Teoria e tecniche della comunicazione mediale
Evoluzione delle teorie della comunicazione negli ultimi 60 anni
Fino alla Seconda Guerra Mondiale, l'idea era che il pubblico fosse una massa per le reazioni che la comunicazione avrebbe innescato. Ciascuno di noi reagisce diversamente a uno stimolo elaborato dalla comunicazione. Dalla propaganda sono nati gli studi sulla comunicazione. Il pubblico è composto da persone diverse, con diverse culture, e con effetti diversi. Le teorie si sono spostate da quelle orientate alla propaganda a quelle che danno profilo al pubblico che manipola la comunicazione data dai media, pubblico attivo per poi arrivare a un mix tra pubblico e fonti. Bisogna creare il procumer (produttore e consumatore). Processi comunicativi sempre più partecipati. È necessario ricontestualizzare perché il contesto è importante per orientare il processo.
Nel mondo digitale tutto è mixato, non è più il media o l'interpretazione che sono importanti. È cambiato il meccanismo di partecipazione degli attori nel processo di comunicazione. Ecco perché si parla di procumer.
Evoluzione della comunicazione con l'uso del telefono
Il telefono è nato per telefonare e poi si è evoluto fino a quello che è oggi. L'uso degli utenti ne ha portato all'evoluzione. I produttori si accorsero che gli SMS erano più usati delle telefonate. Gli SMS hanno introdotto la scrittura in un mezzo che si pensava fosse solo vocale. Da lì è scattata l'evoluzione. Da qui le foto e i video. Le tecnologie nascono con un obiettivo e poi vengono sperimentate dagli utenti che permettono il processo tecnologico.
Società di massa e comunicazione
La società di massa è il punto di svolta. C'è stato un momento in cui abbiamo visto tutti gli individui che hanno cominciato ad aggregarsi, ossia il periodo della rivoluzione industriale che ha cambiato il modo di lavorare e così il modo di vivere, esplode l'urbanizzazione e il lavoro è l'offerta peculiare dei grandi centri urbani. C'è la possibilità di offrire a tanti l'istruzione resa pubblica. Il lavoro è il luogo dove si sperimentano le regole e le procedure.
Alfabetizzazione e quindi acquisire le competenze, cosa che permette la diffusione dei mezzi di comunicazione. Maggiore densità delle relazioni permette di comunicare meglio. Grazie alla TV, l'Italia si è unificata molto dal punto di vista dei linguaggi. C'è la necessità di velocizzare i codici comuni. Nulla come la conoscenza domanda altra conoscenza. Anche l'organizzazione sociale è cambiata. Nasce quindi la classe media che comincia a diventare responsabile dal punto di vista politico grazie alle elezioni. Se non si sa leggere non si può essere informati politicamente.
Comunicazione di massa e segmentazione del pubblico
Siamo in una società di massa. Dai giornali al cinema poi radio (anni '30) che resta esclusiva per 25 anni circa e poi con la diffusione della TV con la Rai che resta unica per un po'. Ora ci sono tutti i mezzi di comunicazione che si moltiplicano. Tutto questo richiede competenze diverse in rapporto al diverso numero di utenti. La comunicazione di massa è un processo che fa uso di mezzi tecnici (è sempre mediata dalla tecnologia) atti a diffondere con rapidità ed efficacia una serie di messaggi da un emittente verso un pubblico relativamente indifferenziato (massa) e va da uno a molti.
- Attraverso l'etere, come nella televisione
- Lungo il cavo, ancora nella televisione
- Attraverso copie di giornali, copie di libri, copie di dischi, e così via.
Le tecnologie si stanno evolvendo sempre di più, soprattutto quelle della comunicazione. Corrono molto velocemente tanto da non essere in grado di definire teorie. Bisogna capire il processo evolutivo della comunicazione digitale e il quadro in cui si sta muovendo.
Comunicazione mediata dalla tecnologia
Non si parla più di comunicazione di massa perché il pubblico omogeneo è diventato segmentato e diverso. Si parla di comunicazione mediata dalla tecnologia. Mai una comunicazione faccia a faccia, si può simulare grazie alla tecnologia. Per noi la comunicazione avviene in un contesto sociale grazie alle tecnologie. La rapidità caratterizza la diffusione dei messaggi. Una delle caratteristiche delle nostre tecnologie è quello di operare in tempo reale. Il ritardo è uno dei requisiti per simulare la comunicazione faccia a faccia. Il tentativo che le tecnologie stanno inseguendo è quello di ridurre il tempo.
