Pedagogia generale e sociale
Note introduttive
La pedagogia generale è una branca della pedagogia che si occupa di vari aspetti dell'educazione, come l'educazione dei disabili (chiamata pedagogia speciale), l'esperimento di tecniche e metodi (chiamata pedagogia sperimentale), la descrizione e la definizione delle diverse forme di organizzazione pubblica e privata (chiamata pedagogia comparata) e l'analisi degli aspetti sociali dell'educazione (chiamata pedagogia sociale).
La pedagogia è efficace in tre campi principali: l'infanzia, la scuola e gli adulti. La pedagogia dell'infanzia riguarda i bambini non solo durante l'età in cui frequentano la scuola dell'infanzia, ma anche durante la stagione della fanciullezza, quando frequentano la scuola primaria. La pedagogia della scuola affronta i problemi propri della scolarizzazione del bambino, come le relazioni di gruppo, l'apprendimento individuale e collettivo, l'insegnamento e la formazione dei maestri, soprattutto nell'accesso alla scuola secondaria inferiore e superiore. La pedagogia dell'adulto riguarda sia la formazione post-scolastica, l'avviamento al lavoro e all'esercizio della professione, sia la formazione permanente, che accompagna il soggetto per tutta la vita.
La scienza continua a perfezionarsi, ampliando l'ambito delle ricerche sulle scienze dell'uomo, anche con l'uso della tecnologia. La pedagogia si interessa al funzionamento delle potenzialità del soggetto che si educa, ma non è ancora stata definita l'oggettivazione e la qualificazione della pedagogia nel campo delle neuroscienze.
La sfida dell'educazione è quella dello sviluppo di ogni singola potenzialità posseduta dalla persona. Questi aspetti complessi determinano una domanda di educazione atta a dissolvere i problemi che attardano e annubilano l'orizzonte di senso che aggrava la complessità sociale, piuttosto che ridurla alla semplicità e chiarezza dalle quali possono essere recuperati quei valori sociali che conferiscono nuova linfa alla democrazia nello spirito di esercizio della libertà e della volontà costruttiva dei singoli e delle masse.
Connotazioni pedagogiche
La pedagogia non discende da una sola idea o impostazione, ma si alimenta di ideali e modelli che si dirigono verso la trascendenza dell'uomo e della sua umanità, tipiche del personalismo di stampo cristiano. La pedagogia trova la sua origine epistemologica nella filosofia e ne deriva la sua connotazione filosofica, dalla quale non può prescindere per divenire scienza a disposizione dell'educazione e della persona.
Una riflessione critica sulla pedagogia deve indagare sulla formazione e sull'educazione del soggetto considerandolo nella sua totalità psico-fisica, determinare i fini e gli scopi che si debbono perseguire, definire il metodo più adeguato alla realizzazione degli obiettivi e l'arte con cui intraprendere tale viaggio.
In questo senso, la lezione di J.J. Rousseau rappresenta una rivoluzione copernicana nel modo di intendere l'educazione e la pedagogia come guida attenta allo sviluppo del giovane Emilio. La pedagogia deve trovare il proprio spazio, propri metodi e propri contenuti, riscattandosi da una sorta di servitù ancillare alla filosofia.
In sintesi, la pedagogia si presenta come una scienza dell'educazione e come arte filosofica dell'educazione, che si basa su una riflessione critica sulla formazione e sull'educazione del soggetto, sulla definizione dei fini e degli obiettivi da perseguire, sulla scelta del metodo più adeguato e sull'arte con cui intraprendere tale viaggio.
Genesi della pedagogia
In conclusione, la pedagogia è autonoma rispetto alle altre scienze, in particolare alla filosofia, dalla quale era derivata per lungo tempo soprattutto nelle teorie idealistiche. La pedagogia fa tesoro dalla filosofia della volontà di andare oltre il fenomenico, di cercare di capire la causa dei fenomeni stessi assegnando loro una ragione, costruendo il noumeno che è sempre un'entità non meno reale delle altre, ma che non si vede né si tocca perché manca dei requisiti della concretezza. La pedagogia riflette su ciò che può essere e su ciò che può divenire, un futuro diverso ed un potenziale umano che deve divenire atto concreto di sviluppo collettivo.
