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Riassunto manuale di storia romana Geraci-Marcone

Fonti protostoria italica solo greche → Età bronzo (XXII-X) cultura appenninica (onnicomprensiva) e cultura terramaricola → incremento demografico estensione non espansione → Età Ferro (IX) più diverse culture con diverse sepolture (D’Este Pad, Golasecca Piem Lomb, Villanova pre etrusc, Magnogrecia, nuraghi Sard, Albano-laziale Laz).

Sviluppo in Sud Italia → Enotro figlio di Licaone (leggenda), rapporti stretti con gli Egei, i quali si stabiliscono lì (probabile).

Sviluppo Centro Italia → Vers Adriatico (Piceni IX-VII), Vers Tirrenico (Sabini Equi Ernici Volsci VIII-V, Sanniti).

Etruschi

Non abbiamo narrazioni → solo epigrafi e molti nomi (a parte la tomba di Francois con scene Etr vs Lazio).

Forse Tirreno re dei Lidi (fonda dodecapoli), forse autoctoni, forse Pelasgi (ellanico di Lesbo) → prob provenienti da Villanoviani.

Religione etrusca → aldilà come dimora, Pantheon simil greco (Ercle, Apulu, divisi per competenze, Zeus e Tinia sottoposti al fato), novità dell’aruspicino, Roma riprende caratteri etruschi (religione come scienza, auguri, mantello nei trionfi, giochi in onore di morti o feste, Phersu persona, Cicerone individua interpretaz di folgori interiora e destino → religione rivelata, scritta, tecnica).

Lingua → isolata, 26 come in greco, 3 documenti (Tegola di Capua, libro di lino, tavola cortonense).

Origini → Villanova + influsso greco (in cerca di metalli) → produzione vinicola, ricchezza e talassocrazia (ferma espansione greca) → dodecapoli (Re lucumoni, zilath, riuniti nelle “Fanum volumnae” santuario del Dio Voltumna), Tarquinia capitale e centro artigianale mediterraneo.

Roma

Roma inizia a comparire nella storiografia dopo che Roma si fa notare, Fabio Pittore e Cincio Alimento scrivono in greco (fine III), opere più antiche (Cneo Nevio e Quinto Ennio), storici più importanti (Tito Livio, Dionigi di Alicarnasso).

Origini mitiche → o Enea o Romolo → figlio della figlia dell’ultimo re albano e Marte fonda Roma → 7 re Romolo - Numa Pompilio (istituti religiosi) - Tullio Ostilio (campagne militari e distruz Alba Longa) – Anco Marzio (fondazione Ostia) – Tarquinio Prisco (inizio etruschi) – Servio Tullio (Mura e comizi centuriati) – Tarquinio Superbo (dittatore) → Attendibilità discutibile (nobili puntavano a esaltare la propria famiglia, le fonti convergono negli annali, ambiguità fonti orali (carmina convivalia)), ma “Lapis Niger” contiene epigrafi di dediche ad un re.

Origini verosimili → prime ceramiche (1600) prime abitazioni e tombe tipiche laziali a cremazione (1000), fusione di comunità e villaggi in sud Etruria e Lazio (900), aumento demografico economico (tombe più ricche ma più divario) (VIII), ricchezza = più contatti con l’esterno, e ingresso di greci e materie greche orientalizzanti (VIII-VII), colonizzazione greca introduce il concetto di città stato (VII).

Pomerio → confine religioso, post moerium.

Società romana

Società romana → Gens (antenato comune, valenza politico religiosa) con a capo il Pater e un proprio territorio.

Curie (organizzazioni militari religiose) parte dei comizi curiati (assemblee cittadine, in età arcaica non del tutto compresa la funzione).

Tribu (Tities Ramnes Luceres) non del tutto comprese, fornivano 100 cavalieri e 1000 fanti (3x = legione romana) fornisce 100 senatori, divisa in 10 curie.

