Storia dell'arte contemporanea
Rodin e l'inizio della carriera
Rodin non riesce ad entrare all’Accademia di Belle Arti a Parigi e si dedica alla scultura decorativa di edifici pubblici. Realizza teste leonine, aquile, decorazioni a festoni e figure allegoriche per palazzi caratterizzati da uno stile eclettico e storicista, che unisce superfetazioni decorative a citazioni classiche.
Crea sculture di piccolo formato per una destinazione borghese, come le sculturine d’appartamento. I suoi successi e riconoscimenti portano a commissioni in tutto il mondo, conferendogli grande prestigio.
Età del bronzo e le influenze di Michelangelo
Trasferitosi a Bruxelles, Rodin cerca un salto di qualità verso una scultura autonoma e indipendente. Studia a fondo i giorni trascorsi a Firenze, molto documentati, e sviluppa un amore per la scultura di Michelangelo. Qui riecheggiano citazioni dagli schiavi morenti e prigioni, viste nelle Gallerie dell’Accademia e al Louvre. Rodin si confronta con la grafica michelangiolesca e i disegni di nudo, che gli permettono di creare una modellatura nervosa, retaggio della sua formazione più da operatore di bottega che non da scultore di intaglio. Il forte chiaroscuro caratterizza il suo lavoro.
Ha visto il S. Matteo alle Gallerie dell’Accademia e le opere nelle Cappelle Medicee (come il pensatore e l'aurora). Concepisce una nuova visione della scultura come opera in divenire, che cresce sotto le mani dell’artista. In questo travaglio si riflette la condizione umana esistenziale, propria di Rodin.
La porta dell'Inferno
L'opera suscitò grandi scandali, poiché non presenta una posa trionfale, celebrativa o elegiaca. Un nudo quasi anatomico, con una posa a sigma, a mensola (ventre ritratto e gambe in avanti), simbolo di una sofferenza generazionale e di un travaglio.
Rodin avvia la creazione de La porta dell'Inferno a quarant’anni, mai portata a conclusione né installata e definita nel suo assetto ultimo dall'artista. Doveva essere ispirata alle tre cantiche della Divina Commedia, ma si concentra solo sull’Inferno. Tra i prodromi, le porte bronzee scolpite per il battistero di Firenze (Ghiberti). I dannati esprimono tensioni e torsioni, raccontando la loro condizione di peccato.
Uno dei gruppi più noti è "sugit amor" (i lussuriosi, in particolare Paolo e Francesca), rappresentando impulsi sessuali. Questi esempi vivranno di vita autonoma, indipendentemente dal messaggio puntuale e preciso. Dante è inizialmente pensato sul baratro, poi riproposto autonomo dalla porta come pensatore, emblema dell’intellettuale dell’epoca. L'opera riceve grandi consensi dai letterati più che dai critici.
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