Introduzione
Ormoni
Ormoni messaggeri chimici, costituiti da piccole molecole simili agli aminoacidi, da
⇒
peptidi complessi o da sostanze steroidee. Servono per modulare e trasmettere informazioni
che interessano l’intero organismo; oltre alle ghiandole endocrine, nessun organo risulta
essere privo di rilevanza endocrina molti tessuti sono in grado di produrre sostanze con
⇒
azione ormonale: es.
- tessuto adiposo:
- in passato > tessuto di storage, per immagazzinare trigliceridi >> aumento
accumulo = obesità.
- oggi si sa che producono anche numerose peptidi che regolano il
comportamento alimentare, l’utilizzo dei substrati energetici e
l’adattamento all’esercizio fisico. La cellula adiposa deve essere considerata
una cellula ad azione endocrina.
- tessuto muscolare > sostanze che regolano il metabolismo;
- stomaco: produce grelina, che insieme alla leptina, modula comportamento
alimentare; segnali che agiscono sia a livello periferico che centrale >> coinvolgono
ippocampo, ipotalamo e nuclei deputati al food intake e del non food intake
(assunzione del cibo per finalità energetiche o di altra natura).
- rene;
- cute: sintesi vitamina D >> metabolismo calcio-fosforo e benessere osseo.
Abitudini e salute ormonale
Alterazioni della funzione ormonale possono contribuire allo sviluppo di patologie
oncologiche, obesità e altri quadri clinici. L’esposizione a sostanze in grado di interferire con
la produzione ormonale può determinare disfunzioni del sistema endocrino; tra queste
rientrano anche inquinamento ambientale e interferenti endocrini.
Malattie endocrine → molte presentano elevata epidemiologia
- diabete mellito 2
- obesità
- patologie metabolismo calcio-fosforo
- malattie tiroide
- condizioni correlate all’infertilità.
Inoltre, esistono > 400 malattie rare accanto a queste più diffuse → complessità diagnostica e
gestionale. Le patologie endocrine rare = sfida clinica significativa, con percorsi articolati e
profondi; spesso le terapie consentono di cronicizzare la patologia piuttosto che curarla
definitivamente.
Gli ormoni rappresentano un punto cardine per il mantenimento dell’omeostasi!! Affinchè sia
adeguata la produzione di ormoni >> stili di vita corretti, seguendo semplici raccomandazioni
di prevenzione:
1. adeguata attività fisica > miglior utilizzo dei substrati energetici ed efficiente
produzione di ormoni a livello muscolare; 1
2. alimentazione equilibrata > mantenimento omeostatico metabolico e ormonale;
abitudini scorrette possono determinare alteazioni endocrine.
3. rispetto dei ritmi cronobiologici del ciclo sonno-veglia > corretta secrezione
ormonale; alterazioni della cronobiologia interferiscono con corretta secrezione
ormonale. GH e gonadotropine (LH e FSH) vengono secreti prevalentemente durante
le fasi profonde del sonno.
4. prevenire carenza ormonali → vitamina D richiede corretta esposizione ai raggi
solari + corretta alimentazione; vit D viene prodotta a livello cutaneo, convertita in
forma attiva a livello epatico e renale → da qui ruolo fondamentale nel metabolismo
calcio-fosforo.
5. adeguato apporto di iodio → molte aree hanno iodio carenza a causa della
concentrazione di iodio nell’acqua >> compromissione produzione tiroidea corretta
→ aumenta nodularità tiroidea, con ↑ volume tiroide = gozzo tiroideo.
6. adeguato apporto di cibi ricchi di calcio → come la vit. D, serve per la salute ossea e
corretto metabolismo calcio-fosforo.
7. evitare imballaggi di plastica → interferenti endocrini;
8. migliorare qualità aria ambienti chiusi → interferenti endocrini;
9. scegliere bene prodotti cosmetici e per igiene → interferenti endocrini;
10.attenzione ai segni e sintomi precoci di malattie endocrine, tra cui:
a. ↑ o ↓ peso
b. intolleranza al freddo
c. alterazioni appetito
d. capelli fragili o untuosi
e. stanchezza
f. cute secca
g. depressione
h. sete eccessiva
i. pubertà precoce o tardiva
j. alterazioni funzionalità sessuale
k. alterazioni ciclo mestruale
Tutti questi richiedono valutazione clinica adeguata.
Ormoni sono fondamentali per l’organismo bisogna promuovere raccomandazioni
⇒
comportamentali e modifiche dello stile di vita per garantire una corretta funzionalità
endocrina.