Famiglia → basata sulla potestas (non sul matrimonio), moglie non ha voce in capitolo ma può divorziare, attenta ai riti religiosi e alle celebrazioni che esaltavano i manes (anime antenati), pater aveva controllo del patrimonio fino alla morte (salvo con la “peculium”), la donna veniva limitata per garantire al pater solo figli legittimi (uccisa in caso di adulterio), matrimonio si ufficializzava con confarreatio (pagnotta di farro) mancipatio (compravendita) usus (convivenza di un anno) con donna di almeno 12 anni.

Agricoltura → terra brulla (tufo), pastorizia, farro (poca resa, puls alimento principale), heredium (casa e orto), sors (terra assegnata per eredità o sorteggio.

Monarchia

Monarchia romana → Re eletto da consiglio dei nobili + ricchi (protosenato) e affiancato da collegi di sacerdoti (auguri, vestali, pontefici).

Romolo fonda Roma → NP (istituti religiosi) → TO (espansione e distruzione di Alba Longa, 673-641) → AM (espansione verso la costa e saline, 641-616) → TP (diviene successore di AM dopo essere stato cacciato da Tarquinia, in quanto straniero, aumenta n senatori) → ST (Mura serviane, centurie (divisione per ricchezza), tribù rurali territoriali non censitarie) → TS (dittatore).

Periodo etrusco VII-VI porta a rivoluzioni politiche amministrative ma anche urbanistiche (pavimentazione foro, case in pietra e tegole, T di Vulcano, T della Triade.

Roma Cartagine → Polibio dice di aver trovato un trattato che dimostra l’influenza romana di quegli anni (90km, fino a Terracina).

Repubblica

Repubblica romana (470-450 per evitare possibile forzato parallelismo con Ippia, 509 contando i chiodi del T di Giove Capitolino → Cneo Flavio dice che nel 304 ci sono 204 chiodi, in questo periodo cambia la pianta regia e diviene templare → forse dimora del rex sacrorum repubblicano).

Origini mitiche → Sesto Tarquinio rifiutato da Lucrezia (figlia di un nobile, poi suicida) → per vendetta viene attaccato da marito, padre e amici tra cui Publio Valerio → 510 viene deposto, poi breve parentesi con l’occupazione di Porsenna.

Origini verosimili → intensificazione del potere personale monarchico, rivolta di patrizi vinta, con periodo di intermezzo in cui Porsenna spadroneggia fino alla B di Aricia (vs Aristodemo di Cuma e latini).

2 consoli → annuali, collegiali, votati dai C centuriati, sotto la “provocatio ad populum → potere politico → censore ed eponimo, ma interpretano anche le questioni divine più importanti il religioso al rex sacrorum affiancato dagli auguri.

Successivamente il potere consolare viene diviso:

  • Questori → 2, questioni finanziarie, forse legati ai quaestores parricidi.
  • Censori → 2 tengono il censimento → più l’ACC prende potere più il censore diviene importante → perciò iniziano a stilare le liste senatorie (VI III) → cura morum sui cittadini.
  • Magister Populum dittatore nominato in caso di necessità, durata 6 mesi (di solito termina con la fine dell’emergenza), affiancato dall’equitium → prima volta nel 501 per crisi militare.

Sacerdozi e collegi

Sacerdozi (Roma non separa cariche politiche e religiose):

  • Flamini → personificazioni della triade Giove Marte Quirino, o di culti minori.
  • Aruspici → esaminano le interiora.
  • Feziali → si occupano di diplomazia e dichiarazioni di guerra → attenti alle prassi (“Bellum iustum”).

Collegi:

  • Pontefici → nominano i 3 flamini maggiori, interpretazione giuridica e del calendario, carica a vita.
  • Auguri → assistono le scelte dei magistrati interpretando la natura.
  • Duoviri Sacris Faciundis → custodiscono i libri sibillini (raccolta di oracoli) e cercavano di mantenere equilibrati i rapporti con gli dei (tipo tramite l’introduzione di un culto straniero).