È una comunicazione che ha una fonte ma che supera l'idea di massa perché parla di un pubblico differenziato. Oggi il pubblico è segmentato, quindi non ha più un solo pubblico fatto di soggetti uguali, ma un pubblico fatto da pubblici diversi con proprie caratteristiche. Basta guardare i canali della TV che corrispondono a un preciso segmento di pubblico, va a rispondere a un bisogno specifico di un certo pubblico. È una logica di mercato diversa. L'obiettivo non è più quello di raccogliere il maggior numero di persone, ma quello di intercettare il maggior pubblico di un certo target. Questo è stato reso possibile dal broadcasting e dall'abbassamento dei costi nella produzione. Lo scopo è cercare di capire quale sia il bisogno di un possibile pubblico da intercettare.
Comunicazione interattiva e feedback
La comunicazione oggi è da molti a molti, ognuno è connesso con tutti. Ciascuno è produttore e consumatore, quindi procumer. È un nuovo modo di pensare la comunicazione. Prima i media venivano considerati separati, quindi con teorie specifiche. Ora i media sono diventati crossmediali, con incroci e sovrapposizioni. Apre tutte le porte possibili, segno di come la comunicazione mediata stia inseguendo quella faccia a faccia. Nella comunicazione di massa tradizionale il feedback non esisteva, in quella nuova, che diventa interattiva, è possibile (come il like di Instagram).
Aspetto centrale del processo di comunicazione di massa è l'impossibilità di rispondere (comunicazione monodirezionale o unidirezionale) sullo stesso canale in tempo reale (simultaneamente al tempo in cui avviene la trasmissione) con lo stesso potere di chi trasmette.
- Per superare questo limite gli emittenti hanno offerto ai riceventi una possibilità di risposta con telefonate in diretta nelle trasmissioni televisive o radiofoniche
- Con le tradizionali lettere ai giornali
Ma si tratta pur sempre di forme di interattività manipolate. I feedback sono fondamentali perché l'uomo non può vivere senza. I feedback si danno ogni giorno e in ogni momento, sono naturali. È un segno della partecipazione al regime comunicativo. È tipico della relazione faccia a faccia e qualifica le diverse culture. L'interesse per noi si manifesta con la prossemica e con distanze precise. I segni di attenzione e partecipazione sono fondamentali. La comunicazione mediata tenta di inserire segni di partecipazione al pubblico. Tutti quei segni che hanno avvicinato tra pubblico e fonte per cercare di rendere visibile il feedback.
Strategie di comunicazione e tecnologie digitali
Mantenere una relazione senza avere il feedback dell'altro è difficile, come quando si parla alla telecamera. Uno degli esercizi e strategie della comunicazione è quello che renda possibili i feedback, vantaggiosi per entrambi. Il digitale ha fatto saltare tutto questo. Stiamo scoprendo le possibilità del digitale. Se il metaverso diventa una nuova caratteristica della comunicazione, siamo a un'ulteriore evoluzione in ambito comunicativo.
Per usare le nuove tecnologie digitali servono competenze che sono operative, cioè poter usufruire del mondo comunicativo e delle competenze critiche avendo conoscenze per sottoporre a critica i circuiti comunicativi nei quali si entra. I fallimenti in TV o in comunicazione sono avvenuti perché sono stati proiettati delle competenze o dati per scontato delle cose (TikTok e campagna elettorale). Ogni media ha un suo linguaggio specifico.
Evoluzione dei giornali e la comunicazione oggi
L'era dei giornali è finita. Il primo nasce nel 1883. Noi cerchiamo di interpretare il cambiamento rispetto alla continuità che garantisce, per godersi la TV non serviva sapere come funzionava. Una comunicazione efficace ha come prima strategia quella di sapere le conoscenze del destinatario. Comprensione del registro del destinatario della comunicazione. Quando si comunica si cerca di intercettare quello che l'altro si aspetta. Le nuove tecnologie si spiegano rispetto a quello che hanno in comune con il passato.
