Il cinema: percorsi storici e questioni teoriche
Dal cinematografo al cinema
Attrazioni, spettacolo e racconto. Il 28 dicembre 1895 si tenne la prima proiezione pubblica a pagamento del cinematografo Lumière al Grand Caffè di Parigi. Il cinematografo rappresenta una sintesi giunta al culmine di diverse acquisizioni riguardanti la realizzazione di visioni e immagini riprodotte tecnologicamente, la cui storia si confonde con quelle della camera oscura, teatro d’ombre, lanterna magica e con le sperimentazioni scientifiche.
Edison (approfondimento) lavorò con Dickson al kinetoscopio, che utilizzava una pellicola impressionata a 46 fotogrammi al secondo ed era rivolta a un singolo spettatore alla volta. Le proiezioni collettive presero il sopravvento su quelle individuali precedenti e avvennero in fiere ambulanti e poi nei nickelodeons dal 1905 circa.
Il cinematografo delle origini è legato agli altri spettacoli di intrattenimento (es. magia, circo) con influssi e rapporti con gli altri media e forme culturali come la fotografia e il teatro tradizionale. Burch oppone un modo di rappresentazione primitivo a un modo di rappresentazione istituzionale, che lavora sulla costruzione lineare del percorso narrativo organizzando la successione e la continuità di una visione costruita su più inquadrature.
La prima fase dello sviluppo del cinema è dominata da una modalità di rappresentazione costruita sulle attrazioni mostrative (1895-1908 circa), seguita da una successiva fase in cui emerge l'integrazione narrativa. Approfondimento: il cinema dei Lumière come modello per il futuro cinema realista e documentario contro Mèliès come modello per la fiction e per il racconto a carattere spettacolare.
Dal 1903 circa si passa a una costruzione pluripuntuale: su più inquadrature di per sé autonome, macchina prevalentemente fissa, riprese frontali e fondali dipinti. Il film primitivo subiva modificazioni successive alla fase produttiva, legate alle esigenze della distribuzione e agli interventi degli esercenti (es. vedute commercializzate singolarmente o rimontate in un nuovo ordine e proiettate con commenti musicali e verbali variabili).
Nel cinema inglese dell'inizio del 900, il piano ravvicinato gioca un ruolo importante (es. Grandma’s reading glass). Approfondimento: The great train robbery di Porter (1903) sviluppa il modello del genere di inseguimento. Il sistema dell'integrazione narrativa (1908-1914 circa) si caratterizza per l'emergere del racconto come interesse primario, rendendo necessario un sistema che regoli i raccordi tra le inquadrature e una macchina da presa più mobile.
Il cinema muto italiano e Cabiria
Il cinematografo viene importato e si sviluppa in Italia nel 1896 e in parallelo alcuni pionieri realizzano film artigianali e vedute sperimentali, imponendosi solo successivamente come evento spettacolare autonomo. Dal 1905 si diffondono le sale cinematografiche stabili e si costituisce una pratica di esercizio e distribuzione attraverso la nascita delle società cinematografiche.
Nel 1909 le società diversificano le loro produzioni per accrescere competitività e qualità. Alla Cines si sperimentano i primi tentativi di film d'arte: a partire da soggetti storico-letterari, propongono film colti con recitazione evocativa, scenografie verosimili e lunghezza maggiore. Nel 1911 nasce il lungometraggio grazie a film d'arte, incremento di produzione e nuove condizioni di lavoro (es. Cabiria di Pastrone (1914): successo del film contribuisce alla nascita del divismo, elementi spettacolari e attrazionali autonomi, inquadratura autarchica, carrello e profondità).
I generi del cinema muto italiano includono: comico, melodrammi veristi e decadentisti, western, acrobatici (es. di guerra, d'azione, di avventura e diva film) e forzuti (es. Aldini, Pagano, Borelli, Bertini). Pioniere (approfondimento): nel cinema delle origini ci sono cineasti importanti come la francese Guy, l'americana Weber e l'italiana Giallanella.
Le ricerche dei paesi nordici
In Danimarca, nel 1906 Olsen fonda la Nordisk Film, che esporta film in tutto il mondo e si specializza in trame poliziesche e melodrammatiche. Importante è Dreyer con La passione di Giovanna d’Arco e Vampyr, grazie alla recitazione misurata e maggiormente realistica e asciutta. In Svezia, il cinema si sviluppa in ritardo rispetto agli altri paesi nordici, con registi importanti come Sjöström e Stiller. Svenska Bio è la prima industria cinematografica svedese.
