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1) Principali informazioni utilizzate per costruire scenari operativi di trading in ambito finanziario

Si presentino le principali informazioni utilizzate, anche nell’analisi tecnica, per costruire scenari operativi di trading in ambito finanziario.

Scenari operativi di trading in ambito finanziario possono essere costruiti mediante l’utilizzo di diverse informazioni. Le principali e più importanti sono rappresentate dal tempo e dai prezzi, informazioni accessorie sono invece i volumi dello strumento finanziario o una o più delle sue medie mobili.

La scelta dell’unità di tempo da utilizzare per rappresentare l’andamento dei prezzi dipende dall’obiettivo dell’analisi, quindi cassettista o speculatore, e quindi dall’orizzonte temporale dell’investimento.

Per studiare dinamiche di lungo periodo, rappresenteremo i prezzi a “bassa frequenza” (cassettista), mentre per cogliere le dinamiche di brevissimo periodo utilizziamo valori intra-day (speculatore).

Le tipiche unità di rappresentazione del tempo sono:

  • Mensile
  • Settimanale
  • Giornaliero
  • Intra-day

Scale di rappresentazione dei prezzi

I prezzi di uno strumento finanziario possono essere rappresentati attraverso una scala aritmetica, o lineare, oppure mediante una scala logaritmica, o di rapporto.

Scala aritmetica, o lineare: sull’asse delle ordinate (y) tutte le unità di misura sono rappresentate usando la stessa distanza verticale. Ad esempio, il passaggio da 1 a 2 ha la stessa ampiezza del passaggio da 1000 a 1001.

Il vantaggio di una rappresentazione di prezzi in scala lineare è rappresentato dalla facilità nell’identificare dei modelli grafici di prezzo, come ad esempio il rettangolo, triangolo ecc.

Lo svantaggio è rappresentato invece dal fatto che a uguali variazioni percentuali non corrispondono uguali variazioni di prezzo.

Scala logaritmica, o di rapporto: i prezzi collocati sull’asse delle ordinate (y) evidenziano invece distanze simili per stesse variazioni percentuali. Ad esempio, il passaggio da 1 a 2 ha la stessa ampiezza del passaggio da 1000 a 2000. Ci permette di ottenere un grafico più chiaro nel segnalare le violazioni di trendline, in quanto evidenzia distanze identiche per identiche variazioni %.

Volumi e trend

Secondo la teoria classica dell’analisi tecnica, i volumi dovrebbero espandersi nella direzione del trend.

Volumi: quindi, se la tendenza è al rialzo, i volumi dovrebbero espandersi nei movimenti in salita e contrarsi nelle fasi laterali o correttive (ribasso). I volumi, quindi, devono sostenere l’aumento dei prezzi nei trend rialzisti.

Se questo non avviene, cioè se il trend è in rialzo ma i volumi sono in calo, si ha divergenza negativa o ribassista, significa che potrebbero esserci possibili inversioni ribassiste.

I volumi del prezzo nei trend ribassisti solitamente sono bassi, qualche eccezione la possiamo trovare nelle fasi iniziali, dove il trend parte in modo deciso verso il basso con forte direzionalità.

Quindi: se il trend è ribassista ma i volumi sono crescenti, si ha divergenza positiva o rialzista.

In sintesi:

  • Se all’aumentare delle quotazioni, i volumi tendono a diminuire: divergenza ribassista.
  • Se i volumi aumentano mentre i prezzi scendono: divergenza rialzista.

Le medie mobili sono invece degli strumenti che permettono di estrarre il trend filtrando l’errore. Sono gli smoother più utilizzati dagli analisti tecnici, ma verranno approfondite nelle domande successive.

2) Confronto tra le scale con cui è possibile rappresentare i prezzi di un titolo

Il candidato metta a confronto le scale con cui è possibile rappresentare i prezzi di un titolo, evidenziandone limiti e punti di forza.

Guarda 1).

3) Descrizione dei grafici e utilità

Si descriva il grafico “……………….” e se ne rappresenti l’utilità, nei puntini ci sarà il tipo di grafico.

Grafico lineare

Grafico lineare, o a punti: per ottenerlo è sufficiente unire con una retta i punti che, nell’arco di tempo in cui avviene l’osservazione, il prezzo fa registrare alla chiusura delle contrattazioni.

