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Tecnica professionale Antonio De Vito

Riferimento: Rendiconto finanziario di Lenoci Francesco e Rocca Enzo. Ipsoa (edizione 02/2018)

Sommario

  • Lezione 1: il RF secondo i principi contabili nazionali OIC ............................................................. 2
  • Es. società Verde ................................................................................................................................... 9
  • Esercitazioni 1, 2 ................................................................................................................................. 11
  • Lezioni 2, 3: il RF secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS ....................................... 11
  • Lezione 4: riepilogo di analogie e differenze tra RF secondo OIC o IAS ..................................... 17
  • Lezione 5: il RF proposto dal FASB .................................................................................................... 19
  • Lezioni 5, 6: l’utilizzo del RF ai fini gestionali ................................................................................ 22
  • Lezione 7: l’utilizzo del RF ai fini gestionali, la valutazione dei dati prospettici ................... 30

1

Lezione 1: il RF secondo i principi contabili nazionali OIC

I riferimenti normativi

Il d.lgs. 139/2015, attuativo della direttiva dell’UE 34/2013, come riforma del sistema contabile italiano circa la parte del codice civile disciplinante i documenti contabili, ha reso la predisposizione del RF per le società di capitali, esonerando quelle che predispongono il bilancio in forma abbreviata (2435 bis) e le micro imprese (2435 ter), obbligatoria.

L’art. 2423 comma 1 del c.c. recita “gli amministratori devono redigere il bilancio d’esercizio, costituito dallo SP, CE, RF e NI”.

A differenza della disciplina di SP e CE, il codice civile non riporta una struttura tipo del RF, infatti a tal proposito vige solo l’art. 2425 ter, introdotto con lo stesso d.lgs, che chiarisce che il RF deve essere predisposto evidenziando, sia per l’esercizio in chiusura che per il precedente l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide, all’inizio e alla fine dell’esercizio, ed i flussi finanziari dell’esercizio derivanti dall’attività operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento, ivi comprese, con autonoma indicazione, le operazioni con i soci.

In conseguenza dell’introduzione dell’art. 2425ter c.c., l’OIC ha aggiornato nel mese di dicembre 2016 la versione dell’OIC 10 (che si rifaceva allo IAS 7 emesso dallo IASB nel 1992); durante l’aggiornamento l’unica modifica sostanziale riguarda l’indicazione nell’ambito dello schema di rendiconto finanziario dell’ammontare e della composizione delle disponibilità liquide in linea con quanto espressamente richiesto dalla norma e lo stralcio delle parti specifiche del bilancio consolidato rinviando all’OIC 17, ove viene trattata la disciplina di tale bilancio nella sua organicità.

  • Il d.lgs. 139/2015 è volto a muovere il sistema contabile nazionale verso l’omogeneità con i sistemi contabili anglo sassoni impieganti gli IAS FRS (in Italia applicati dal 2005 introducendo il RF per le imprese non eccezionali).
  • Obbligatorietà prevista anche per la portata informativa molto alta del RF.
  • Applicazione retroattiva.

[Art. 2423 comma 4 del c.c. recita “non occorre rispettare gli obblighi in tema di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa quando la loro osservanza abbia effetti irrilevanti al fine di dare una rappresentazione veritiera e corretta. Rimangono fermi gli obblighi in tema di regolare tenuta delle scritture contabili. Le società illustrano nella nota integrativa i criteri con i quali hanno dato attuazione alla presente disposizione”.]

Approfondimento: OIC 12

Secondo il principio contabile n. 12 dell’OIC (emesso nel 2005 e sostituito nel 2015 dall’OIC 10 a livello normativo, anche se continua ad essere adottato da numerose imprese) la mancata presentazione del RF non è considerata violazione del principio della rappresentazione veritiera e corretta del bilancio, ma data la rilevanza delle informazioni di carattere finanziario fornite, si assume limitata alle aziende amministrative di minori dimensioni.

Il RF deve esporre tutte le variazioni significative dell’esercizio nella situazione patrimoniale/finanziaria e per fare ciò si identificano le risorse finanziarie come:

  • Disponibilità liquide in cassa e presso banche + altri depositi di denaro immediatamente prelevabili senza rischio di cambiamento di valore.
  • Capitale circolante netto o attività nette a breve = eccedenza delle attività a breve sulle passività a breve.

