Esami: scritti a risposta aperta
Cos'è la semiotica
Non c'è una definizione univoca. È una riflessione sistematica (e cioè una teoria) sui segni, le loro classificazioni, le leggi che li regolano, i loro usi nella comunicazione. La semiotica fonda le sue radici in tutte le teorie che fanno una riflessione generale su qualcosa (es. come funziona il mondo). Anche la fisica è una riflessione sistematica. Classificare i segni, vedere cos'hanno in comune e cosa di diverso.
Oggetto della semiotica: il segno
Le parole, foto, segnali stradali, semafori, agenti atmosferici, sintomi fisici, gesti di saluto, segni matematici. Ciascuno di questi è un segno perché mette in rapporto due elementi di cui uno è percepibile (sensoriale) e l'altro non è percepibile (intellettuale). La semiotica si occupa dei fenomeni che dal percepibile passano all’intellettuale.
Espressioni di uso comune: "è un gran brutto segno", "fammi un segno quando sei pronto", "se dici così è segno che non hai capito", "fai un segno sullo spazzolino così non usi sempre il mio!". Caratteristica: una certa vaghezza dell'uso del termine nel linguaggio comune.
Definizioni dizionariali di segno
- Segno come sintomo, indizio
- Segno come imperfezione fisica (segno distintivo di una persona)
- Gesto, atto che manifesta un certo modo di essere o attraverso cui si vuole comunicare
- Qualsiasi espressione grafica che rappresenta oggetti astratti o espressione visiva che rappresenta oggetti concreti
- (In linguistica) Processo per il quale un concetto è rappresentato da un’immagine acustica; due definizioni dell'autore Ferdinand de Saussure
- Simbolo o entità figurativa che rappresenta per convenzione un evento o un valore
Semiotica e semiotiche
La semiotica è una disciplina che ha come oggetto di analisi il segno, il senso legato al segno, la comunicazione e la significazione. Scopriremo in questo corso come non esiste però una sola definizione di "semiotica" e si possa più appropriatamente definire come una disciplina che ha come oggetto di analisi il segno, il senso, la comunicazione, oppure la significazione.
La storia della semiotica
Il termine semeion ("segno") è già presente nella medicina greca, e la semeiotica è una disciplina medica che studia i sintomi delle malattie. Riflessione teorica sui segni si può trovare in tutta la storia della filosofia a partire almeno dai filosofi greci (Platone, Aristotele, gli Stoici, gli Epicurei). Ma è tra Ottocento e Novecento che la semiotica viene di fatto fondata in due ambiti molto diversi:
- Ambito linguistico (con Ferdinand de Saussure)
- Ambito filosofico-cognitivo (con Charles Sanders Peirce)
Hanno fatto delle riflessioni indipendenti. La semiotica assume però una sua indipendenza disciplinare (una sua istituzionalizzazione) solo a partire dagli anni '60 e '70 del Novecento. Il riferimento puntuale è la pubblicazione nel 1964 di Elementi di Semiotica di Roland Barthes. Semiologie > francese > ambito linguistico; Semiotics > inglese > filosofico-cognitivo. Nel 1964 si decide che de Saussure e S. Pierce sono i padri fondatori.
Si ha una istituzionalizzazione della semiotica "sotto la pressione dello sviluppo tecnologico dei mass media, che hanno fatto della comunicazione il problema centrale della nostra civiltà, spingendo molte discipline diverse a interessarsi congiuntamente del problema delle leggi generali della significazione umana e naturale" (G. Manetti, Semiotica: storia, teoria, interpretazione, p. 6).
Oggetto di studio: la comunicazione e la significazione
- Semiotica può studiare i processi culturali in quanto processi di comunicazione.
- Schema della Comunicazione: Emittente -> Messaggio (segno) -> Destinatario. Questo passaggio necessita un canale di comunicazione (-contatto o canale -codice -contesto).
Le funzioni della comunicazione secondo Roman Jakobson
Per la comunicazione servono tutti gli elementi necessari. Nel linguaggio in base all’interazione possiamo accentuare alcuni elementi. Vengono evidenziate alcune funzioni piuttosto che altre.
- F. fatica: riguarda il contatto. Nel linguaggio verbale ci sono una serie di cose che noi diciamo per verificare che il canale sia ancora attivo.