Comenio, attraverso i problemi educativi del suo tempo, ha sottolineato l'importanza della potenzialità definita come "ragione" di ogni soggetto nel formarsi, nell'evolversi e nell'aumentare il suo grado culturale e intellettivo. Il suo ideale pansofico prevedeva una formazione aperta a tutti, lontana dall'idea di una formazione di élite riservata solo alle classi più benestanti.
La rivoluzione espressa nel pensiero di Rousseau sancisce un'educazione secondo natura, in contrasto con quella oppressiva derivante da una società corrotta nei suoi ideali. L'eredità di Rousseau risiede nell'ideale di libertà, di sviluppo delle facoltà del bambino attraverso un contatto diretto con la natura, dove tutto ciò che è naturale è buono.
In sintesi, la pedagogia si trova ad un punto nodale: il suo riconoscimento universale come disciplina investigativa sull'educazione, dove la riflessione sulla ragione e sul contatto diretto con la natura sono fondamentali per lo sviluppo del potenziale umano e per la formazione di una società migliore.
Paradigmi pedagogici
L'epistemologia è la scienza che esamina criticamente la ricerca scientifica e la nozione stessa di scienza, studiando i paradigmi e il pensiero relativi ad un determinato campo del sapere umano. Alcune delle principali aspirazioni dell'epistemologia includono il convenzionalismo, il neoempirismo logico, le ricerche di Lakatos, Kuhn e Feyerabend e il metodo della falsificazione di Popper.
La pedagogia, invece, deriva dalle parole greche pài (fanciullo) e agoghé (condotta), ed è un insieme di dottrine che caratterizzano la persona nella sua totalità, singolarità-unicità e libertà d'azione e di pensiero. La pedagogia si basa su una chiara impostazione personalista, che cerca di valorizzare tutte le potenzialità di ogni soggetto e di farle esprimere appieno. Il personalismo è una posizione filosofica che difende il valore della persona come centro di rielaborazione dei dati empirici e di libere scelte in campo conoscitivo, morale, storico e politico, contro le filosofie assolutistiche e deterministiche.
I grandi maestri
La pedagogia generale si concentra sui contributi dei grandi maestri dell'epistemologia pedagogica, che hanno aiutato a legittimare l'autonomia scientifica della disciplina. La ricerca pedagogica richiede la riflessione sulla cultura di riferimento e sul pensiero pedagogico, oltre alla memoria e all'opera dei grandi maestri del passato. Nel secolo scorso, sono emerse tre correnti principali nella pedagogia: mistica, scientifica e filosofica.
I maestri mistici, influenzati dal lavoro di Rousseau, sostengono l'idea di un'educazione naturale, e tra questi ci sono Lew Tolstoy, Anton Semenovic Makarenko, Maria Montessori, le sorelle Agazzi e Maria Boschetti Alberti. Questi maestri lavorano per istituzioni di formazione e sviluppano esperienze artistiche in diverse discipline. I loro impulsi principali sono l'orientamento del percorso formativo e la riflessione sulle teorie pedagogiche.
Altri grandi maestri del pensiero pedagogico
Questa sezione sottolinea l'importanza di considerare il contributo di scienziati e pensatori che, pur non appartenendo ad una corrente di pensiero specifica, hanno influenzato e arricchito il campo della pedagogia. Tra questi, vengono citati Flores d'Arcais, Santomauro, Leang, Gattullo, Freinet, Piaget, Bruner e Mencarelli. Si evidenzia che le esperienze educative del XX secolo hanno generato teorie e modelli di pensiero pedagogico, che si basano su grandi idee come il rispetto per l'ambiente, il potenziale dell'uomo e l'ente supremo. Inoltre, si sottolinea l'importanza di aprire la disciplina a nuovi campi di investigazione scientifica e di considerare i contributi delle scienze che danno fondamento alla ricerca pedagogica, come lo studio del cervello. Infine, si conclude affermando che ogni epoca è caratterizzata dalle scuole di pensiero che influenzano il compito educativo, ma è importante anche analizzare specificamente le questioni pedagogiche per arricchire l'azione educativa.
La corrente filosofica
La terza corrente pedagogica è quella filosofica, che si basa su un approccio teorico e riflessivo all'educazione. Secondo questa impostazione, la pedagogia ha il ruolo primario di costruire impianti e sistemi educativi ben orchestrati, a cui fare riferimento nell'attuazione dell'educazione. Si tratta di una pedagogia sistemica che considera l'educazione come un insieme di azioni ed elementi ben coordinati attorno a un principio unificante.