Grafico a barre

Grafico a barre: per ogni unità di tempo il prezzo viene rappresentato con una barra i cui estremi sono massimo e minimo di contrattazione. Nella parte sinistra della barra verrà poi posizionato un segmento al livello di prezzo al quale si è registrata l’apertura, su quella destra si segnerà ugualmente la chiusura. Per una più facile lettura del grafico si è soliti distinguere con colori diversi le barre a variazione positiva (verde) da quelle a variazione negativa (rosso o nero).

Grafico a barre.

Candele giapponesi

Candele giapponesi.

Per capire se la giornata è stata positiva o negativa bisogna “confrontare” P di apertura e P di chiusura:

  • P apertura < P chiusura: giornata positiva, guarda barra verde.
  • P apertura > P chiusura: giornata negativa, guarda barra nera.

Il grafico a barre può essere visto come la risposta occidentale alle candele giapponesi. Tuttavia queste ultime rimangono più intuitive per via della loro costruzione grafica, caratterizzata da candele di diverso colore, riempimento del body, volto a contraddistinguere una giornata positiva, candela bianca, da una negativa, candela nera.

I grafici a barre, è un grafico finanziario, ci permettono di ottenere maggiori informazioni rispetto a quelle ottenute con il grafico lineare:

  • Informazioni sulla volatilità.
  • Direzionalità del mercato.

Grafico candele: si costruisce nello stesso modo del precedente, ma qui apertura e chiusura vengono unite formando così quello che si definisce il “corpo” della candela. Questo infine verrà colorato di bianco se il prezzo di chiusura è maggiore dell’apertura, di nero qualora si verifichi il caso contrario.

Le candele forniscono informazioni utili, come il sentiment del mercato o possibili inversioni di tendenza.

Ogni singola candela è costituita da:

  • Real body = corpo della candela, si ottiene unendo il prezzo di Ap con quello di Ch.
  • Shadow, ombra o stoppino = linee che collegano min e max.
  • Colore.

Il trader, attraverso questo tipo di grafico, può vedere più facilmente l’andamento del mercato. Come? Osservando:

  • Lunghezza: la lunghezza dello stoppino mostra il punto + alto e + basso raggiunti dal prezzo del bene.
  • Colore.
  • Diversi modelli di candele giapponesi: esempio DOJI, situazione di assoluto equilibrio -> Assenza di real body (Ap=Ch), è espressione di massimo equilibrio tra acquirenti e venditori.

Ci sono tantissimi altri modelli di candele, questo è sicuramente molto particolare.

Grafico equivolume

Grafico “Equivolume”: questo grafico confronta il prezzo e il volume, di azioni, e li unisce in un unico grafico. La larghezza di ciascuna barra rappresenta il volume relativo al totale delle azioni scambiate.

L’obiettivo di tale grafico è quello di rappresentare l’andamento del prezzo di un’attività finanziaria enfatizzando la relazione tra prezzi e volumi.

Su questo tipo di grafico, vengono presi in considerazione solo i min e i max. I prezzi di Ap e Ch non sono presenti.

Svantaggio: non considerando i livelli di Ap e di Ch, non è sempre possibile stabilire immediatamente se una seduta sia di rialzo o di ribasso.

Renko

Renko: tipologia di grafico dove non vengono presi in considerazione tempo e volume. Questo grafico ci permette di filtrare le oscillazioni erratiche per identificare i livelli di supporto/resistenza.

Rappresentato mediante una successione di mattoni bianchi, quando il prezzo sale, e neri, se il prezzo scende.

Nel caso in cui il titolo non produca una variazione almeno pari a quella prestabilita, nessun box verrà aggiunto.

Vantaggio: è in grado di evidenziare le tendenze di mercato, cancellando parte del rumore che può portare ad una cattiva gestione della posizione. Ci permette quindi di riconoscere rapidamente le tendenze ed identificare i livelli di Sup e Res.

Svantaggio: il suo comportamento è ottimale fin quando il mercato si trova in una fase di forte tendenza, ma entra in difficoltà nel momento in cui il mercato attraversa una fase di indecisione o di lateralità.

Un altro aspetto importante è la scelta del valore k:

  • K molto piccolo -> aumenta il numero di falsi segnali.
  • K molto grande -> riduce i falsi segnali, ma ritarderà i segnali di ingresso e di uscita.

Grafico punto e figura

Grafico punto e figura: consiste in una serie di colonne composte da due simboli (X e O).

  • X -> sessione positiva, incremento delle quotazioni.
  • O -> sessione negativa, decremento delle quotazioni.

Come per il Renko, tale grafico non prende in considerazione il tempo e i volumi, ma attribuisce una grande importanza alle variazioni e alle direzioni dei prezzi.