Griffith
Regista noto come il padre del cinema: rivendica una proprietà di tipo artistico, cioè un'autorialità. La complessità imposta dal cinema narrativo, la pluralità di piani di ripresa, l’aumento dei giorni di lavorazione e le durate più estese dei film rendono indispensabile una funzione di supervisione e di organizzazione del lavoro che il regista riscopre tra la fine del 1° decennio del 900 e l’inizio degli anni 10.
Non solo l’autorità del regista si modifica, ma alcuni autori iniziano a ripensare alle fasi di preparazione e realizzazione delle opere, costruendo piani di lavorazione dettagliati e divisione più netta dei compiti: inizia a prendere forma il modo di produzione hollywoodiano. Costruisce azioni parallele che creano una nuova forma di continuità narrativa non più legata allo sviluppo di una soluzione (es. The Lonely Villa, 1909).
Attento alla composizione formale dell’inquadratura, i personaggi sono sempre più messi a fuoco e investiti di una centralità inedita. Notevole l'importanza espressiva del primo piano e la durata dei film si dilata insieme alla componente spettacolare. (inaugura nel 1913 l’abitudine di girare nella zona semidesertica di Hollywood). Altri registi importanti sono Dwan, DeMille.
Von Stroheim (approfondimento): si diploma alla scuola di Griffith e assorbe da lui l’attenzione al dettaglio emblematico, il ricorso al primo piano, la caratterizzazione dei personaggi femminili, la predisposizione epica e il gusto e la capacità di costruire narrazioni a cui il montaggio conferisce ritmo e una cadenza talvolta musicale, oltre al ricorso continuo a un realismo minuzioso.
Dreyer e gli anni 20
La passione di Giovanna d’Arco: Dreyer spoglia il film di ogni possibile orpello scenografico: pareti bianche e spoglie, i costumi si riducono a pochi elementi densi di significato e questo gli permette di realizzare ciò che Deleuze chiama i primi piani scorrevoli (movimento continuo con il quale la cinepresa passa dal primo piano al piano medio o generale, ma è soprattutto un modo di trattare il piano medio e il piano generale come primi piani, con assenza di profondità o soppressione della prospettiva).
La passione di Giovanna d’Arco non è un film storico e la cinepresa accentua grazie ai primi piani ogni aberrazione fisica, sfumatura dell’espressione e caratteristica espressionista (donna innocente prigioniera e terrorizzata da facce distorte, spaventose e demoniache). La Santa è sempre in primo piano, centrale, e le inquadrature statiche contrastano con i giudici ripresi dal basso, con tagli di inquadratura e movimenti nervosi della macchina da presa. Fotogenia: la proprietà dell’immagine cinematografica attraverso il primo piano che ha il potere di far emergere un senso profondo dei personaggi.
Flaherty e la nascita del documentario
Flaherty produce uno dei testi fondamentali del genere documentario, cioè Nanook l’eschimese (1922), e sviluppa una leggera linea narrativa che conduce a un climax semplice ma drammatico. Raramente lascia che la verità possa intralciare una buona storia.
Percorsi dell’avanguardia
Arti e linguaggi
L’affermazione della tecnica fotocinematografica contribuisce al generale abbandono di un orientamento rappresentativo di matrice realista e mimetica, profilando una funzione rivoluzionaria da riservare all’arte. Le avanguardie si pongono in rottura con una cultura visuale ufficiale, le correnti più vitali si oppongono all’insegnamento dell’istituzione accademica e ai canoni estetici basati sull’imitazione dei modelli del passato e della natura, avvertiti ormai come inefficaci per rappresentare la caoticità del mondo moderno.
Le avanguardie si misurano su due fronti:
- Operano sul linguaggio considerandolo come materia prima dell’espressione e come il contenuto stesso dell’opera, compiendo un lavoro su grafica, colore, tela, presenza delle lettere sulla pagina, scorrere della pellicola, suono che si fa immagine, con il fine di proporre un linguaggio in grado di significare solo per sé stesso o orientato al rifiuto di una logica deterministica e narrativa.
- Consapevolezza circa l’insufficienza che contraddistingue il ricorso ai singoli mezzi di espressione e a specifiche tecniche artistiche: pittori, musicisti, fotografi, registi, artisti dal multiforme ingegno si trovano a condividere progetti comuni.