Senato → collegio dei patres monarchico, consiglio a guida patrizia di ex magistrati, hanno auctoritas patrum (sanzione su atti legislativi, vitalizia).

Assemblee cittadine

Assemblee cittadine (votavano uomini liberi con diritto di cittadinanza per nascita, come liberti o per concessione → Roma molto aperta in questo senso):

  • ACCur → gestisce testamenti e adozioni in monarchica, ma perde valore poi → ufficializza i magistrati (console compreso).
  • ACCen → vota l’elezione di consoli e magistrati e conferma i censori, basata sul censo, i ricchi hanno più potere.
  • ACTr (metà IV) → elezione di magistrati e leggi minori su base tribale, prevalgono le tribù rustiche (+ numerose).
  • TDB → elegge edili plebei e fa plebisciti.

*Le A non possono autoconvocarsi, possono essere fermate dal console, le decisioni sono al veto senatorio.

Patrizi vs plebei

Patrizi vs plebei (Rep-287).

Problema economico → perpetuo stato di conflitto con limitrofi, cattive annate (soprattutto in V), caduta degli etruschi campani (causa stop al commercio e pericolo greco), protrarsi di ostilità con Sabini → testimoniato dal calo dei ritrovamenti di ceramiche greche (archeologicamente) e dagli indebitamenti dei nexi (il nexum è la situazione di debito di una persona verso un’altra).

I plebei chiedono un tetto all’interesse e una distribuzione terriera.

Problema Politico → Monopolio patrizio sul consolato, richiesta plebea di leggi scritte (non interpretate sempre dagli stessi).

Problema Militare → i plebei soffrivano in guerra tanto quanto i patrizi, ma avendo meno → si accorgono della loro importanza.

Prima secessione

Prima secessione (494) → sciopero e ritiro sull’Aventino (no difesa e manodopera), ed emanazione delle “Leggi sacratae” (se non le segui sei un “sacer” e puoi essere ucciso) ma soprattutto la fondazione del “concilia plebis tributa” (assemblea di stampo tribale dal 471 che può emanare plebisciti, i quali avranno valenza legislativa solo nel 287).

Concilia Tributis → 10 tribuni della plebe a capo con poteri:

  • Ius auxili → Diritto di soccorso di un plebeo vs un magistrato.
  • Ius intercessionis → Veto sulle scelte magistratuali a scapito della plebe.
  • Ius agendi cum plebe → Potere di convocare e proporre.
  • Sacrosanctitas → Inviolabilità del tribuno → punita col divenire sacer (spoliazione di beni al T di Cerere, Libero e Libera sull’Aventino e morte, anche se quest ultime non sono accertate).
  • Obbligo di rimanere dentro la città in caso di bisogno e con porta sempre aperta.

Ci sono anche gli edili plebei (forse da aedes → casa tempio) inizialmente tutori del T di CLL e assistenti dei tribuni, in tarda repubblica organizzano giochi e controllano infrastrutture.

La prima secessione permette di affermare la presenza plebea senza però vere e proprie conquiste pratiche (no redistr di terra, no rifacimento debiti) → fallisce anche il tentativo di Spurio Cassio di ridistribuire la terra (ucciso in quanto tiranno anche dalla plebe).

Seconda secessione

Seconda secessione (450-449) nomina di un decemvirato di patrizi (immuni al veto) che stilano le XII tavole (451-450) → derive autocratiche di Appio Claudio vengono combattute da plebe e moderati (Marco Orazio e Lucio Valerio) → i plebei vincono e acquisiscono la validità per tutta la cittadinanza dei plebisciti (viene reintrodotto il matrimonio patrizio plebeo, abolito dalle XII) → Plebiscito Canuleio (da Caio Canuleio) rompe il monopolio patrizio sui matrimoni (matrimoni misti).

Per rispondere a questo i patrizi affiancano tribuni militari ai consoli (anche plebei ma senza diritto di aruspicina).

Leggi Licinie Sestie

Leggi Licinie Sestie (dal 367).