Una nuova X o una nuova O vengono disegnati soltanto se il movimento dei prezzi supera un certo parametro stabilito dal trader, box size. Fin quando il movimento del prezzo non supera questa misura significativa, tale variazione sarà considerata come semplice rumore di mercato, e quindi ignorata.

Passeremo invece alla colonna successiva solo quando avviene una variazione significativa, box reversal, in senso contrario. Quando avverrà un movimento significativo nella direzione opposta, passeremo alla colonna successiva.

Box size = dimensione minima che deve avere uno spostamento del prezzo per essere considerato significativo. Se il prezzo si muove in maniera inferiore, sul grafico non verrà disegnato nulla.

Box reversal = dimensione minima che il movimento di prezzo contro-trend deve avere, per poter dire effettivamente che c’è una correzione della tendenza in atto, passaggio dalle X alle O e viceversa.

4) Concetti di trend line e return line e misurazione della quality

Si introducano i concetti di trend line e return line. Inoltre si illustri come, nell’approccio tecnico, si può misurare la quality di tali trend.

Per la maggior parte del tempo i prezzi persistono all’interno di livelli statici che abbiamo visto essere i supporti e le resistenze. Tuttavia, quando i prezzi escono al di fuori di queste fasce è possibile tracciare nuovi livelli critici: le trendline vanno dunque intese come supporti e resistenze dinamiche e si tracciano in maniera differente se ci si trova di fronte ad un trend ascendente o discendente.

In fase rialzista, la trendline si disegna unendo almeno due minimi crescenti e prolungandola teoricamente all’infinito. La violazione di questa linea, formazione di un minimo decrescente, sarà il segnale “grafico” dell’esaurimento dell’attuale trend. Considerata insieme alla sua return-line forma il cosiddetto “canale rialzista”. Per posizionare la return-line nel miglior modo possibile all’interno del grafico, questa deve risultare “tangente” del maggior numero possibile di massimi crescenti, eventuali superamenti non rappresentano comunque un particolare segnale d’allarme.

In fase ribassista, la trendline si disegna unendo almeno due massimi decrescenti e prolungandola teoricamente all’infinito. La violazione di questa linea, formazione di un massimo crescente, sarà il segnale “grafico” dell’esaurimento dell’attuale trend. Insieme alla propria return-line forma il “canale ribassista”. Per posizionare la return-line nel miglior modo possibile all’interno del grafico, questa deve risultare “tangente” del maggior numero possibile di minimi decrescenti, eventuali sue violazioni non rappresentano comunque un particolare segnale d’allarme.

Per misurare la quality, la qualità, di tali trendline bisogna considerare:

  • Inclinazione con la quale i prezzi toccano la trendline. Se l’angolo è molto acuto il segnale perde di importanza in quanto ci sarà una prevalenza della componente erratica, in questo caso è possibile che anziché avvenire un’inversione di tendenza, all’attraversamento del livello critico dinamico si consolidi la forza del trend.
  • Per quanto tempo il livello di prezzo ha funzionato da trendline. Maggiore è l’arco temporale per cui si è confermata la trendline e maggiore è la probabilità che un suo attraversamento identifichi un’effettiva inversione di trend. Una resistenza o supporto di lungo periodo può diventare, una volta rotto, un nuovo supporto/resistenza.
  • Capacità nel tempo di trasformarsi da trendline a returnline e viceversa.

5) Pattern tecnico e utilizzo per costruire una strategia di trading

Si descriva il pattern tecnico: “…………” e il suo utilizzo per costruire una strategia di trading.

I pattern grafici possono essere di:

  • Consolidamento, cioè figure che si formano nel corso di una fase di assestamento, in attesa che le quotazioni riprendano la tendenza originaria.
  • Inversione, figure che si formano alla fine di una tendenza definita e anticipano l’avvio di un movimento contrario.

Rettangolo

Rettangolo: è il più diffuso modello di prezzo e può essere osservato durante fasi orizzontali del mercato, tra un trend e l’altro, quando prima dell’inversione della tendenza, o la sua prosecuzione, i prezzi oscillano all’interno di valori fissi, supporto e resistenza.

Può essere una figura di Continuazione o di Inversione, nel primo caso se il rettangolo si forma alla fine di un trend rialzista si parla di una fase di distribuzione, mentre se esso è formato alla fine di una fase ribassista si parla di una fase di accumulazione.

Il secondo caso, quello di Inversione, si ha quando conformazioni rettangolari si completano all’interno di fasi direzionali che si prolungano nel tempo.