Asse ipotalamo - ipofisario - ghiandole periferiche
Unità ipotalamo-ipofisaria fulcro della regolazione endocrina; ipofisi si divide in
⇒
adenoipofisi e neuroipofisi, che producono ormoni e regolano, direttamente o
indirettamente, numerose funzioni ormonali e metaboliche periferiche.
Es. inadeguata produzione di TSH ↓ secrezione L-tiroxina, che si trasforma in
⇒
triiodotironina (T3, ormone attivo).
Ne consegue che l’integrità dell’asse ipotalamo-ipofisi è indispensabile per la corretta
funzione tiroidea, surrenalica, ovarica, testicolare, ossea, ma anche per processi come
lattazione (prolattina), e regolazione di organi come rene, utero e ovaio. 2
Ogni neurone ipotalamico deputato alla regolazione della secrezione ipofisaria è a sua volta
sottoposto a neuroregolazione, derivata da interazione tra sistema ipotalamo-ipofisario e
SNC.
Es. GnRH (gonadotropin releasing hormone) > ormone rilasciante gonadotropine, cioè FSH
e LH. Secrezione di GnRH è modulata da diversi geni e peptidi, che agiscono a livello
ipotalamico; se questa è corretta, consente una adeguata sintesi di estrogeni e testosterone,
evidenziando la progressiva trasmissione del segnale dall’ambito centrale a quello periferico.
La patologia neuroendocrina può riguardare sia adenoipofisi, sia ipotalamo e sia neuroipofisi.
Recap anatomia: ipofisi, di dimensioni di circa 8mm, viene divisa in adenoipofisi e
neuroipofisi, si colloca all’interno della sella turcica → struttura ossea alla base del cranio ⇒
relazione stretta con componenti nervose, arteriose e venose. Essa è connessa all’ipotalamo
tramite il peduncolo ipotalamo-ipofisario.
Ormoni indispensabili e non
Alcuni ormoni sono più importanti di altri; tra quelli indispensabili per la vita:
- TSH: ormone che stimola la tiroxina e ormoni tiroidei → fondamentali per la vita;
infatti tra gli screening neonatali c’è il TSH fetale >> ipotiroidismo congenito è
incompatibile con normale sviluppo neurologico, e se non trattato incompatibile
⇒
anche con la vita; senza sostituzione funzione tiroidea, nel tempo si va verso una
condizione di coma coma tiroideo.
⇒
- ACTH: stimola la produzione di cortisolo, che è essenziale nella risposta allo stress
(psicologico, fisico, dolorifico) → fondamentale per la sopravvivenza.
Tra gli ormoni non indispensabili invece:
- GH: deficit o carenza non è incompatibile con la vita >>
- se in età pediatrica: problemi di bassa statura, ma il bambino può vivere anche
se la crescita non è adeguata;
- se in età adulta: deficit effetto anabolizzante, ma comunque non è vitale.
- gonadotropine: LH e FSH non sono vitali → si può vivere senza testosterone o
estrogeni.
Queste sono considerazioni importanti per la necessità di usare terapie sostitutive.
Tumori ipofisari
Classificazione:
1. punto di vista macroscopico, in base alle dimensioni:
a. microadenomi: diametro < 1 cm → dimensioni simili alla ghiandola stessa; di
solito sono confinati all’interno della sella turcica;
b. macroadenomi: diametro > 1 cm → possono occupare completamente la
sella, estendersi in sede extra-sellare e invadere le strutture adiacenti, o
protrarsi verso la regione ipotalamico.
La distinzione ha implicazioni cliniche e chirurgiche:
- clinica: manifestazioni visive >> compressione del chiasma ottico; valutazione
visiva è fondamentale; nei microadenomi è più raro. 3
- chirurgica: per il neurochirurgo, condiziona scelta operatoria + rischio residuo
tumorale.
Tumori della regione sellare 15% tumori encefalici.
⇒
2. in base alla funzionalità: in base alla produzione di sostanze ormonali
a. funzionanti: in grado di secernere ormoni e determinare un quadro clinico
conseguente all’ipersecrezione.
b. NON funzionanti o silenti: possono produrre sostanze o proteine che però
NON hanno effetti clinici rilevabili. Non sono necessariamente meglio, perché
possono rimanere asintomatici.
3. tipo istologico:
a. somatotropi > GH;
b. lattotropi > prolattina; i prolattinomi sono i più frequenti!
c. tireotropi > TSH → molto rari;
d. ACTH secernenti;
e. gonadotropinomi > FSH e LH;
f. pluri-ormonali >> contemporaneamente GH e prolattina, o GH e ACTH.
L’associazione GH-prolattina è abbastanza frequente.
