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D I R I T T O D E L L AV O R O

Il Lavoro Subordinato

Dalle origini storiche alle trasformazioni digitali del rapporto di lavoro — Parte II

Presentazione di studio — sintesi per la preparazione dell'esame

I

Le origini e l'evoluzione storica

Dalla bo9ega ar:giana al lavoro nell'era digitale

P R O F I L O S TO R I C O - E V O LU T I V O 2

Prima dell'industria e la nascita della fabbrica

Prima dell'industria: l'economia si basava sulla bo6ega ar8giana (il maestro insegna il mes8ere ai discepoli) e sulle corporazioni, che

regolavano la concorrenza e la produzione/commercializzazione.

Il ruolo del mercante: con la transizione al capitalismo diventa ?gura centrale: fa da intermediario tra produ6ore e acquirente e ?nanzia

l'ar8giano an8cipando i capitali, in cambio di una quota dei ricavi.

Il rapporto di Verlag: è lo schema contra6uale che nasce da questo meccanismo — considerato da mol8 studiosi il precursore del

moderno lavoro subordinato.

La nascita della fabbrica: i mercan8 concentrano tu6e le fasi produDve in un unico luogo, acquistando i costosi mezzi di produzione (es.

macchine a vapore). Il mercante diventa così imprenditore capitalista, che organizza la produzione usando le energie dei futuri "lavoratori

subordina8".

LE CODIFICAZIONI 3

Dal Codice civile del 1865 alla "questione sociale"

Le prime leggi borghesi tutelavano sopra6u6o la proprietà privata.

Codice civile italiano del 1865 (modellato su quello francese del 1804): prevedeva la locazione di opere, contra6o con cui una persona

(prestatore d'opera) svolgeva un'aDvità per un'altra (il commi6ente) in cambio di un compenso.

CaraNerisOche: contra6o solo a tempo determinato o per una speci?ca impresa; il cc del 1865 non dis8ngueva tra lavoro subordinato e

lavoro autonomo.

Il problema: le par8 erano formalmente sullo stesso piano (visione liberale), ma in realtà il lavoratore dipendente era in posizione di

debolezza rispe6o al datore di lavoro.

Conseguenza: emergono presto le condizioni diPcili di lavoro nelle fabbriche → nasce la cd. "ques8one sociale".

LE CODIFICAZIONI 4

La prima legislazione sociale e il contributo della dottrina

Prime leggi speciRche: L. 3657/1886 (lavoro di donne e minori), L. 242/1902 (lavoro femminile), L. 80/1898 (infortuni sul lavoro), L.

489/1907 (riposi seDmanali/fes8vi); regola8 anche miniere (1893), risaie (1907), pani?cazione (1908).

Limite: leggi rivolte a ?gure sociali 8piche (l'operaio, la mondina), non ancora inquadrate in una categoria giuridica unitaria.

I socialisO della caNedra tentano di teorizzare la faDspecie del lavoro subordinato, ponendo al centro lo squilibrio di potere contra6uale

tra lavoratore e capitalista.

Lodovico Barassi ("Il contra6o di lavoro nel diri6o posi8vo italiano") individua nel potere di direzione della prestazione il criterio che

dis8ngue il lavoro subordinato da quello autonomo — conferendo al diri6o del lavoro una matrice priva8s8ca, in controtendenza con la

legislazione sociale pubblicis8ca.

LE CODIFICAZIONI 5

Dal 1919 al Codice civile del 1942

1919 — disciplina sull'impiego privato.

▪ 1923 — disciplina sull'orario di lavoro (R.d.l. n. 692/1923); modi?cata nel 1924.

▪ R.d. n. 928/1929 — assicurazione obbligatoria contro le malaDe professionali.

▪ 1927 — Carta del Lavoro: a6o del regime fascista, principalmente propagandis8co, senza incidenza sostanziale.

Codice civile del 1942: il lavoro subordinato trova la sua sede de?ni8va nel Libro V "Del Lavoro", all'art. 2094 c.c., nella disciplina più ampia

dell'organizzazione dell'impresa.

LE CODIFICAZIONI 6

La Costituzione del 1948 e le riforme degli anni '60-'70

La CosOtuzione del 1948 pone il lavoro al centro del modello sociale ed economico: il lavoro subordinato diventa chiave di accesso alle

tutele volte ad a6uare l'uguaglianza sostanziale (rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona).

