Teorie dei processi comunicativi e formativi
La comunicazione soddisfa i bisogni sociali, quali il coinvolgimento e il senso di appartenenza. Prima non aveva tanta importanza, anche se non sapere comunicare era uguale perché erano molto più importanti i contenuti, il resto era poco rilevante. Quindi il sapere si identificava con i contenuti un tempo.
L'avvento della TV e la comunicazione
Con l'avvento della TV (come anche il film “Il quarto potere”) si capì l'importanza dell'influenza che ha la comunicazione. Ancora prima dell'avvento della televisione, molti leader politici avevano usato il potere della buona comunicazione per farsi ascoltare e fare propaganda (anche con l'uso del megafono). Usavano la comunicazione per manipolare la folla.
Quando la TV entrò nelle case, l'attenzione non era più sul comizio politico (il quale era meglio viverlo che guardarlo su uno schermo), perciò vi era bisogno di una nuova comunicazione, una discussione più leggera, così nacquero i “salotti di discussione” che destavano molto interesse.
Nella seconda metà del '900 i sindacalisti frequentavano le Scuole di Partito perché dovevano imparare ad usare la comunicazione e dovevano usarla bene (studiavano il tono di voce, gli atteggiamenti).
Da questo momento in poi la comunicazione divenne molto importante: il COME si dice e il COSA si dice sono posti sullo stesso piano. Diventano molto importanti le competenze comunicative, che oggi sono estese in tutta la società. Ad esempio, il centralinista, se non sa ascoltare, la comunicazione non può avvenire, in quanto anche la relazione tra esseri umani è importante.
L'ambiente e la comunicazione
L'ambiente gioca un ruolo molto importante sulla comunicazione: nelle riunioni si predilige un ambiente ovale e non tondo perché altrimenti sono tutti sullo stesso piano. I banchi separati a scuola danno più potere all'insegnante ma danneggiano il lavoro di gruppo e l'apprendimento. Le dinamiche di gruppo (composto da più di tre persone) sono in relazione alla leadership.
Il leader non ha "doti migliori", è eletto dal gruppo e segue le sue necessità dato che tutti condividono gli stessi contenuti. Il leader istituzionale che cerca di risolvere i problemi/conflitti sfruttando l'ironia, facilita la comunicazione e contribuisce all'appartenenza. Il leader affettivo è quello che vuole comandare a tutti i costi ma non è riconosciuto dal gruppo e quindi cade in frustrazione, è considerato "pericoloso".
Un’altra figura importante all'interno del gruppo è il gregario, al quale viene data una connotazione negativa anche se è essenziale e funzionale per l'intero gruppo.
Formazione di gruppi e ruolo del leader
In una classe spontaneamente si formano gruppi che spontaneamente eleggono leader, talvolta questi ultimi sono conflittuali (o tra i compagni stessi oppure con i docenti) e quindi per risolvere il problema bisogna formare altri gruppi e a sua volta eleggere altri leader. Il gruppo per essere tale ha delle regole di comportamento non scritte. Un gruppo può non aver bisogno di parlare, basta uno sguardo o un gesto. Il gruppo inteso come gruppo maturo produce di più del singolo.
La pragmatica della comunicazione umana
La comunicazione è composta da:
- 7% parole
- 38% tono della voce
- 55% linguaggio non verbale
Quindi il COME prevale sul COSA. La modalità di come viene prodotto il messaggio prevale sul contenuto. L'attenzione dell'ascoltatore va sul come. Se una conversazione non coglie l'interesse altrui, dobbiamo aggiungere qualcosa del non verbale, come adesso i politici fanno comizi con magliette, striscioni.
Scuola di Palo Alto
I primi studi sulla comunicazione sono stati fatti dalla Scuola di Palo Alto in California, grazie a Jackson e Bateson. Fu proprio Bateson, che si occupava dello studio della schizofrenia (approccio sistematico delle relazioni umane ai turbamenti psichici), a sviluppare i capisaldi della comunicazione. Con questo libro vengono delineati i percorsi della comunicazione.
Sistemi e comunicazione
Un sistema è un insieme di elementi in interazione la cui modificazione di un elemento comporta la modifica di tutto, come ad esempio durante la terapia di coppia si mette appunto un sistema per tornare ad un equilibrio. Un sistema reagisce ad un turbamento con dei meccanismi per tornare allo stato iniziale (omeostasi).
Gli assiomi sono proprietà della comunicazione che servono ad illustrare le caratteristiche della comunicazione umana. Queste proprietà si sono sviluppate a partire da studi schizofrenici che comportano patologie (cioè che si ripropongono), così allo stesso tempo l'uso improprio di questi assiomi può portare al fallimento della comunicazione.