4. classificazione WHO 2022: in base alla presenza/assenza di alterazioni genetiche
specifiche; in alcune mutazioni, può essere presente una particolare secrezione di
ormoni e un’associazione a quadri clinici specifici: prolattinoma - acromegalia dovuta
a tumore GH-secernente - tumore ACTH secernente; classificazione
anatomopatologica >> clinicamente dà info limitate → tumori neuroendocrini
ipofisari PitNET:
a. Pit-1 positivo;
b. Pit-1 negativo.
I prolattinomi sono i più frequenti, seguiti da:
- tumori non funzionanti
- tumori secernenti GH
- tumori secernenti ACTH
- tumori secernenti gonadotropine → molto rari.
Ipersecrezione ormonale >> quadro clinico specifico:
- prolattinoma >> manifestazioni per eccesso di PRL
- somatotropo >> manifestazioni per eccesso di GH
- ACTH secernente >> manifestazioni per eccesso di ACTH > sovrapproduzione di
cortisolo → sindrome di Cushing.
La maggior parte delle lesioni ipofisarie è di natura benigna, mentre i carcinomi in grado di
dare metastasi a distanza o di presentare recidive sono molto rari (0.2%).
Questo non significa che una massa ipofisaria benigna non possa provocare manifestazioni
cliniche rilevanti; oltre all’ipersecrezione ormonale, può esserci iposecrezione di altri ormoni
con ipofunzionamento ipofisario.
La distinzione di malignità si basa sulla presenza di metastasi a distanza; inoltre, ci sono dei
marker di proliferazione cellulare → indice Ki-67; se superiore al 2.5-3-4% lesione con
⇒
maggior capacità proliferativa e con maggior tendenza alla ricrescita; è quindi un marker di
4
aggressività biologica. I tumori ipofisari con alto Ki-67 vengono classificati come tumori
adenoipofisari ad alto rischio di recidiva >> sorveglianza più attenta al follow-up.
Manifestazioni cliniche:
- segni e sintomi da ipersecrezione, se il tumore è funzionante;
- segni e sintomi da iposecrezione, dovuti a compromissione di tessuto ipofisario sano,
con conseguente ipopituitarismo;
- segni e sintomi da compressione, dovuto all’espansione della massa verso le strutture
circostanti → seni cavernosi, strutture artero-venose, chiasma ottico >> alterazioni
campo visivo, disturbi neurologici, cefalea e ipertensione endocranica.
Diagnosi: la complessità rende necessaria la gestione multidisciplinare, con endocrinologo,
neurochirurgo, oculista, …
1. imaging: oltre alle determinazioni ormonali, ha ruolo fondamentale, soprattutto RMN
con mdc → visualizza ipofisi, seni cavernosi, chiasma ottico, ipotalamo, eventuale
massa. Permette di definire dimensioni, rapporti anatomici, perimetro ed estensione
verso altre strutture MA non fornisce info sull’attività secretoria.
2. esame del campo visivo → eventuale compromissione del chiasma ottico;
3. valutazioni ormonali: la diagnosi si basa sulle determinazioni ormonali basali, per
identificare eventuale ipersecrezione o riduzione di altri ormoni.
Di fronte ad una massa ipofisaria bisogna sempre valutare se:
- produce ormoni in eccesso → secernente o non secernente?
- se determina inibizione della secrezione di altri ormoni ipofisari →
ipopituitarismo o iposecrezione?
La valutazione si fa sia con
- dosaggi basali;
- test dinamici di stimolo o di inibizione >> singolo prelievo non è sufficiente
per fare diagnosi. Valuta la capacità residua di secrezione ormonale in
condizione standardizzate → risposta post stimolazione.
Terapia: 3 opzioni terapeutiche
- terapia medica: farmaci che inibiscono l’eventuale ipersecrezione ormonale o che
sostituiscano la produzione carente → farmaci che ↓ o ↑ ormoni.
- terapia chirurgica: neurochiru → maggior parte per via transnasosfenoidale: non
richiede apertura calotta cranica, ma si usa microchirurgia.
- radioterapia: quando medica e chiru non sono sufficienti o efficaci; ci sono sia forme
più invasive, sia meno invasive.
- wait & see: alcune lesioni piccole, non secernenti e non invasive → senza alterazioni
di nessun tipo si può non intervenire per non compromettere il buono stato di salute
generale → follow-up annuale o in base alle necessità.
Bisogna ricordare che nella regione ipotalamo-ipofisaria, soprattutto nella zona della sella
turcica, esistono anche altre lesioni neoplastiche; tumori non ipofisari, tra cui:
⇒
- craniofaringioma
- meningioma
- glioma
- teratoma
- tumori dermoidi 5
- cordoma
- ependimomi.