La crisi interna romana, anche a seguito del tentativo tirannico di Spurio Melio (440), accelera con le incursioni galliche (390) → data la conquista di Veio e Capena si tenta una riforma per ridistribuire, tuttavia l’ager publicus non basta e viene occupato da chi ha più mezzi (patrizi), arricchendo ricchi e impoverendo poveri → a questo punto Marco Manlio Capitolino prova a organizzare una ridistribuzione, fallendo come Sp C e M. (384).

La riforma riparte poco dopo con Caio Licinio Stolone e Lucio Sestio Laterano, esponenti di ricche famiglie plebee, che riusciranno a mettere in pratica le proprie proposte grazie alla dittatura di Marco Furio Camillo (367):

  • Riforma agraria → Estensione max a, forse, 500 iugeri con rischio di multa.
  • Plebei al consolato (si oppongono oltre ai patrizi anche i plebei più radicali → rischio di corruzione degli elementi guida plebei) → uno dei 2 può essere plebeo, abolito il tribunato consolare.
  • Questione dei debiti → Tolto il tasso di interesse → il tutto pagabile in 3 rate annuali.

I patrizi rispondono con l’introduzione dei Pretori (urbanus → amministra la giustizia fra cittadini; peregrinus → “” fra stranieri) (anche a capo dell’esercito) e degli Edili curuli (dalla sella curulis, organizzano giochi, ordine pubblico e sicurezza come i plebei ma hanno diritto di giurisdizione) → in generale si tende a distribuire poteri a magistrati minori per arginare il potere plebeo.

L’ondata riformatrice permette l’assunzione di cariche pubbliche anche ai plebei (Sestio 1 console plebeo, Caio Marcio Rutilo 1 dittatore plebeo (356), alternanza edili curuli plebei-patrizi, 1 pretore plebeo P.Q Filone, plebiscito di Lucio Gienuco impone almeno 1 console plebeo (342)); nel 326 o 313 viene approvata l’Abolizione di schiavitù per debiti → Petelia Papiria grazie alla soluzione conquista, + schiavi + terreno, le riforme plebee hanno successo (IV).

Appio Claudio Cieco, censore (312-311) → introduce il metallo nel quantitativo di ricchezza (da poco era stata inventata la moneta campana) e permette alla plebe urbana di entrare nelle tribù rustiche (appiattimento del dislivello nei CT) (Dedicate a lui Via Appia e primo acquedotto).

Cneo Flavio, edile curule (304) → “Ius Civile Flavianum” introduce il calendario dei giorni fasti e nefasti, in cui si può o meno svolgere l’attività pubblica → monopolio dei pontefici sulla giustizia.

Lex Ortensia (287) dal dictator Quinto Ortensio → il plebiscito vale per tutta la cittadinanza romana → in pratica CT e Concilia Plebis hanno uguali poteri (la differenza è chi può convocarli, rispet consoli e edili; talvolta verranno confusi nelle fonti).

La conquista dell’Italia

Conquista dell’Italia → la conquista della penisola avanza di conquiste e alleanze matrimoniali (trattato Roma Cartagine) → tra VI e V, dopo la cacciata etrusca, le città sottoposte si ribellano col nome di lega latina (comunanza di discendenza, testimoniata da celebrazioni simili e diritti simili → ius connubii (matrimoni con altri membri di comunità) ius commerci (contratti anche oltre i propri confini) ius migrationis (avere residenza quindi diritti civili).

La lega latina è colei che, dopo aver sconfitto il figlio di Porsenna alla Battaglia di Aricia (504), affronta Roma a Lago Regillo (496) (V Roma grazie all’arrivo di Polluce e Castore, cavalleria, tanto da farli divenire parte dell’iconografia e dedicati di un T nel foro) → uscita di scena di Tarquinio e Foedus Cassianum (493) (Sp Cassio console):

  • Difensivo.
  • Amicizia commerciale.
  • Riconoscimento reciproco dei diritti (ius connubi ecc.).
  • Aiuti militari equa divisione del bottino.