A seconda dell’attività dell’impresa (mercantile, industriale o di servizi) e della significatività delle informazioni ottenibili nelle varie fattispecie.

L’OIC 12 prevede tre schemi di rendiconto finanziario:

  • 1) Di capitale circolante netto.
  • 2) Di flussi di liquidità.
  • 3) Di liquidità (+ diffuso e – diverso dal RF secondo IAS/IFRS).

2

A 2 e 3 si dà una crescente capacità segnaletica della situazione finanziaria rispetto a 1.

Il rendiconto finanziario e il suo contenuto

OIC 14: flusso finanziario = disponibilità liquida = depositi bancari e postali (anche in valuta estera), assegni, denaro e valori in cassa (anche in valuta estera).

Poi, in alcuni gruppi di società la gestione della tesoreria è accentrata per ottimizzare l’uso delle risorse finanziarie (es. contratti di cash pooling), in tali circostanze, un unico soggetto giuridico (in genere la società capogruppo) gestisce la liquidità per conto delle altre.

Dunque nel bilancio delle partecipanti i crediti che si generano, a seconda del rispetto o meno dei termini di esigibilità, vengono rilevati tra le “Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni” o tra le “Immobilizzazioni finanziarie”. Mentre i debiti sono classificati secondo quanto previsto dall’OIC 19 “debiti”.

Infine, le disponibilità liquide sono valutate:

  • Al valore nominale per denaro e valori bollati.
  • Al cambio in vigore alla chiusura dell’esercizio per disponibilità in valuta estera.
  • Al valore nominale o allo stimato valore netto di realizzo (in caso di difficoltà) per depositi ed assegni.

Attraverso il rendiconto finanziario si apprezzano le dinamiche evolutive, gestionali ed extra-gestionali, provocanti movimentazioni, incrementative e decrementative, delle disponibilità liquide (tali movimentazioni rappresentano la dimensione finanziaria dell’azienda) nel corso dell’esercizio.

Il RF consente l’analisi dei flussi finanziari dell’impresa.

Il RF fornisce informazioni per valutare:

  • La situazione finanziaria della società (compresa liquidità e solvibilità) nell'esercizio di riferimento e la sua evoluzione negli esercizi successivi; permette di comprendere se l’azienda è a rischio insolvenza mediante il calcolo del flusso finanziario (entrate-uscite), d’interesse degli stakeholder, in particolare dei creditori (fornitori di capitale di credito).
  • Aziende con cicli produttivi molto lunghi vedono un forte distacco tra competenza economica e manifestazione finanziaria, quindi si potrebbe cadere nell’errore di individuare un’insolvenza.
  • La capacità della società di affrontare gli impegni finanziari a breve termine.
  • La capacità della società di autofinanziarsi.

Il RF permette il calcolo di significativi indicatori di performance aziendale.

Il suo obiettivo finale è di informare circa la modalità di creazione del valore delle disponibilità liquide al 31/12/X (che dev’essere pari al valore della cassa dello SP).

Derivare da: in sintonia con il contenuto dell’art. 2425ter, i flussi finanziari possono (OIC 10):

Attività operativa

Attività operativa, che annovera “le operazioni connesse all’acquisizione, produzione e distribuzione di beni e alla fornitura di servizi, anche se riferibili a gestioni accessorie e le altre operazioni non ricomprese nell’attività di investimento e finanziamento”, sono quindi compresi gli incassi per proventi finanziari, i pagamenti per oneri finanziari, i pagamenti per imposte e i rimborsi di imposte.

Tale attività è composta quindi da operazioni che si concretizzano in ricavi ed in costi per produrre i precedenti = operazioni riflesse nel CE rappresentanti le fonti di finanziamento dell’impresa.

3

Poiché con attività operativa si intende quella legata al core business, ci si attende che i flussi di cassa che ne derivano siano i principali, anche perché da essa si genere la liquidità necessaria per finanziare la gestione futura.

Esempi di flussi finanziari generati o assorbiti dall’attività operativa:

  • Incassi della vendita di prodotti e dalla prestazione di servizi.
  • Incassi da royalty, commissioni, compensi, rimborsi assicurativi e altri ricavi.
  • Pagamenti per l’acquisto di materia prima, semi-lavoratori e altri fattori produttivi.
  • Pagamenti per l’acquisizione di servizi.
  • Pagamenti a, e per conto di, dipendenti.
  • Pagamenti e rimborsi di imposte.
  • Incassi e pagamenti per proventi finanziari ed oneri finanziari.