Il cinema per le avanguardie si dà come strumento artistico con cui si possono fondere esigenze, poetiche e materiali provenienti da diversi ambiti disciplinari che trovano in esso una formidabile variante applicativa che opera con la volontà di ristabilire il suo statuto culturale ed estetico, strappandolo all’omologazione che soffoca i circuiti del cinema istituzionale e i modelli offerti dalla sua produzione simbolica.
Italia: dinamismo, colore, performatività
Nel 1916 si saldano i rapporti tra futurismo e cinema: il futurismo italiano diviene la prima delle avanguardie cinematografiche europee e l’unica prebellica. Contributi alla sua elaborazione teorica:
- Boccioni: concezione del movimento come dinamismo universale, il dinamismo è l’azione simultanea dei due moti (assoluto: intrinseca potenzialità dinamica dell’oggetto che l’artista coglie con le sue linee che rivelano come esso si comporrebbe secondo le sue forze vs relativo: spostamento fisico dell’oggetto nell’ambiente) e pertanto deve essere espresso in una nuova modalità che consideri l’ambiente e l’oggetto congiuntamente, prevedendo una forma unica che garantisca, tramite la sua continuità dello spazio, un’inedita percezione del reale.
- Bragaglia: traduzione del tempo in spazio che proceda nella direzione di idealizzare le forme, pervenendo una dematerializzazione che ponga attenzione sul risultato ritmico-dinamico del gesto.
- Corra: cinema come estensione di altre arti come pittura e musica.
Francia: impressione, fotogenia, visionarietà
Rallento a seguito dello scoppio della IGM con un arcipelago di piccole case di produzione. Impressionismo:
- Fascinazione per l’immagine cinematografica in quanto introduzione capace di attribuire alla riproduzione della realtà una maggiorazione estetica e di indicare un varco d’accesso per giungere a una più profonda indagine intimista.
- Far coincidere la condizione spettatoriale con un’esperienza emotiva: la dimensione emotiva deve essere il risultato di un’allusione o di un’evocazione, un intento che giustifica l’impiego di caratteri formali volti a suggerire un’esplorazione della soggettività dei personaggi per colpire empaticamente lo spettatore.
Fotogenia: capacità di alcuni oggetti di riuscire meglio sulla superficie pellicolare ma in seguito si fa riferimento per indicare determinate qualità compositive, plastiche o luministiche delle immagini e per descrivere il generale senso di bellezza cui l’attrice doveva rifarsi per meglio figurare sullo schermo, oltre all'effetto di rendere cose ordinarie come non sono mai state viste prima.
Dadaismo:
- Definito dada uno stato d’animo in risposta allo smarrimento e alla perdita di senso provocati dalla IGM.
- Spirito di rivolta sceglie lo scandalo come strumento privilegiato di espressione ma il carattere dominante è l’effettiva impossibilità di definire in positivo le sue linee guida, non interessata ad andare oltre il momento della pura negazione, orientata alla rottura di ogni schema razionale e ogni rassicurante certezza.
- Ready-made (Duchamp): per descrivere oggetti di uso comune strappati al loro ambiente naturale e innestati nel contesto di un’esposizione artistica e museale in cui assumono diversa funzione e significato.
- Dialetticità del linguaggio (mutamento repentino, contrapposizione, parallelismo di tempi, luoghi e immagini) e rapporto con spettatori che sono investiti a scatti nella distrazione come pubblico di massa e indifferenziato.
- Film simbolo è Renè Clair (1924): gag comiche grottesche, situazioni assurde sconnesse e non riconducibili a una trama ordinaria, con volontà di superare le barriere tra l’arte e la vita e dissolverle nella frenesia del presente.
Surrealismo:
- Attingendo alla realtà dell’inconscio e liberando il desiderio attraverso l’immaginazione e il sogno, si propongono di dar voce all’Io sepolto e represso di modo che all’uomo umiliato e inibito dalle convenzioni venga restituita la libertà.
- La parola chiave è automatismo; esempio: Buñuel.
- Tradurre il linguaggio incoerente dei sogni in immagini senza interferenze della parte conscia.
Ballet mécanique di Léger: generare un movimento illusorio poiché indotto, ma capace di testimoniare le potenzialità del cinema.
