chiavetta da 1 GB sarebbe insufficiente per la maggior parte degli utilizzi.
Convergenza digitale e digitalizzazione
La convergenza digitale è la trasformazione della realtà analogica in forma digitale. Una volta
convertito in 0 e 1, qualsiasi contenuto può essere archiviato, copiato, trasmesso ovunque in modo
rapido ed efficiente.
La digitalizzazione è un processo ancora in corso. Alcuni ambiti resistono in parte alla forma
analogica, ma sempre meno.
Esempi:
Le transazioni di pagamento sono digitali.
• La voce nelle chiamate viene convertita in digitale.
• I libri spesso esistono in doppio formato (cartaceo e digitale).
• La televisione è passata dall’analogico al digitale: prima trasmetteva onde analogiche, oggi
• trasmette dati binari. In una fase iniziale serviva il decoder per tradurre i segnali; oggi le TV
integrano direttamente il sistema digitale.
Anche la radio sta passando progressivamente al digitale: riceve 0 e 1 che vengono poi
• tradotti in suoni, testi e immagini.
Sistema informativo
Un sistema informativo è un concetto più astratto: è un insieme di componenti che permettono di
produrre e gestire informazioni.
Un’organizzazione (azienda, ente pubblico, scuola) ha sempre un obiettivo. Per raggiungerlo ha
bisogno di:
dati
• persone che generano dati
• processi
• strumenti
• applicazioni
•
Questo insieme costituisce il sistema informativo aziendale.
Prendiamo un esempio: una compagnia aerea deve stabilire il prezzo di un volo. Per farlo analizza
enormi quantità di dati: concorrenza, periodo dell’anno, eventi, domanda prevista, posti già
venduti. Senza informazioni rapide, contestualizzate e significative non può prendere decisioni
corrette.
Dato, informazione, conoscenza
Il mondo è pieno di dati. Ma il dato, da solo, è un numero o una sequenza grezza, priva di
significato.
Diventa informazione quando viene organizzato e contestualizzato.
Diventa conoscenza quando viene rielaborato attraverso l’esperienza e utilizzato per prendere
decisioni. SI
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Questa relazione è spesso rappresentata come una piramide:
alla base ci sono i dati (tantissimi),
• sopra le informazioni (meno),
• al vertice la conoscenza (ancora meno).
•
ICT, digitale e sistemi informativi
ICT significa Information and Communication Technology: tecnologie dell’informazione e della
comunicazione.
Comprendono:
hardware,
• software,
• reti di comunicazione
•
Le ICT parlano il linguaggio digitale e rendono possibile l’elaborazione, la memorizzazione e la
trasmissione di dati.
Il legame tra i concetti è chiaro:
Il digitale è il linguaggio (0 e 1).
• Le ICT sono le tecnologie che utilizzano quel linguaggio.
• Oggi i sistemi informativi moderni non possono più prescindere dal digitale: il
• funzionamento delle aziende, delle istituzioni e della comunicazione globale dipende
interamente dall’integrazione tra questi tre elementi.
L’evoluzione dei sistemi informativi è molto rapida. La legge di Moore descrive questo progresso,
affermando che la potenza dei computer cresce esponenzialmente. Tuttavia, per capire se una
tecnologia diventa davvero innovazione, non basta l’aspetto tecnico: contano anche fattori
economici, sociali e normativi.
2 LEZIONE
Sistema Informativo
Il Sistema Informativo è l’insieme di elementi che permettono a un’organizzazione di
raccogliere, elaborare, gestire e distribuire informazioni utili per prendere decisioni e
svolgere attività operative.
Il sistema informativo è composto da quattro elementi principali:
1. Dati
Il dato è un elemento grezzo, non ancora elaborato.
Attraverso il sistema informativo, il dato viene raccolto, organizzato ed elaborato fino a
diventare informazione, cioè qualcosa di utile per prendere decisioni.
Esempio di dati:
nome e cognome dello studente
• numero di matricola
• anno di corso
• CFU dell’esame
•
Questi dati, se organizzati e analizzati, diventano informazioni utili per la gestione
dell’università.