Nascita del primo giornale
Il primo giornale è stato il The Sun, nato il 3 settembre del 1833, chiuso il 4 gennaio 1950. Era molto fitto di caratteri, solo 4 pagine ma scritte interamente (eventi locali, nera e sport). È l'erede di una serie di tecnologie che hanno reso possibile stampare un giornale usando nuove macchine. Nel 1833 pochissima gente sapeva leggere, infatti vennero elaborate nuove formule giornalistiche per attirare i lettori meno istruiti. Oggi l'analfabetismo è quasi scomparso. Sono cambiati i mezzi di comunicazione e richiedono competenze specifiche per saper leggere i diversi codici del mondo digitale.
Il primo giornale costava poco, 1 centesimo (penny press). Le casse da stampa erano enormi. Dopo 4 anni, nel 1837, a New York, c'erano 30 mila persone che compravano il giornale The Sun. Nel 1850, ogni 10 famiglie si avevano 2 copie di quotidiani perché era molto difficile stamparlo e un giornale andava avanti per molto, quindi c'era una selezione delle notizie. Oggi la timeline è relativamente corta, mentre prima era molto più lunga. Fino a qualche anno fa, nelle pause dei film al cinema, facevano vedere i telegiornali che magari erano stati girati molto tempo prima.
Chi sapeva leggere, leggeva i giornali e raccontava le notizie agli altri che non sapevano leggere, quindi è la comunicazione a due passi (Two step floors). La comunicazione era collettiva rispetto a oggi che è individuale. Lo stesso vale per la radio, ci si trovava alla sera a sentire la radio dai pochi che l'avevano, cosa uguale per la televisione. The Sun aveva cominciato a raccontare quello che accadeva dall'altra parte della costa. Prima la comunicazione era quello che l'amico raccontava di aver visto. La comunicazione pubblica era sporadica e occasionale. Agenzie di socializzazione dei media.
In 190 anni è cambiato molto anche grazie ai media, con la comunicazione che pervade la nostra quotidianità. The Sun viveva ancora di pony express per portare i messaggi da una parte all'altra. Poi nel 1847 arriva la prima linea telegrafica che si basava sul codice Morse che poi è il primo codice binario, quindi il fondamento del digitale. Se un transistor si occupa di scrivere e trasmettere i dati, è tutto più veloce. Il primo sistema telefonico è nato nel 1878 favorendo ancora di più la velocità della comunicazione. I mezzi di comunicazione sono grandissimi modelli di business. Va più rapida la capacità di trasmettere il segnale che la carta stampata.
I giornali di carta esistono ancora ma molto meno che nel passato. Mc Luan dice che ogni tecnologia della comunicazione è evoluta nella successiva. Quindi i giornali a stampa si sono evoluti nel digitale. Le pagine dispari sono più importanti di quelle pari perché sono più comode da essere lette e queste sono alcune delle caratteristiche da rispettare. Cosa più difficile nei media digitali per capire quali siano le notizie più importanti. In un mondo sovraccarico di informazione è più facile avere qualcuno che ci indirizzi sulle notizie più importanti. La struttura gerarchica con cui i media presentano le informazioni indirizzano il lettore. La notizia principale è l'oggetto di discussione più comune anche per attivare le relazioni anche causale ma della quale spesso c'è bisogno quando si entra in uno scenario pubblico.
Agenzie di stampa
Ci sono varie agenzie di informazione come ANSA, ADN Kronos e Fides (è la voce delle missioni cattoliche nel mondo). Avere un inviato distaccato in una location estera è molto difficile per questione di costi. In Ucraina accade perché adesso è un contenitore di informazioni che raccoglie i vari mezzi. Lì le testate hanno mandato i loro inviati perché è scoppiata la guerra. Prima c'erano solo alcuni corrispondenti delle agenzie di stampa che divulgano le informazioni in Italia. Oggi l'informazione viene diffusa attraverso queste agenzie che raccolgono sul posto le informazioni e le inviano a coloro che sono abbonati. Quello che si vede sulla rete non è quello che viene dato ai mezzi di comunicazione, è un decimo perché altra è informazione interpretata da un giornalista che fa dieci righe di commento a qualcosa che è stato raccolto. Ai mezzi arrivano lanci brevi dalle aree di loro interesse. Il ruolo dell'agenzia è quello di ricevere informazioni a un giornalista al computer stando in redazione senza andare sul posto. Conviene per tempo e denaro. Per i giornalisti conta la notizia e la qualità con cui arriva oltre che una buona penna, utilizzo di un linguaggio corretto. Alla base c'era un'agenda di nomi e cognomi, cioè le fonti delle informazioni. Oggi questa agenda è in mano alle diverse agenzie.