Germania: sinfonia, luce, espressione
Nel 1917 nasce la UFA, la più grande casa di produzione e distribuzione tedesca. Durante la Repubblica di Weimar e fino al nazismo, la produzione cinematografica tedesca è seconda solo a quella statunitense. Dimensione artigianale del fenomeno cinematografico e della creazione artistica in generale, astratta antifigurativa come nuovo fondamento dello statuto di produzione simbolica e ritmico-dinamica del cinema. Tre principali correnti cinematografiche:
- Espressionismo: deformazioni scenografiche, focalizzazione sull’immaginario reale e onirico, prospettive alterate, illuminazioni contrastate, atmosfere inquietanti.
- Nuova oggettività: lavora per fare del dramma individuale una sineddoche della più universale conduzione umana, viziata da una rassegnata disillusione.
- Kammerspielfilm: intrecci drammatici, cast ridotti a pochi attori, scenografie scarne e allestite in interni, quotidiano comune e piccolo-borghese.
Eggeling, Richter, Ruttmann, Fischinger.
L’avanguardia sovietica: il primato del montaggio
Kulešov: l'effetto Kulešov dimostra che la sensazione che un’inquadratura riesce a trasmettere è influenzata dalle inquadrature con cui si accorda. Pudovkin: coscienza politica e riflessione sull’uso del suono nel cinema. Ejzenštejn: adozione del punto di vista degli operai e del proletariato che mira a identificare la frattura rivoluzionaria. Ipotizza la possibilità di concepire spettacoli costruiti a partire da combinazioni basate su una logica conflittuale, procedendo per contrasti alterni e elementi disomogenei, la cui eterogeneità concorre a riorganizzare il senso del visibile cinematografico in funzione di un coinvolgimento intellettuale dello spettatore (es. in Sciopero (1925): situazione collettiva senza soggetto individuale e Ottobre (1927): montaggio intellettuale per comunicare attraverso concetti astratti).
Vertov: respinge il cinema di finzione perché il suo modo di rappresentazione non si fonda sull’autonomia del nuovo strumento tecnico costituito dalla macchina da presa, ma risulta dipendente dalla retorica di altre forme artistiche. La macchina da presa è vista come cine-occhio, cioè un cinema che propone la percezione del mondo in quanto tale, rifiutando ogni meccanismo spettacolarizzante.
Cinema classico hollywoodiano
Nascita di un’istituzione
A metà degli anni 10, la MPPC non riesce a ostacolare l’ascesa di una nuova generazione di distributori e produttori indipendenti. Dai primi anni 10 si può parlare di cinema hollywoodiano, cioè quando le strutture produttive si spostano da NY a LA. Il pubblico inizia ad abituarsi a film di maggior durata e a riconoscere e affezionarsi ad attori e attrici (nasce così la Famous Players nel 1912 di Zukor, che scommette sulla fama dei suoi interpreti puntando alla creazione di prodotti di ampio consumo, nobilitati alle origini teatrali/letterarie delle pellicole).
Famous Players-Lasky Corporation nasce e controlla anche la Paramount. Block-booking: esercenti che intendono noleggiare pellicole di grande richiamo sono costretti a prenotare interi pacchetti comprensivi di film minori (strategia tesa alla concentrazione verticale e massimizzazione dei profitti che consente alle grandi case di dominare il mercato). Nascita di una nazione di Griffith segna la svolta nel cinema americano dell’epoca, insieme a Intolerance (1916).
United Artists: Griffith, Chaplin, Fairbanks, Pickford rappresentano un tentativo di controllo della fase produttiva da parte dei responsabili della fase creativa del film, con l’obiettivo di innalzare la qualità artistica del film e combattere una battaglia per il riconoscimento di registi e divi come autori dei film. Chaplin (approfondimento): autorialità non ostacolata da Hollywood, attraverso la sua opera l’arte cinematografica inizia a essere riconosciuta negli ambienti intellettuali, con scene comiche accompagnate da una progressione drammatica.
Il trionfo dello stile classico
Anni 20: movie places. La definizione della macchina hollywoodiana è quella di fabbrica dei sogni: un complesso industriale solido, votato al profitto, potente strumento politico e propagandistico, capace però di generare una produzione culturale che ha diffuso forme narrative, tecniche linguistiche e schemi iconografici che hanno permeato la cultura del 900. L’importanza di Hollywood non risiede soltanto nei film...
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