Sono tipi tumorali diversi, ma sono molto rari, con una tendenza alla crescita o alla recidiva.
Dato che la regione sellare è particolarmente ristretta, la crescita può portare a fenomeni
compressivi, con sintomatologia ottica, neurologica e ormonale, in questo caso soprattutto da
iposecrezione ormonale. Iperprolattinemia
Si definisce iperprolattinemia l’aumentata secrezione di prolattina. Può essere aumentata
anche per cause fisiologiche, ma soprattutto per assunzioni di farmaci; ad esempio farmaci
che inibiscono la dopamina, o che agiscono sul meccanismo inibitorio, dando ↑ prolattina.
Dopamina e prolattina sono strettamente collegate → dopamina è NT centrale, principale
regolatore della secrezione di prolattina. Se il tono dopaminergico viene alterato, la prolattina
aumenta.
Eziologia:
- condizioni fisiologiche: gravidanza - lattazione - coito - esercizio fisico - stress;
- farmaci:
- anestetici
- anticonvulsivanti
- antidepressivi
- antianausea → metoclopramide
- antipertensivi
- antistaminici
- agonisti colinergici
- depletori catecolamine
- estrogeni
- marijuana o cocaina.
- lesioni regione sellare
- tumori ipofisari:
- essere prolattinomi veri (secernenti): adenomi secernenti PRL,
adenomi misti (PRL + GH);
- adenoma ipofisario non prolattino secernenti; **
- tumori sellari e parasellari: craniofaringiomi o meningiomi.
- ostruzione peduncolo ipotalamo-ipofisario >> dopamina non raggiunge ipofisi >
compromissione inibizione prl >> ↑ PRL.** pseudo-prolattinoma!
⇒
- idiopatica: raramente, quando non si trovano cause.
- patologie endocrine e non endocrine che possono causarla:
- ipotiroidismo primitivo
- sindrome dell’ovaio policistico
- insufficienza renale cronica
- cirrosi epatica
- lesioni traumatiche o flogistiche della parete toracica
- infezioni o infiammazioni mammarie 6
- sindromi paraneoplastiche
Manifestazioni cliniche: diverse in base al sesso
a. manifetazioni sesso femminile:
i. alterazioni ciclicità mestruale → oligomenorrea (irregolarità), amenorrea (no
ciclo), polimenorrea (cicli ravvicinati)
ii. galattorrea: secrezione latte dal seno in assenza di gravidanza/allattamento;
iii. inferitilità o aborti ripetuti
iv. riduzione libido
v. ritardo puberale in età adolescenziale o pre puberale, con mancato/scorretto
sviluppo sessuale.
b. manifestazioni sesso maschile:
i. riduzione libido: eccesso PRL > inibizione secrezione LH e FSH > ↓ LH = ↓
testosterone > calo libido e funzionalità sessuale;
ii. oligozoospermia: ↓ produzione di spermatozoi, legata a ↓ FSH;
iii. raramente, ginecomastia con galattorrea (è noto che stimolazione tessuto
mammario può indurre secrezione di latte).
iv. infertilità
v. ritardo sviluppo puberale o ritardo della crescita.
Se la massa presente è importante → disturbi possono essere più gravi; nei maschi i
prolattinomi arrivano anche a 5-7 cm >> sintomi neurologici: cefalea, alterazione visus; casi
estremi anche rinoliquorrea. Inoltre, la massa può causare ipopituitarismo.
Diagnosi:
- anamnesi farmacologica e patologica + test di gravidanza se donna in età fertile;
- eo: segni e sintomi di iperPRL > galattorrea o alterazione funzionalità sessuale.
- valutazioni biochimiche e ormonali >> ipopituitarismo; esami di laboratorio:
- misurazione prolattina → marker sensibile di alterazioni della funzione
ipofisaria; eseguito preferibilmente durante infusione di soluzione fisiologica
(stress da venipuntura può determinare ↑ PRL transitorio); per valori affidabili
>> condizioni standardizzate: allettato con sol fisiologica in vena; dopo 15-20
minuti: 1° prl, poi 2° prl dopo altri 15-20 minuti → serve per ridurre
l'influenza dello stress o dolore da venipuntura.
Lab migliori >> dosaggio escludendo le forme pegilate di PRL >> forme
alterate di ormone che fanno sembrare iperPRL quando in realtà non c’è
aumento (= artefatto di lab).
Interpretazione livelli PRL:
● valori PRL > 250 ng/ml → fortemente suggestivi di prolat
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