- F. emotiva: riguarda emozioni, sensazioni legate al mittente.
- F. conativa: il mittente si rivolge al destinatario in modo diretto, richiamare attenzione destinatario.
- F. referenziale: mettere in evidenza il contesto in cui siamo, contesto spazio temporale.
- F. metalinguistica: riguarda il codice (ossia tutta la lezione, non comunico né ti do ordini).
- F. poetica: definizione estetica quando il messaggio è incentrato su sé stesso. La poesia spesso riflette sul modo di costruire il messaggio stesso. Messaggio deve essere anche bello, interessante.
Oggetto di studio: la comunicazione e la significazione
- La semiotica si differenzia però da altre discipline che studiano la comunicazione perché presta attenzione a ciò che sta sotto alla comunicazione, cioè la significazione. Fa poca attenzione agli elementi legati ai processi concreti di passaggio di informazione, per concentrarsi sulle regole generali dei sistemi. Quando c’è un atto di comunicazione si vanno a vedere le regole sottostanti, la significazione.
- I processi di comunicazione possono cioè sussistere solo perché al di sotto di essi si stabiliscono dei sistemi di significazione.
Comunicazione e significazione
“Un sistema di significazione è (...) un costrutto semiotico autonomo che possiede modalità d’esistenza del tutto astratte, indipendenti da ogni possibile atto di comunicazione che le attualizzi. Al contrario (...) ogni processo di comunicazione tra esseri umani (...) presuppone un sistema di significazione come propria condizione necessaria.” (Eco, Trattato di semiotica generale, 1975, p. 20)
Oggetti di studio della semiotica
Semiotica come una disciplina che studia (prevalentemente) i fenomeni di significazione. Semiotica non si occupa solo delle lingue naturali ma anche di tutti gli altri sistemi di significazione (visivo, gestuale, musicale).
Semiotica e semiotiche
Due tipi di semiotica:
- Semiotica “strutturale” (di origine linguistica)
- Ferdinand de Saussure (1857-1913)
- Louis Hjelmslev (1899-1965)
- Roland Barthes (1915-1980)
- Algirdas J. Greimas (1917-1992)
- Semiotica “interpretativa” (di origine filosofico-cognitiva)
- Charles S. Peirce (1839-1914)
- Umberto Eco (1932-2016)
Semiotica come filosofia o come scienza umana?
La semiotica rimane tuttavia divisa fra la vocazione a essere filosofia del segno, del senso o della significazione e l’ambizione ad essere una delle scienze umane, specializzata nella lettura dei testi, in stretto rapporto con tutte le altre teorie scientifiche, sociologiche, psicologiche, ecc. che si occupano della comunicazione.
Ferdinand de Saussure (1857-1913)
Linguista che si è occupato per tutta la vita di lingue indo-europee, ha iniziato una serie di studi di lingue indo-europee. F. è nato a Ginevra, città svizzera ed è il fondatore della semiotica per un libro intitolato Corso di linguistica generale, il quale è una raccolta di tutte le sue lezioni tenute nei suoi corsi. I suoi allievi hanno recuperato questi corsi e hanno messo insieme tutte le sue idee che non compaiono nei suoi libri.
Compiti e oggetto della linguistica
I compiti della Linguistica sono (Saussure, Cours, p.15):
- La descrizione e la storia di tutte le lingue madri, di tutte le famiglie linguistiche e delle lingue madri di ciascuna famiglia; (classificare le lingue)
- Il rinvenimento delle forze in gioco in tutte le lingue e delle leggi generali a cui possano essere ricondotti tutti i fenomeni specifici in lingue diverse; (comparare lingue, trovare le regole generali a cui ricondurre i fenomeni specifici di ogni lingua)
- La delimitazione e la definizione della Linguistica stessa in quanto disciplina, ovvero quali sono i limiti della linguistica in quanto disciplina.
L'oggetto della linguistica è la lingua parlata (Saussure, Cours, p.17). F. sostiene di occuparsi della lingua però serve anche una disciplina più ampia, la quale è la semiotica, perché essa prende in considerazione tutti quei linguaggi che non siano la lingua, per questo motivo parla anche dei linguaggi per sordomuti, visivi.
Oggetto della linguistica
"Qualunque sia il punto di vista adottato, il fenomeno linguistico presenta eternamente due facce" (Saussure, Corso di linguistica generale, tr. it. p. 17).