La prima funzione che i media hanno è quella di gate keeper, cioè che raccolgono tutte le notizie e poi vengono decise quelle da pubblicare e rielaborare. I pezzi vengono poi ordinati per importanza sia in TG sia al giornale. Il set di pezzi però non rappresenta tutte le possibilità dei fatti narrati, sono quelli che sono arrivati e decisi dai gate keeper. Agenda setting è invece la disposizione delle notizie sulle pagine o nei TG.
Impatto delle tecnologie della comunicazione
Le tecnologie della comunicazione hanno molto impatto nella nostra quotidianità. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, dopo la drammaticità degli eventi, la guerra diventa un acceleratore di processi tecnologici che hanno portato alla diffusione della televisione nel 1948. Con l'invenzione dei transistor, si apre la strada alla miniaturizzazione dei circuiti elettronici. Si realizzano i primi registratori su nastro magnetico, mentre nello stesso anno, la Xerox mette in commercio la prima fotocopiatrice. I registratori hanno permesso ad ognuno di registrare quello che voleva, avviando l'era della riproducibilità. Le fotocopie sono state una conquista enorme per stampare autonomamente, mentre prima si batteva a mano sulla carta carbone. Prima la copia che si aveva era unica e strettamente legata all'originale, ma non c'erano problemi di copyright. La riproducibilità moderna fa sì che le copie siano praticamente indistinguibili rispetto all'originale. Nel giro di questi anni, quando esplode questo meccanismo di riproducibilità, cambia tutto quello che sta attorno secondo processi economici.
Nascita della televisione
Nel 1954, dopo cinque anni di trasmissioni sperimentali, comincia il regolare servizio di televisione in Italia e sempre nello stesso anno, si realizza il primo collegamento in eurovisione. Nell'era della TV moderna, non esiste un inizio e una fine della trasmissione dei programmi, si va avanti h24, mentre prima c'erano le sigle iniziali e finali. In mezzo c'era il monoscopio che restava alla fine delle trasmissioni e poi terminava all'inizio di quella successiva. Serviva per avere un segnale fisso per tarare la qualità del televisore che non era facile avendo a che fare con l'analogico, per questo era importante sintonizzare il televisore.
Quando andava in onda il monoscopio erano ore buttate dal punto di vista economico, senza pubblicità. C'erano delle pause in cui venivano trasmesse delle foto di mari e monti con una musica sotto. In quei secondi, oggi vanno in onda pubblicità. Si viveva in un mondo completamente diverso. Nel 1961 è nato il Secondo Canale. Descrive il passaggio da una televisione collettiva ad una che diventa strumento personale passando da una fruizione all'altra. Si passa da una TV grossa ad una che oggi abbiamo anche sul telefono anche in termini di velocità. La televisione si inventa anche il telecomando per gestire i canali.
Il 3 gennaio del 1954, Fulvia Colombo, prima Signorina Buonasera, annuncia i primi programmi su Rai 1. In Italia nel 1931, c'è il decreto sulla radio televisione circolare quando si comincia a ipotizzare di trasmettere immagini attraverso le onde. Negli anni '50 si capisce che la comunicazione non ha confini e c'è la necessità di elaborare uno standard europeo. Anche Papa Pio XII ha reputato la TV come un ottimo strumento per stare insieme e stare lontani dai brutti ambienti. Nel 1954 c'erano solo 15 mila televisioni. Gli studi di Roma, dove si cominciò a trasmettere, erano i più grandi. Poi si trasmise anche da Napoli e da Torino. La televisione fu una scommessa per tutti.
I blocchi dei giornali (eventi locali, nera e sport) erano presenti anche in TV. La cronaca nera la si legge per non aver la soddisfazione di essere stati presi da quegli eventi. Questi 3 punti diventano la guida della comunicazione. Distinguere il contenuto della comunicazione è dovuto al conflitto che si crea tra mezzi di comunicazione concorrenti perché ognuno si specializza per poter sopravvivere. Tra questi macro blocchi bisogna definire delle particolarità per dare delle buone ragioni per scegliere quel determinato media piuttosto che un altro. La TV è stata fonte di scolarizzazione con il maestro Manzi.
I grandi contenitori televisivi erano con pettegolezzo, intrattenimento, informazione e cronaca nera, ma anche sport. Per tanti anni era anche andato di moda il teatro in televisione. La logica della camera dell'epoca era quella di essere l'occhio dello spettatore, infatti per le opere teatrali, la camera...
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