Ne consegue un’espansione dell’influenza romana tramite la fondazione di colonie latine (entrano nella LL); nel 486 vi è anche l’alleanza con gli Ernici (sud est di Roma, incuneati tra Equi e Volsci).

Scontro con Sabini Equi Volsci

Scontro con Sabini Equi Volsci causato da un generale movimento osco-sabellico (popolaz affini linguisticamente) dettato dalla necessaria migrazione di sopravvivenza (negli appennini c’erano poche risorse), e organizzata secondo il “Ver sacrum” (rituale che benedice prodotti, obbliga alla migrazione forzata i maturi seguendo le indicazioni di un animale totemico → lupo - hyrpos - irpini di Campania, picchio - piceni, sanniti, apuli, brettii - Basilicata, sanniti, lucani).

Probabilmente è proprio questa tendenza alla migrazione che porta a continue razzie (quindi recessione economica di V a Roma) → protagonisti sono:

  • Volsci (sud Lazio, Terracina, Anzio, Velletri) → minacciano Roma tra 490-488.
  • Equi (est Lazio, Tivoli, Preneste, colli Albani) → fermati nel 458 (da L Quinzio Cincinnato) e nel 431 (Aulo Postumio Tuberto) al Passo dell’Algido.
  • Sabini (nord est Lazio, Rieti, Via Salaria) → a volte amici (ingresso della gens Claudia a Roma), a volte in conflitto.
  • Etruschi di Veio.

Guerre contro Veio

Guerre contro Veio (per le saline): 483-474 → occupazione di Fidene di Veio → uccisa la gens Fabia (300 nei racconti per affinità con Sparta) (morte della milizia aristocratica in favore dell’oplitica), e la città viene persa da Roma.

437-426 → riconquista di Fidene di Aulio Cornelio Cosso e Spolia Opima (armi del comandante nemico date al T di Giove Feretrio, ovvero garante dei patti).

405-396 → conquista di Veio di Marco Furio Camillo (censore poi dittatore) → introduzione del culto di Giunone, stipendium (l’assedio era durato tanto), tributum (“”) (tassa sul censo).

Invasione gallica

Galli popolazione Celtica che occupa la Lombardia (fonda Mediolanum) e la pianura Padana (in modo non violento) → Gallia sovrappopolata, quindi si cercano migrazioni in ITA e SP.

Secondo Polibio sono 3 ondate → Milano → Padania → Romagna sud e Marche.

Secondo Varrone il 390 è l’anno in cui vi è la Sconfitta di Allia (affluente Tevere), e il Sacco di Roma (con la fuga delle Vestali a Cere, essendo loro le custodi dei simboli romani) → dopo spariscono (forse arruolati da Dionisio o altro).

La ripresa

La ripresa veloce grazie ai tributum e ai territori di Veio conquistati → sfruttamento delle cave di Tufo permette di ricostruire le Serviane (378).

Oltre ciò persegue una politica aggressiva:

  • A nord → si espande sugli etruschi e stringe alleanza con Cere (avevano accolto gli esuli durante il sacco) → isopoliteia.
  • A sud est → batte gli Equi, si scontra con Volsci, Ernici e Latini sovversivi (approfittavano della crisi post galli) → Tuscolo diviene primo municipio (381).

Viene rinnovato il Foedus Cassianum (358) (Tarquinia e Cere temevano di subire la sorte di Tivoli e Preneste, sovversive e soffocate).

Confronti con i Sanniti

Sanniti sono una popolazione tra Sangro e Ofanto → il territorio è diviso in Pagi (circoscr territoriali), quindi Vici (villaggi) governati da un Meddiss (governante); tanti Pagi sono un touto (governato dal meddis toutiks, capo tribù) → le tribù sono 4 (Irpini, Candini, Pentri, Carrielli) unite nella Lega sannitica (centro St di Pietrabbondante).

Nel 354 vi è un trattato di tregua con i romani (si segna il confine al fiume Liri), tuttavia questo viene rotto quando sanniti attaccano L C

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

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