Componente individuale e sociale
- C’è il suono e l’articolazione della bocca; il movimento degli organi vocali e l’impressione acustica che il suono emesso produce nell’ascoltatore, cioè la componente individuale, l’uso che il singolo parlante fa della lingua;
- La componente sociale del linguaggio, ovvero il contesto generale in cui la lingua viene usata e tutte quelle strutture linguistiche (lessico, grammatica) che i parlanti non inventano, ma trovano già costituite come retaggio culturale del loro ambiente.
Nella lingua parlata c’è sicuramente un aspetto individuale che è la messa in atto di ogni frase, che dipende dal modo, ma poi quello che noi diciamo ha alla base delle regole e delle leggi di significazione che noi non siamo autorizzati a cambiare.
Distinzione tra langue (lingua) e parole
La lingua è il "prodotto sociale della facoltà del linguaggio e l’insieme di convenzioni necessarie adottate dal corpo sociale per consentire l’esercizio di questa facoltà negli individui" (p. 19). La langue è una regola generale che accomuna tutti i parlanti che poi si realizza attraverso le parole. Non è una funzione del soggetto parlante, ma è una specie di organismo che possiamo studiare anche quando non viene più usato (Es: le lingue morte), la parole invece è l’esecuzione sempre individuale di un atto linguistico. L’atto linguistico individuale è definito invece parole e riguarda la comunicazione in contesti di individui concreti, coinvolgendo i loro fatti psichici, fisici, fisiologici (onde sonore, fonazione e audizione, immagini verbali e concetti). Studio della lingua implica anche la consapevolezza che la lingua non sia una funzione del soggetto parlante: è il prodotto che l’individuo "registra passivamente".
"La lingua è per noi il linguaggio meno la parole. Essa è l’insieme delle abitudini linguistiche che permettono a un soggetto di comprendere e di farsi comprendere" (Saussure, Cours, tr. it. p. 95). Ci sono delle lingue che non si parlano più e quindi non c’è più parole però possiamo studiarle. Possiamo studiare come vengono parlate, gli atti linguistici, però delle lingue effettive che vengono parlate non possiamo vedere quali sono le regole, quindi non possiamo vedere la langue. Per le lingue morte siccome non c’è nessun parlante possiamo utilizzare solo la langue, ovvero conoscerne la costruzione, la storia ecc.
Linguistica esterna e interna
Si può studiare la lingua in base a fattori esterni: istituzioni, condizioni sociopolitiche, collocazioni geografiche, ecc.; ma in questi campi è molto difficile trovare dei criteri comuni. Quindi propone di occuparsi della linguistica interna, la quale considera viceversa la lingua come "un sistema che conosce soltanto l’ordine che gli è proprio" (Saussure, Cours, p. 33) → lingua come sistema autosufficiente. Esempio del gioco degli scacchi → quando spieghi a qualcuno come giocare a scacchi non gli spieghi come sono nati ecc, non gli spieghi tutta la storia, l’evoluzione e la costruzione degli scacchi, ma gli insegni le regole, quindi prendi un punto di vista di linguistica interna.
Linguistica e semiologia
"Si può concepire una scienza che studia la vita dei segni nel quadro della vita sociale [...] Noi la chiameremo semiologia [...] Essa potrebbe dirci in che consistono i segni, quali leggi li regolano. Poiché essa non esiste ancora non possiamo dire che cosa sarà; essa ha tuttavia diritto a esistere e il suo posto è determinato in partenza. La linguistica è solo una parte di questa scienza generale, le leggi scoperte dalla semiologia saranno applicabili alla linguistica e questa si troverà collegata a un dominio ben definito nell’insieme dei fatti umani." (Saussure, Cours, p. 26)
Che cos'è il segno?
Oggetto della Semiologia è il segno: Significante/ Segno = Significato. Segno è la combinazione di un significato (concetto) veicolato da un’immagine acustica, che è un significante. Cerca di dare una definizione generale di segno, cerca di non collegarlo alla lingua naturale, e di dare una definizione Che possa riguardare altri campi, visivo ecc. segno= rapporto tra il significato e significante.