A prescindere che siano di continuazione o di inversione, i rettangoli rappresentano una zona di congestione dei prezzi, ovvero un momento in cui c’è una “guerra” in atto tra compratori e venditori, senza che nessuno prevalga.

I prezzi, quindi, all’interno di questa figura sono “bloccati” e questo comporta il poco interesse dei trader, volumi in calo. In corrispondenza del breakout, uscita dalla zona di congestione, i volumi aumentano perché riprende l’interesse verso l’asset in questione.

Solo se il prezzo “esce”, breakout, il rettangolo si completa, altrimenti si può parlare solo di possibile modello di prezzo a rettangolo. Quando si fa trading con i rettangoli, è molto frequente assistere al pullback, i prezzi fanno ritorno verso la base inferiore o superiore del rettangolo. Quando questo avviene con volumi decrescenti, di solito rafforza la validità della figura.

Fattori a cui dobbiamo prestare attenzione e che modificano il rischio di falsi segnali:

  • Volumi -> durante la formazione del rettangolo, i volumi diminuiscono. Il forte aumento dei volumi avverrà in corrispondenza del breakout; se questo non accade, possibile fakeout, prestare attenzione.
  • Breakout -> per far sì che il rettangolo possa dirsi completato è necessario un punto di rottura lungo il supporto o la resistenza.
  • Pullback.

Triangolo

Triangolo: è tra i più comuni e frequenti modelli di prezzo ma anche uno dei meno attendibili.

Possono essere sia formazioni di consolidamento che di inversione.

Il triangolo può essere simmetrico o rettangolo.

Triangolo simmetrico: si compone di una serie di due o più rialzi nei quali ciascun successivo punto di massimo è più basso del precedente mentre i minimi sono più alti; le linee di tendenza che uniscono massimi e minimi convergono fintanto che il prezzo è “obbligato” ad uscire dal loro interno.

Il triangolo rettangolo è una forma speciale di quello simmetrico, in quanto una delle due trendline è orizzontale e funge da supporto. A differenza del precedente il triangolo rettangolo fornisce un’indicazione implicita della direzione in cui avverrà il completamento della figura, quello del lato orizzontale.

I volumi devono crescere in corrispondenza del breakout. Se questo non si verifica, possibile fakeout, va evitata l’apertura delle posizioni e quelle aperte devono essere chiuse o gestite con stop stretti.

La rottura, breakout, avviene tra 1/3 e 2/3 della distanza tra la base del triangolo e la sua punta.

Doppio massimo e doppio minimo

Doppio massimo (M) e doppio minimo (W): i pattern doppio max e doppio minimo sono tra le figure di inversione + note dell’analisi tecnica.

Quando compaiono sui grafici è bene prestare molta attenzione perché identificano un possibile cambio di tendenza.

Possiamo vedere questo pattern grafico come caso particolare di rettangolo, in cui all’interno del canale si formano soltanto 2 max o 2 min prima dell’uscita dalla fase laterale.

  • Nel doppio max i picchi si registrano in corrispondenza dell’area di resistenza.
  • Nel doppio min i picchi si registrano in corrispondenza dell’area di supporto.

La figura viene negata nel caso in cui si registrano nuovi max/min crescenti/decrescenti rispetto ai precedenti.

Elementi per capire se siamo davanti ad un doppio max:

  • I due picchi non devono essere immediati: se i max sono molto vicini tra loro, probabilmente si tratta di una semplice pausa di consolidamento del trend in corso. Se invece, i picchi sono distanti allora è possibile che si tratti di un doppio max. Solitamente, i tempi che intercorrono tra 2 min è > rispetto a quelli tra i max.
  • Volumi differenti tra 2 picchi: tra il 1° e 2° picco volumi in calo, e volumi in calo anche dopo il 2° picco.
  • Esplosione dei volumi in corrispondenza del breakout.

Testa e spalle

Testa e spalle: una delle figure più affidabili nel segnalare una possibile inversione di tendenza.

Tale pattern è formato da:

  • Spalla SX -> primo max o min della figura con contemporaneo picco volumetrico.
  • Testa -> è il max o il min assoluto della conformazione ed è caratterizzato da un decremento dei volumi rispetto a quelli registrati in corrispondenza della spalla sx.
  • Spalla DX -> secondo max o min della figura. Nella spalla dx si accentua ulteriormente il decremento dei volumi rispetto a quelli registrati in corrispondenza della testa.
  • Neckline -> l
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Scienze matematiche e informatiche MAT/05 Analisi matematica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lelli111 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Algoritmi di trading e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Guizzardi Andrea.
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