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La fede alla prova – teologia 3

Capitolo 1: Chi è Dio

Lettera di Giacomo

Un padre che dona

Dio datore di ogni dono perfetto, che dona a tutti con semplicità e senza condizioni, è attento a mettere in risalto l'amorevolezza e la gratuità di Dio. “Dio dona a tutti con semplicità e senza condizioni.” Dio dona tutti senza differenze, è un padre pieno di benevolenza per tutti i suoi figli. “Dio sceglie i poveri agli occhi del mondo.” Giacomo non descrive solo l'agire di Dio ma rivela qual è la logica del suo comportamento generoso: la scelta per i poveri, gli ultimi e i piccoli a cui promette il suo Regno. La scelta dei poveri appare come una iniziativa libera e una elezione gratuita di Dio dettata dall'amore. Nel suo agire Dio chiama i poveri a far parte del suo popolo, poiché si presentano ricchi nella fede.

Il Vangelo di Matteo ci permette di comprendere che il criterio di agire di Dio è opposto a quello che la nostra società propone: ciò che per gli uomini è sicurezza o ricchezza, per Dio non conta nulla; mentre quello che è debolezza e fragilità per il mondo, agli occhi del Signore si rivela la vera grandezza.

La gratuità del dono

Il gesto del dare gratuitamente mostra la verità della persona e la sua volontà di uscire dalla logica del possesso. Nel cristiano il tema del dono diviene rivelatore dell'accoglienza della parola di Dio. Il modo di donare di Dio è opposto al nostro modo di dare, segnato dall'interesse e dal guadagno. L'essere umano è fatto per il dono; gli ambiti nei quali esercitare l'arte della gratuità e del dono sono molteplici; l'azione del cristiano deve essere animata da un grande spirito di carità e di servizio; questi atteggiamenti nascono dall'amore che Dio ci dona.

Dio non tenta nessuno

Dio non può essere ritenuto il responsabile delle tentazioni che assalgono l'uomo. Egli è l'autore del bene, in lui non c'è nessuna possibilità e volontà di male. Dio creò l'uomo e lo lasciò in balia del suo proprio volere. “Le passioni che attraggono e seducono.”

  • Il messaggio di Giacomo è rivolto ai cristiani affinché riflettano sulla presenza del male nella loro vita e imparino a resistere alle tentazioni.
  • Le passioni concepiscono e generano il peccato e il peccato produce la morte.
  • Il suo messaggio si prefigge lo scopo di evitare ai credenti il pericolo di cadere sotto il peso delle tentazioni che generano peccato e morte.
  • Il male fa parte della condizione dell'uomo sulla terra e non potrà mai essere sconfitto.
  • L'origine del male non è in Dio ma nell'uomo che si chiude al suo amore e non riesce più a ritrovare quei legami di bontà che lo uniscono al creatore.

Capitolo 2: Chi è il cristiano

Giacomo considera cristiani tutti quelli che amano il Signore nostro Gesù Cristo con amore incorruttibile.

Tre definizioni del cristiano

L'immagine di cui si serve per definire il cristiano è presa dal mondo contadino della tradizione religiosa del popolo di Israele: il cristiano è una primizia delle sue creature. Il vocabolo primizia contiene in sé l'idea di inizio. In un secondo momento al significato agricolo si aggiunse una connotazione religiosa con la memoria della legge che Dio aveva donato sul Monte Sinai attraverso Mosè. Le primizie sono i primi frutti del nuovo raccolto che il contadino si appresta a mietere. Il cristiano è una primizia, segno che l'annuncio del Vangelo è stato accolto ed è destinato a produrre frutto abbondante. Le primizie sono i primi frutti che la terra ha prodotto. “Generati per mezzo della parola di verità.”

Il cristiano è una primizia delle sue creature, è l'inizio del popolo nuovo che Dio ha generato dalla sua volontà e radunato nella comunità degli eletti. San Paolo presenta la vita cristiana come una nuova nascita, il dono della vita nuova in Cristo. Il luogo della generazione non è più il grembo materno ma il fonte battesimale: i credenti nascono alla vita di grazia e diventano nuove creature, sono figli di Dio. “Il bel nome che è stato invocato su di voi.”

Il richiamo al nome di Gesù diviene un dono. Noi tutti portiamo un nome e con esso siamo conosciuti e amati, il nome identifica. Anche Dio ci conosce per nome e ci fa suoi figli.

Il cristiano e la cultura della vita

Peccato e verità si oppongono nella vita del cristiano identificando due diversi stili di vita. Il frutto del peccato è la rottura del rapporto con Dio, la verità e Gesù. Il cristiano è chiamato a operare nel mondo affinché si affermi la cultura della vita.

Capitolo 3: Il valore delle prove

“Miei fratelli” si tratta di membri della comunità e tutti coloro che leggono le parole della lettera di Giacomo. “Considerate perfetta letizia ogni sorta di prove.”

  • La perfetta letizia è un modo di vedere e considerare le prove con uno sguardo di fede. È un dono di Dio e di una unione con lui.
  • Per Giacomo il cristiano è chiamato a coltivare un ideale di maturità della sua fede: non intellettuale ma pratica.
  • L'autore registra la scissione tra fede e vita.
  • Il cristiano è consapevole che la sua vita sarà sottoposta alle prove ma non per questo la sua fede dovrà indebolirsi.

“La corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano.” Giacomo unisce il tema della gioia che nasce dalle prove alla promessa della beatitudine: Beato l’uomo che resiste alla tentazione perché dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano. I destinatari della lettera hanno affrontato le prove con passione, come coloro che amano Dio, ovvero dare a lui il primo posto. Giacomo afferma che sarà partecipe del premio eterno il cristiano che avrà amato Dio non con le parole ma soprattutto con i fatti e avrà fatto questo non per ottenere la ricompensa futura ma per corrispondere all'amore di Dio che lo ha amato per primo. La fede è deporre la propria vita nelle mani di Dio.

Il frutto delle prove

Nella riflessione di Giacomo le prove sono occasione di verifica della fede nel Signore. “La perseveranza nelle prove.”

  • Davanti alle prove che la vita ci consegna percepiamo un senso di impotenza, di solitudine e di sconforto.
  • Le prove suscitano irritazione e sconvolgono i progetti; ogni prova è una ferita in offerta al nostro amor proprio e ci fa sentire deboli e fragili, le prove segnano le nostre giornate in maniera negativa.
  • Il Signore ci invita a non sottrarci alle prove ma a affrontarle sapendo che non sono più grandi delle nostre forze.

“La perfetta letizia.” Ci rimanda all’esperienza spirituale di Francesco d’Assisi. È una virtù. Il Signore Gesù è la fonte e la ragione della vera letizia; Dio è letizia. La perfetta letizia è una grazia da chiedere a Dio affinché ci faccia entrare nel mistero della morte e della risurrezione del figlio suo; è un impulso del cuore, un atteggiamento della fede e della speranza sostenuto dalla preghiera. Dalla perfetta letizia nasce in ciascuno di noi una condizione di serenità interiore e pace.

“La gioia.” Non ci può essere letizia senza gioia. La gioia non è un sentimento di breve durata. Per il cristiano la vera gioia è.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgialamusta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teologia 3 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Pessani Bernardino.
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