Segno: il significante
Significato: il concetto, ciò che vogliamo esprimere. È un po’ meno intuitivo capire cos’è il significante → A Saussure interessa non il suono nella sua essenza fisica, ma le forme sonore che ogni lingua seleziona rispetto alla grande varietà di suoni potenziali che l’apparato fonatorio umano è in grado di produrre. In questo senso egli parla di immagini acustiche.
Cerca definizioni astratte per definire segno, essendo astratte è più complicato capirle. Dice che esiste un flusso di suoni indifferenziato, ogni lingua ha un insieme di suoni che gli serve per costruire il proprio significante. Esiste una serie di suoni che ogni lunga pertinentizza. Ma lingue diverse associano questo tipo di suoni in modi diversi. Esiste un flusso di pensiero continuo. Culture diverse pensano, organizzano i concetti in modo diverso. C’è segno solo quando il significante sta insieme al significato.
A= massa amorfa del pensiero (idee confuse)
B= massa amorfa dei suoni (suoni indeterminati)
A lui non interessa il suono nella sua essenza fisica, ma le forme sonore che ogni lingua seleziona rispetto alla grande varietà di suoni potenziali che l'apparato fonatorio è in grado di produrre. Infatti, parla di immagini acustiche.
Segno: caratteristiche fondamentali
- Arbitrarietà. Il segno è arbitrario perché il rapporto tra significante e significato è immotivato, anche se il singolo parlante non può cambiarlo (immutabilità del segno). Nel segno linguistico non c'è nessuna motivazione. Ogni lingua si riferisce in modo diverso, con parole diverse allo stesso concetto. Il singolo parlante non è libero di cambiare le parole che si riferiscono agli oggetti, se la sua intenzione è quella di comunicare. Deve usare le parole che gli sono state assegnate.
- Linearità del significante. "Il significante, essendo di natura auditiva, si svolge soltanto nel tempo ed ha i caratteri che trae dal tempo: a) rappresenta una estensione, e b) tale estensione è misurabile in una sola dimensione: è una linea" (Saussure, Cours, p. 88). Per parlare metto una parola dopo l’altra e costruisco un discorso.
Sincronia e diacronia
La variabile tempo determina due assi della lingua: simultaneità e successione. Da ciò deriva: a) una linguistica sincronica (che si occupa degli aspetti statici, com’è oggi in questo istante e poi com’è tra es 2 anni) e b) una linguistica diacronica (che si occupa degli aspetti evolutivi delle lingue). Esempio della partita di scacchi. Saussure si interessa ad entrambe. L’oggetto della linguistica sincronica è il valore.
Linguistica sincronica: il valore
Quando si pensa al valore di una parola si intende generalmente la proprietà che essa ha di rappresentare un’idea. Questo è solo uno degli aspetti del valore linguistico. Ha valore perché rappresenta quello che stiamo pensando.
Ogni unità linguistica è caratterizzata dal valore che essa acquista in relazione agli altri elementi linguistici. Vedi schemino: rapporto tra vari significati che io posso mettere insieme. Uno stesso concetto può essere espresso con significato diverso. Aggiungo un altro significato connesso. Es: casa → chalet, appartamento. Significati che stanno uno affianco all'altro e significati uno affianco all’altro e in base alla frase.
Il valore di scambio
Anche fuori dalla lingua i valori sono sempre costituiti: a) da una cosa dissimile suscettibile di essere scambiata con quella di cui si deve determinare il valore: i soldi e la merce che si compra; tra cose dissimili b) da cose simili che si possono confrontare con quella di cui si deve determinare il valore: la diversa valuta delle singole monete. Valore determinato tra cose simili.
Il valore linguistico
Una parola può essere scambiata con qualcosa di diverso, come un’idea; può poi essere confrontata con altre parole e da questo ricava il suo valore. Ogni singola parola NON acquista il suo valore nella lingua in modo indipendente dalle altre parole di quella lingua. Fa parte di un sistema ed è rivestita di un valore che deriva dalla sua posizione nel sistema stesso. Non ha valore in canuto è una parola ma il valore dipende dal sistema.
Valore: esempio scacchi
Sostituzione del cavallo smarrito: valore funzionale, relazionale, differenziale e oppositiva. Per un viaggiatore, un treno è "identico" ad un altro perché ha un certo valore (stazioni, orari, composizione interna, coincidenza con altri treni, ecc.).
Valore: esempi linguistici
Il significato di "cane" è delimitato da quello di "gatto", di "cavallo".
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