L. 1369/1960 — divieto di intermediazione e interposizione nelle prestazioni di lavoro; disciplina degli appal8 leci8.

L. 604/1966 — limi8 ai licenziamen8 individuali.

L. 300/1970 (Statuto dei lavoratori) — limi8 ai poteri datoriali di controllo (art. 4), di modi?ca di mansioni e luogo di lavoro (art. 13), di

sanzioni disciplinari (art. 7); introduce la tutela reintegratoria contro i licenziamen8 illegiDmi (art. 18).

IL PRESENTE 7

La crisi del modello e le trasformazioni tecnologiche

Il modello del lavoro subordinato entra in crisi con la globalizzazione e le innovazioni tecnologiche digitali (IA, pia6aforme digitali).

▪ Domanda centrale: la faDspecie del lavoro subordinato, come con?gurata nel 1942, è des8nata a sopravvivere ai mutamen8 in corso

▪ nell'organizzazione del lavoro?

Do6rina e giurisprudenza si interrogano se la faDspecie possa reggere di fronte alla possibilità che siano le tecnologie digitali stesse a

▪ selezionare, assumere, controllare, dirigere e licenziare i lavoratori.

Questo interroga:vo apre alla disciplina europea e nazionale su IA e pia9aforme digitali, tra9ata nelle slide seguen:.

II

IA, algoritmi e piattaforme digitali

Le nuove regole europee e italiane sul lavoro digitale

A I A C T — R E G O L A M E N TO ( U E ) 2 0 2 4 / 1 6 8 9 9

Le quattro classi di rischio dei sistemi di IA

Classe di rischio Regime applicabile

Rischio inacce6abile U8lizzo vietato in radice

Disciplina più corposa e rilevante — vi rientrano i sistemi usa8 per assunzione/selezione,

Alto rischio promozione/cessazione, assegnazione di compi8 e monitoraggio dei lavoratori

Rischio limitato Obblighi di trasparenza

Rischio minimo/assente U8lizzo libero

Regolamento del 13 giugno 2024. Sistema di IA = sistema automa:zzato che, con livelli variabili di autonomia, produce output (previsioni, contenu:, raccomandazioni, decisioni)

capaci di inLuenzare ambien: Msici o virtuali.

A I A C T E O B B L I G H I I N M AT E R I A D I L AV O R O 10

Obblighi per i sistemi ad alto rischio e per i deployer

Per immeNere sul mercato sistemi ad alto rischio occorre: valutazione d'impa6o, sistema di ges8one dei rischi, documentazione tecnica

adeguata, informazioni agli u8lizzatori, sorveglianza umana, accuratezza e cibersicurezza.

I deployer (i datori di lavoro che si servono di sistemi di IA) hanno obblighi di uso, sorveglianza e monitoraggio, e devono informare i

lavoratori e i loro rappresentan8 sull'uso del sistema.

Il d.d.l. italiano n. 1146-B/2025: regola l'IA nel rapporto di lavoro in conformità al diri6o UE.

Principi fondamentali: l'IA deve migliorare le condizioni di lavoro e tutelare l'integrità psico?sica del lavoratore; deve essere sicura,

aPdabile e trasparente; non può contrastare con la dignità umana.

Ulteriori previsioni: obbligo del datore di informare i lavoratori; divieto di ogni discriminazione (sesso, età, origine etnica, religione,

orientamento sessuale, opinioni poli8che, condizioni personali/sociali/economiche); delega al Governo (art. 24) per strumen8

risarcitori/inibitori, formazione digitale e valorizzazione delle competenze STEM.

D I R E T T I VA ( U E ) 2 0 2 4 / 2 8 3 1 11

Il lavoro tramite piattaforme digitali

Cosa sono le piaNaforme digitali di lavoro? Infrastru6ure tecnologiche che me6ono in relazione più soggeD, perme6endo di scambiare

informazioni, beni o servizi. De?nizione (art. 1): servizio fornito almeno in parte a distanza tramite strumen8 ele6ronici, su richiesta, che

comporta l'organizzazione di lavoro a 8tolo oneroso e l'uso di sistemi di monitoraggio o decisionali automa8zza8.

Ambito: il caso più noto è il food delivery, ma l'ambito è molto più ampio — trasporto passeggeri, servizi domes8ci e di cura, assistenza

tecnica, tutoraggio online.

ANuazione in Italia: art. 11 della L. 13 giugno 2025, n. 91.

D I R E T T I VA ( U E ) 2 0 2 4 / 2 8 3 1 12

I tre obiettivi della direttiva (art. 1)

1. CorreNo inquadramento giuridico: presunzione di subordinazione — se sussistono alcuni indicatori, il rapporto tra pi

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Scienze giuridiche IUS/07 Diritto del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiaD_O di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Albi Pasqualino.
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