Assiomi della comunicazione
A volte alcuni disturbi (non per forza patologie) si presentano negli studenti: avere il solito insegnante per i 5 anni di elementari, se il bimbo ha problemi comunicativi con il docente stesso forse si viene a creare una comunicazione svalorizzante oppure la perdita di fiducia in se stesso.
Dalla ricerca di Bateson sulle patologie sono stati creati gli assiomi della comunicazione.
Impossibile non comunicare
"È impossibile non comunicare", si comunica sempre e le possibili reazioni alla comunicazione sono: accettazione della comunicazione, rifiuto della comunicazione (es. durante una riunione puoi essere accettato o meno dagli altri membri), silenzio (es. quando si sta in silenzio in una conversazione che necessita il nostro intervento oppure durante un evento/dibattito e c'è il silenzio, che non sempre è indice di negatività, può essere anche timidezza, imbarazzo, rispetto, partecipazione) e squalifica della comunicazione (è la cosa peggiore, è quando le persone fanno altro o se ne vanno quando stai parlando o peggio ancora quando “sghignazzano” per mostrare palesemente che non ti ascoltano ma anzi ti provocano. Qui in particolare dobbiamo imparare a resistere, a rispondere attraverso il comportamento e quindi a variare un nostro aspetto e lavorare su noi stessi per vedere di cambiare la situazione e monitorarla).
Quando siamo valorizzati diamo il massimo e questo è dovuto alla nostra parte emotiva. Ognuno di noi ha dei modelli, qualcuno a cui rapportarsi perché se non riusciamo a fare qualcosa osserviamo chi ce la fa e cerchiamo di imitarlo. Prima si guardava ai modelli canonici, cioè i genitori, ma adesso non più.
Il processo comunicativo
Il processo comunicativo è interazione, se non funziona dobbiamo cambiare processo non serve dare la colpa a qualcuno/qualcosa. Comportamenti, silenzi, parole, attività hanno un valore comunicativo e influenzano gli altri. Comportamento = messaggio.
Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione, di modo che il secondo classifica il primo:
- Contenuto (o notizia) trasmette dati informativi
- Relazione (o comando) è relativa al modo in cui deve essere ricevuta la notizia ed è più importante
Ogni comunicazione trasmette informazioni e al tempo stesso impone un comportamento, quindi il messaggio va interpretato in base alla relazione tra i soggetti. Il contenuto e la relazione sono i due livelli della comunicazione.
Ad esempio, se dovessi mandare un'email ad un docente non scriverò “salve..” perché è troppo confidenziale, ma scriverò “egregio..” oppure “gentile..”. Il contenuto se espresso in modo diverso mette in risalto la relazione che vi è tra i protagonisti della comunicazione: può essere un ordine, una preghiera, una raccomandazione, una minaccia o un’intercalare. Il livello di relazione (comando) definisce quello del contenuto (notizia), in quanto noi cambiamo il nostro approccio in base a che relazione abbiamo con l'interlocutore davanti, per questo si parla di metacomunicazione.
La natura delle relazioni
"La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze della comunicazione tra le persone coinvolte". Riguarda la circolarità della comunicazione, in cui un gruppo dove i membri hanno continua interazione reciproca, la comunicazione è vita come sequenza ininterrotta di scambi di tipo circolare. Vi sono rapporti lineari di causa-effetto tra le persone, creati dalla punteggiatura.
È difficile lavorare in gruppo, vi possono essere problemi di leadership per esempio. In base a ciò che si comprende (punteggiatura), la reazione, a prescindere dal contenuto, può essere inadeguata e quindi creare conflitto. La punteggiatura è la comunicazione che passa dai vari membri (segmenta la frase e fa capire la relazione tra i due). Ad esempio in un gruppo di lavoro:
A: Ma cosa voleva dire?
B: Cerca di capire da solo. (vi è stato un rifiuto e un disvalore)
La punteggiatura in questo caso è disturbata, B potrebbe irrigidirsi e distaccarsi dal gruppo. Quando avviene un rifiuto si interrompe la circolarità della comunicazione: "il marito si chiude in se stesso perché la moglie brontola, la moglie brontola perché il marito si chiude in se stesso". Non vi è una punteggiatura oggettivamente giusta, non vi è circolarità anzi vi è rifiuto e mancanza di comprensione.
Aspettative e comunicazione
Ognuno di noi ha aspettative sia da noi stessi che dagli altri. Tra amici le aspettative sono più basse, si passa sopra a tutto perché prevale l'amicizia. In una coppia invece ci sono alte aspettative, ci si aspetta di essere amati e compresi. Se le aspettative non vengono soddisfatte non bisogna chiudersi in se stessi, bisogna estendere la comunicazione e chiedersi "forse sto reagendo male, se cambio la mia risposta può cambiare il processo comunicativo".
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