Royalty = % su incassi pagati dall’azienda verso l’impresa madre.

Tali flussi finanziari possono essere determinati con (OIC 10):

Metodo diretto

Metodo diretto, che evidenzia in via immediata i flussi finanziari prodotti nel corso dell’esercizio a valere sull’attività in argomento; si basa sulla logica di fare rientrare in RF tutte le movimentazioni di cassa, quindi dove le operazioni non aventi avuto manifestazione finanziaria non hanno importanza.

È sufficiente prendere il mastrino “cassa” ed analizzare le movimentazioni avvenute [es. stipendi (VE-, dare) vs cassa (VFP, avere)].

Si analizzano solo le transazioni aventi avuto competenza economica e finanziaria nell’es.

Metodo indiretto

Metodo indiretto, che parte dal dato di sintesi del CE, cioè il risultato netto d’esercizio, e procede con conversioni delle determinazioni quantitative economiche (ricavi e costi) in flussi finanziari (entrate e uscite) attraverso progressive rettifiche ed integrazioni.

Il risultato netto è rettificato per neutralizzare: (3)

  • Elementi di natura non monetaria, ossia poste contabili che non hanno richiesto esborso/incasso di disponibilità liquide nel corso dell’esercizio e che non hanno avuto contropartita nel CCN (es. ammortamenti di immobilizzazioni, accantonamenti ai fondi rischi e oneri, accantonamenti per TFR, svalutazioni per perdite durevoli di valore, utili non distribuiti relativi a partecipazioni in società collegate valutate con il metodo del patrimonio netto) non compresi nel RF.
  • Variazioni del CCN (cioè scostamenti rispetto ai saldi dell’esercizio precedente) connesse a costi o ricavi dell’attività operativa (es. variazioni di rimanenze, variazioni di crediti v/clienti e di debiti v/fornitori, variazioni di ratei e risconti).
  • Non sono da considerare le variazioni di CCN connesse ad investimento o disinvestimento.
  • Operazioni i cui effetti sono ricompresi tra i flussi derivanti dall’attività di investimento e finanziamento (es. plusvalenze o minusvalenze derivanti dalla cessione di attività).

[Metodo diretto: inserimento di incassi/pagamenti considerando ricavi/costi monetari; metodo indiretto: rettifica del RN dell'effetto di componenti positivi/negativi di reddito che non danno origine a variazioni finanziarie].

Esempi di variazioni del CCN

  • L’incremento (decremento) dei crediti v/clienti è sottratto (sommato) dal RN in quanto rappresenta il minore (maggiore) ammontare incassato dai clienti rispetto ai ricavi di competenza e accreditati al CE;
  • L’incremento (decremento) dei debiti v/fornitori è aggiunto (sottratti) al RN in quanto rappresenta costi della produzione non ancora pagati (costi della produzione pagati in più rispetto ai costi di competenza);
  • L’incremento delle rimanenze è sottratto al RN in quanto durante l’esercizio gli acquisti effettuati sono stati superiori alle merci vendute per un ammontare pari alla differenza tra magazzino finale (superiore) e magazzino iniziale (inferiore); sottraendo dal RN la variazione delle rimanenze ne viene neutralizzato l’effetto economico, affinché il rendiconto rifletta esclusivamente l’effetto sulla situazione finanziaria delle disponibilità liquide impiegate per gli acquisiti nel corso dell’esercizio;

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Nel calcolo del RN sono considerati i costi della produzione, che comprendono sia acquisti sia variazione delle rimanenze, mentre per le variazioni di disponibilità liquida hanno rilievo solo gli acquisti.

  • L’aumento dei ratei passivi è aggiunto al RN in quanto tale aumento rappresenta il maggior ammontare delle spese non ancora pagate tramite liquidità rispetto alle spese addebitate a CE;

Tendenzialmente nell’applicazione dei principi contabili internazionali non si consente l’utilizzo del metodo indiretto, mentre in Italia lo si preferisce (che richiede più accortezze, è più articolato, ma permette di apprezzare il passaggio dalla competenza economica a quella finanziaria).

A prescindere dal metodo impiegato, il saldo intermedio deve coincidere.

Attività d’investimento

Attività d’investimento, che annovera “le operazioni di acquisto e vendita delle immobilizzazioni e delle attività finanziarie non immobilizzate”.