2. Strumenti e Applicazioni
Sono i mezzi utilizzati per raccogliere, elaborare e gestire i dati.
Oggi, nella maggior parte delle aziende, i sistemi informativi utilizzano strumenti ICT (Information
and Communication Technologies), cioè tecnologie informatiche e digitali.
Esempi: software gestionali, database, piattaforme online, app universitarie
3. Persone
Le persone sono gli utenti del sistema informativo.
Possono essere:
chi inserisce i dati
• chi utilizza le informazioni
•
Esempio: segreteria universitaria, studenti, professori
4. Processi
Il processo è l’insieme delle attività necessarie per raggiungere un determinato obiettivo. SI
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In altre parole è tutto ciò che succede tra l’idea di fare qualcosa e la sua realizzazione
concreta.
Esempio di processo: lo studente decide di iscriversi all’esame, inserisce i dati nel sistema, il
sistema registra l’iscrizione, il professore vede la lista degli iscritti.
Esempio di Sistema Informativo (senza ICT):
Un esempio classico è l’iscrizione agli appelli d’esame prima dei sistemi digitali.
- Dati: nome e cognome dello studente, anno di corso, numero di matricola, CFU dell’esame
- Strumenti e applicazioni: Non erano strumenti ICT ma strumenti cartacei —> come: registro
cartaceo, fogli con colonne per i dati degli studenti, data dell’appello, numero del corso
- Persone: studenti, professori, segreteria
- Processo: lo studente comunica al professore o alla segreteria di volersi iscrivere, il professore
scrive il nome nel registro, viene creata la lista degli iscritti.
Differenza tra sistema informativo tradizionale e sistema con ICT
Con l’introduzione delle tecnologie ICT, il processo diventa molto più efficiente.
Sistema Descrizione Problemi principali Vantaggi
Processo lento, Processo lento, Maggiore velocità,
utilizzo di più risorse, utilizzo di più risorse, minor utilizzo di
Sistema tradizionale maggiore probabilità maggiore probabilità risorse, riduzione
(cartaceo) di errori, scrittura di errori, scrittura degli errori e gestione
illeggibile, errori di illeggibile, errori di del flusso informativo
trascrizione, errori di trascrizione, errori di più efficiente
lettura. lettura.
Oggi l’iscrizione Risparmio di tempo,
avviene tramite riduzione dei costi e
Sistema ICT (digitale) piattaforme online miglioramento
esempio: dell’organizzazione
universitarie. delle informazioni.
Il sistema informativo che ruolo hanno in azienda:
Che attività hanno in un contesto aziendale, quali tipi di sistemi esistono, che ruolo hanno,
conseguenze in caso di una errata gestione? Come possono essere gestiti meglio ?
Vantaggio competitivo?
Ruolo delle informazioni nel processo decisionale
Le informazioni hanno un ruolo fondamentale nelle organizzazioni perché supportano il
processo decisionale.
Ogni decisione che prendiamo, sia nella vita quotidiana sia in azienda, si basa su informazioni
disponibili in quel momento. Più le informazioni sono accurate, complete e tempestive, più è
probabile prendere decisioni corrette.
Le decisioni possono essere più o meno strutturate, cioè possono avere un grado diverso di
certezza rispetto alle conseguenze che producono:
Decisioni strutturate= ripetitive, automatiche, con conseguenze prevedibili, basate su procedure
già definite
Esempio: entro in una stanza buia e voglio vedere meglio. Decido di accendere la luce.
È una decisione strutturata perché conosco già la soluzione, so quali saranno le conseguenze ed è
un automatismo.
Decisioni non strutturate: complesse, non ripetitive, con conseguenze difficili da prevedere,
basate su informazioni incomplete.
Esempio: decidere quale corso di studi frequentare.
In questo caso: non conosciamo con certezza il risultato, abbiamo solo una conoscenza parziale e
il futuro è incerto.
