Storia dell’Europa moderna
Introduzione
Quale rilevanza assume, oggi come nel passato, il fenomeno dell’uso politico di devozioni tradizionali?
Nel mondo contemporaneo si è osservato un ritorno all’uso politico dei culti ad opera di diversi leader che promuovono movimenti populisti. In Italia il fenomeno è apparso evidente nel discorso pubblico tenuto, soprattutto in occasione di importanti appuntamenti elettorali, dal segretario della Lega, Matteo Salvini. Non a caso nel dibattito parlamentare dell’estate del 2019 il tema ha costituito una delle più evidenti ragioni del contrasto che ha portato alla crisi del primo governo Conte.
Nel suo discorso al Senato, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, annovera tra i motivi di divergenza con il vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Interni, Matteo Salvini, anche l’utilizzazione, ad opera di quest’ultimo, di simboli religiosi in occasione di manifestazioni politiche. Il premier sostiene, infatti, che quei comportamenti non solo rappresentino un’offesa al sentimento religioso dei credenti, ma comportano anche una violazione di uno dei fondamenti dello Stato moderno, il principio di laicità.
L’ostentazione di simboli religiosi si è verificata più di una volta durante i discorsi al pubblico svolti da Salvini negli ultimi anni. Ad esempio, nel comizio svoltosi a Milano nel febbraio 2018 a chiusura della campagna per le elezioni politiche, il leader leghista agita sul palco un rosario, giurando di essere fedele al popolo che lo avrebbe eletto e di rispettare la Costituzione italiana; oppure al termine di un altro comizio dopo aver invocato i santi patroni d’Europa, affida, sventolando il rosario, l’Italia al Cuore immacolato di Maria, che, asserisce, “sono sicuro ci porterà alla vittoria”. Anche sui social, Salvini ostenta manufatti di carattere religioso a lui donati: crocefissi, santini, vangelo.
Secondo alcuni commentatori, l’insistenza di Salvini sul ricorso ai simboli religiosi è riconducibile alla debolezza del suo programma politico così da ottenere maggiore risonanza mediatica. Salvini replica dicendo che questi comportamenti si legano, invece, al suo disegno di riorganizzazione degli assetti dell’Italia e dell’Europa, rappresentando l’emblema di un complessivo progetto politico. Aggiunge poi che l’ostentazione dei simboli religiosi vuole anche testimoniare il riconoscimento del consenso incontrato nel mondo cattolico. Inoltre, Salvini enfatizza in particolare la dimensione antislamica e anti-migratoria nello scopo di catturare il consenso dell’elettorato conservatore.
Ma non si tratta di un fenomeno solo italiano, interessa sia paesi europei che extraeuropei. Ad esempio, il presidente brasiliano Bolsonaro consacra il paese al Cuore Immacolato di Maria; Marine Le Pen, pur proclamando la laicità della Repubblica francese, mobilita, a sostegno del Front National, la figura di Giovanna d’Arco, ecc. La convinzione di questi leader è quella di utilizzare questi simboli come veicolo per sollecitare una risposta nazional-identitaria alla crisi indotta dai processi di globalizzazione e di migrazione di massa.
Questo atteggiamento non riguarda solo il cristianesimo, ma anche altre religioni. Ad esempio, il presidente turco Erdogan ha re-islamizzato l’edificio Santa Sofia a Istanbul. Nel 1935, nel processo di modernizzazione del paese, la moschea era stata trasformata in museo storico. Adesso, è ritornata ad essere un luogo di culto. Il motivo di questo ritorno è principalmente una risposta alle richieste di una parte del gruppo islamista che vuole ripristinare il potere religioso nello stato turco, a scapito della laicizzazione dello stato. Queste persone vogliono contrastare l'influenza della secolarizzazione nello stato, che si è verificata in passato. Ma più in generale, vogliono promuovere un movimento politico popolare e nazionalista, che cerca di affrontare le sfide politiche ed economiche del paese.
Non è nemmeno mancato, sia pure con minore frequenza e intensità, il tentativo di rispondere a queste tendenze con una ri-significazione di culti tradizionali: ad esempio, per replicare alla propaganda anti-migratoria dei movimenti populisti, si sono diffuse immaginette devozionali della Madonna protettrice dei naufraghi. Ma quel che occorre considerare è il contesto complessivo in cui si inseriscono tutte queste tendenze.
Il pontefice attuale, Papa Francesco, ha posto la pietà popolare e le sue manifestazioni pubbliche come uno dei pilastri del suo governo della Chiesa universale. Ha dimostrato questo impegno attraverso i suoi stessi comportamenti pubblici. Durante la pandemia, il Papa ha compiuto gesti che sono diventati iconici del suo pontificato. Ad esempio, il 15 marzo 2020, le immagini televisive hanno mostrato il Papa in un solitario pellegrinaggio attraverso una Roma deserta. Francesco si è recato alla chiesa di San Marcello al Corso dove ha rivolto la sua preghiera al Crocifisso, al quale si attribuisce la fine miracolosa della pestilenza del 1522.
Secondo Papa Francesco, la religiosità del popolo non ha solo un valore di riforma ecclesiale, ma assume anche un'importante funzione sociale. Il Papa ritiene che la pietà religiosa non sia tanto legata alla promozione di progetti specifici per la società, che sono lasciati all'autonomia dell'attività politica, bensì queste pratiche devote rappresentano un modo per radicare nella vita dei fedeli temi come la misericordia, il perdono, la riconciliazione, la fratellanza, che il papa ritiene cruciali per rendere il messaggio cristiano credibile e attraente per gli uomini d’oggi.
Tuttavia, nel suo discorso manca ogni attenzione alla storia dei culti che vengono riproposti. La riproposizione dei simboli tradizionali cristiani riattiva inevitabilmente la forza del messaggio politico che nel corso del tempo si è identificato con essi. È necessario, pertanto, considerare attentamente la storia, vigilare sulle connessioni della pietà popolare con la superstizione e prevenire lo sfruttamento delle pratiche pie da parte della criminalità organizzata e dell'uso politico. Nel ripercorrere analiticamente la connotazione politica delle pi
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