(Fattori produttivi per svolgere l’attività).

In un’impresa manifatturiera ci si attende un peso maggiore delle immobilizzazioni materiali, al contrario in un’impresa di servizi ci si attende un peso maggiore delle immateriali.

I flussi finanziari derivanti dall’acquisto e dalla vendita di immobilizzazioni, rispettivamente investimenti e disinvestimenti, sono presentati nel RF distintamente; in particolare vengono iscritti per l’uscita effettivamente sostenuta nell’esercizio (pari al complessivo prezzo di acquisto rettificato dalla variazione dei debiti v/fornitori di immobilizzazioni) e per l’entrata effettivamente incassata nell’esercizio (pari al prezzo di realizzo, cioè il valore netto contabile aumentato della plusvalenza o ridotto dalla minusvalenza, rettificato dalla variazione dei crediti v/clienti per immobilizzazioni) al fine di evidenziare le risorse finanziarie assorbite o generate dall’operazione di acquisto o di vendita.

Poiché nel CE è rilevata la plusvalenza o minusvalenza rispetto al valore contabile netto dell’immobilizzazione, la società rettifica il RN nell’attività operativa per il valore della plusvalenza o minusvalenza.

Esempi di flussi finanziari generati o assorbiti dall’attività di investimento derivanti da:

  • Acquisti/vendite di fabbricati, impianti, attrezzature (anche di costruzione interna).
  • Acquisti/vendite di brevetti, marchi (anche per oneri pluriennali capitalizzati).
  • Acquisti/vendite di partecipazioni in imprese controllate e collegate (o altre).
  • Acquisti/vendite di titoli, inclusi titoli di Stato e obbligazioni.
  • Erogazioni di anticipazioni e prestiti fatti a terzi e incassi per il loro rimborso.

Attività di finanziamento

Attività di finanziamento, che annovera “le operazioni di ottenimento e restituzione delle disponibilità liquide sotto forma di capitale di rischio o di capitale di debito”.

(Raccolta di capitale per l’acquisto di fattori produttivi).

In particolare, gli aumenti di capitale a pagamento (non in natura) sono da esporre al netto dell’evoluzione dei crediti verso soci per versamenti ancora dovuti; mentre gli investimenti (disinvestimenti) di azioni proprie sono da esporre al netto dell’evoluzione dei debiti (crediti) sorti nei confronti del cedente (cessionario).

Le principali categorie di incassi/pagamenti vengono presentate distinguendo i FC derivanti dal capitale di rischio e dal capitale di debito.

Esempio di flussi finanziari generati o assorbiti dall’attività di finanziamento:

  • Incassi derivanti dall’emissione di azioni/quote rappresentative del capitale di rischio.

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  • Pagamento dei dividendi.
  • Pagamenti per il rimborso del capitale di rischio (anche acquisto di azioni proprie).
  • Incassi o pagamenti derivanti dall’emissione o dal rimborso di prestiti obbligazionari, titoli a reddito fisso, accensione o restituzione di mutui e altri finanziamenti a breve o lungo termine.
  • Incremento o decremento di altri debiti di natura finanziaria (anche a b/m termine).

Casi particolari di flussi finanziari

Ci sono poi alcuni casi particolari di flussi finanziari, per i quali bisogna quindi porre attenzione alla descrizione concettuale dei flussi (OIC 10):

a) Interessi e dividendi (presentati nel RF in modo distinto): gli interessi pagati ed incassati sono presentati distintamente tra i flussi finanziari dell’attività operativa, salvo i casi in cui si riferiscono direttamente ad investimenti o a finanziamenti; i dividendi pagati ed incassati sono presentati distintamente tra i flussi finanziari dell’attività di finanziamento e dell’attività operativa.

(Es. il flusso di cassa per l’incasso di interessi su prestiti per una banca è da categorizzare come flusso operativo perché gli interessi rientrano nel core business, mentre il flusso di cassa per il pagamento di interessi su prestiti per un’impresa manifatturiera o di servizi è da categorizzare come flusso d’investimento; es. il pagamento di dividendi è un flusso di cassa in uscita per attività finanziaria perché la ragione alla base del pagamento è l’investimento fatto da qualcuno apportando capitale, mentre per un’impresa che per core business investe in altre società).

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maia.dance di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica professionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof De Vito Antonio.
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