Durante la giornata prendiamo tantissime decisioni, alcune semplici e automatiche, altre più
complesse. SI
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Nelle aziende accade la stessa cosa: le persone devono prendere decisioni continuamente per
svolgere il proprio lavoro. Per questo motivo hanno bisogno di informazioni adeguate.
PROGETTAZIONE E SVILUPPO DEI SISTEMI INFORMATIVI
Prima di creare un sistema informativo, un’azienda deve decidere se è davvero necessario
svilupparlo da zero oppure se conviene acquistare un software già pronto. In molti casi, infatti,
usare software standard è più economico e veloce. Lo sviluppo personalizzato serve solo
quando l’azienda ha esigenze molto specifiche che i programmi già esistenti non riescono a
soddisfare.
Software dedicato e software standard:
Il software dedicato è costruito apposta per una singola azienda. È molto flessibile e può
essere adattato perfettamente ai processi interni, ma costa di più e richiede più tempo per essere
sviluppato. Oggi viene spesso usato insieme a moduli già esistenti invece di creare tutto da
zero.
Il software standard, invece, è un prodotto già pronto e usato da molte aziende. È più
economico, veloce da installare e più affidabile perché già testato. Il limite principale è che
non si adatta perfettamente a tutte le esigenze.
Nella pratica, molte aziende scelgono una via mista: comprano software standard e lo
personalizzano solo dove serve.
Lo sviluppo di un sistema informativo oggi è un processo strutturato e non improvvisato. Serve
per evitare errori e rendere il sistema più stabile e controllabile.
In generale, il processo coinvolge analisti (che progettano il sistema), programmatori (che scrivono
il codice) e utenti (che forniscono feedback).
Quando un’organizzazione decide di introdurre un nuovo sistema informativo, può optare per
lo sviluppo interno di tale sistema scegliendo tra differenti metodologie di sviluppo:
Modello a cascata
È il modello più tradizionale e segue fasi precise una dopo l’altra:
si analizzano i requisiti → si progetta il sistema → si sviluppa → si testa → si rilascia → si
mantiene.
È ordinato e chiaro, ma poco flessibile se cambiano le esigenze durante il progetto.
Modello evolutivo (prototipale)
Si crea una versione iniziale semplice del sistema (prototipo), che viene migliorata gradualmente
grazie ai feedback degli utenti. È più flessibile e adatto a contesti in cui i requisiti non sono chiari
fin dall’inizio.
Modello a spirale
È simile al precedente ma più avanzato. Ogni ciclo di sviluppo include anche un’analisi dei rischi. Il
sistema viene costruito passo dopo passo, controllando continuamente problemi e miglioramenti.
Approccio Agile
È il modello più moderno. Il progetto viene sviluppato in piccoli pezzi e aggiornato continuamente.
Le caratteristiche principali sono:
lavoro in team molto collaborativo
• feedback continuo del cliente
• grande flessibilità ai cambiamenti
• rilascio rapido di versioni del sistema
•
È molto usato oggi perché si adatta bene ai cambiamenti rapidi del mercato.
Alternative allo sviluppo interno
Un’azienda non sempre sviluppa tutto da sola. Può:
comprare software già pronto
• affidarsi a fornitori esterni (outsourcing)
• usare servizi online (SaaS)
• permettere agli utenti di creare piccole applicazioni interne
•
Queste scelte servono a ridurre costi e tempi. SI
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ITIL e gestione IT
ITIL è un insieme di buone pratiche per gestire i sistemi informativi aziendali.
Serve a migliorare:
strategia IT
• progettazione dei servizi
• gestione quotidiana
• miglioramento continuo
•
L’obiettivo è allineare la tecnologia con gli obiettivi dell’azienda.
Livelli decisionali nelle organizzazioni
Il modello di Anthony —> i livelli decisionali
Secondo il modello di Anthony (1965), ogni organizzazione è suddivisa in tre livelli:
livello operativo
• livello manageriale (o tattico)
• livello strategico
•
Questi livelli si distinguono per:
tipo di attività svolte
• tipo di decisioni
• orizzonte temporale
• sistemi informativi utiliz
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