Questa teoria si rifà alla filosofia kantiana, che afferma l'unità di molteplici conoscenze sotto un unico principio, o hegeliana, che richiama la necessità di raccogliere le differenze nella libertà del tutto. In questa prospettiva, la conoscenza del vero e del giusto è possibile solo attraverso l'idea e il sistema come unica strada per l'agire educativo.
John Dewey, un noto pedagogista americano e pragmatista, sostiene l'importanza dell'agire e del fare in modo diretto, proponendo vere e proprie scuole-laboratorio. Edouard Claparède, invece, inquadra l'educazione nella prospettiva funzionalista e pone l'accento sull'importanza dell'attività soggettiva come unico elemento per una corretta autorealizzazione psicologica e biologica fondata sull'interesse personale. Claparède è famoso per aver proposto la costruzione di una "scuola su misura".
In sintesi, la corrente filosofica della pedagogia si basa sull'idea di un'educazione sistemica, che si rifà alla filosofia kantiana o hegeliana, e si concentra sull'importanza dell'agire e dell'attività soggettiva per una corretta autorealizzazione psicologica e biologica.
La corrente scientifica
In questo testo si parla della pedagogia generale e di come essa assuma una prospettiva che valorizza il bambino come "un essere completo" con aspetti morali, valori e relazioni empatiche che spesso vengono sopiti negli adulti. La pedagogia utilizza una solida base teorica e prassica per studiare il processo educativo, e questo la mette in stretta relazione con altre scienze come la medicina, la sociologia e la psicologia clinica. Tra i grandi maestri della pedagogia, si citano Ovide Decroly e Maria Montessori, che hanno contribuito a definire l'educazione come un bisogno mentale di soddisfazione e maturazione e hanno sostenuto la necessità di una scuola "a misura di bambino" per sostenere l'autoeducazione.
Il positivismo
Il positivismo è una corrente di pensiero che ha avuto un grande impatto sull'educazione nel secolo scorso. Questa corrente, nata nella prima metà del XIX secolo, si basa sulla celebrazione del progresso e del metodo scientifico. Il termine "positivismo" deriva dal latino "ponere" che significa "ciò che è posto" o "ciò che è concreto e reale". Il movimento del positivismo si è sviluppato come risposta all'idealismo, e ha posto l'accento sulla concretezza scientifica del metodo sperimentale, opponendosi alle concezioni metafisiche dell'idealismo.
Il positivismo ha rivalutato l'esperienza come fonte della conoscenza, concentrandosi solo sui fatti positivi, ovvero quelli accertati e valutati nell'ambito del concreto e del controllabile, escludendo fini, essenze e origini. Poiché i fatti sono naturali e soggetti a leggi analoghe, ogni indagine positiva stabilisce relazioni tra i fatti, tralasciando ogni ricerca intorno all'Assoluto. Questa corrente di pensiero si è diffusa in tutto il mondo occidentale, diventando il paradigma di riferimento a seconda delle tradizioni culturali e politiche dei vari Paesi. Gli illustri pensatori che hanno espresso idee nel campo del positivismo includono Comte, Spencer, Mill, Mach e Ardigò.
In sintesi, gli elementi distintivi del positivismo possono essere riassunti come segue: affermazione del primato della scienza e del suo metodo conoscitivo, negazione di ogni realtà non osservabile e non sperimentabile, applicazione del metodo induttivo come unico ritenuto scientifico per tutti i fenomeni naturali, morali, culturali, sociali e religiosi, nascita della sociologia e della psicologia come scienze autonome, e assenza del concetto di apriorismo.
Ancora sul positivismo
Il positivismo ha influenzato la cultura moderna, in particolare quella occidentale, a credere nell'importanza della ricerca scientifica per la conoscenza e la trasformazione sociale. La pedagogia sperimentale si basa sul metodo positivista, che sostiene che tutto ciò che è conoscibile è anche misurabile. Ad esempio, Thorndike afferma che tutto ciò che esiste può essere misurato. Questo apre la strada a tecniche e strumenti che cercano di arrivare a una conoscenza scientifica della persona. Il concetto di verificabilità, che è stato sviluppato dal Circolo di Vienna, è un altro esempio di pensiero positivista.
Shlick ha promosso il Circolo di Vienna per condividere idee e dubbi circa i diversi ambiti disciplinari, al fine di concertare nuove teorie e nuove forme di riassestamento scientifico. Il significato scientifico di un concetto è costituito dal momento della sua verificabilità, dando un senso all'agire solo se basato su un valore conoscitivo dimostrabile tramite un percorso empirico.
Il problema riguardante la verificabilità dei modelli e dei metodi adottati sia nelle scienze così dette forti, sia in quelle deboli ha inizio nell'età moderna, quando si inizia a considerare le prove come fondamento di controllo e maggiore valenza scientifica. Galileo Galilei è stato un esempio significativo del positivismo, poiché ha affermato che tutto è oggettivamente osservabile e che la matematica consente di penetrare nell'oscuro labirinto della natura. L'obiettivo è stato quello di circoscrivere e detrarre le irregolarità della natura dalle analisi numeriche, attraverso l'uso di tecniche sempre più sofisticate.
Idee, correnti e pensiero pedagogico
Nel XIX secolo, le esperienze educative che hanno portato alla nascita della ricerca educativa derivavano principalmente da due correnti di pensiero: l'attivismo e il maestrocentrismo. L'attivismo, che ebbe inizio principalmente per opera di John Dewey, sostiene che la ricerca della verità è azione e non solo intelletto. Si basa sull'idea di una visione "attiva", operativa e dinamica del processo educativo, che coinvolge sia il docente che il discente. L'attivismo ha portato a un forte rinnovamento della pedagogia e della didattica, valorizzando principi come azione, interessi, adattamento e visione puerocentrica. Questo ha portato al passaggio da una scuola basata sul maestro a una fondata sugli interessi e le peculiarità dell'alunno. Nel pensiero attivista, il discente svolge un ruolo prioritario nell'economia educativa e diventa parte attiva del proprio progetto di maturazione ed evoluzione. Il maestro diviene un organizzatore e programmatore di progetti, mentre il discente diventa costruttore attivo del sapere, stabilendo rapporti tra le conoscenze personalizzate e quelle formalizzate.
L'attivismo ha alcune caratteristiche importanti, tra cui una forte componente puerocentrica, una notevole importanza della psicologia, un ruolo secondario del docente rispetto al discente, una personalizzazione del cammino formativo e una concezione dell'educazione come prospettiva pratica ed operativa.
Impostazioni e critiche positiviste
Il modello positivista ha ricevuto molte critiche, soprattutto per la sua riduzione di tutta la realtà a natura regolata da leggi fisse e necessarie. Prellezzo e Lanfranchi sostengono che il positivismo cada inevitabilmente in esiti materialistici, meccanicistici e deterministici. La ricerca positivistica è orientata all'osservazione e all'analisi del reale e del concreto attraverso la sperimentazione empirico-scientifica.
Tuttavia, la critica empirica del positivismo di Mach sostiene che la conoscenza è un'esperienza pura nella quale si effettuano delle sintesi scientifiche o descrizioni sintetiche per una economia di pensiero. Solo queste sintesi possono essere sottoposte a controllo di verifica sperimentale, rappresentando la massima espressione della conoscenza stessa. Mach ritiene che le unità di misura per la conoscenza degli oggetti siano costituite dalle sensazioni e che tra fatti fisici e fatti psichici non esiste una differenza, bensì soltanto un diverso modo di interpretazione e di considerazione. L'oggetto viene ad essere tale solo se percepito attraverso le sensazioni. Questa riflessione porta alla conclusione che non sono i corpi che producono le sensazioni, bensì è l'orchestrazione delle sensazioni a dare origine ai corpi. In questo modo, Mach arriva alla conclusione che l'essenza della scienza risulta essere il continuo perfezionamento dell'adattamento biologico che ogni soggetto ha con l'ambiente. La scienza si riflette sull'osservazione, come momento di corrispondenza delle idee con fatti e teoria, in cui si cercano relazioni tra le stesse idee.
Anton Semenovic Makarenko
Makarenko rappresenta un grande maestro del passato grazie alla creazione e all'organizzazione della colonia di Gorkij, chiamata la Comune. In questa comune, il lavoro all'interno della classe era svolto con rigore e ai bambini veniva richiesto il massimo sforzo possibile con metodi a volte molto duri. Questo modello educativo ha ricevuto molte critiche, ma è diventato il fondamento dell'idea e...
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